<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Auto ibride: qualcosa non torna | Page 14 | Il Forum di Quattroruote

Auto ibride: qualcosa non torna

Jambana ha scritto:
Lo stesso per quanto riguarda l'ultima Insight: per te sarà triste, a me un'auto con un CX bassissimo e soluzioni aerodinamiche estreme (come del resto la Prius) interessa e piace per la sua originalità e modernità. Mi fa più tristezza una media qualsiasi, vista e stravista. Mi fanno più tristezza le cromaturine e la cosiddetta "qualità percepita" che mi sembrano proprio luccicanti specchietti per le allodole,
E poi, per "portare" certi oggetti che escono dal coro ci vuole personalità.

Perdonami, ma questo si chiama tirare acqua al proprio mulino, suonandosela e cantandosela.
Persino al confronto con un'Astra, l'Insight non si può vedere:

Attached files /attachments/1018589=2975-astra.JPG /attachments/1018589=2974-insight.jpg
 
renexx ha scritto:
Jambana ha scritto:
Lo stesso per quanto riguarda l'ultima Insight: per te sarà triste, a me un'auto con un CX bassissimo e soluzioni aerodinamiche estreme (come del resto la Prius) interessa e piace per la sua originalità e modernità. Mi fa più tristezza una media qualsiasi, vista e stravista. Mi fanno più tristezza le cromaturine e la cosiddetta "qualità percepita" che mi sembrano proprio luccicanti specchietti per le allodole,
E poi, per "portare" certi oggetti che escono dal coro ci vuole personalità.

Perdonami, ma questo si chiama tirare acqua al proprio mulino, suonandosela e cantandosela.
Persino al confronto con un'Astra, l'Insight non si può vedere:

Mi immaginavo un'uscita del genere: d'altra parte anche Laura Pausini piace e vende un sacco di dischi. Diciamo che l'Astra un po' me la ricorda.

Ho sempre ragionato con la mia testa in fatto di estetica, e ciò che mi piace deve prima di tutto interessare e incuriosire me, non essere omologato a canoni estetici convenzionali e/o di massa o piacere a tutti.
Gli stilemi dell'Astra, la sua ipertrofia, le sue pecche ergonomiche, la sua architettura convenzionale (sia nei volumi che nella meccanica) si possono trovare su molte auto della concorrenza: è un ottimo, eccellente lavoro di design in termini di pelle, ma non introduce niente che non sia perfettamente nell'aria del tempo, che non sia visto o sperimentato. E niente di nuovo a livello sostanziale. Che non sia simile sulla concorrenza, con la variante della direzione di uno smusso o dell'inclinazione di una palpebra.
E ciò, veramente, mi intristisce. Non potrei (ma forse sono un pazzo) mai acquistare un'auto del genere.
Preferisco le forme sgraziate da qualche angolazione della Insight, che però esprimono un'idea funzionale forte, quella della massima aerodinamica, ed un concetto progettuale compiuto, che ha influenzato tutte le caratteristiche della vettura. Il vero design deve esprimere fortemente una funzione, non deve essere una ricerca quasi grafica su uno schema funzionale standard.
Sono pochissime ormai le automobili che esprimono la loro sostanza tecnica in modo diretto nel design. La leziosità delle forme, l'artificio (talvolta evidente, come in certe auto neo-retrò che hanno il motore dalla parte sbagliata rispetto alle antenate) sono ormai la norma, per colpire un pubblico superficiale, poco critico, poco colto e ormai assuefatto, comunque poco incline alle novità, che grida allo scandalo ogni volta che una vettura esce dal coro, e mette molto tempo per assimilarne le forme.
Le vetture di oggi sono quasi tutte irrimediabilmente "piacione", sacrificano spesso la funzionalità sull'altare di forme che spesso strizzano l'occhio proprio a questo pubblico poco critico che ragiona di design più con la pancia e con un atteggiamento consumistico che con la testa.
Ma allo stesso tempo per accontentarlo poco rischiano in innovazione, non uscendo dal seminato della convenzionalità.
E non voglio certo negare l'indispensabile natura emozionale del design, che è fondamentale, importantissima, primordiale: ma spesso il pubblico confonde il design con la cosmetica, con la grafica, che col design inteso come rapporto tra forma e contenuti tecnici hanno poco a che fare.

