<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Produrre in Italia? Ecco la Verita' Vera. Con due V maiuscole. | Page 9 | Il Forum di Quattroruote

Produrre in Italia? Ecco la Verita' Vera. Con due V maiuscole.

GattoToscano ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
Kren ha scritto:
Comunque mi rendo conto che, a prescindere dall'opinione politica di ognuno, qui da noi, in effetti, c'è un modo di vedere le cose e di approcciarsi ai problemi notevolmente diverso rispetto al resto dell'Italia, molto più pragmatico e meno ideologico. E speriamo continui così....
Concordo e condivido gli auspici (d'altra parte, è significativo che un carnico abbia avuto tanto successo proprio a ts)

Qui emerge un altro problema: è accettabile che vi sia per forza "unione forzata" tra diverse popolazioni e culture così diverse (a vostro dire, io prendo solo atto... ;) )?

:rolleyes:

Personalmente, vorrei proprio sapere cosa c'è di uguale tra un Goriziano ed un Napoletano.

Senza polemica.
Qui dal mio punto di vista tocchi un tasto dolente, anche perché in certe zone di questa regione ci sono famiglie che durante la prima guerra mondiale avevano parenti che combattevano per i Savoia ed altri per la Corona Austriaca.
Io solamente per rispetto di chi ha combattuto quella guerra (come diceva mio nonno "per 4 crode carsiche hanno perso la vita centinaia di migliaia di giovani, da una parte e dall'altra, senza nemmeno sapere il perché") penso che valga la pena stare dove siamo.
 
Kren ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
Kren ha scritto:
Comunque mi rendo conto che, a prescindere dall'opinione politica di ognuno, qui da noi, in effetti, c'è un modo di vedere le cose e di approcciarsi ai problemi notevolmente diverso rispetto al resto dell'Italia, molto più pragmatico e meno ideologico. E speriamo continui così....
Concordo e condivido gli auspici (d'altra parte, è significativo che un carnico abbia avuto tanto successo proprio a ts)

Qui emerge un altro problema: è accettabile che vi sia per forza "unione forzata" tra diverse popolazioni e culture così diverse (a vostro dire, io prendo solo atto... ;) )?

:rolleyes:

Personalmente, vorrei proprio sapere cosa c'è di uguale tra un Goriziano ed un Napoletano.

Senza polemica.
Qui dal mio punto di vista tocchi un tasto dolente, anche perché in certe zone di questa regione ci sono famiglie che durante la prima guerra mondiale avevano parenti che combattevano per i Savoia ed altri per la Corona Austriaca.
Io solamente per rispetto di chi ha combattuto quella guerra (come diceva mio nonno "per 4 crode carsiche hanno perso la vita centinaia di migliaia di giovani, da una parte e dall'altra, senza nemmeno sapere il perché") penso che valga la pena stare dove siamo.

Qua da me la storia è un pò diversa, stavano tutti da una parte sola (parlo della seconda Guerra Mondiale)......
Non so se sia un bene o un male.

PS: Siamo lontani anni luce dal topic........
:D
:rolleyes:
 
GattoToscano ha scritto:
Qui emerge un altro problema: è accettabile che vi sia per forza "unione forzata" tra diverse popolazioni e culture così diverse (a vostro dire, io prendo solo atto... ;) )?
:rolleyes:
Personalmente, vorrei proprio sapere cosa c'è di uguale tra un Goriziano ed un Napoletano.
Senza polemica.
Anche in Germania troveresti profonde differenze (anche linguistiche ...) tra un bavarese ed un nativo di Hannover
In Francia invece c'è un maggior livellamento socio - culturale tra le varie zone geografiche.
Da una parte storia frammentata come la nostra, dall'altra secoli di Stato unitario.

