<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Afghanistan: altri 4 soldati italiani morti... | Page 13 | Il Forum di Quattroruote

Afghanistan: altri 4 soldati italiani morti...

alfaspeed ha scritto:
jaccos ha scritto:
alfaspeed ha scritto:
jaccos ha scritto:
alfaspeed ha scritto:
jaccos ha scritto:
Il terrorismo o lo combattiamo o con la coda tra le gambe lo lasciamo fare agli americani.

ti ringrazio per le sane risate, che mi faccio io e gli afghani....
Sempre ottimi i tuoi contributi alla discussione....

siete voi che sapete tutto....che scrivo a fare...

intanto un altro elicottero è stato abbattuto
minuti or sono dai talebani....ti bastano altri morti
sulla coscienza per dimostrare la tua eroicità
e patriottismo (sulla pelle degli altri ben inteso,
tu col kazzo andresti là)
L'espressione moderare i toni non ti dice niente eh?

Mi chiedo se ci sei o ci fai, data la tua risposta si evince che tu non abbia letto o quantomeno compreso la discussione svolta finora, perlatro con toni ben più consoni....

non ti mho offeso ci mancherebbe, stò replicando alle tue affermazioni.
vuoi che ti dò ragione? ok hai ragione e la chiudiamo qui, tanto nessuno
risolve nulla quà dentro ed ognuno resta della sua idea e di convincere il prossimo non mi importa nulla.
E' già un'altro discutere... ;)
Rispondendo al tuo intervento precedente, l'afghnistan non è una colonia estiva e pensare di andarci senza avere perdite è come sperare di mangiare pesce crudo pescato due settimane fa e sperare di non prendersi la salmonella... appurato ciò, le cose o si fanno bene o non si fanno.
Personalmente sono per una seria e responsabile lotta al terrorismo, ben sapendo cosa ciò comporta. Detto ciò, piuttosto che l'incerta politica attuale preferisco di gran lunga il ritiro. Se si vuole la sicurezza dei nostri soldati, o se ne mandano di più o ci si ritira.

Della ragione non me ne faccio niente, ho semplicemente esposto ed adeguatamente motivato ciò che penso. Quantomeno, mi aspetto una altretanto valida argomentazione... ;)
 
cuginodicicciobenzina ha scritto:
alfaspeed ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
per contro, evito ogni commento a quello inizialmente proposto.
Resto e sono sempre più convinto che Noi dillà dovviamo andare via. Gli interessi economici degli USA se li salvaguardino loro; peccato che, come al solito, siamo i camerieri serventi dei nostri Alleati. :evil:

tanto jaccos non ci crede....è inutile dir quel che hai saggiamente descritto.
son + i morti italiani che un attentato gigante in casa nostra.

Non conosco jaccos ma, è lapalissiano, come oramai ci siano operazioni mirate e dolorose verso le ns. truppe. Andare là e restarci è un impegno verso gli USA e non per la pacificazione di quelle zone.
Quelli nonsi pacificherannomai, è nel loro DNA.

che famo? Ne'mA? :D
 
Gunsite ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
alfaspeed ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
per contro, evito ogni commento a quello inizialmente proposto.
Resto e sono sempre più convinto che Noi dillà dovviamo andare via. Gli interessi economici degli USA se li salvaguardino loro; peccato che, come al solito, siamo i camerieri serventi dei nostri Alleati. :evil:

tanto jaccos non ci crede....è inutile dir quel che hai saggiamente descritto.
son + i morti italiani che un attentato gigante in casa nostra.

Non conosco jaccos ma, è lapalissiano, come oramai ci siano operazioni mirate e dolorose verso le ns. truppe. Andare là e restarci è un impegno verso gli USA e non per la pacificazione di quelle zone.
Quelli nonsi pacificherannomai, è nel loro DNA.

che famo? Ne'mA? :D

direi di si. Anzi dico di si, ma da sempre !
 
cuginodicicciobenzina ha scritto:
alfaspeed ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
per contro, evito ogni commento a quello inizialmente proposto.
Resto e sono sempre più convinto che Noi dillà dovviamo andare via. Gli interessi economici degli USA se li salvaguardino loro; peccato che, come al solito, siamo i camerieri serventi dei nostri Alleati. :evil:

tanto jaccos non ci crede....è inutile dir quel che hai saggiamente descritto.
son + i morti italiani che un attentato gigante in casa nostra.