Perché le auto del passato ci sembrano oggi così belle? E tutte diverse tra loro? Perché a causa della diversità tecnologica, in tempi in cui la globalizzazione era ancora da venire, e a causa dei processi produttivi del tempo, ogni vettura esprimeva in modo immediatamente riconoscibile le proprie caratteristiche tecniche e la propria architettura funzionale.
Alcune vetture che hanno fatto storia sono nate con un design che ha tradotto strettamente l'architettura funzionale e le esigenze produttive in forme: per esempio la Fiat 500, la cui carrozzeria era studiata per ridurre al minimo l'impiego di lamiera, o la rivoluzionaria, geniale Mini di Issigonis che era costruita intorno all'idea di massimizzare lo spazio per l'abitacolo e minimizzare lo spazio occupato dalla meccanica in una vettura ultracompatta.

Allora, vi lascio le vostre Astra, Giulietta e compagnia, tutte praticamente identiche sotto, e diverse per pochi millimetri nei volumi, che costringono i designers a sforzi quasi sovrumani per inventarsi un led e un taglio delle lamiere diversi per differenziarle e caratterizzarle tra loro, e ammiro incondizionatamente vetture radicali come la Insight o la Prius che sono rimaste tra le poche ad esprimere nelle forme le loro prerogative tecniche forti e l'idea innovativa del loro progetto.

Alla Pausini preferisco la musica atonale.
 
Jambana ha scritto:
renexx ha scritto:
Jambana ha scritto:
Lo stesso per quanto riguarda l'ultima Insight: per te sarà triste, a me un'auto con un CX bassissimo e soluzioni aerodinamiche estreme (come del resto la Prius) interessa e piace per la sua originalità e modernità. Mi fa più tristezza una media qualsiasi, vista e stravista. Mi fanno più tristezza le cromaturine e la cosiddetta "qualità percepita" che mi sembrano proprio luccicanti specchietti per le allodole,
E poi, per "portare" certi oggetti che escono dal coro ci vuole personalità.

Perdonami, ma questo si chiama tirare acqua al proprio mulino, suonandosela e cantandosela.
Persino al confronto con un'Astra, l'Insight non si può vedere:

Mi immaginavo un'uscita del genere: d'altra parte anche Laura Pausini piace e vende un sacco di dischi. Diciamo che l'Astra un po' me la ricorda.

Ho sempre ragionato con la mia testa in fatto di estetica, e ciò che mi piace deve prima di tutto interessare e incuriosire me, non essere omologato a canoni estetici convenzionali e/o di massa o piacere a tutti.
Gli stilemi dell'Astra, la sua ipertrofia, le sue pecche ergonomiche, la sua architettura convenzionale (sia nei volumi che nella meccanica) si possono trovare su molte auto della concorrenza: è un ottimo, eccellente lavoro di design in termini di pelle, ma non introduce niente che non sia perfettamente nell'aria del tempo, che non sia visto o sperimentato. E niente di nuovo a livello sostanziale. Che non sia simile sulla concorrenza, con la variante della direzione di uno smusso o dell'inclinazione di una palpebra.
E ciò, veramente, mi intristisce. Non potrei (ma forse sono un pazzo) mai acquistare un'auto del genere.
Preferisco le forme sgraziate da qualche angolazione della Insight, che però esprimono un'idea funzionale forte, quella della massima aerodinamica, ed un concetto progettuale compiuto, che ha influenzato tutte le caratteristiche della vettura. Il vero design deve esprimere fortemente una funzione, non deve essere una ricerca quasi grafica su uno schema funzionale standard.
Sono pochissime ormai le automobili che esprimono la loro sostanza tecnica in modo diretto nel design. La leziosità delle forme, l'artificio (talvolta evidente, come in certe auto neo-retrò che hanno il motore dalla parte sbagliata rispetto alle antenate) sono ormai la norma, per colpire un pubblico superficiale, poco critico, poco colto e ormai assuefatto, comunque poco incline alle novità, che grida allo scandalo ogni volta che una vettura esce dal coro, e mette molto tempo per assimilarne le forme.
Le vetture di oggi sono quasi tutte irrimediabilmente "piacione", sacrificano spesso la funzionalità sull'altare di forme che spesso strizzano l'occhio proprio a questo pubblico poco critico che ragiona di design più con la pancia e con un atteggiamento consumistico che con la testa.
Ma allo stesso tempo per accontentarlo poco rischiano in innovazione, non uscendo dal seminato della convenzionalità.
E non voglio certo negare l'indispensabile natura emozionale del design, che è fondamentale, importantissima, primordiale: ma spesso il pubblico confonde il design con la cosmetica, con la grafica, che col design inteso come rapporto tra forma e contenuti tecnici hanno poco a che fare.

