<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Riproviamo | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Riproviamo

U2511 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
-Recupero i barconi:
se non sono in acque nostre, trattasi di pirateria,
Ho detto che ci mettiamo una decina di miglia fuori dalle acque territoriali libiche. Quando una imbarcazione è in palese difficoltà (e quelle lo sono di default se non altro per il numero di passeggeri) il SAR (search & rescue) è sostanzialmente un obbligo. Tu salvi da morte probabile se non certa quella gente. Il barcone poi, quanto meno è corpo di varie fattispecie di reato. Se preferisci attendere che il reato (*) si consumi con l'ingresso nelle nostre acque territoriali, per me non è un problema, basta accettare l'idea che ogni tanto qualche centinaio di "migranti" affogheranno in acque internazionali

(*) non quello di immigrazione clandestina che purtroppo non c'è più, ma tutta una serie di fattispecie imputabili agli scafisti: le nostre esimie Capitanerie di porto sono bravissime a irrogare sanzioni per un numero di matricola un poco scolorito o a passare in procura una denuncia per 5 pesci sotto taglia su 10 casse o per non evere etichettato prima dello sbarco ... se vogliono su quei barconi trovano materiale per dare l'ergastolo agli scafisti)

il resto a cascata
-passiamo direttamente allo sbarco e sabotiamo i barconi
quindi siamo noi che entriamo in territorio loro
Quando i nostri servizi non erano stati smantellati da una serie di provvedimenti "democratici" e potevano fare il loro lavoro, si applicò lo stesso sistema in Albania, e funzionò alla perfezione.

P.s.: quella dello Stato Libico che non c'e' piu' mi sembra un escamotge di stampo decisamente levantino ;)
Eh no, questa è precisione sveva ;)
In Albania un governo regolare c'era, anche se debole e impotente, e potemmo agire se non di comune accordo almeno con un patto di non ostilità. In Libia c'è la guerra civile, ovvero uan situaione in cui più fazioni si proclamano "legittimo governo"
(se preferisci, individuiamo il meno peggio dei "governi" libici e facciamo un accordo con loro, ma il senso è sempre quello

-In acque internazionali decidere la sorte di qualcuno, sempre pirateria e'
-In Albania c'era una specie di presunzione che erano i peggio fetenti ( = K, ma poveri /non Cinesi ;) ) del mondo
-Sono solo 2, e un accordo comunque ci deve essere, altrimenti i nostri rifornimenti energetici scarseggerebbero
 
Ari,
Diritto di terra e diritto di mare sono cose diverse.
A terra puoi interpretare, valutare, soppesare.
In mare decidi.

E non è affatto pirateria.
 
U2511 ha scritto:
Ari,
Diritto di terra e diritto di mare sono cose diverse.
A terra puoi interpretare, valutare, soppesare.
In mare decidi.

E non è affatto pirateria.

Sai della grandissima stima che Ti porto.....
Ma stavolta non Ti seguo ;)
Decidi, vuol dire che Ti ci trovi di mezzo da un momento all' altro.....
A priori, a tavolino e' un' altra cosa.
Le regole son quelle.
 
arizona77 ha scritto:
Ma stavolta non Ti seguo ;)
Decidi, vuol dire che Ti ci trovi di mezzo da un momento all' altro.....
A priori, a tavolino e' un' altra cosa.
Le regole son quelle.
Perdonami.
Se tu in acque internazionali accosti un'imbarcazione in perfette condizioni di navigazione, trasbordi a forza passeggeri ed equipaggio (che non vorrebbero venirci) sulla tua nave e affondi quell'imbarcazione, è molto probabile che si tratti di atto di pirateria (poi ci sono le eccezioni, ma sorvoliamo)