Tante volte, anche discutendo qui in o.t., mi sono chiesto, pensando a voce alta, che ci stiamo a fare in uno Stato che a suo tempo ci ha invaso ed occupato manu militari. Una possibile risposta è che nulla rimane immutato, tantomeno le condizioni geopolitiche: ciò che poteva andare bene in un'epoca potrebbe rivelarsi inadeguato in un'altra. La storia non si fa con i "se" e con il "senno del poi": qui ora siamo e qui è opportuno fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per migliorare la nostra condizione. Una Nazione si costruisce nel tempo, con pazienza e fatica, provando e riprovando. Ora, per avere un senso di appartenenza condiviso bisogna, secondo me, valorizzare tutti gli elementi positivi comuni senza azzerare le specificità.
Non è una frase di comodo o di maniera.

Penso che una progressiva trasformazione della Repubblica Italiana in Repubblica Federale Italiana (qui la Lega non c'entra!), se ben realizzata, possa essere in realtà un forte collante nazionale. Dando forse, finalmente, un senso (se mai sia possibile) ai tanti poveri soldati tumulati a Redipuglia.
 
GattoToscano ha scritto:
Per me non sono "privilegi" ma semplicemente dei "diritti" che tutti i dipendenti (pubblici e privati) dovrebbero avere perchè base imprescindibile per il benessere sociale.
Il benessere sociale di un paese, come quello della mia o della tua singola famiglia, ha bisogno di soldi. I soldi hanno bisogno di lavoro, produzione, competitività. Non abbiamo più nessuna di queste cose.

No.
Io dico che alla base ci vogliono delle regole certe senza le quali si passa dal "lavoro" allo "sfruttamento".
Che è diverso.
;)
Condivido, ma non mi pare che agli operai di Pomigliano, dopo decenni di gozzoviglie, si stia imponendo lo sfruttamento. Come dicevo, da queste parti, se riesci a tirare su un turno del Sabato, ti ringraziano. Se a Pomigliano lo debbono invece imporre per contratto, e la gente lo vorrebbe anche rifiutare, significa che c'è gente che preferisce stare a casa.

Scusa quale "furbizia"?
E' un reato fare un concorso pubblico?
Utilizzo medoti illeciti per accedere alla Pubblica Amministrazione?

Il termine "furbizia" direi che è del tutto inappropriato.
Assolutamente no. Furbizia nell'accezione più positiva. Nel senso che fai bene, senza alcuna ironia.

Daje con 'sti "privilegi".
:rolleyes:
Se non sei sfruttato sei automaticamente "privilegiato"?
:rolleyes: :rolleyes:
No, assolutamente. Solo che il trattamento che si ha nella maggior parte dei settori della PA va ben oltre il trattamento equo, talvolta ben oltre il privilegio. In particolar modo se si mette l'occhio sui livelli dirigenziali.

La scelta del privato l'hai fatta te, coscio dei pro e dei contro del caso.
Almeno credo.
Nessuno è venuto ad importi "cosa" produrre o "quanto" o "dove".
Al massimo, possiamo disquisire sul "come".....

Stessa cosa quando i miei hanno deciso di andare a lavorare per la P.A.
Non c'è dubbio. Tu mi hai chiesto del mio orticello, io te l'ho raccontato.

Bene. Quindi?
Che famo?
Ah boh.... ne stiamo appunto parlando. Io proverei a bonificare Pomigliano e tenerla operativa, tanto per cominciare. Per bonifica intendo una cosa tipo... ruspe, armi chimiche, lanciafiamme, e poi riedificazione dell'impianto e maestranze nuove non infiltrate dalla mafia. Ma, scherzi a parte, la soluzione dell'equazione diritti - competitività non è facile, e certamente non si raggiunge pensando solo ai primi, trascurando la seconda.

Una cosa so. La soluzione parte della madre di tutti i problemi: l'aggiustamento della pubbliva amministrazione. Sotto vari punti di vista: dimensionamento, efficienza, riduzione dei privilegi e costi connessi, corruzione ecc....E probabilmente lì si ferma, perchè non si farà mai..-
 
|Mauro65| ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
Qui emerge un altro problema: è accettabile che vi sia per forza "unione forzata" tra diverse popolazioni e culture così diverse (a vostro dire, io prendo solo atto... ;) )?
:rolleyes:
Personalmente, vorrei proprio sapere cosa c'è di uguale tra un Goriziano ed un Napoletano.
Senza polemica.
Anche in Germania troveresti profonde differenze (anche linguistiche ...) tra un bavarese ed un nativo di Hannover
In Francia invece c'è un maggior livellamento socio - culturale tra le varie zone geografiche.

Penso che una progressiva trasformazione della Repubblica Italiana in Repubblica Federale Italiana (qui la Lega non c'entra!), se ben realizzata, possa essere in realtà un forte collante nazionale. Dando forse, finalmente, un senso (se mai sia possibile) ai tanti poveri soldati tumulati a Redipuglia.

La Francia ha avuto il meglio:
basi dei tanto idolatrati Celti
civilizzazione e leggi Latine
amore per la patria dai Franchi ( Tedeschi )
Con un mix cosi'!?

L' impero Tedesco si unifico' in contemporanea con il Regno d' Italia, ma le differenze sono abissali....
Ciao
 
Epme ha scritto:
migliazziblu ha scritto:
tutto giusto
qualcuno pero' potrebbe affermare in altrettanta giustezza:
se i poveracci, pur di avere il lavoro, accettassero oggi certe condizioni al di fuori da quelle che sono le regole vigenti.... si prenderebbe la china senza ritorno che porta piano piano indietro nei secoli, a partire dalle 10 ore al giorno, ai bambini nelle miniere, per arrivare ai faraoni.
Ciao

Vero. Però la proposta non dovrebbe essere così "faraonica" visto che è stata accettata da TUTTE le sigle sindacali TRANNE la Fiom

Invece lo e' secondo la Fiom e mi pare che nessuno abbia smentito:
ci sarebbe un nuovo rapporto fra lavoratore e malattia, obbligo di straordinari....
Ciao
 
migliazziblu ha scritto:
Invece lo e' secondo la Fiom e mi pare che nessuno abbia smentito:
ci sarebbe un nuovo rapporto fra lavoratore e malattia, obbligo di straordinari....
Ciao

Potrebbe trattarsi di un passo falso formale. Mi spiego: se hai a che fare con un impianto come Pomigliano, che sovverte tutte le regole di buona condotta ( non riesci ad organizzare per vie consensuali un turno lavorativo in più, non riesci ad ottenere dello straordinario quando ce n'è bisogno, soffri di un assenteismo per malattia patologico ed endemico ) puoi essere tentato di raddrizzare la situazione imponendo certe cose per contratto.

Il che indubbiamente è un passo falso formale, perchè su certe imposizioni finisci in fuorigioco costituzionale.

Ma se si chiede di accettare certe cose come imposte ( ed accettate ) per contratto, probabilmente è perchè la normale dialettica interna su certe necessità si è ormai deteriorata da anni.

Quindi, se arrivi al "prendere o lasciare", chiaro che il gioco si fa durissimo. Forse inaccettabile. Ma bisogna anche vedere chi ha tirato troppo l'elastico, e perchè si arriva a certe pretese, apparentemente eccessive.

La Fiom in tutto questo deve essere acritica e difendere lo status quo ad oltranza: non può prendere atto che le maestranze di Pomigliano sono una manica di malviventi, che fanno ostruzionismo da decenni, e lasciarli a se stessi. Quindi fa il proprio lavoro e registra ( acriticamente ) che certe richieste sono eccessive ( in un mondo normale ) e non ricevibili.

Ma la realtà deve fare i conti anche con la storia, le motivazioni, i torti, ecc...
 
stratoszero ha scritto:
jaccos ha scritto:
Mi puoi fare qualche esempio di paese emergente dove han tanta voglia di lavorare?

Polonia.

A parte il fatto che in Polonia non è che si lavori molto più di qua, se sei così convinto che sia solo per quel motivo, ti faresti abbassare lo stipendio al livello di un polacco? Con costo della vita italiano però... perchè è quello che stanno cercando piano piano di imporre qui... :rolleyes:
 
jaccos ha scritto:
A parte il fatto che in Polonia non è che si lavori molto più di qua, se sei così convinto che sia solo per quel motivo, ti faresti abbassare lo stipendio al livello di un polacco? Con costo della vita italiano però... perchè è quello che stanno cercando piano piano di imporre qui... :rolleyes:

Non so di cosa dovrei essere convinto, secondo te.

