Kren2
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Su di un bilancio miliardario non posso che essere d'accordo.economyrunner ha scritto:Kren2 ha scritto:ntenzione di ingannare i soci o il pubblico" e il "fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profittoeconomyrunner ha scritto:belpietro ha scritto:all'atto practico, de facto il cliente di Kren è stato realmente condannato.economyrunner ha scritto:edit: ulteriore precisazione Ari dice "depenalizzato de facto" (non de Juris)
Sottile ma enorme differenza, all'atto pratico, voi mi insegnate nevvero?
e non è il solo.
quindi Ari ha detto una baggianata, e ci state pure insistendo sopra.
de gustibus...
No il fatto è che non ci intendiamo sul termine depenalizzazione, anche perchè è diffusa terminologia popolare, grazie anche ai media.
Noi si intende che, di fatto, ci devono essere così tanti presupposti a sfavore dell'imputato, per portarlo alla condanna, che alla fine pochi ladri di pollo rimangono nella rete (come al solito).
Ovviamente voi, da tecnici, contestate il fatto che il reato è stato depenalizzato, in quanto il reato è ancora punibile, anche se, con pene meno severe e, sopratutto, per motivazioni più complesse e molto più eludibili.
La cosidetta "depenalizzazione", ha ridotto la sanzione della reclusione fino a due anni, mentre precedentemente era da uno a 5 anni, ma sopratutto ha messo una gimcana di paletti per procedere alla punibilità che un giudice esce pazzo e vi rinuncia.
Infatti segue uno stralcio :
gli amministratori e gli altri soggetti coinvolti nella redazione di documenti contabili societari, qualora con "intenzione di ingannare i soci o il pubblico" e il "fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto" inquinino i bilanci con "fatti materiali non rispondenti al vero ancorché oggetto di valutazioni" o omettano informazioni obbligatorie "in modo idoneo a indurre in errore i destinatari" sulle reali condizioni della società, se "cagionano un danno patrimoniale alla società, ai soci o ai creditori, sono puniti, a querela della persona offesa, con la reclusione da sei mesi a tre anni". La querela è ammessa "anche se il fatto integra altro delitto, ancorché aggravato, a danno del patrimonio di soggetti diversi dai soci e dai creditori, salvo che sia commesso in danno dello Stato, di altri enti pubblici o delle Comunità europee".
Qualora la società di cui si travisino le carte contabili sia società italiana con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri paesi dell'Unione Europea (società con azioni quotate)[23] la pena è da uno a quattro anni e il delitto è procedibile d'ufficio, sempre che non cagioni "grave nocumento ai risparmiatori", nel qual caso la pena è da due a sei anni. Circa questo nocumento, lo si considera grave "quando abbia riguardato un numero di risparmiatori superiore allo 0,1 per mille della popolazione risultante dall'ultimo censimento ISTAT ovvero se sia consistito nella distruzione o riduzione del valore di titoli di entità complessiva superiore allo 0,1 per mille del prodotto interno lordo".
L'art. 2622 propone anche delle estensioni ed esclusioni di punibilità:
« La punibilità per i fatti previsti dal primo e terzo comma è estesa anche al caso in cui le informazioni riguardino beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi. La punibilità per i fatti previsti dal primo e terzo comma è esclusa se le falsità o le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene.
La punibilità è comunque esclusa se le falsità o le omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5 per cento o una variazione del patrimonio netto non superiore all'1 per cento.
In ogni caso il fatto non è punibile se conseguenza di valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore al 10 per cento da quella corretta. »
E' come dire saranno puniti i falsificatori di bilanci alti tra 1.50 e 1.55, che abitano solo nelle vie che cominciano per Z, che hanno delle mogli bionde (naturali), che odiano il vinbrulè.
E se ci fosse una valutazione di un credito o di una partecipazione sbagliata e rilevante posta in essere senza la consapevolezza dell'errore e senza volontà di danneggiare il prossimo e di beneficiarne, sarebbe giusto condannare l'imprenditore?
Dal mio punto di vista no.
Per questo ritengo che l'impianto della riforma non sia sbagliato e, per contro, che il ragionamento di Grasso sia completamente errato.
Perdonami. a mio modo di vedere il 5% di un utile di bilancio miliardario, non sono bruscolini.
Ma su un bilancio di una piccola società no di certo.
E' per questo che mi in***zzo quando sento parlare di depenalizzazione.
Di per sé l'impianto attuale è corretto ma perfettibile (aumento di pena in primis).
Le proposte di riforma sopra riportate da Ari sono, secondo me, profondamente sbagliate e pericolose.
Spero di essere stato più chiaro.