Nel momento in cui, sempre in acque internazionali, accosti una bagnarola tenuta insieme con lo spago e condotta da un disgraziato che ci ha imbarcato volontariamente (cioè non su una scialuppa in seguito a naufragio) una quantità inverosimile di passeggeri senza non dico i giubbotti di salvataggio ma manco una ciambella gonfiabile da piscina, e tali passeggeri che, per la stragrande maggioranza, non sanno nuotare e forse non hanno mai visto prima il mare, desiderano ardentemente trasbordare su un mezzo più sicuro, tu stai facendo opera di soccorso e salvataggio. Se la bagnarola sta nel tuo raggio d'azione, ci sei obbligato oltre che da umanità e buon senso, dalle norme internazionali e da quella nazionali, (vedi gli art. 489-490 del Codice della Navigazione); sei commendevole se pianifichi il salvataggio a tavolino ancorché eventualmente non obbligato.

Quanto al "barcone", nel momento in cui il sedicente "comandante" lo abbandona (e lo fanno sempre mescolandosi ai "migranti" per sperare di farla franca), il suddetto barcone diventa sostanzialmente un "relitto" (pure pericoloso per la navigazione). A questo punto le cose si differenziano un pochino a seconda che l'evento si sia verificato in acque interne o meno. Nel primo caso c'è l'obbligo di segnalazione all'autorità marittima competente (beh, in questo caso c'è addirittura l'intervento dell'autorità stessa) con obbligo di riconsegna al proprietario o, se non individuato, alla stessa autorità marittima, e con diritto al recupero delle spese sostenute per il recupero più un premio pari ad un terzo del valore del relitto, con facoltà dell'autorità di esitare il relitto all'asta per soddisfare il creditore. Se poi è corpo di reato ... non parliamone nemmeno.

In acque internazionali il naviglio mercantile abbandonato diventa generalmente di proprietà ... di chi se lo piglia (recupera) per primo (ci sono delle convenzioni internazionali sul punto). Le regole sono queste.

Ripeto dunque la domanda: che c'azzecca la pirateria?
 
economyrunner ha scritto:
U2511 ha scritto:
I miei due cent bucati da ignorante

Non sono una bestia e non lascio affogare questi disgraziati, vittime innocenti o delinquenti che siano. Ma:

1) affitto un congruo numero di navi passeggeri (non occore che siano ultimo modello, basta che siano solide ed efficienti nei servizi) e le faccio stazionare poco fuori dalle acque territoriali libiche (una decina di miglia oltre)
2) metto in piedi un SAR ancora più corposo di quello attuale (che di soldi ce ne sono a bizzeffe, dopo lo spiego)
3) recupero i barconi, isso la gente a bordo e affondo i barconi stessi senza restituirli come ai gentili signor scafisti e con tanto di scorta per assicurarsi che arrivino sani e salvi a terra, sia mai che poi facciano un corteo di protesta a Roma che gli si toglie il pane ... :twisted:
4) a bordo, procedo all'identificazione di tutti (ora non ci riescono e la Kaiserin di fatto ha imposto il commissariamento del nostro mininterni per manifesta incapacità professionale ... bella vergogna!) e separo chi viene da zone di guerra, dittature etc e chi no
5) quelli non provenienti da zone a rischio sono automaticamente classificati clandestini: dato che siamo buoni, se hanno qualche malattia li trasferiamo a bordo di una nave ospedale che teniamo sempre lì in zona, li curiamo gratis, gli diamo un pacco di viveri e li imbarchiamo su una lancia riportandoli in Libia (con l'assistenza di elicotteri armati semmai a qualche cammelliere venisse l'uzzo di fare scherzetti allo sbarco); quelli sani, saltano la nave ospedale e passano direttamente allo sbarco con pacco di vettovaglie in omaggio
6) quelli che, invece, potrebbero effettivamente beneficiare dello status di "profughi", passano ad altra nave dove si fanno tutti gli accertamenti del caso ed eventualmente, solo a esito favorevole dell'istruttoria, si portano a terra
7) nel mentre, dato che abbiamo alcune unità speciali, poche ma molto buone, le teniamo in allenamento facendo opera di ricerca e sabotaggio dei barconi sul suolo libico