Perché le auto del passato ci sembrano oggi così belle? E tutte diverse tra loro? Perché a causa della diversità tecnologica, in tempi in cui la globalizzazione era ancora da venire, e a causa dei processi produttivi del tempo, ogni vettura esprimeva in modo immediatamente riconoscibile le proprie caratteristiche tecniche e la propria architettura funzionale.
Alcune vetture che hanno fatto storia sono nate con un design che ha tradotto strettamente l'architettura funzionale e le esigenze produttive in forme: per esempio la Fiat 500, la cui carrozzeria era studiata per ridurre al minimo l'impiego di lamiera, o la rivoluzionaria, geniale Mini di Issigonis che era costruita intorno all'idea di massimizzare lo spazio per l'abitacolo e minimizzare lo spazio occupato dalla meccanica in una vettura ultracompatta.

Allora, vi lascio le vostre Astra, Giulietta e compagnia, tutte praticamente identiche sotto, e diverse per pochi millimetri nei volumi, che costringono i designers a sforzi quasi sovrumani per inventarsi un led e un taglio delle lamiere diversi per differenziarle e caratterizzarle tra loro, e ammiro incondizionatamente vetture radicali come la Insight o la Prius che sono rimaste tra le poche ad esprimere nelle forme le loro prerogative tecniche forti e l'idea innovativa del loro progetto.

Alla Pausini preferisco la musica atonale.

Primo, a me non piace la Pausini (con tutto il rispetto).
Secondo, il tuo discorso sulle auto di una volta è condivisibile, ma non si può andare avanti coi rimpianti.

Terzo, stai dicendo che ti piace una donna racchia coi baffi (Insight), che gli altri non capiscono e che è "bella dentro"....
 
renexx ha scritto:
Primo, a me non piace la Pausini (con tutto il rispetto).
Secondo, il tuo discorso sulle auto di una volta è condivisibile, ma non si può andare avanti coi rimpianti.

Terzo, stai dicendo che ti piace una donna racchia coi baffi (Insight), che gli altri non capiscono e che è "bella dentro"....

Il fatto che scelga come esempio le auto più moderne, anche tecnicamente, che rendono evidente la loro modernità (mi piacciono auto come Prius, Insight, CR-Z che sono auto di ispirazione futuribile, e non hanno neanche un accenno di cromatura o di ammiccamento retrò come quasi la totalità delle macchine attuali) mi pare proprio il contrario del luogo comune "andare avanti con i rimpianti"...anzi, mi sembra essere proiettati verso il futuro.

Anche l'altro luogo comune, quello della donna "bella dentro" è sbagliato: nel caso, preferisco donne che esibiscono fieramente la loro bellezza non convenzionale e non canonica ed abiti originali, che parlano della loro personalità, a donne bruttine che truccandosi pesantemente, imbellettandosi e vestendosi alla moda del momento fanno di tutto per cercare di apparire ciò che non sono. :D
 
Jambana ha scritto:
renexx ha scritto:
Primo, a me non piace la Pausini (con tutto il rispetto).
Secondo, il tuo discorso sulle auto di una volta è condivisibile, ma non si può andare avanti coi rimpianti.

