giuliogiulio ha scritto:
Che c'entra con i diritti?
Niente.
come cosa c'entra????pensi che gli operai polacchi siano contenti non avere diritto al premio che gli spetta???solo che non possono protestare...vivono in una società strutturata in modo che debbano solo subire...passa il messaggio:"eh ma basta lavorare...cosa ti lamenti...preferiresti perfdere il posto piuttosto?"...e così si mandano giù bocconi amari...ed è un po' quello che si sta cercando di fare qui in italia....
Voglio essere franco e non capisco se non hai riflettuto, o sei in malafede; se preso dalla foga di dire contro a ogni costo non hai pensato, o se proprio ci credi.
Partiro' dal primo presupposto, ed esplicitero' quanto sinteticamente detto sopra.
La paga e i diritti sono due cose ben distinte.
O credi veramente che la Fiat brutta e cattiva non paghi i lavoratori polacchi perche' tanto son polacchi e sono abituati a non essere pagati e cosi' ci lucrano vergognosamente?
La Fiat e' stata in crisi fino a ieri, e anche oggi non e' che ci sia da brindare a champagne.
O pensi che un anno buono di produzione abbia risollevato le sorti del gruppo?
Basta guardare i notiziari per capire come vanno le cose (ossia maluccio, anche se non quanto un paio d'anni fa).
Ma il fatto che il moribondo ora respiri da solo non significa che saltera' giu' dalla barella per correre la maratona.
La Fiat puo' pagare subito alle maestranze il loro stipendio, e poi chiudere lo stabilimento perche' non ce n'e' piu' per nessuno, oppure puo' ritardare i pagamenti, cercare di tirarsi su e poi mantenere la fabbrica aperta, pagare gli arretrati e andare avanti.
Se io fossi un polacco, non avrei dubbi su quale delle due opzioni scegliere.
Queste cose sono sempre concordate tra le parti, e di solito sono accordi abbastanza facili da raggiungere, perche' nessuno e' cosi' scemo da dire addio a un posto di lavoro piu' che decente per uno stipendio o due.
Chiaro che poi non e' una bella situazione per nessuno, ma da li' a dire che i diritti dei lavoratori polacchi siano calpestati...
Lavoratori polacchi, che come gia' detto prima, non sono certo quelli della Polonia comunista. E' gente che i prori diritti li ha fatti valere a fucilate, quando e' stato necessario, dunque non direi che siano dei pisquani pronti a farsi mettere i piedi in testa dal primo che passa.