Qualcuno dice che questa operazione costerebbe troppo?
No, anzi. In primo luogo l'UE ci dà tutti i soldi che servono per blindare il confine marittimo (mica penserete che la Spagna abbia pagato e paghi di tasca sua il "blocco" di Ceuta e Melilla?), in secondo luogo si eliminano con un tratto di penna tutta la massa dei parassiti sociali che si nascondono sotto le varie sigle di onlus e ong e che si dedicano al "business del clandestino"; si elimina la necessità di rimborsare ai comuni le spese di alloggio dei "migranti riallocati" e si elimina pure il commissariamento in atto alle nostre frontiere settentrionali (perché al Brennero e dintorni sono i poliziotti austriaci e tedeschi che "supportano" i nostri (pochi) agenti. Anzi, diciamola tutta che i nostri prendono ordini direttamente dai colleghi di A e D per bloccare gli extra prima che salgano in treno (idem prima di Ventimiglia con la Gendarmerie ... )

Per me questo non è affatto razzisimo, è solo tutela della dignità nazionale di un Paese degno di tale appellativo.

Ah, già, scusate, stavo sognando ... non si può, manca il Paese, c'è solo l'espressione geografica di metternichiana memoria (quanto c'aveva ragione ... ma quanto ... )

ecco questa mi sembra una gestione parecchio regolare .... che ne dici Algepa?

dico che , a parte considerazioni sul diritto marittimo che non conosco, mi sembra un buon modo di procedere, l'unico punto interrogativo secondo me risiede nel procedere all'identificazione e tutto quello che ne consegue che non è una procedura facile ed immediata da portare avanti, o almeno da sbrigare in tempi rapidi.
 
vorrei mettere evidenza a come si è affrontato e risolto il problema con i barconi che arrivavano dall,Albania.
Anche in questo caso si dovrebbe intervenire sui territori dove si imbarcano. Però l'intervento dovrebbe essere fatto dall'Europa con l'impegno principale dei Paesi che hanno creato i presupposti di queste tragedie (vedi per es la Francia che per i suoi interessi, ha fatto la sua guerra per deporre deporre Ghedafi
 
U2511 ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
Sicuramente un poco di contrarietà verso gli extracomunitari nasce da come sono state gestite le cose in questi ultimi anni ,ma quelli a cui mi riferivo io non credo che avevano l'atteggiamento che hanno anche 25 anni fa quando il problema non era eclatante come ora.
Partiamo da alcune considerazioni
Gli stranieri residenti in Italia sono circa l'8% della popolazione: ma, andando nelle carceri, vediamo che gli stranieri sono circa un terzo dei detenuti, ovvero il quadruplo di quello che ci si potrebbe attendere. Di questi, quasi il 58% è rappresentato da sole quattro nazionalità: in ordine di "merito" marocchini, romeni, albanesi e tunisini. Se passiamo alle nazionalità originarie di aree a rischio, quelle che sostanzialmento sono il "passaporto" per lo status di rifugiato, abbiamo: Siria 59 detenuti, Iraq 38, Libia 45, Afghanistan 28. Totale: 170, cioè meno dell?1% dell'intera popolazione carceraria.
E' razzismo o legittima difesa valutare in modo differenziato l'ingresso nel nostro Paese e/o "attenzionare" in modo diverso a seconda della provenienza?