Non conosco jaccos ma, è lapalissiano, come oramai ci siano operazioni mirate e dolorose verso le ns. truppe. Andare là e restarci è un impegno verso gli USA e non per la pacificazione di quelle zone.
Quelli nonsi pacificherannomai, è nel loro DNA.
Chiedo a chi di voi la pensa così se hanno mai avuto modo di confrontarsi con chi in afghanistan c'è stato ed ha visto con i suoi occhi quel che succede....
Da quel che mi raccontano, le nostre truppe stanno facendo molto per la popolazione... e sono pure ben visti, la gente lo capisce che sono li per fare del bene. Se pensate che i talebani abbiano il sostegno della maggioranza della popolazione, bhè, non è esattamente così. Nemmeno Karzai se è per quello, ma quale tra i due è l'alternativa peggiore? Perchè la scelta è fra loro due, non ci sono altre soluzioni....
 
jaccos ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
alfaspeed ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
per contro, evito ogni commento a quello inizialmente proposto.
Resto e sono sempre più convinto che Noi dillà dovviamo andare via. Gli interessi economici degli USA se li salvaguardino loro; peccato che, come al solito, siamo i camerieri serventi dei nostri Alleati. :evil:

tanto jaccos non ci crede....è inutile dir quel che hai saggiamente descritto.
son + i morti italiani che un attentato gigante in casa nostra.

Non conosco jaccos ma, è lapalissiano, come oramai ci siano operazioni mirate e dolorose verso le ns. truppe. Andare là e restarci è un impegno verso gli USA e non per la pacificazione di quelle zone.
Quelli nonsi pacificherannomai, è nel loro DNA.
Chiedo a chi di voi la pensa così se hanno mai avuto modo di confrontarsi con chi in afghanistan c'è stato ed ha visto con i suoi occhi quel che succede....
Da quel che mi raccontano, le nostre truppe stanno facendo molto per la popolazione... e sono pure ben visti, la gente lo capisce che sono li per fare del bene. Se pensate che i talebani abbiano il sostegno della maggioranza della popolazione, bhè, non è esattamente così. Nemmeno Karzai se è per quello, ma quale tra i due è l'alternativa peggiore? Perchè la scelta è fra loro due, non ci sono altre soluzioni....
nessuno a mai parlato di rapporti con la popolazione civile (almeno per me). Ovvio che siamo ben visti e diamo credibilità. Ci mancherebbe altro!
Siamo preparati, umanamente disponibili, ben disposti ma... Non carne da macello per immolare sull'altare degli USA e della loro politica demagogica ed aspansionista.
 
cuginodicicciobenzina ha scritto:
Gunsite ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
alfaspeed ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
per contro, evito ogni commento a quello inizialmente proposto.
Resto e sono sempre più convinto che Noi dillà dovviamo andare via. Gli interessi economici degli USA se li salvaguardino loro; peccato che, come al solito, siamo i camerieri serventi dei nostri Alleati. :evil:

tanto jaccos non ci crede....è inutile dir quel che hai saggiamente descritto.
son + i morti italiani che un attentato gigante in casa nostra.

Non conosco jaccos ma, è lapalissiano, come oramai ci siano operazioni mirate e dolorose verso le ns. truppe. Andare là e restarci è un impegno verso gli USA e non per la pacificazione di quelle zone.
Quelli nonsi pacificherannomai, è nel loro DNA.

che famo? Ne'mA? :D

direi di si. Anzi dico di si, ma da sempre !
non so quanti hanno capito l'acronimo....
 
Gunsite ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
Gunsite ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
alfaspeed ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
per contro, evito ogni commento a quello inizialmente proposto.
Resto e sono sempre più convinto che Noi dillà dovviamo andare via. Gli interessi economici degli USA se li salvaguardino loro; peccato che, come al solito, siamo i camerieri serventi dei nostri Alleati. :evil:

tanto jaccos non ci crede....è inutile dir quel che hai saggiamente descritto.
son + i morti italiani che un attentato gigante in casa nostra.

