<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Tornare a studiare? | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Tornare a studiare?

giuliogiulio ha scritto:
jaccos ha scritto:
Mi trovo in una fase di profonda crisi esistenziale...
Ho un lavoro noioso che non c'entra nulla con ciò che mi piace e col mio percorso di studi ma è relativamente sicuro e adeguatamente pagato (sono a metà di un apprendistato di 4 anni con buone prospettive di assunzione a tempo indeterminato a scadenza) e mi è venuta una travolgente voglia di tornare a studiare, di fare quella maledetta specialistica che a suo tempo non volli fare e che ora non mi fa dormire la notte...
Dovrei licenziarmi per inseguire ciò che davvero mi piace fare, solo che lo dovrei fare completamente solo e senza più la famiglia a darmi sostegno... sarebbe una grande scommessa, specialmente sul versante economico farei davvero fatica a darne fuori...
Che fare? Accontentarmi di una vita mediocre e "sedermi" nella routine come fanno molti o raccogliere il coraggio e "provarci"? La posta in palio è alta, perlomeno dal mio punto di vista soggettivo... :rolleyes:

PS: studio lingue e pertanto la frequenza è obbligatoria quindi no, non potrei fare la specialistica da non frequentante...
soluzione di mezzo...ti iscrivi part time all'uni...certo impieghi di più ma potresti cmq conciliare lo studio con gli impegni lavorativi
Scusa ma sono un ignorantone... cosa comporterebbe l'essere studente part-time?
 
jaccos ha scritto:
giuliogiulio ha scritto:
jaccos ha scritto:
Mi trovo in una fase di profonda crisi esistenziale...
Ho un lavoro noioso che non c'entra nulla con ciò che mi piace e col mio percorso di studi ma è relativamente sicuro e adeguatamente pagato (sono a metà di un apprendistato di 4 anni con buone prospettive di assunzione a tempo indeterminato a scadenza) e mi è venuta una travolgente voglia di tornare a studiare, di fare quella maledetta specialistica che a suo tempo non volli fare e che ora non mi fa dormire la notte...
Dovrei licenziarmi per inseguire ciò che davvero mi piace fare, solo che lo dovrei fare completamente solo e senza più la famiglia a darmi sostegno... sarebbe una grande scommessa, specialmente sul versante economico farei davvero fatica a darne fuori...
Che fare? Accontentarmi di una vita mediocre e "sedermi" nella routine come fanno molti o raccogliere il coraggio e "provarci"? La posta in palio è alta, perlomeno dal mio punto di vista soggettivo... :rolleyes:

PS: studio lingue e pertanto la frequenza è obbligatoria quindi no, non potrei fare la specialistica da non frequentante...
soluzione di mezzo...ti iscrivi part time all'uni...certo impieghi di più ma potresti cmq conciliare lo studio con gli impegni lavorativi
Scusa ma sono un ignorantone... cosa comporterebbe l'essere studente part-time?
ma va tranqui...

l'iscrizione part time implica un carico didattico con meno crediti ( dunque con meno esami)...le tasse che paghi sono pertanto inferiori, così come il carico di studio che viene spalmato su più anni (x la specialistica sono 3 o 4)....l'iscrizione part time viene fatta da chi come te lavora giù e giustamente non vuole e non può rinunciare a questa sicurezza economica o da chi magari si ritrova a settembre con un esame e la tesi da discutere....
 