Avevo solo risposto ad una tua domanda, evidentemente inutile, data la tua controrisposta.

Toh, l'ho già detto prima: "OK, ho sbagliato io a rispondere a una domanda cretina", vedi post http://forum.quattroruote.it/posts/list/75/34641.page

Toh, è successo con la stessa persona...
:shock:

Facciamo così: le prossime volte eviterò di perdere tempo a risponderti. :twisted:
Passo e chiudo.
 
stratoszero ha scritto:
jaccos ha scritto:
A parte il fatto che in Polonia non è che si lavori molto più di qua, se sei così convinto che sia solo per quel motivo, ti faresti abbassare lo stipendio al livello di un polacco? Con costo della vita italiano però... perchè è quello che stanno cercando piano piano di imporre qui... :rolleyes:

Non so di cosa dovrei essere convinto, secondo te.

Avevo solo risposto ad una tua domanda, evidentemente inutile, data la tua controrisposta.

Toh, l'ho già detto prima: "OK, ho sbagliato io a rispondere a una domanda cretina", vedi post http://forum.quattroruote.it/posts/list/75/34641.page

Toh, è successo con la stessa persona...
:shock:

Facciamo così: le prossime volte eviterò di perdere tempo a risponderti. :twisted:
Passo e chiudo.
Ma scusa, leggi quello che scrivo o guardi solo le domande?
La questione era sul fatto che stanno portando il livello globale del trattamento dei lavoratori dipendenti al livello dei paesi emergenti. Mi era stata fatta l'obiezione che il fatto è solo che in quei paesi hanno più voglia di lavorare.
Dato che la polonia non credo sia al livello di cina o india, ho risposto che l'esempio non calzava per i motivi riportati... il succo è che il la risposta non stava in piedi perchè se prendessi come un cinese lavoreresti come un mulo, ma non perchè hai voglia di lavorare quanto perchè sei quasi al livello di uno schiavo... e mi prendo pure le parole perchè faccio domande cretine... :rolleyes:
Mi chiedi di cosa dovresti essere convinto?Se ti rileggi un pò di post capirai che la risposta Polonia implica che tu sia convinto che la hanno molta più voglia di lavorare di qua... ed a questo ti ho risposto...

Quanto all'altro thread, octane ti ha dato una pungente risposta ma il significato è lo stesso di quello che avrei scritto io...

Non so, se ce l'hai con me evita di rispondermi o invece di bollare le mie domande come cretine e non portare nulla al thread ribatti con qualcosa di più sostanzioso...
 
GattoToscano ha scritto:
alfistaConvinto ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
Quello dei ricatti? :rolleyes: Io appena posso me ne vado a lavorare per la P.A. dove si rispettano le regole giuridiche Alla faccia dei privati.
:XD:
Si rispettano le regole giuridiche per i lavoratori.
Ridi ora?
:XD: :XD: :XD: sì e anche tanto, visto che ho una moglie pubblica dipendente che ha vissuto sulla propria pelle il "rispetto delle regole giuridiche" :XD: :XD: :XD:

Bene.
Immagino che te sei nel privato e non cambieresti mai il tuo lavoro con un impiego pubblico.

Te.

Io no.

8)

PS: mio padre è in pensione è un ex professore ordinario all'Università di Siena: lavoro a Siena, parcheggio, niente orario, niente capi, gestione autonoma del lavoro, ufficio privato e uno stipendio niente male. Posto di lavoro sicuro, carriera per anzianità e per concorsi basati su titoli.

Mia madre ex insegnante in pensione: lavoro nel paese di residenza, accesso basato su titoli, carriera per anzianità, stipendio sicuro a fine mese.

Mio zio: Maresciallo capo della Guardia di Finanza (entrato con il diploma in ragioneria): posto fisso, caserma pagata, niente affitto, lido riservato al mare, stipendio sicuro, carriera per anzianità, accesso per concorso pubblico basato su titoli di studio.

Direi che nella P.A. non ci si può lamentare.
Che ne dici?
Trovami uno che dia di più.
ti rendi conto che questi privilegi ora + che mai sono pagati dagli operai .. che vedono sempre di + diminuire i loro diritti?