Non conosco jaccos ma, è lapalissiano, come oramai ci siano operazioni mirate e dolorose verso le ns. truppe. Andare là e restarci è un impegno verso gli USA e non per la pacificazione di quelle zone.
Quelli nonsi pacificherannomai, è nel loro DNA.

che famo? Ne'mA? :D

direi di si. Anzi dico di si, ma da sempre !
non so quanti hanno capito l'acronimo....

sei piemontese? :)
 
cuginodicicciobenzina ha scritto:
jaccos ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
alfaspeed ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
per contro, evito ogni commento a quello inizialmente proposto.
Resto e sono sempre più convinto che Noi dillà dovviamo andare via. Gli interessi economici degli USA se li salvaguardino loro; peccato che, come al solito, siamo i camerieri serventi dei nostri Alleati. :evil:

tanto jaccos non ci crede....è inutile dir quel che hai saggiamente descritto.
son + i morti italiani che un attentato gigante in casa nostra.

Non conosco jaccos ma, è lapalissiano, come oramai ci siano operazioni mirate e dolorose verso le ns. truppe. Andare là e restarci è un impegno verso gli USA e non per la pacificazione di quelle zone.
Quelli nonsi pacificherannomai, è nel loro DNA.
Chiedo a chi di voi la pensa così se hanno mai avuto modo di confrontarsi con chi in afghanistan c'è stato ed ha visto con i suoi occhi quel che succede....
Da quel che mi raccontano, le nostre truppe stanno facendo molto per la popolazione... e sono pure ben visti, la gente lo capisce che sono li per fare del bene. Se pensate che i talebani abbiano il sostegno della maggioranza della popolazione, bhè, non è esattamente così. Nemmeno Karzai se è per quello, ma quale tra i due è l'alternativa peggiore? Perchè la scelta è fra loro due, non ci sono altre soluzioni....
nessuno a mai parlato di rapporti con la popolazione civile (almeno per me). Ovvio che siamo ben visti e diamo credibilità. Ci mancherebbe altro!
Siamo preparati, umanamente disponibili, ben disposti ma... Non carne da macello per immolare sull'altare degli USA e della loro politica demagogica ed aspansionista.
L'ottica è diversa... l'iraq, quella si era una guerra per difendere gli interessi americani... l'afghanistan è una cosa moooolto diversa...
 
jaccos ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
jaccos ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
alfaspeed ha scritto:
cuginodicicciobenzina ha scritto:
per contro, evito ogni commento a quello inizialmente proposto.
Resto e sono sempre più convinto che Noi dillà dovviamo andare via. Gli interessi economici degli USA se li salvaguardino loro; peccato che, come al solito, siamo i camerieri serventi dei nostri Alleati. :evil:

tanto jaccos non ci crede....è inutile dir quel che hai saggiamente descritto.
son + i morti italiani che un attentato gigante in casa nostra.

Non conosco jaccos ma, è lapalissiano, come oramai ci siano operazioni mirate e dolorose verso le ns. truppe. Andare là e restarci è un impegno verso gli USA e non per la pacificazione di quelle zone.
Quelli nonsi pacificherannomai, è nel loro DNA.
Chiedo a chi di voi la pensa così se hanno mai avuto modo di confrontarsi con chi in afghanistan c'è stato ed ha visto con i suoi occhi quel che succede....
Da quel che mi raccontano, le nostre truppe stanno facendo molto per la popolazione... e sono pure ben visti, la gente lo capisce che sono li per fare del bene. Se pensate che i talebani abbiano il sostegno della maggioranza della popolazione, bhè, non è esattamente così. Nemmeno Karzai se è per quello, ma quale tra i due è l'alternativa peggiore? Perchè la scelta è fra loro due, non ci sono altre soluzioni....
nessuno a mai parlato di rapporti con la popolazione civile (almeno per me). Ovvio che siamo ben visti e diamo credibilità. Ci mancherebbe altro!
Siamo preparati, umanamente disponibili, ben disposti ma... Non carne da macello per immolare sull'altare degli USA e della loro politica demagogica ed aspansionista.
L'ottica è diversa... l'iraq, quella si era una guerra per difendere gli interessi americani... l'afghanistan è una cosa moooolto diversa...

dimmi le differenze - sostanziali . Scusami ma io non ho capito!
 
jaccos ha scritto:
L'ottica è diversa... l'iraq, quella si era una guerra per difendere gli interessi americani... l'afghanistan è una cosa moooolto diversa...

mica tanto, se ti ricordi si parlava di supporto al terrorismo islamico e della presenza di armi di distruzione di massa, due bufale pazzesche (ammesse dallo stesso Blair)...
 
L'iraq è stata una guerra dichiarata sulla base di prove false allo scopo di accaparrarsi le riserve petrolifere di un paese molto ricco, nonchè creare una testa di ponte in pieno medio oriente.