le percentuali che tu hai evidenziato per la mia esperienza possono essere lette in altro modo , ma tralasciamo queste considerazioni perchè urterebbero il modo di pensare di parecchi di qui e non voglio sollevare baccani.
Se tu discrimini l'ingresso in un paese sulla base del paese di provenienza metti in atto una discriminazione, lo dice la parola stessa, ma quello che volevo evidenziare io era un altro tipo di approccio verso il diverso che alcuni , per fortuna non molti hanno, e che esula da tutto quello che tu hai riportato, ovvero ci sono persone che odiano il diverso. In questo momento il diverso è l'extracomunitario ma ti posso assicurare che qualche tempo fa per questi era il meridionale o era il polentone milanese come dicevano, vogliamo trovare giustificazione o una logica in questo modo di vedere l'altro ? Vogliamo trovare motivazioni di legittima difesa in questo modo di vedere la società che una volta che cesserà l'immigrazione ritornerà a vedere il diverso nel nostro stesso paese e tra di noi ?
Forse voi non lo avete vissuto, spero di no, ma alla fine dei meravigliosi anni 80 e per un bel poi degli anni 90 se io Romano, come mi è capitato, giravo in alcune zone del nord Italia dovevo evitare di far sentire il mio accenno di dialetto, e la stessa cosa valeva per un cittadino del nord se capitando a roma si trovava a passare di fianco a certi ben noti circoli o magari prendeva la metropolitana quando c'era una partita di calcio e quindi piena di tifosi. Questi persone che allora hanno generato quel clima, sono le stesse che ora sono diventate un punto di riferimento per alcuni sul modo di risolvere il problema immigrazione. Spero di aver precisato il mio pensiero
 
ALGEPA ha scritto:
economyrunner ha scritto:
U2511 ha scritto:
I miei due cent bucati da ignorante

Non sono una bestia e non lascio affogare questi disgraziati, vittime innocenti o delinquenti che siano. Ma:

1) affitto un congruo numero di navi passeggeri (non occore che siano ultimo modello, basta che siano solide ed efficienti nei servizi) e le faccio stazionare poco fuori dalle acque territoriali libiche (una decina di miglia oltre)
2) metto in piedi un SAR ancora più corposo di quello attuale (che di soldi ce ne sono a bizzeffe, dopo lo spiego)
3) recupero i barconi, isso la gente a bordo e affondo i barconi stessi senza restituirli come ai gentili signor scafisti e con tanto di scorta per assicurarsi che arrivino sani e salvi a terra, sia mai che poi facciano un corteo di protesta a Roma che gli si toglie il pane ... :twisted:
4) a bordo, procedo all'identificazione di tutti (ora non ci riescono e la Kaiserin di fatto ha imposto il commissariamento del nostro mininterni per manifesta incapacità professionale ... bella vergogna!) e separo chi viene da zone di guerra, dittature etc e chi no
5) quelli non provenienti da zone a rischio sono automaticamente classificati clandestini: dato che siamo buoni, se hanno qualche malattia li trasferiamo a bordo di una nave ospedale che teniamo sempre lì in zona, li curiamo gratis, gli diamo un pacco di viveri e li imbarchiamo su una lancia riportandoli in Libia (con l'assistenza di elicotteri armati semmai a qualche cammelliere venisse l'uzzo di fare scherzetti allo sbarco); quelli sani, saltano la nave ospedale e passano direttamente allo sbarco con pacco di vettovaglie in omaggio
6) quelli che, invece, potrebbero effettivamente beneficiare dello status di "profughi", passano ad altra nave dove si fanno tutti gli accertamenti del caso ed eventualmente, solo a esito favorevole dell'istruttoria, si portano a terra
7) nel mentre, dato che abbiamo alcune unità speciali, poche ma molto buone, le teniamo in allenamento facendo opera di ricerca e sabotaggio dei barconi sul suolo libico

Qualcuno dice che questa operazione costerebbe troppo?
No, anzi. In primo luogo l'UE ci dà tutti i soldi che servono per blindare il confine marittimo (mica penserete che la Spagna abbia pagato e paghi di tasca sua il "blocco" di Ceuta e Melilla?), in secondo luogo si eliminano con un tratto di penna tutta la massa dei parassiti sociali che si nascondono sotto le varie sigle di onlus e ong e che si dedicano al "business del clandestino"; si elimina la necessità di rimborsare ai comuni le spese di alloggio dei "migranti riallocati" e si elimina pure il commissariamento in atto alle nostre frontiere settentrionali (perché al Brennero e dintorni sono i poliziotti austriaci e tedeschi che "supportano" i nostri (pochi) agenti. Anzi, diciamola tutta che i nostri prendono ordini direttamente dai colleghi di A e D per bloccare gli extra prima che salgano in treno (idem prima di Ventimiglia con la Gendarmerie ... )

Per me questo non è affatto razzisimo, è solo tutela della dignità nazionale di un Paese degno di tale appellativo.