Io ho sempre votato per l'estrema sinistra e la CGIL che mi pare sia l'unica che abbia un minimo tutelato i diritti dei lavoratori.

Detto questo, dovrei uniformarmi ad una categoria "sfruttata" anzichè scegliere quello che è meglio per me, come dice bellicapelli?

Adesso che la sinistra estrema è stata mandata via dal Parlamento voto DiPietro, visto che il PD mi fa schifo quasi quanto il PDL.

Magari se provi a venire a lavorare in una fabbrica vedrai che cambi idea sulla tua cara estrema sinistra, cgil etc.......
 
GattoToscano ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
|Mauro65| ha scritto:
Quanto hai preso in diritto del lavoro?
30 e lode caro.
Devo purtroppo constatare una volta di più che la scarsa qualità dell'insegnamento universitario è un problema diffuso per tutto il Paese :?
Allora illuminami/ci te sul diritto del lavoro.
Non mi risulta che un privato possa licenziare "se", "come" e "quando" vuole.
E direi: per fortuna.
Io invece direi che confondendo una definizione abborracciata di "licenziamento ad nutum" con quella di "licenziamento in tronco" continui ad inanellare pessime figure (ed a farle fare a chi ti ha dato 30 e L ...)

P.S. a memoria dei posteri :lol:
GattoToscano ha scritto:
Ho studiato legge.
E comunque un lavoratore non può essere "licenziato in tronco" nemmeno nel privato. O per lo meno non potrebbe.

Adesso non ho nè tempo nè voglia di mettermi a far lezione.
"Licenziamento in tronco" nella lingua italiana significa licenziare senza preavviso il che è possibile soltanto sotto particolarissime fattispecie previste dalla legge (e su cui, si potrebbe discutere).

Uno dei casi successi da me è l'abuso di alcool durante l'orario di lavoro, hai il coraggio di discutere anche su questo?
 
Zahlavova Strycova ha scritto:
fiat quanno fà utili li distribuisce

quando fà perdite ...le distribuisce pure....

a farle pagare agli italiani. fallisse domani stesso.

bravo, adesso fai vedere quanto sei coerente e coraggioso e vallo a ripetere durante un'assemblea sindacale in fiat.....
 
|Mauro65| ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
Qui emerge un altro problema: è accettabile che vi sia per forza "unione forzata" tra diverse popolazioni e culture così diverse (a vostro dire, io prendo solo atto... ;) )?
:rolleyes:
Personalmente, vorrei proprio sapere cosa c'è di uguale tra un Goriziano ed un Napoletano.
Senza polemica.
Anche in Germania troveresti profonde differenze (anche linguistiche ...) tra un bavarese ed un nativo di Hannover
In Francia invece c'è un maggior livellamento socio - culturale tra le varie zone geografiche.
Da una parte storia frammentata come la nostra, dall'altra secoli di Stato unitario.

Tante volte, anche discutendo qui in o.t., mi sono chiesto, pensando a voce alta, che ci stiamo a fare in uno Stato che a suo tempo ci ha invaso ed occupato manu militari. Una possibile risposta è che nulla rimane immutato, tantomeno le condizioni geopolitiche: ciò che poteva andare bene in un'epoca potrebbe rivelarsi inadeguato in un'altra. La storia non si fa con i "se" e con il "senno del poi": qui ora siamo e qui è opportuno fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per migliorare la nostra condizione. Una Nazione si costruisce nel tempo, con pazienza e fatica, provando e riprovando. Ora, per avere un senso di appartenenza condiviso bisogna, secondo me, valorizzare tutti gli elementi positivi comuni senza azzerare le specificità.
Non è una frase di comodo o di maniera.

Penso che una progressiva trasformazione della Repubblica Italiana in Repubblica Federale Italiana (qui la Lega non c'entra!), se ben realizzata, possa essere in realtà un forte collante nazionale. Dando forse, finalmente, un senso (se mai sia possibile) ai tanti poveri soldati tumulati a Redipuglia.

è dal dopo guerra che ci si prova ma inutilmente. Quanto tempo e pazienza ancora?
 
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