arizona77 ha scritto:
Diciamo che ci stiamo allontanando dal discorso iniziale
No, o io non riesco a spiegarmi al meglio o te forse devi un attimo rileggere
vado a riprendere i vari punti.
1) poco fuori acque Libiche
Certo, nell'ambito dei nostri quadranti SAR
2) recupero i barconi ( con che diritto :?: )
Sono le norme e convenzioni internazionali sul diritto marittimo, recepite con tutti i crismi di legge dall'Italia, che ti danno non solo il "diritto", ma in un certo senso, non figurato, ti impongono il "dovere" di farlo. Quel tratto di mare è sotto nostra competenza SAR (in realtà copriamo anche parte del SAR di Malta con il loro accordo, anzi, con loro richiesta)
4) identificazioni
( su che basi siamo sicuri che non raccontino balle visto che i documenti li gettano :?: )
Qui dovevo senz'altro spiegarmi meglio. Per "identificazione" non si intende tanto il recupero del certificato anagrafico del paese di origine (documentazione che, non infrequentemente, manco esiste), ma
1) l'acquisizione certa di alcuni parametri biometrici (a partire dalla scansione delle impronte digitali, ma se vuoi ci puoi mettere la scansione della retina e se hai qualche dubbio ti prelevi "a futura memoria" un campione di dna e/o altro ancora);
2) l'abbinamento di questi parametri a un codice identificativo univoco ed a due foto (fronte e profilo);
3) inserimento di tutto quanto sopra nell'esistente banca dati comunitaria;
Al che, il signore così identificato potrà anche dire di chiamarsi Pippo o Cristoforo Colombo, e sarà identificato con tale nome, ma risulterà assolutamente "identificato". Questa è una delle tante carenze che, giustamente, ci addebitano gli altri paesi UE. Non occorre molto tempo o soldi per detta procedura, anziché spendere soldi per pagare gli affitti degli alloggi ci si attrezza un po' di scanner. Per intanto, abbiamo fatto la figuraccia e l'identificazione sarà (anzi è già) monitorata da poliziotti tedeschi e francesi, che controllano che i nostri lavorino come da standard richiesto.
5) quelli non provenienti
( documenti mancanti a parte, da cosa distingui un Libanese da un Siriano ).
Ripeto, intanto li identifichi come sopra spiegato, poi, vedi se contano palle. Perché se vieni trovato senza questo badge identificativo vieni cortesemente accompagnato in questura, ti prendono le impronte e i server del Viminale in poco tempo dicono chi avevi dichiarato di essere, quando sei entrato etc etc.
Per mio vedere
( ispirandomi alla nostra Costituzione ) fare atti di questo tipo
sono un arbitrio.....
( che in acque nostre, potremmo vendere come prevenzione )
che in mare aperto, mi sembra di poter tranquillamente definire pirateria
La Costituzione va letta tutta
Art. 10, primo capoverso
L?ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
Comprendo che già risultando difficili i principi generali del diritto civile, quello marittimo possa risultare "strano", ma tant'è, e le convenzioni internazionali sono state regolarmente recepite dal nostro ordinamento giuridico.
Ti aggiungo inoltre che lo sbertucciamento che ci fanno i colleghi europei sulla questione è dovuto proprio al nostro mettere la testa sotto la sabbia sulla questione "diritto marittimo".
Qui trovi alcuni riferimenti
http://guardiacostiera.it/organizzazione/centraleoperativa.cfm
Qui una bella raccolta normativa
http://www.fog.it/convenzioni/mar.htm
Allego sotto la mappa delle aree Sar in cui si evidenzia la questione aperta con Malta. A farla breve, i "rimborsi" UE per il SAR sono calcolati anche in base alla copertura ... qualcuno molto "levantino" pensò bene di estenderla il più possibile ... poi però chiede aiuto al vicino :twisted:
Nota che le aree SAR sono quelle con
obbligo di intervento e si estendono ben oltre le acque territoriali, ma non sono "invalicabili". Ad esempio, ove oggettivamente manchi un Sar nazionale effettivamente operativo (guarda caso la zona di competenza libica ... ), puoi/devi andare in "supplenza"
Altro che pirateria :twisted: