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Riproviamo

U2511 ha scritto:
Forse sfugge che questi VOGLIONO essere raccattati dai nostri (e non dai Maltesi, che li internano) e noi li raccattiamo.
Il problema è il dopo:
- mancata identificazione (perché fa comodo a tutti)
- mancato internamento cautelare (idem c.s.)
- mancato riaccompagnamento coatto (idem c.s.)

C'è una questione di fondo, sul fatto che secondo certi personaggi l'immigrazione è un diritto naturale. Non è così. A casa mia accolgo chi voglio io ed alle condizioni che voglio io.

Magari confondono il diritto di immigrazione col diritto di asilo
 
In quanto alla difficoltà di identificazione bisogna vedere se ai finti profughi di guerra conviene affibbiarsi a vità l'identità che dicono di avere ma con relativa schedatura di impronte digitali. Voglio vedere se accettano queste condizioni.

E se accetta almeno sappiamo chi è per sempre.

Per inciso in questo modo il tizio assassino che era rientrato dopo essere stato cacciato non sarebbe rientrato e non avrebbe ammazzato.
 
ALGEPA ha scritto:
U2511 ha scritto:
- mancata identificazione (perché fa comodo a tutti)
nel tuo ragionamento che trovo interessante continuo a vedere debole il momento dell'identificazione che per come la descrivi tu non credo sia fattibile da fare in mare per ragioni tecniche e pratiche
Su una nave passeggeri di adeguata capacità hai tutto lo spazio che ti serve, le attrezzature non portano via mollto spazio.

ma soprattutto non capisco... ( però forse non c'arrivo io ) bene tu prendi le impronte , scansioni la retina e identifichi una persona facendo fede ad una serie di informazioni che ti dichiara il tizio, potrebbero essere vere e false, quindi in quel momento ti basi su queste? che poi ti porterai dietro grazie al data entry che verrà fatto in un archivio centrale? capito male?
Spiego meglio. Abbiamo il problema che vi sono in giro troppi extracomunitari che, non identifiacti come sopra, possono dichiarare di volta in volta le generalità che vogliono, così da essere Pippo a Catania, Pluto a Roma e Topolino al Brennero. Questa cosa fa imbestialire i partner UE (e c'hanno ragione). Una volta che questo non è più possibile, le false dichiarazioni iniziali pian piano escono fuori e se questo signore che magari chiedeva lo status di rifugiato si scopre non averne titolo, lo puoi gentilmente congedare con un pranzo al sacco fuori da Schenghen, possibilmente da dove è venuto. E soprattutto si toglie la sensazione di impunità che, alla prova dei fatti, è molto diffusa.
Considera che in molti casi si lavora ancora con il tampone a inchiostro, che è una roba folle (secondo me le impronte che mi presero a suo tempo al Maricentro di Taranto erano illeggibili e/o inutilizzabili già allora :? )
 
economyrunner ha scritto:
Per inciso in questo modo il tizio assassino che era rientrato dopo essere stato cacciato non sarebbe rientrato e non avrebbe ammazzato.
Un esempio eclatante, ma significativo
 
arizona77 ha scritto:
U2511 ha scritto:
C'è una questione di fondo, sul fatto che secondo certi personaggi l'immigrazione è un diritto naturale. Non è così. A casa mia accolgo chi voglio io ed alle condizioni che voglio io.
Magari confondono il diritto di immigrazione col diritto di asilo
Stavolta ti quoto completamente. Noi, per difernder il diritto di asilo (e nostro correlativo dovere di protezione) dobbiamo disgiungere chiaramente le due cose.
Gli Italiani sono stati emigranti, ma andavano là dove era permesso di andare e con le modalità che prevedeva il paese ospite. Percé ora dobbiamo essere costretti ad accettare chicchessia, alle sue condizioni e magari modificare il nostro stile di vita per compiacere questi?
 
U2511 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Per inciso in questo modo il tizio assassino che era rientrato dopo essere stato cacciato non sarebbe rientrato e non avrebbe ammazzato.
Un esempio eclatante, ma significativo

rispondo anche all'altra... io mi immagino un barcone di 1000 persone,per cui le devi prendere, portare su questa nave, effettuare per ognuna un colloquio con relativa acquisizione di retina o impronte digitali, verifica nella banca data se questa persona era stata gia identificata, quindi se non lo fosse immissione di tutti i dati appena acquisiti nel sistema centralizzato. Non che non si può fare ma secondo me è impegnativa da fare come cosa,è come voler fare un fermo di identificazione in autostrada ...

il tizio assassino in questo modo lo riprendi perchè era stato già cacciato, ma nel caso in cui dall'identificazione e per quanto ha dichiarato lo ritieni in diritto di entrare nel nostro paese può anche commetterlo subito un reato e in questo caso quindi non si è fatta prevenzione
 
con una dotazione di personale adeguata (10 postazioni, ciascuna con 2 agenti, per turno con due turni giornalieri, 40 agenti addetti all'identificazione) , la "schedatura" (scusa il termine ma è così) con le prime informazioni sommarie la fai tranquillamente ad un tasso di 300-400 identificazioni al giorno.
C'è un motivo per cui i partner UE sono ultra-incavolati con noi
(i fondi UE per questo lavoro ci sono)
 
U2511 ha scritto:
con una dotazione di personale adeguata (10 postazioni, ciascuna con 2 agenti, per turno con due turni giornalieri, 40 agenti addetti all'identificazione) , la "schedatura" (scusa il termine ma è così) con le prime informazioni sommarie la fai tranquillamente ad un tasso di 300-400 identificazioni al giorno.
C'è un motivo per cui i partner UE sono ultra-incavolati con noi
(i fondi UE per questo lavoro ci sono)

ma mica è un brutto termine "schedatura", del resto quando c'era il servizio militare ognuno di noi che faceva la visita medica ne subiva una.
Io sono solo pessimista che lo riesci a fare su di una nave, per mia ignoranza non so se la UE si incavola se non la fai sulle navi o se non la fai a terra una volta giunto al porto.
 
U2511 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
U2511 ha scritto:
C'è una questione di fondo, sul fatto che secondo certi personaggi l'immigrazione è un diritto naturale. Non è così. A casa mia accolgo chi voglio io ed alle condizioni che voglio io.
Magari confondono il diritto di immigrazione col diritto di asilo
Stavolta ti quoto completamente. Noi, per difernder il diritto di asilo (e nostro correlativo dovere di protezione) dobbiamo disgiungere chiaramente le due cose.
Gli Italiani sono stati emigranti, ma andavano là dove era permesso di andare e con le modalità che prevedeva il paese ospite. Percé ora dobbiamo essere costretti ad accettare chicchessia, alle sue condizioni e magari modificare il nostro stile di vita per compiacere questi?

Gli italiani quando arrivavano in un paese lo facevano ne meglio ne peggio degli immigrati di adesso, spesso delinquevano ed infatti erano considerati alla stregua degli immigrati di adesso. Il concetto di clandestinità mi lascia alquanto perplesso. È una idea che secondo me va superata, essendo alquanto contraddittoria. La questione sui rumeni è lampante: fino a qualche anno fa erano il male assoluto, alcolisti, erano troppi, dovevano tornare a casa, facevano schifo, eravamo invasi....finché sono diventati comunitari. Inoltre, non capisco in cosa modifichino il nostro stile di vita, per compiacere chi poi...
 
ALGEPA ha scritto:
Io sono solo pessimista che lo riesci a fare su di una nave, per mia ignoranza non so se la UE si incavola se non la fai sulle navi o se non la fai a terra una volta giunto al porto.
Ovviamente puoi procedere dove vuoi, ma:
1) devi farlo con tutti;
2) non devi far scappare manco uno
Attrezzare qualche nave passeggeri è un modo semplice per essere sicuro di schedari tutti e che contemporaneamente non ne scappi nessuno.
 