L'afghanistan è una guerra scattata sull'onda dell'indignazione post 11/9, allo scopo di combattere l'organizzazione responsabile di quel gesto inaudito (a cui, lo ricordo, sono seguiti Londra e Madrid che ci toccano molto più da vicino) in una zona (nazione, per chi conosce l'afghanistan, è una parola troppo grossa) sotto il controllo di estremisti che si sono rifiutati di consegnare i responsabili. Di risorse in afghanistan ce ne sono ben poche, perlomeno di conosciute all'atto della prima occupazione. In ogni caso, non sfruttabili facilmente in senso economico.
Corollario: lotta al traffico internazionale di droghe da oppiacei (l'afghanistan era il primo produttore mondiale di oppio), missione umanitaria di assistenza alla popolazione (ridotta a livelli da medioevo, in iraq tutto sommato non era una priorità).
 
jaccos ha scritto:
L'iraq è stata una guerra dichiarata sulla base di prove false allo scopo di accaparrarsi le riserve petrolifere di un paese molto ricco, nonchè creare una testa di ponte in pieno medio oriente.

L'afghanistan è una guerra scattata sull'onda dell'indignazione post 11/9, allo scopo di combattere l'organizzazione responsabile di quel gesto inaudito (a cui, lo ricordo, sono seguiti Londra e Madrid che ci toccano molto più da vicino) in una zona (nazione, per chi conosce l'afghanistan, è una parola troppo grossa) sotto il controllo di estremisti che si sono rifiutati di consegnare i responsabili. Di risorse in afghanistan ce ne sono ben poche, perlomeno di conosciute all'atto della prima occupazione. In ogni caso, non sfruttabili facilmente in senso economico.
Corollario: lotta al traffico internazionale di droghe da oppiacei (l'afghanistan era il primo produttore mondiale di oppio), missione umanitaria di assistenza alla popolazione (ridotta a livelli da medioevo, in iraq tutto sommato non era una priorità).

sul primo punto, toglierei le riserve petrolifere (che erano tranquillamente sul mercato, e costava meno appropriarsene con accordi che con una costosa guerra) e calcherei sulla testa di ponte.
semplici ed evidenti ragioni di geopolitica.
ragioni che sono poi le stesse, a parti invertite, per le quali in Iraq c'erano e ci sono combattenti "insorti" di mezzo mondo.

in più era un intervento unilaterale.

sul secondo invece osserverei anche che, alle solite ragioni di geopolitica (che non è né una brutta bestia né una santa causa), si aggiungono ragioni di intollerabilità per tutta l'area della presenza di uno Stato all'epoca controllato da addestratori sistematici di terroristi su larga scala (su piccola è pieno ovunque).
il che ha motivato l'intervento che non è unilaterale ma si inserisce in una missione ONU.

poi ognuno è libero di avere la propria opinione; ma le differenze ci sono e sono fondamentali.
 
Afghanistan

PARTI IN CONFLITTO
1979-1989: truppe sovietiche (e governative) contro guerriglia mujahedin (sostenuta dagli Stati Uniti)

1989-1996: conflitti armati tra mujaheddin tagiki, uzbeki, hazari, pashtun

1996-2002: taliban al governo (sostenuti da Pakistan e Arabia Saudita) contro la resistenza dei mujahedin tagiki, uzbeki e hazari uniti nell'Alleanza del Nord (sostenuta da Russia, India, Iran, Tajikistan e Uzbekistan)

2002-OGGI: truppe americane e governative (del governo di Hamid Karzai) contro la resistenza dei taliban e dei miliziani dell?Hezb-i Islami (di Gulbuddin Hekmatyar) nelle province sud-orientali al confine col Pakistan; milizie uzbeke del Jumbesh-i Milli (di Abdul Rashid Dostum) contro milizie tagike del Jamiat-i Islami (di Mohammad Ustad Atta) nelle province settentrionali del Paese.