Terzo, stai dicendo che ti piace una donna racchia coi baffi (Insight), che gli altri non capiscono e che è "bella dentro"....

preferisco donne che esibiscono fieramente la loro bellezza non convenzionale e non canonica ed abiti originali, che parlano della loro personalità,

La bellezza non convenzionale della Insight:

Attached files /attachments/1018943=2991-images.jpeg
 
Avere personalità non è necessariamente una valutazione di merito e non è sinonimo di nessuno dei seguenti concetti:

- apertura mentale

- ottusità

- buon gusto
 
renexx ha scritto:
Jambana ha scritto:
renexx ha scritto:
Primo, a me non piace la Pausini (con tutto il rispetto).
Secondo, il tuo discorso sulle auto di una volta è condivisibile, ma non si può andare avanti coi rimpianti.

Terzo, stai dicendo che ti piace una donna racchia coi baffi (Insight), che gli altri non capiscono e che è "bella dentro"....

preferisco donne che esibiscono fieramente la loro bellezza non convenzionale e non canonica ed abiti originali, che parlano della loro personalità,

La bellezza non convenzionale della Insight:

Potresti proporti come articolista ad Auto&Design, le tue considerazioni mi sembrano davvero molto pregnanti. Quando si dice un esperto in materia....
 
lsdiff ha scritto:
Avere personalità non è necessariamente una valutazione di merito e non è sinonimo di nessuno dei seguenti concetti:

- apertura mentale

- ottusità

- buon gusto

se si parla di "personalità" di un design, vada per il "buon gusto" dei progettisti (concetto molto vago e opinabile, spesso fuorviante quando si parla di forme, che non sono il modo in cui alcuni gruppi sociali le recepiscono nel loro sistema di valori estetici), ma ci vuole molta fantasia per attribuire a una carrozzeria "apertura mentale" e "ottusita"... :D
 
Jambana ha scritto:
lsdiff ha scritto:
Avere personalità non è necessariamente una valutazione di merito e non è sinonimo di nessuno dei seguenti concetti:

- apertura mentale

- ottusità

- buon gusto

se si parla di "personalità" di un design, vada per il "buon gusto" dei progettisti (concetto molto vago e opinabile, spesso fuorviante quando si parla di forme, che non sono il modo in cui alcuni gruppi sociali le recepiscono nel loro sistema di valori estetici), ma ci vuole molta fantasia per attribuire a una carrozzeria "apertura mentale" e "ottusita"... :D

Il termine personalità è stato tirato in ballo a vario titolo, nel corso dei vari interventi, anche come requisito utile per sposare la soluzione ibrida in genere.
 
lsdiff ha scritto:
Jambana ha scritto:
lsdiff ha scritto:
Avere personalità non è necessariamente una valutazione di merito e non è sinonimo di nessuno dei seguenti concetti:

- apertura mentale

- ottusità

- buon gusto

se si parla di "personalità" di un design, vada per il "buon gusto" dei progettisti (concetto molto vago e opinabile, spesso fuorviante quando si parla di forme, che non sono il modo in cui alcuni gruppi sociali le recepiscono nel loro sistema di valori estetici), ma ci vuole molta fantasia per attribuire a una carrozzeria "apertura mentale" e "ottusita"... :D

Il termine personalità è stato tirato in ballo a vario titolo, nel corso dei vari interventi, anche come requisito utile per sposare la soluzione ibrida in genere.

Certamente persone che tengono a fare scelte omologate e condivisibili dal più largo numero di persone della società, anche nel senso di status symbol, difficilmente si orienteranno su oggetti che hanno una tecnologia ancora poco diffusa e caratteri estetici non apprezzati da tutti.

Il discorso di cui sopra:

renexx ha scritto:
Io lascerei una serie 5 per una Prius solo se fossi in difficoltà economiche...

per esempio, ne è sintomatico.

Credo che difficilmente si possa affermare che chi sceglie oggetti atipici, che esulano dalle caratteristiche più diffuse nella stessa categoria, sia in termini tecnologici che estetici, che di status symbol sociale, non compia una scelta singolare e individuale, e direi anche consapevole, che esce dai canoni "normali" stabiliti dal mercato in quel momento, quindi una scelta che, in quell'ambito specifico, denota personalità.