Rickjapan ha scritto:
U2511 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
U2511 ha scritto:
C'è una questione di fondo, sul fatto che secondo certi personaggi l'immigrazione è un diritto naturale. Non è così. A casa mia accolgo chi voglio io ed alle condizioni che voglio io.
Magari confondono il diritto di immigrazione col diritto di asilo
Stavolta ti quoto completamente. Noi, per difernder il diritto di asilo (e nostro correlativo dovere di protezione) dobbiamo disgiungere chiaramente le due cose.
Gli Italiani sono stati emigranti, ma andavano là dove era permesso di andare e con le modalità che prevedeva il paese ospite. Percé ora dobbiamo essere costretti ad accettare chicchessia, alle sue condizioni e magari modificare il nostro stile di vita per compiacere questi?

Gli italiani quando arrivavano in un paese lo facevano ne meglio ne peggio degli immigrati di adesso, spesso delinquevano ed infatti erano considerati alla stregua degli immigrati di adesso. Il concetto di clandestinità mi lascia alquanto perplesso. È una idea che secondo me va superata, essendo alquanto contraddittoria. La questione sui rumeni è lampante: fino a qualche anno fa erano il male assoluto, alcolisti, erano troppi, dovevano tornare a casa, facevano schifo, eravamo invasi....finché sono diventati comunitari. Inoltre, non capisco in cosa modifichino il nostro stile di vita, per compiacere chi poi...

ok bene, bravo, cittadino cosmopolita dalla mente aperta, quindi non ti dispiace se una decina di essi occupano "clandestinamente" la tua abitazione?
 
Rickjapan ha scritto:
La questione sui rumeni è lampante: fino a qualche anno fa erano il male assoluto, alcolisti, erano troppi, dovevano tornare a casa, facevano schifo, eravamo invasi....finché sono diventati comunitari. .

Faccio notare che quei rumeni che "facevano schifo" allora, lo fanno anche oggi, comunitari o no.

PS: prego cortesemente di notare l'aggettivo dimostrativo sottolineato, perchè non lo è a caso.
 
economyrunner ha scritto:
Rickjapan ha scritto:
U2511 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
U2511 ha scritto:
C'è una questione di fondo, sul fatto che secondo certi personaggi l'immigrazione è un diritto naturale. Non è così. A casa mia accolgo chi voglio io ed alle condizioni che voglio io.
Magari confondono il diritto di immigrazione col diritto di asilo
Stavolta ti quoto completamente. Noi, per difernder il diritto di asilo (e nostro correlativo dovere di protezione) dobbiamo disgiungere chiaramente le due cose.
Gli Italiani sono stati emigranti, ma andavano là dove era permesso di andare e con le modalità che prevedeva il paese ospite. Percé ora dobbiamo essere costretti ad accettare chicchessia, alle sue condizioni e magari modificare il nostro stile di vita per compiacere questi?

Gli italiani quando arrivavano in un paese lo facevano ne meglio ne peggio degli immigrati di adesso, spesso delinquevano ed infatti erano considerati alla stregua degli immigrati di adesso. Il concetto di clandestinità mi lascia alquanto perplesso. È una idea che secondo me va superata, essendo alquanto contraddittoria. La questione sui rumeni è lampante: fino a qualche anno fa erano il male assoluto, alcolisti, erano troppi, dovevano tornare a casa, facevano schifo, eravamo invasi....finché sono diventati comunitari. Inoltre, non capisco in cosa modifichino il nostro stile di vita, per compiacere chi poi...

ok bene, bravo, cittadino cosmopolita dalla mente aperta, quindi non ti dispiace se una decina di essi occupano "clandestinamente" la tua abitazione?
Ma che domanda è? Cosa c'entra con quanto scritto da Rickjapan?
Anch'io penso che quando le persone si spostano nel mondo in cerca di condizioni migliori (com'è sempre successo da quando esiste l'uomo sulla terra) le dinamiche sociali che si creano da una parte e dall'altra sono più o meno sempre le stesse da moltissimi anni; ciò significa che dovrei farmi occupare la casa da una decina di persone? Ma perchè mai?
 