Io farei così: se non hai il supporto familiare devi poter vivere di rendita per i prossimi 2 anni e mezzo/3. valuta esattamente tutte le tue uscite e vedi se con gli eventuali soldi da parte riesci a mantentere le tue uscite economiche senza nessun genere di vizio per il futuro.
Valuta anche se hai modo di trovare un lavoretto per i lw.e. o la sera, ad esempio se sei bravo come cameriere o altro. Valuta anche la vendita della moto a sto punto o della macchina. Subaffittare una stanza di casa a qualche studente. Devi essere un freddo e preciso calcolatore perché se sbagli anche solo di 50,00 euro al mese, in breve sarai alla mensa della caritas e non è una battuta. Il tuo è un sogno difficile, coraggioso ma non impossibile. Se non puoi farlo ora metti i soldi da parte e rimandalo di 1 anno...
Valuta poi cosa farai terminati gli studi: sono in pochi a premiare un 30enne neolaureato che si è licenziato per rimettersi in gioco.
Datti anche del tempo per capire anche se questi prudementi notturni sono passeggeri o se veramente sono fondati.

In breve: io mi sono licenziato per terminare la laurea, ma per fortuna avevo una solida base alle spalle. Non finirò mai di ringraziare i miei genitori per questo perché faccio esattamente il lavoro che ho sempre desiderato. Capisco cosa voglia dire sentirsi senza obiettivi e stimoli.
Se l'ipotesi di riprendere gli studi fosse economicamente impraticabile, prova a valutare se all'interno dell'azienda hai modo di fare un'esperienza diversa, se hai modo di crescere , anche trasversalmente.
In bocca al lupo, Filippo.
 
FileoIppus ha scritto:
Io farei così: se non hai il supporto familiare devi poter vivere di rendita per i prossimi 2 anni e mezzo/3. valuta esattamente tutte le tue uscite e vedi se con gli eventuali soldi da parte riesci a mantentere le tue uscite economiche senza nessun genere di vizio per il futuro.
Valuta anche se hai modo di trovare un lavoretto per i lw.e. o la sera, ad esempio se sei bravo come cameriere o altro. Valuta anche la vendita della moto a sto punto o della macchina. Subaffittare una stanza di casa a qualche studente. Devi essere un freddo e preciso calcolatore perché se sbagli anche solo di 50,00 euro al mese, in breve sarai alla mensa della caritas e non è una battuta. Il tuo è un sogno difficile, coraggioso ma non impossibile. Se non puoi farlo ora metti i soldi da parte e rimandalo di 1 anno...
Valuta poi cosa farai terminati gli studi: sono in pochi a premiare un 30enne neolaureato che si è licenziato per rimettersi in gioco.
Datti anche del tempo per capire anche se questi prudementi notturni sono passeggeri o se veramente sono fondati.

In breve: io mi sono licenziato per terminare la laurea, ma per fortuna avevo una solida base alle spalle. Non finirò mai di ringraziare i miei genitori per questo perché faccio esattamente il lavoro che ho sempre desiderato. Capisco cosa voglia dire sentirsi senza obiettivi e stimoli.
Se l'ipotesi di riprendere gli studi fosse economicamente impraticabile, prova a valutare se all'interno dell'azienda hai modo di fare un'esperienza diversa, se hai modo di crescere , anche trasversalmente.
In bocca al lupo, Filippo.
Intanto ti ringrazio moltissimo per il tuo bellissimo e preziosissimo contributo. ;)
Quest'idea (fortunatamente o sfortunatamente, dipende dai punti di vista) non è un prudimento in quanto ce l'ho da circa un anno e mezzo... cioè da poco dopo aver cominciato questo lavoro...
Mi ritengo un barman non indifferente e mi potrei riciclare in quello, lavoro tranquillamente la notte anzi, è quando do il meglio di me... la mia casa è in un paesino dell'alto vicentino, difficile subaffittare... la moto è ovvio che sia la prima rinuncia, l'auto però mi serve proprio (ho pagato oggi l'assicurazione, dio che salasso).
Ad ogni modo, la scelta più forte non è tanto l'iscrizione all'università, quanto il mollare il lavoro che ho...
Questa sera andrò a cena da mia madre... vi terrò aggiornati... ;)
 
