skamorza ha scritto:
Alla fine la storia è la solita, ovvero dato che la grande maggioranza delle persone ha problemi di denaro, allora lasciamo che tutto vada come va, e facciamo finta di nulla.
Le caldaie non possiamo sostituirle, perchè servono soldi. Dunque lasciamo che inquinino.
Le temperature non le possiamo limitare, perchè io sento freddo con 21 gradi mentre tu con 19, e poi chi controlla chi?
Le auto vecchie hanno sistemi di controllo delle emissioni inquinanti meno efficaci di quelle più recenti, però sostituirle costa denaro, e il denaro non c'è. Dunque lasciamo che inquinino maggiormente, e pazienza se i costi sanitari lievitano costantemente a casa dell'atmosfera satura di sostanze tossiche.
Smaltire le scorie e le sostanze altamente cancerogene costa molto denaro. Le aziende non ne hanno, e nel caso preferiscono chiudere e lasciare i dipendenti senza lavoro.
Quindi lasciamo che sversino nei fiumi, e compagnia bella. Almeno lavoriamo e possiamo pagare le visite mediche giacchè ci ammaliamo a causa del degrado ambientale.
La verità NON è che qualche famiglia si trova in difficoltà a sostituire una vecchia auto.
La verità è che ognuno VUOLE fare ciò che interessa solo a se stesso. Se ama le auto le cambia. Se ama il vino si ubriaca, anche se costa e potrebbe cambiare la caldaia con quanto spende in alcolici.
Tutto qui.
Il discorso applicato al patrimonio edilizio e' completamente diverso, perche', se rispetto al totale del parco circolante automobilistico le "euro 0" sono una minima parte, per quanto riguarda il patrimonio edilizio e' l'esatto contrario: la grandissima parte di questo ha prestazioni energetiche pessime, ed e' in classe G.
E, operando nel settore del risparmio energetico in edilizia, posso dirti che sia l'approccio legato esclusivamente alle caldaie, sia la riduzione delle temperature, sono approcci obsoleti che non risolvono il problema e si praticavano trent'anni fa. La strada maestra da percorrere e' quella del miglioramento energetico degli involucri, in modo da migliorare enormemente sia le prestazioni energetiche, sia il confort, allo stesso tempo potendo approfittare, nel tempo, dell'evoluzione delle tecnologie della produzione di calore (minimizzando allo stesso tempo il fabbisogno di raffrescamento), che mutano durante la vita media delle componenti di un edificio. Per farla semplice.
Per quanto riguarda le auto, la quota parte di auto euro 0 e' assolutamente marginale, e sicuramente lo e' ancor di piu' se la si moltiplica per i chilometraggi medi percorsi. Per evidenti, ovvi motivi di tempi di obsolescenza che in un'automobile sono molto piu' rapidi che in un edificio...
Inoltre, anche questo lo dico da operatore del settore, quindi intreressato, vietare non porta a niente: non si puo' imporre con la forza un'operazione onerosa e complessa come la ristrutturazione energetica del patrimonio edilizio. Bisogna semmai incoraggiare questo rinnovamento in maniera intelligente, e ci sono molte strade per farlo diverse rispetto alla semplice imposizione.
Per quanto riguarda la produzione si tratta dello stesso discorso, i numeri in gioco e l'impatto ambientale e sociale delle emissioni di interi settori industriali sono ben diversi, come e' piu' che ovvio, rispetto a quello di poche vecchie auto.
Non facciamo generalizzazioni a buon mercato...i problemi ecologici sono, appunto, ben altri e ben piu' complessi di quattro carrette che fanno chilometraggi risibili. E probabilmente, anzi sicuramente, in ambito di emissioni e' ben piu' importante oggi, in termini di impatto, il problema delle polveri sottili emesse dalle auto diesel ben piu' recenti delle Euro 0, e forse, in termini di salute - per principio di precauzione- anche di quelle con filtro antiparticolato, per la nota questione delle nanoparticelle che emetterebbero. Rottamiamo anche quelle?