Non direi certo che è un requisito utile: è una semplice considerazione.
 
carissimo Jambana, concordo con quello che dici riguardo al "tema Pausini" (così semplificato perchè contiene numerosi bei ragionamenti), ma purtroppo sono in pochi a pensarla come te (ed il sottoscritto).
Leggendo i tuoi post mi pare di capire che operi in un ambito simile al mio (a proposito:rido ancora riguardo alla Fiera di Rho accreditata a Piano) e l'approccio di forma/contenuto che hai ben esposto lo condivido completamente.
Ciononostante, credo di essere più vecchio di te (e quindi più smaliziato) e di poter "limare" alcuni concetti.
Concordo che Prius, Insight e CRZ hanno personalità da vendere, ed in un certo senso la CT200 e l'Auris sono concettualmente un compromesso per vendere anche a chi non ha capito la sintesi di queste auto e vuole cromature (Lexus) o convenzonalità (Auris), però anche le due giapponesi apripista hanno subito un passaggio al centro marketing.
Prius ad esempio la considero un po' "demagogica", cioè con soluzioni ricercate per dimostrare una diversità tecnologica altrimenti nascosta al popolo dei guidatori.
Insomma, è la vecchia storia dell'abito che fa il monaco e non il contrario.
Chiudo confessando che anch'io prima di Prius ho avuto tre BMW (320i, 520i, 520i24V) e sono, per ora, più soddisfatto della giapponese che non delle bavaresi. Saranno anche state Premium, ma fra problemini vari e costi di manutenzione .......... perchè un conto è avere problem economici ed un'altro buttare soldi per mantenere l'officina del conc
 
Jambana ha scritto:
Mi immaginavo un'uscita del genere: d'altra parte anche Laura Pausini piace e vende un sacco di dischi. Diciamo che l'Astra un po' me la ricorda.

Ho sempre ragionato con la mia testa in fatto di estetica, e ciò che mi piace deve prima di tutto interessare e incuriosire me, non essere omologato a canoni estetici convenzionali e/o di massa o piacere a tutti.
Gli stilemi dell'Astra, la sua ipertrofia, le sue pecche ergonomiche, la sua architettura convenzionale (sia nei volumi che nella meccanica) si possono trovare su molte auto della concorrenza: è un ottimo, eccellente lavoro di design in termini di pelle, ma non introduce niente che non sia perfettamente nell'aria del tempo, che non sia visto o sperimentato. E niente di nuovo a livello sostanziale. Che non sia simile sulla concorrenza, con la variante della direzione di uno smusso o dell'inclinazione di una palpebra.
E ciò, veramente, mi intristisce. Non potrei (ma forse sono un pazzo) mai acquistare un'auto del genere.
Preferisco le forme sgraziate da qualche angolazione della Insight, che però esprimono un'idea funzionale forte, quella della massima aerodinamica, ed un concetto progettuale compiuto, che ha influenzato tutte le caratteristiche della vettura. Il vero design deve esprimere fortemente una funzione, non deve essere una ricerca quasi grafica su uno schema funzionale standard.
Sono pochissime ormai le automobili che esprimono la loro sostanza tecnica in modo diretto nel design. La leziosità delle forme, l'artificio (talvolta evidente, come in certe auto neo-retrò che hanno il motore dalla parte sbagliata rispetto alle antenate) sono ormai la norma, per colpire un pubblico superficiale, poco critico, poco colto e ormai assuefatto, comunque poco incline alle novità, che grida allo scandalo ogni volta che una vettura esce dal coro, e mette molto tempo per assimilarne le forme.
Le vetture di oggi sono quasi tutte irrimediabilmente "piacione", sacrificano spesso la funzionalità sull'altare di forme che spesso strizzano l'occhio proprio a questo pubblico poco critico che ragiona di design più con la pancia e con un atteggiamento consumistico che con la testa.
Ma allo stesso tempo per accontentarlo poco rischiano in innovazione, non uscendo dal seminato della convenzionalità.
E non voglio certo negare l'indispensabile natura emozionale del design, che è fondamentale, importantissima, primordiale: ma spesso il pubblico confonde il design con la cosmetica, con la grafica, che col design inteso come rapporto tra forma e contenuti tecnici hanno poco a che fare.