jaccos ha scritto:
FileoIppus ha scritto:
Io farei così: se non hai il supporto familiare devi poter vivere di rendita per i prossimi 2 anni e mezzo/3. valuta esattamente tutte le tue uscite e vedi se con gli eventuali soldi da parte riesci a mantentere le tue uscite economiche senza nessun genere di vizio per il futuro.
Valuta anche se hai modo di trovare un lavoretto per i lw.e. o la sera, ad esempio se sei bravo come cameriere o altro. Valuta anche la vendita della moto a sto punto o della macchina. Subaffittare una stanza di casa a qualche studente. Devi essere un freddo e preciso calcolatore perché se sbagli anche solo di 50,00 euro al mese, in breve sarai alla mensa della caritas e non è una battuta. Il tuo è un sogno difficile, coraggioso ma non impossibile. Se non puoi farlo ora metti i soldi da parte e rimandalo di 1 anno...
Valuta poi cosa farai terminati gli studi: sono in pochi a premiare un 30enne neolaureato che si è licenziato per rimettersi in gioco.
Datti anche del tempo per capire anche se questi prudementi notturni sono passeggeri o se veramente sono fondati.

In breve: io mi sono licenziato per terminare la laurea, ma per fortuna avevo una solida base alle spalle. Non finirò mai di ringraziare i miei genitori per questo perché faccio esattamente il lavoro che ho sempre desiderato. Capisco cosa voglia dire sentirsi senza obiettivi e stimoli.
Se l'ipotesi di riprendere gli studi fosse economicamente impraticabile, prova a valutare se all'interno dell'azienda hai modo di fare un'esperienza diversa, se hai modo di crescere , anche trasversalmente.
In bocca al lupo, Filippo.
Intanto ti ringrazio moltissimo per il tuo bellissimo e preziosissimo contributo. ;)
Quest'idea (fortunatamente o sfortunatamente, dipende dai punti di vista) non è un prudimento in quanto ce l'ho da circa un anno e mezzo... cioè da poco dopo aver cominciato questo lavoro...
Mi ritengo un barman non indifferente e mi potrei riciclare in quello, lavoro tranquillamente la notte anzi, è quando do il meglio di me... la mia casa è in un paesino dell'alto vicentino, difficile subaffittare... la moto è ovvio che sia la prima rinuncia, l'auto però mi serve proprio (ho pagato oggi l'assicurazione, dio che salasso).
Ad ogni modo, la scelta più forte non è tanto l'iscrizione all'università, quanto il mollare il lavoro che ho...
Questa sera andrò a cena da mia madre... vi terrò aggiornati... ;)

In bocca al lupo! Suggerirei di non mettere coltelli a tavola e di farla camminare scalza :) Mia madre quando le dissi che lasciavo ingegneria per Architettura Degli Interni mi tirò una ciabattata in testa :)
 
FileoIppus ha scritto:
jaccos ha scritto:
FileoIppus ha scritto:
Io farei così: se non hai il supporto familiare devi poter vivere di rendita per i prossimi 2 anni e mezzo/3. valuta esattamente tutte le tue uscite e vedi se con gli eventuali soldi da parte riesci a mantentere le tue uscite economiche senza nessun genere di vizio per il futuro.
Valuta anche se hai modo di trovare un lavoretto per i lw.e. o la sera, ad esempio se sei bravo come cameriere o altro. Valuta anche la vendita della moto a sto punto o della macchina. Subaffittare una stanza di casa a qualche studente. Devi essere un freddo e preciso calcolatore perché se sbagli anche solo di 50,00 euro al mese, in breve sarai alla mensa della caritas e non è una battuta. Il tuo è un sogno difficile, coraggioso ma non impossibile. Se non puoi farlo ora metti i soldi da parte e rimandalo di 1 anno...
Valuta poi cosa farai terminati gli studi: sono in pochi a premiare un 30enne neolaureato che si è licenziato per rimettersi in gioco.
Datti anche del tempo per capire anche se questi prudementi notturni sono passeggeri o se veramente sono fondati.