Ah, già, scusate, stavo sognando ... non si può, manca il Paese, c'è solo l'espressione geografica di metternichiana memoria (quanto c'aveva ragione ... ma quanto ... )

ecco questa mi sembra una gestione parecchio regolare .... che ne dici Algepa?

dico che , a parte considerazioni sul diritto marittimo che non conosco, mi sembra un buon modo di procedere, l'unico punto interrogativo secondo me risiede nel procedere all'identificazione e tutto quello che ne consegue che non è una procedura facile ed immediata da portare avanti, o almeno da sbrigare in tempi rapidi.

Si Paolo, d'accordo nessuno pensa che sia facile ma almeno si tenta di risolverlo nel modo opportuno.

Ci saranno meno morti e meno gente illusa che si avventura.
 
Algepa ho capito cosa intendi dire: nulla di più lontano dalla mia impostazione culturale, ma riconosco che, purtroppo, hai ragione.
 
U2511 ha scritto:
Algepa ho capito cosa intendi dire: nulla di più lontano dalla mia impostazione culturale, ma riconosco che, purtroppo, hai ragione.

non mi permettevo di riferirla ne a te ne ad altri qui del forum, scontata come osservazione ma dovuta. Cmq torniamo al discorso che facevamo prima, senza organizzazione del fenomeno immigrazione purtroppo secondo me si fa si che in alcuni settori delle società , magari esasperati o anche un poco culturalmente ignoranti, si da spazio a queste forme di pensiero.
 
economyrunner ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
economyrunner ha scritto:
U2511 ha scritto:
I miei due cent bucati da ignorante

Non sono una bestia e non lascio affogare questi disgraziati, vittime innocenti o delinquenti che siano. Ma:

1) affitto un congruo numero di navi passeggeri (non occore che siano ultimo modello, basta che siano solide ed efficienti nei servizi) e le faccio stazionare poco fuori dalle acque territoriali libiche (una decina di miglia oltre)
2) metto in piedi un SAR ancora più corposo di quello attuale (che di soldi ce ne sono a bizzeffe, dopo lo spiego)
3) recupero i barconi, isso la gente a bordo e affondo i barconi stessi senza restituirli come ai gentili signor scafisti e con tanto di scorta per assicurarsi che arrivino sani e salvi a terra, sia mai che poi facciano un corteo di protesta a Roma che gli si toglie il pane ... :twisted:
4) a bordo, procedo all'identificazione di tutti (ora non ci riescono e la Kaiserin di fatto ha imposto il commissariamento del nostro mininterni per manifesta incapacità professionale ... bella vergogna!) e separo chi viene da zone di guerra, dittature etc e chi no
5) quelli non provenienti da zone a rischio sono automaticamente classificati clandestini: dato che siamo buoni, se hanno qualche malattia li trasferiamo a bordo di una nave ospedale che teniamo sempre lì in zona, li curiamo gratis, gli diamo un pacco di viveri e li imbarchiamo su una lancia riportandoli in Libia (con l'assistenza di elicotteri armati semmai a qualche cammelliere venisse l'uzzo di fare scherzetti allo sbarco); quelli sani, saltano la nave ospedale e passano direttamente allo sbarco con pacco di vettovaglie in omaggio
6) quelli che, invece, potrebbero effettivamente beneficiare dello status di "profughi", passano ad altra nave dove si fanno tutti gli accertamenti del caso ed eventualmente, solo a esito favorevole dell'istruttoria, si portano a terra
7) nel mentre, dato che abbiamo alcune unità speciali, poche ma molto buone, le teniamo in allenamento facendo opera di ricerca e sabotaggio dei barconi sul suolo libico