Perché le auto del passato ci sembrano oggi così belle? E tutte diverse tra loro? Perché a causa della diversità tecnologica, in tempi in cui la globalizzazione era ancora da venire, e a causa dei processi produttivi del tempo, ogni vettura esprimeva in modo immediatamente riconoscibile le proprie caratteristiche tecniche e la propria architettura funzionale.
Alcune vetture che hanno fatto storia sono nate con un design che ha tradotto strettamente l'architettura funzionale e le esigenze produttive in forme: per esempio la Fiat 500, la cui carrozzeria era studiata per ridurre al minimo l'impiego di lamiera, o la rivoluzionaria, geniale Mini di Issigonis che era costruita intorno all'idea di massimizzare lo spazio per l'abitacolo e minimizzare lo spazio occupato dalla meccanica in una vettura ultracompatta.

Allora, vi lascio le vostre Astra, Giulietta e compagnia, tutte praticamente identiche sotto, e diverse per pochi millimetri nei volumi, che costringono i designers a sforzi quasi sovrumani per inventarsi un led e un taglio delle lamiere diversi per differenziarle e caratterizzarle tra loro, e ammiro incondizionatamente vetture radicali come la Insight o la Prius che sono rimaste tra le poche ad esprimere nelle forme le loro prerogative tecniche forti e l'idea innovativa del loro progetto.

Alla Pausini preferisco la musica atonale.

Dunque la Auris, una delle protagoniste indiscusse di questa discussione, cos'è? Il suono di una vuvuzela?

No perché non è né "canonicamente" bella, né mette in piazza le sue intrinseche qualità tecnologiche, soluzioni meccaniche e blablabla...
E' semplicemente piatta, insipida, né carne né pesce...
 
XPerience74 ha scritto:
Mah, non penso che arrivare dopo, per poi dover "rincorrere" possa portare a qualche vantaggio di sorta...

Pensa a quanto spendono in ricerca, a costo di rimetterci per qualche anno, quelli che esplorano per primi una nuova tecnologia...
 
Jambana ha scritto:
renexx ha scritto:
Io lascerei una serie 5 per una Prius solo se fossi in difficoltà economiche...

per esempio, ne è sintomatico.

Credo che difficilmente si possa affermare che chi sceglie oggetti atipici, che esulano dalle caratteristiche più diffuse nella stessa categoria, sia in termini tecnologici che estetici, che di status symbol sociale, non compia una scelta singolare e individuale, e direi anche consapevole, che esce dai canoni "normali" stabiliti dal mercato in quel momento, quindi una scelta che, in quell'ambito specifico, denota personalità.

Non direi certo che è un requisito utile: è una semplice considerazione.

Che un oggetto "atipico" sia migliore di un altro spesso è l'assunto con cui si giustifica non tanto una gran dimostrazione di personalità, quanto la propria convinzione di essere originali e fuori dal coro.
Il che è altrettanto convenzionale (Il Fu Mattia Pascal).
Che una Prius possa essere paragonabile ad una serie 5, è un'opera di presunzione, non di scelta controcorrente. Se poi si sceglie una Prius per tante valide motivazioni, per le quali tale macchina possa essere più adatta della suddetta 5, questo è un altro paio di maniche.
Ma non si tratta di personalità, nè di originalità: è solo una scelta di opportunità.
 
aronne_ ha scritto:
non so a chi tu ti riferisca, ma io ho iniziato questa discussione chiedendo come mai, della ventina di ibride in commercio in Italia, a parte le giapponesi, le altre supercar sono un'interpretazione alquanto soggettiva del tema ibrido e perchè l'unica novità vera stenta ad essere immessa sul mercato.
Circa la guerra in trincea, poi, devo dire che lo scontro avviene sempre nello stesso modo:
- si paragonano diesel ed ibrido per una ventina di post con calma;
- ognuno dice la sua con ferma decisione ma con rispetto;
- arriva il pirla di turno che sentenzia contro l'ibrido dicendo qualche fesseria tecnica;
- uno a caso dei rappresentanti ibridi perde la pazienza;
- inizia la rissa.

Caro aronne, noto che da un lato affermi di non volere leggere post polemici (fra l'altro, dicendolo a chi polemicamente è stato attacato), dall'altro identifichi i "pirla" nella categoria di chi non rappresenta l'ibrido...
Complimenti per l'equilibrio e la coerenza!
 
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