In breve: io mi sono licenziato per terminare la laurea, ma per fortuna avevo una solida base alle spalle. Non finirò mai di ringraziare i miei genitori per questo perché faccio esattamente il lavoro che ho sempre desiderato. Capisco cosa voglia dire sentirsi senza obiettivi e stimoli.
Se l'ipotesi di riprendere gli studi fosse economicamente impraticabile, prova a valutare se all'interno dell'azienda hai modo di fare un'esperienza diversa, se hai modo di crescere , anche trasversalmente.
In bocca al lupo, Filippo.
Intanto ti ringrazio moltissimo per il tuo bellissimo e preziosissimo contributo. ;)
Quest'idea (fortunatamente o sfortunatamente, dipende dai punti di vista) non è un prudimento in quanto ce l'ho da circa un anno e mezzo... cioè da poco dopo aver cominciato questo lavoro...
Mi ritengo un barman non indifferente e mi potrei riciclare in quello, lavoro tranquillamente la notte anzi, è quando do il meglio di me... la mia casa è in un paesino dell'alto vicentino, difficile subaffittare... la moto è ovvio che sia la prima rinuncia, l'auto però mi serve proprio (ho pagato oggi l'assicurazione, dio che salasso).
Ad ogni modo, la scelta più forte non è tanto l'iscrizione all'università, quanto il mollare il lavoro che ho...
Questa sera andrò a cena da mia madre... vi terrò aggiornati... ;)

In bocca al lupo! Suggerirei di non mettere coltelli a tavola e di farla camminare scalza :) Mia madre quando le dissi che lasciavo ingegneria per Architettura Degli Interni mi tirò una ciabattata in testa :)
No dai, fortunatamente mia madre è un pochino più comprensiva... :D
Alla fine il succo del discorso è stato una cosa del tipo "fai quel che vuoi, la vita è tua, sappi che ti devi arrangiare da solo e che per me mollare un buon lavoro è una stupidaggine".
Insomma, fondamentalmente un fiasco ma è esattamente quello che mi aspettavo... :rolleyes: :(
 
FileoIppus ha scritto:
jaccos ha scritto:
FileoIppus ha scritto:
Io farei così: se non hai il supporto familiare devi poter vivere di rendita per i prossimi 2 anni e mezzo/3. valuta esattamente tutte le tue uscite e vedi se con gli eventuali soldi da parte riesci a mantentere le tue uscite economiche senza nessun genere di vizio per il futuro.
Valuta anche se hai modo di trovare un lavoretto per i lw.e. o la sera, ad esempio se sei bravo come cameriere o altro. Valuta anche la vendita della moto a sto punto o della macchina. Subaffittare una stanza di casa a qualche studente. Devi essere un freddo e preciso calcolatore perché se sbagli anche solo di 50,00 euro al mese, in breve sarai alla mensa della caritas e non è una battuta. Il tuo è un sogno difficile, coraggioso ma non impossibile. Se non puoi farlo ora metti i soldi da parte e rimandalo di 1 anno...
Valuta poi cosa farai terminati gli studi: sono in pochi a premiare un 30enne neolaureato che si è licenziato per rimettersi in gioco.
Datti anche del tempo per capire anche se questi prudementi notturni sono passeggeri o se veramente sono fondati.