VITTIME
La guerra tra forze sovietiche e resistenza afgana (1979-1989), quella successiva tra le varie fazioni di mujaheddin (1989-1996) e quella tra talebani e Alleanza del Nord (1996-2001) hanno causato la morte di un milione e mezzo di afgani, due terzi dei quali (un milione) civili.
L?intervento armato Usa alla fine del 2001 ha provocato la morte di 14 mila afgani, di cui almeno 10 mila combattenti talebani e quasi 4 mila civili. A queste vanno aggiunti migliaia di civili afgani morti nei mesi successivi alla fine del conflitto per le malattie e la fame provocate dalla guerra.
Dal 2002 a oggi la guerra ha causato altri 11mila morti, di cui 6mila solo nel 2006.
Dall?inizio del 2007 i morti sono almeno 2.970 (562 civili, 1.887 talebani o presunti tali, 422 militari afgani, 94 soldati della Nato).

MINE
L?Afghanistan è uno dei paesi più minati del pianeta. Non c?è provincia afgana che non sia afflitta dal problema dei campi minati.
Secondo i dati della Ong britannica Halo Trust, dal 1979 ad oggi sono state disseminate, ufficialmente, almeno 640 mila mine, tra antiuomo e anticarro. A queste vanno aggiunti milioni di ordigni inesplosi (uxo)*.
Dal 1979 ad oggi 400 mila afgani (per l?80 percento civili) sono rimasti uccisi o mutilati dalle mine.
Da quando è iniziata l?attività di sminamento, nel 1988, sono state rinvenute e distrutte 250 mila mine e 3,3 milioni di ordigni inesplosi.
E? stato calcolato che per bonificare completamente il territorio afgano, ai ritmi attuali ci vorrebbero più di quattromila anni.

*Solo tra l?ottobre 2001 e il marzo 2002 le forze aeree Usa hanno sganciato sull?Afghanistan 250 mila cluster bomb (Blu-97), la maggior parte delle quale rimaste inesplose. Solo nel 2003 ne sono state rinvenute e distrutte quasi 13 mila.

RISORSE CONTESE
L?Afghanistan è il maggior produttore di oppio al mondo (l?eroina afgana rifornisce i tre quarti del mercato occidentale) ed è ricco di smeraldi e risorse minerarie. Ma il valore strategico del Paese è legato ai gasdotti e ai corridoi commerciali (stradali e ferroviari) che lo attraversano, collegando gli Stati ex-sovietici dell?Asia centrale con il Pakistan e l?India. Inoltre la recente scoperta di immensi giacimenti di uranio potrebbe diventare una fonte potenziale di nuovi conflitti.

FORNITURA ARMAMENTI
L?esercito afgano è armato dall?Occidente (Usa e Gran Bretagna in testa), i mujaheddin Russia, India, Iran, Tajikistan e Uzbekistan. I taliban si finanziano col commercio illegale di oppio e grazie all?appoggio indiretto del Pakistan e dell?Arabia Saudita.

SITUAZIONE ATTUALE
Le forze Nato sono all?offensiva contro i talebani nelle province orientali di Paktia, Khost e Nangarhar, in quelle centrali di Ghazni, Zabul e Uruzgan, in quelle meridionali di Helmand e Kandahar e ora anche in quelle occidentali di Farah ed Herat, dove si trova il contingente militare italiano, che contribuisce alle operazioni Nato con una compagnia di fanteria (missioni di pattugliamento a lungo raggio) e con quattro distaccamenti operativi di forze speciali (missioni di combattimento a fianco delle forze Usa).

Lo stupore di scoprirsi in guerra

Sui media nazionali campeggiano in apertura le notizie su tre militari italiani feriti. Con incredibile ritardo si scopre una realtà che esiste da anni: le truppe italiane stanno combattendo

Due nuovi attacchi, tre militari italiani feriti: un bersagliere rimasto ferito in una battaglia di oltre cinque ore nella provincia di Farah e due militari feriti a bordo di un blindato a Herat, per l'esplosione di un ordigno nascosto su una motocicletta.

Stupisce lo stupore dei media italiani, che domenica 26 luglio titolano sulle 'truppe italiane sotto attacco' descrivendo con analisi e inviati quello che PeaceReporter va raccontando fion dall'inizio della campagna afghana del contingente italiano. Quando i caveat imposti dal Parlamento erano ben più rigidi di oggi, PeaceReporter ha denunciato l'eristenza di operazioni segrete, vere e proprie azioni di guerra. Era il dossier dell'Operazione Sarissa, con squadre di incursori impiegati senza cronache o comunicazioni ufficiali che potessero turbare il dibattito politico del Paese.