Qualcuno dice che questa operazione costerebbe troppo?
No, anzi. In primo luogo l'UE ci dà tutti i soldi che servono per blindare il confine marittimo (mica penserete che la Spagna abbia pagato e paghi di tasca sua il "blocco" di Ceuta e Melilla?), in secondo luogo si eliminano con un tratto di penna tutta la massa dei parassiti sociali che si nascondono sotto le varie sigle di onlus e ong e che si dedicano al "business del clandestino"; si elimina la necessità di rimborsare ai comuni le spese di alloggio dei "migranti riallocati" e si elimina pure il commissariamento in atto alle nostre frontiere settentrionali (perché al Brennero e dintorni sono i poliziotti austriaci e tedeschi che "supportano" i nostri (pochi) agenti. Anzi, diciamola tutta che i nostri prendono ordini direttamente dai colleghi di A e D per bloccare gli extra prima che salgano in treno (idem prima di Ventimiglia con la Gendarmerie ... )

Per me questo non è affatto razzisimo, è solo tutela della dignità nazionale di un Paese degno di tale appellativo.

Ah, già, scusate, stavo sognando ... non si può, manca il Paese, c'è solo l'espressione geografica di metternichiana memoria (quanto c'aveva ragione ... ma quanto ... )

ecco questa mi sembra una gestione parecchio regolare .... che ne dici Algepa?

dico che , a parte considerazioni sul diritto marittimo che non conosco, mi sembra un buon modo di procedere, l'unico punto interrogativo secondo me risiede nel procedere all'identificazione e tutto quello che ne consegue che non è una procedura facile ed immediata da portare avanti, o almeno da sbrigare in tempi rapidi.

Si Paolo, d'accordo nessuno pensa che sia facile ma almeno si tenta di risolverlo nel modo opportuno.

Ci saranno meno morti e meno gente illusa che si avventura.

d'accordissimo... e sono anche molto d'accordo sull'illusione di quelli che veramente da disgraziati partono ammagliati da un idea che probabilmente non corrisponde alla realtà delle cose.
 
U2511 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Ma stavolta non Ti seguo ;)
Decidi, vuol dire che Ti ci trovi di mezzo da un momento all' altro.....
A priori, a tavolino e' un' altra cosa.
Le regole son quelle.
Perdonami.
Se tu in acque internazionali accosti un'imbarcazione in perfette condizioni di navigazione, trasbordi a forza passeggeri ed equipaggio (che non vorrebbero venirci) sulla tua nave e affondi quell'imbarcazione, è molto probabile che si tratti di atto di pirateria (poi ci sono le eccezioni, ma sorvoliamo)

Nel momento in cui, sempre in acque internazionali, accosti una bagnarola tenuta insieme con lo spago e condotta da un disgraziato che ci ha imbarcato volontariamente (cioè non su una scialuppa in seguito a naufragio) una quantità inverosimile di passeggeri senza non dico i giubbotti di salvataggio ma manco una ciambella gonfiabile da piscina, e tali passeggeri che, per la stragrande maggioranza, non sanno nuotare e forse non hanno mai visto prima il mare, desiderano ardentemente trasbordare su un mezzo più sicuro, tu stai facendo opera di soccorso e salvataggio. Se la bagnarola sta nel tuo raggio d'azione, ci sei obbligato oltre che da umanità e buon senso, dalle norme internazionali e da quella nazionali, (vedi gli art. 489-490 del Codice della Navigazione); sei commendevole se pianifichi il salvataggio a tavolino ancorché eventualmente non obbligato.