In breve: io mi sono licenziato per terminare la laurea, ma per fortuna avevo una solida base alle spalle. Non finirò mai di ringraziare i miei genitori per questo perché faccio esattamente il lavoro che ho sempre desiderato. Capisco cosa voglia dire sentirsi senza obiettivi e stimoli.
Se l'ipotesi di riprendere gli studi fosse economicamente impraticabile, prova a valutare se all'interno dell'azienda hai modo di fare un'esperienza diversa, se hai modo di crescere , anche trasversalmente.
In bocca al lupo, Filippo.
Intanto ti ringrazio moltissimo per il tuo bellissimo e preziosissimo contributo. ;)
Quest'idea (fortunatamente o sfortunatamente, dipende dai punti di vista) non è un prudimento in quanto ce l'ho da circa un anno e mezzo... cioè da poco dopo aver cominciato questo lavoro...
Mi ritengo un barman non indifferente e mi potrei riciclare in quello, lavoro tranquillamente la notte anzi, è quando do il meglio di me... la mia casa è in un paesino dell'alto vicentino, difficile subaffittare... la moto è ovvio che sia la prima rinuncia, l'auto però mi serve proprio (ho pagato oggi l'assicurazione, dio che salasso).
Ad ogni modo, la scelta più forte non è tanto l'iscrizione all'università, quanto il mollare il lavoro che ho...
Questa sera andrò a cena da mia madre... vi terrò aggiornati... ;)

In bocca al lupo! Suggerirei di non mettere coltelli a tavola e di farla camminare scalza :) Mia madre quando le dissi che lasciavo ingegneria per Architettura Degli Interni mi tirò una ciabattata in testa :)

Cos'è "Architettura degli interni"?
 
Mamma saggia :) e poco agguerrita :)
E' comunque una decisione che puoi prendere solo tu, l'unica consiglio è proprio quello di fare tutte le valutazioni del caso, soprattutto economiche.
 
elancia ha scritto:
FileoIppus [b ha scritto:
Cos'è "Architettura degli interni[/b]"?

Un corso di laurea della Facoltà di Architettura ValleGiulia di Roma, di preciso si chiama Arredamento e Architettura degli Interni: si studia la storia dell'Arte, quella dell'Arredamento dai Greci a Oggi, quella del Mobile, si impara a progettare Interni, Spazi Commerciali, Spazi Pubblici Aperti. Molto interessante soprattutto perché il normale architetto spesse volte trascura la distribuzione interna di uno spazio , ragionando secondo il principio per cui la funzione scaturisce dalla Forma, mentre per me vale il viceversa. E quando vado ad arredare un appartamento, anche nuovo, ci troviamo spesso in difficoltà a causa della distribuzione non ragionata degli spazi. Anche a livello dimensionale. Sorry mi sono dilungato... :oops:
 
jaccos ha scritto:
FileoIppus ha scritto:
jaccos ha scritto:
FileoIppus ha scritto:
Io farei così: se non hai il supporto familiare devi poter vivere di rendita per i prossimi 2 anni e mezzo/3. valuta esattamente tutte le tue uscite e vedi se con gli eventuali soldi da parte riesci a mantentere le tue uscite economiche senza nessun genere di vizio per il futuro.
Valuta anche se hai modo di trovare un lavoretto per i lw.e. o la sera, ad esempio se sei bravo come cameriere o altro. Valuta anche la vendita della moto a sto punto o della macchina. Subaffittare una stanza di casa a qualche studente. Devi essere un freddo e preciso calcolatore perché se sbagli anche solo di 50,00 euro al mese, in breve sarai alla mensa della caritas e non è una battuta. Il tuo è un sogno difficile, coraggioso ma non impossibile. Se non puoi farlo ora metti i soldi da parte e rimandalo di 1 anno...
Valuta poi cosa farai terminati gli studi: sono in pochi a premiare un 30enne neolaureato che si è licenziato per rimettersi in gioco.
Datti anche del tempo per capire anche se questi prudementi notturni sono passeggeri o se veramente sono fondati.