I caveat sono stati rivisti, il contingente è aumentato, le critiche interne ai militari dicono cose precise: sono messi in difficoltà dalle limitazioni rispetto allemoperazioni che stanno conducendo e sono equipaggiati in maniera spesso errata. Una dimostrazione efficace del nodo 'armamenti' sta in un semplòice accostamento che si trova mettendo a confronto due interviste: la prima, sulle pagine del Corsera, vede il ministro degli Esteri Frattini affermare che 'dobbiamo utilizzare i Tornado', i caccia bombardieri inviati alcuni mesi fa nel teatro di guerra afghano. La seconda è sulla Stampa di Torino: il generale Angioni risponde a una domanda affermando che proprio i Tornado non servono un granchè nel tipo di guerra che si sta sviluippando sul territorio. Dice testualmente: "I Tornado appartengono a un armamento utile per gli equilibri fra Nato e Patto di Varsavia", per l'Afghanistan sono vecchi di almeno 25 anni.

Dalle pagine di Repubblica spiccano le parola di un altro generale, di cui PeaceReporter riporta spesso l'opinione: Fabio Mini. Scrive nel suo taccuino strategico, fra l'altro: " La sorpresa per gli attacchi, per i feriti e perfino per i morti dovrebbe essere ormai bandita perché quello che è successo ieri è esattamente quello che succede ogni giorno" e conclude ricordando che è una "situazione di guerra alla quale ci dobbiamo abituare".

L'ultimo accento del dibattito nazionale è il pragmatismo leghista di Umberto Bossi, che scopre il costo - più che umano economico - della missione. Una frase per distinguersi che dice solo ora , come se non facesse parte di quella coalizione di governo che sull'Afghanistan sta giocando i buoni rapporti con le amministrazioni statunitensi. "Se fosse per me li riporterei a casa, visti i costi e i risultati", ha detto.

Ripubblichiamo le cronache di guerra che ben ci ha raccontato il nostro inviato, Enrico Piovesana, Sono e resteranno corrispondenze di tremenda attualità.

da peace reporter

Ieri hanno postato questo - che reputo un - blog da leggere attentamente!

Il sacrificio inutile di Damiano Ville e dei suoi commilitoni
Non basta additare le responsabilità della politica, per ripagare tante vite spezzate dal fuoco incrociato della Nato e dei Talebani.

La presenza delle truppe italiane in Afghanistan non trova alcuna giustificazione di ordine militare, non ha nessuna motivazione dietro l?aspetto umanitario. La missione militare italiana è fallimentare e l?anno 2010 per l?Italia è il peggiore degli anni trascorsi nell?impegno in oriente.

Il 9 mattina, con la pioggia che cade sulle spalle della mia città, Francofonte, giunge la notizia della morte del caporalmaggiore dell?esercito italiano, in forza agli Alpini, Sebastiano Ville da tutti conosciuto col nome di Damiano.

E? un mio compaesano Damiano, così ancora giovane la cui vita è fin troppo ingiustamente impegnata e consegnata ad una necessità che non gli appartiene, che non appartiene agli Italiani ed ai Siciliani, in una guerra che non è mai servita alla nazione, che non serve al suo popolo, che non assicura i confini nazionali degli Stati impegnati nel conflitto afghano, che tuttavia serve alla tutela degli affari dei privati, dei gruppi di poteri, dell?economia liberista, così tanto invasiva dei bisogni collettivi e delle necessità dei troppi disoccupati e dei lavoratori,ai quali le guerre negano o strappano ogni possibilità di sviluppo e di una dignitosa soddisfazione occupazionale. Non basta additare le responsabilità della politica, per ripagare tante vite spezzate dal fuoco incrociato della Nato e dei Talebani.

La presenza delle truppe italiane in Afghanistan non trova alcuna giustificazione di ordine militare, non ha nessuna motivazione dietro l?aspetto umanitario.

La missione militare italiana è fallimentare e l?anno 2010 per l?Italia è il peggiore degli anni trascorsi nell?impegno in oriente. I costi dell?intervento italiano in Iraq, nel Libano e in Afghanistan, oltre a quelli elevati ed impagabili in termini di vite umane, strappa risorse utilissime allo sviluppo della nostra terra e comprime quelle che devono essere destinate all?occupazione dei nostri giovani, soprattutto al sud.