barbaluca ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Rickjapan ha scritto:
U2511 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
U2511 ha scritto:
C'è una questione di fondo, sul fatto che secondo certi personaggi l'immigrazione è un diritto naturale. Non è così. A casa mia accolgo chi voglio io ed alle condizioni che voglio io.
Magari confondono il diritto di immigrazione col diritto di asilo
Stavolta ti quoto completamente. Noi, per difernder il diritto di asilo (e nostro correlativo dovere di protezione) dobbiamo disgiungere chiaramente le due cose.
Gli Italiani sono stati emigranti, ma andavano là dove era permesso di andare e con le modalità che prevedeva il paese ospite. Percé ora dobbiamo essere costretti ad accettare chicchessia, alle sue condizioni e magari modificare il nostro stile di vita per compiacere questi?

Gli italiani quando arrivavano in un paese lo facevano ne meglio ne peggio degli immigrati di adesso, spesso delinquevano ed infatti erano considerati alla stregua degli immigrati di adesso. Il concetto di clandestinità mi lascia alquanto perplesso. È una idea che secondo me va superata, essendo alquanto contraddittoria. La questione sui rumeni è lampante: fino a qualche anno fa erano il male assoluto, alcolisti, erano troppi, dovevano tornare a casa, facevano schifo, eravamo invasi....finché sono diventati comunitari. Inoltre, non capisco in cosa modifichino il nostro stile di vita, per compiacere chi poi...

ok bene, bravo, cittadino cosmopolita dalla mente aperta, quindi non ti dispiace se una decina di essi occupano "clandestinamente" la tua abitazione?
Ma che domanda è? Cosa c'entra con quanto scritto da Rickjapan?
Anch'io penso che quando le persone si spostano nel mondo in cerca di condizioni migliori (com'è sempre successo da quando esiste l'uomo sulla terra) le dinamiche sociali che si creano da una parte e dall'altra sono più o meno sempre le stesse da moltissimi anni; ciò significa che dovrei farmi occupare la casa da una decina di persone? Ma perchè mai?

Il mio paese lo considero al pari della mia abitazione. Come rispetto casa mia rispetto il mio paese. Per voi hanno forse valenze diverse?

Casa vostra è sacra, inviolabile mentre al vostro paese possono farci di tutto di più, tanto non vi appartiene e non ve ne frega niente?
Questo modo di ragionare IO riuscirei a capirlo se me lo fanno i buzziconi vari che ci fanno molta grana, tanto poi per loro il profitto privato è molto superiore rispetto al danno comune.

E così difficile da capire sto concetto?
Lasciare che il proprio paese venga invaso come sta accadendo al nostro non equivale a spalancare le porte di casa propria a chiunque e a qualsiasi condizione?

edit: ti faccio notare che il mio post era in risposta a quello di ...."Il concetto di clandestinità mi lascia alquanto perplesso. È una idea che secondo me va superata ......."
 
barbaluca ha scritto:
penso che quando le persone si spostano nel mondo in cerca di condizioni migliori (com'è sempre successo da quando esiste l'uomo sulla terra) le dinamiche sociali che si creano da una parte e dall'altra sono più o meno sempre le stesse da moltissimi anni; ciò significa che dovrei farmi occupare la casa da una decina di persone? Ma perchè mai?

Si casca sempre lì: le "persone che si spostano nel mondo in cerca di condizioni migliori" non sono tutte uguali. C'è chi scappa davvero da guerre e persecuzioni e chi scappa dalla voglia di lavorare. Ai primi non passa nemmeno per l'anticamera di fare cazzate, i secondi vengono qui apposta. E dato che la nostra "security policy" è del tipo "porte aperte alla Despar", insieme ai primi (pochi) entrano anche i secondi (tanti).
 
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