In breve: io mi sono licenziato per terminare la laurea, ma per fortuna avevo una solida base alle spalle. Non finirò mai di ringraziare i miei genitori per questo perché faccio esattamente il lavoro che ho sempre desiderato. Capisco cosa voglia dire sentirsi senza obiettivi e stimoli.
Se l'ipotesi di riprendere gli studi fosse economicamente impraticabile, prova a valutare se all'interno dell'azienda hai modo di fare un'esperienza diversa, se hai modo di crescere , anche trasversalmente.
In bocca al lupo, Filippo.
Intanto ti ringrazio moltissimo per il tuo bellissimo e preziosissimo contributo. ;)
Quest'idea (fortunatamente o sfortunatamente, dipende dai punti di vista) non è un prudimento in quanto ce l'ho da circa un anno e mezzo... cioè da poco dopo aver cominciato questo lavoro...
Mi ritengo un barman non indifferente e mi potrei riciclare in quello, lavoro tranquillamente la notte anzi, è quando do il meglio di me... la mia casa è in un paesino dell'alto vicentino, difficile subaffittare... la moto è ovvio che sia la prima rinuncia, l'auto però mi serve proprio (ho pagato oggi l'assicurazione, dio che salasso).
Ad ogni modo, la scelta più forte non è tanto l'iscrizione all'università, quanto il mollare il lavoro che ho...
Questa sera andrò a cena da mia madre... vi terrò aggiornati... ;)

In bocca al lupo! Suggerirei di non mettere coltelli a tavola e di farla camminare scalza :) Mia madre quando le dissi che lasciavo ingegneria per Architettura Degli Interni mi tirò una ciabattata in testa :)
No dai, fortunatamente mia madre è un pochino più comprensiva... :D
Alla fine il succo del discorso è stato una cosa del tipo "fai quel che vuoi, la vita è tua, sappi che ti devi arrangiare da solo e che per me mollare un buon lavoro è una stupidaggine".
Insomma, fondamentalmente un fiasco ma è esattamente quello che mi aspettavo... :rolleyes: :(

edit
 
FileoIppus ha scritto:
elancia ha scritto:
FileoIppus [b ha scritto:
Cos'è "Architettura degli interni[/b]"?

Un corso di laurea della Facoltà di Architettura ValleGiulia di Roma, di preciso si chiama Arredamento e Architettura degli Interni: si studia la storia dell'Arte, quella dell'Arredamento dai Greci a Oggi, quella del Mobile, si impara a progettare Interni, Spazi Commerciali, Spazi Pubblici Aperti. Molto interessante soprattutto perché il normale architetto spesse volte trascura la distribuzione interna di uno spazio , ragionando secondo il principio per cui la funzione scaturisce dalla Forma, mentre per me vale il viceversa. E quando vado ad arredare un appartamento, anche nuovo, ci troviamo spesso in difficoltà a causa della distribuzione non ragionata degli spazi. Anche a livello dimensionale. Sorry mi sono dilungato... :oops:

No, anzi, pensa io ho avuto Remo Buti a Firenze, che spasso fare il suo esame dopo essermi tolto Scienza delle costruzioni! :)

Ma avevate anche gli esami standard??? :rolleyes:
 
elancia ha scritto:
Io non ho nè grandi basi economiche per licenziarmi, nè amici dentro i posti che contano per farti far carriera.
Ho accettato di fare l'impiegatuccio in uno studio tecnico di ingegneri/geometri edili 4 anni fa ed è due anni che faccio solo allacci fognari e sanatorie.
Inoltre, questa roba la produco solo a livello di elaborati CAD perchè non non sono un titolare.
Sono un architetto e mi fà schifo ciò che passa il convento ora, ma tant'è necessito almeno di una dignità economica, dignità che per altri miei colleghi 34 enni non figli di papà resta una chimera, sia a livello remunerativo, sia a livello contrattuale.
Neppure io ci dormo la notte e ne va anche della mia autostima MA ora come ora con la situazione che c'è, salvo amichetti e lotterie, non mi sogno di abbandonare il mio posto per andare a collaborare gratis o a fare l'archigeometra di paese. Se va bene. :?
Ho il massimo rispetto per la tua posizione... però è una situazione diversa dalla mia. Io faccio un lavoro che neanche si avvicina lontanamente a ciò che voglio e a ciò per cui mi sento portato.
Mi sento mediocre. E lo sono, sono come un'auto che va con il freno a mano tirato, rendo un decimo di ciò che posso dare... ciò è frustrante, fa male all'autostima ed alla salute... il rischio cambiando è di farsi ancora più male... :rolleyes:
 