Quel sud che è capace di immolare le vite dei suoi figli, per una causa così lontana dai bisogni reali di tanta gente che reclama lavoro e stabilità, sicurezza dell?ambiente e tutela della salute, che vuol uscire con forza dalla gabbia di una politica beffarda ed impietosa, che sa soltanto estendere il suo controllo in ogni settore della vita pubblica e privata, per sottoporla alle sue sfrenate ed indecenti condizioni di asservimento. Francofonte è una cittadina presa ormai da decenni nella morsa di una grave crisi economica ed occupazionale, a causa della quale l?attività tradizionale della coltivazione della pregiatissima arancia-tarocco è stata defraudata delle sue potenzialità commerciali. Qui è vissuto Damiano, da qui è partito per trovare un lavoro dignitoso, non pensando certo di trovare la morte a causa di esso.

Provo una forte indignazione nel sentire le dichiarazioni di circostanza dei politici nazionali e locali, meglio farebbero se stessero zitti, alleggerendoci la vista della loro presenza nelle tv pubbliche e private e nelle piazze.

Resterà nella nostra memoria, purtroppo, l?eco dell?amaro grido di dolore di una famiglia che piange un suo congiunto, un ragazzo arruolatosi convinto di fare la cosa giusta per avere un ruolo nella società contemporanea, ma inconsapevole della miseria intellettuale dei nostri governanti.

Il nostro pensiero va anche ai compagni di Damiano Ville morti insieme a lui nello scenario di questa sciagurata disavventura afghana ed a tutti i nostri militari caduti nelle guerre infami, nelle quali i politici italiani infondono il loro aberrante orgoglio.
 
jaccos ha scritto:
L'afghanistan è una guerra scattata sull'onda dell'indignazione post 11/9, allo scopo di combattere l'organizzazione responsabile di quel gesto inaudito (a cui, lo ricordo, sono seguiti Londra e Madrid che ci toccano molto più da vicino) in una zona (nazione, per chi conosce l'afghanistan, è una parola troppo grossa) sotto il controllo di estremisti che si sono rifiutati di consegnare i responsabili. Di risorse in afghanistan ce ne sono ben poche, perlomeno di conosciute all'atto della prima occupazione. In ogni caso, non sfruttabili facilmente in senso economico.
Corollario: lotta al traffico internazionale di droghe da oppiacei (l'afghanistan era il primo produttore mondiale di oppio), missione umanitaria di assistenza alla popolazione (ridotta a livelli da medioevo, in iraq tutto sommato non era una priorità).

Poche risorse? in Afghanistan? sai che c'è un mare di litio?

Quanto all'oppio si esiste? vuoi cercare di interrompere il traffico? benissimo e giustissimo fai come hanno fatto gli USA in Colombia (joint venture FFAA e supporto aereo e tecnologico).
 
matteomatte1 ha scritto:
jaccos ha scritto:
L'afghanistan è una guerra scattata sull'onda dell'indignazione post 11/9, allo scopo di combattere l'organizzazione responsabile di quel gesto inaudito (a cui, lo ricordo, sono seguiti Londra e Madrid che ci toccano molto più da vicino) in una zona (nazione, per chi conosce l'afghanistan, è una parola troppo grossa) sotto il controllo di estremisti che si sono rifiutati di consegnare i responsabili. Di risorse in afghanistan ce ne sono ben poche, perlomeno di conosciute all'atto della prima occupazione. In ogni caso, non sfruttabili facilmente in senso economico.
Corollario: lotta al traffico internazionale di droghe da oppiacei (l'afghanistan era il primo produttore mondiale di oppio), missione umanitaria di assistenza alla popolazione (ridotta a livelli da medioevo, in iraq tutto sommato non era una priorità).

Poche risorse? in Afghanistan? sai che c'è un mare di litio?

Quanto all'oppio si esiste? vuoi cercare di interrompere il traffico? benissimo e giustissimo fai come hanno fatto gli USA in Colombia (joint venture FFAA e supporto aereo e tecnologico).

litio..? Non solo litio!

RISORSE CONTESE
L?Afghanistan è il maggior produttore di oppio al mondo (l?eroina afgana rifornisce i tre quarti del mercato occidentale) ed è ricco di smeraldi e risorse minerarie. Ma il valore strategico del Paese è legato ai gasdotti e ai corridoi commerciali (stradali e ferroviari) che lo attraversano, collegando gli Stati ex-sovietici dell?Asia centrale con il Pakistan e l?India. Inoltre la recente scoperta di immensi giacimenti di uranio potrebbe diventare una fonte potenziale di nuovi conflitti.

Se non è una guerra per interessi ditemi che kazzo è!
 
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