Quanto al "barcone", nel momento in cui il sedicente "comandante" lo abbandona (e lo fanno sempre mescolandosi ai "migranti" per sperare di farla franca), il suddetto barcone diventa sostanzialmente un "relitto" (pure pericoloso per la navigazione). A questo punto le cose si differenziano un pochino a seconda che l'evento si sia verificato in acque interne o meno. Nel primo caso c'è l'obbligo di segnalazione all'autorità marittima competente (beh, in questo caso c'è addirittura l'intervento dell'autorità stessa) con obbligo di riconsegna al proprietario o, se non individuato, alla stessa autorità marittima, e con diritto al recupero delle spese sostenute per il recupero più un premio pari ad un terzo del valore del relitto, con facoltà dell'autorità di esitare il relitto all'asta per soddisfare il creditore. Se poi è corpo di reato ... non parliamone nemmeno.

In acque internazionali il naviglio mercantile abbandonato diventa generalmente di proprietà ... di chi se lo piglia (recupera) per primo (ci sono delle convenzioni internazionali sul punto). Le regole sono queste.

Ripeto dunque la domanda: che c'azzecca la pirateria?

Diciamo che ci stiamo allontanando dal discorso iniziale
vado a riprendere i vari punti.
1) poco fuori acque Libiche
2) recupero i barconi
( con che diritto :?: )
4) identificazioni
( su che basi siamo sicuri che non raccontino balle visto che i documenti li gettano :?: )
5) quelli non provenienti
( documenti mancanti a parte, da cosa distingui un Libanese da un Siriano ).

Per mio vedere
( ispirandomi alla nostra Costituzione ) fare atti di questo tipo
sono un arbitrio.....
( che in acque nostre, potremmo vendere come prevenzione )
che in mare aperto, mi sembra di poter tranquillamente definire pirateria
 
arizona77 ha scritto:
Per mio vedere
( ispirandomi alla nostra Costituzione ) fare atti di questo tipo
sono un arbitrio.....
( che in acque nostre, potremmo vendere come prevenzione )
che in mare aperto, mi sembra di poter tranquillamente definire pirateria

sono d'accordo con te ma in un caso straordinario come questo ci vuole una risposta internazionale che potrebbe proprio basarsi sull'autorizzare qualcosa che in tempo di normalità non è prevista dalle norme internazionali.
 
ALGEPA ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Per mio vedere
( ispirandomi alla nostra Costituzione ) fare atti di questo tipo
sono un arbitrio.....
( che in acque nostre, potremmo vendere come prevenzione )
che in mare aperto, mi sembra di poter tranquillamente definire pirateria

sono d'accordo con te ma in un caso straordinario come questo ci vuole una risposta internazionale che potrebbe proprio basarsi sull'autorizzare qualcosa che in tempo di normalità non è prevista dalle norme internazionali.

su questo sono PERFETTTTTTISSSSSSIMAMENTE concorde.
Ma visto che il concorso internazionale non riusciamo ad averlo....
Freghiamocene, una buona volta, delle regole come fanno tutti.
P.s.: Basta chiamare le cose col loro nome ;)
 
arizona77 ha scritto:
ALGEPA ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Per mio vedere
( ispirandomi alla nostra Costituzione ) fare atti di questo tipo
sono un arbitrio.....
( che in acque nostre, potremmo vendere come prevenzione )
che in mare aperto, mi sembra di poter tranquillamente definire pirateria

sono d'accordo con te ma in un caso straordinario come questo ci vuole una risposta internazionale che potrebbe proprio basarsi sull'autorizzare qualcosa che in tempo di normalità non è prevista dalle norme internazionali.

su questo sono PERFETTTTTTISSSSSSIMAMENTE concorde.
Ma visto che il concorso internazionale non riusciamo ad averlo....
Freghiamocene, una buona volta, delle regole come fanno tutti.
P.s.: Basta chiamare le cose col loro nome ;)

si e quindi finchè la barca và .... :?:
 
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