giuliogiulio ha scritto:
skamorza ha scritto:
faccio un lavoro che non mi piace più, che rende poco anche se non si fa la fame, che cambierei anche subito. ma "tengo famiglia" ed in pratica viviamo solo con i miei guadagni. ma se aver insopportabile, luogo di lavoro al polo opposto della città, orari folli

ho rifiutato l'offerta...sono stato così male che mi è venuta un'influenza incredibile era novembre 2009 piena crisi ...15gg a ltto con 39 costante...dopo questa botta ho deciso di dare l'esame di abilitazione alla professione di ingegnere, l'ho passato e ora ho un altro lavoro precario si, con un contratto ridicolo, non guadagno tantissimo ma riesco a mantenermi e sono contento....certo non avendo famiglia da mantenere ho potuto fare questa scelta
ing gest vero? abilitazione e poi? puoi aprire uno studio per conto tuo?
 
elancia ha scritto:
FileoIppus ha scritto:
elancia ha scritto:
FileoIppus [b ha scritto:
Cos'è "Architettura degli interni[/b]"?

Un corso di laurea della Facoltà di Architettura ValleGiulia di Roma, di preciso si chiama Arredamento e Architettura degli Interni: si studia la storia dell'Arte, quella dell'Arredamento dai Greci a Oggi, quella del Mobile, si impara a progettare Interni, Spazi Commerciali, Spazi Pubblici Aperti. Molto interessante soprattutto perché il normale architetto spesse volte trascura la distribuzione interna di uno spazio , ragionando secondo il principio per cui la funzione scaturisce dalla Forma, mentre per me vale il viceversa. E quando vado ad arredare un appartamento, anche nuovo, ci troviamo spesso in difficoltà a causa della distribuzione non ragionata degli spazi. Anche a livello dimensionale. Sorry mi sono dilungato... :oops:

No, anzi, pensa io ho avuto Remo Buti a Firenze, che spasso fare il suo esame dopo essermi tolto Scienza delle costruzioni! :)

Ma avevate anche gli esami standard??? :rolleyes:

Di standard c'erano solo matematica, Estimo, Storia dell'arte contemporanea, storia dell'architettura e dell'arredamento 1 e 2, Design Industriale . Poi esami tipo Caratteri stilistici (tosto ma bellissimo, santo prof. Valeriani) , Progettazione di spazi pubblici aperti, Progettazione di spazi commerciali, Laboratorio di interni 1 e 2, Modellazione (creare un video di una cosa da noi progettata). All'atto pratico sfrutto il 5% delle cose apprese all'università . Poi gli esami erano molto manuali, abbiamo fatto il Plastico per ogni cosa, poi c'è da dire che come corso è molto caro, per fare un plastico o stampare le tavole degli esami partivano fior di quattrini :(
 
jaccos ha scritto:
No dai, fortunatamente mia madre è un pochino più comprensiva... :D
Alla fine il succo del discorso è stato una cosa del tipo "fai quel che vuoi, la vita è tua, sappi che ti devi arrangiare da solo e che per me mollare un buon lavoro è una stupidaggine".
Insomma, fondamentalmente un fiasco ma è esattamente quello che mi aspettavo... :rolleyes: :(
La risposta di tua madre secondo me è comprensibile...credo che ogni genitore sarebbe contento di vedere suo fgllo laureato, ma è anche vero che ragionando a mente lucida, e vedendo come vanno le cose oggi, anche lei si sarà fatta due calcoli ed avrà detto "meglio che lavora ed ha qualche soldo da parte per qualsiasi evenienza, piuttosto che mollare tutto, studiare si quello che gli piace, ma magari spendere tutte queste forze per poi non ottenere il risultato sperato".
 

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