migliazziblu ha scritto:
tutto giusto
qualcuno pero' potrebbe affermare in altrettanta giustezza:
se i poveracci, pur di avere il lavoro, accettassero oggi certe condizioni al di fuori da quelle che sono le regole vigenti.... si prenderebbe la china senza ritorno che porta piano piano indietro nei secoli, a partire dalle 10 ore al giorno, ai bambini nelle miniere, per arrivare ai faraoni.
Ciao
Ragazzi, scrivete troppo!!! Non riesco a tenervi dietro dato che leggo solo un'oretta alla sera.
Ritengo comunque che chi critica la cosa non abbia apprezzato appieno e compreso un punto fondamentale della questione.
Nessuno ha chiesto niente di fuori dal comune.
S'e' chiesto solo di mantenere la stessa produttivita' e qualita' che si hanno in Polonia.
Non sta bene?
Continueranno a produrre in Polonia e chiusa li'.
Han gia' fatto una concessione enorme e un considerevole gesto di generosita' venendo in contro alle maestranze italiane con una proposta simile (che poche volte s'e' vista al mondo, ed e' del tutto eccezionale).
La cosa davvero grave, poi, non e' che chi rischia il posto ci sputa sopra, perche' FATE BENE ATTENZIONE, non e' quello che e' accaduto.
Gli operai di Pomigliano sono ben felici delle condizioni purche' non si chiuda.
Tutti i sindacati sono concordi e approvano.
TRANNE la FIOM, che fa parte del solito "popolo dei no", e che, ovviamente, ha detto no a priori e senza condizioni, unilateralmente e, a quanto pare, contro l'opinione diffusa dei suoi stessi affiliati.
Siamo di fronte al solito nucleo di potere esterno alle dinamiche democratiche che cerca di fare il bello e il cattivo tempo a danno dei cittadini e alla faccia delle decisioni della maggioranza.
QUESTO e' il fatto grave.
Quanto a chi ha parlato di "rinuncia a ogni diritto", ha parlato completamente a sproposito, cadendo nel solito vizio di estremizzare (se non e' bianco, allora e' nero - chi non e' con noi e' contro di noi ecc...).
Non si e' chiesto di rinunciare a nessun diritto in generale,
solo di attenersi ad alcune REGOLE, peraltro diffuse in mezzo mondo democratico e civile, invece che al solito caos italiano dove certe categorie ragionano unilateralmente in termini di
diritti solo propri e
doveri solo altrui.
Una proposta e delle regole accettate da TUTTI gli altri sindacati, dalle maestranze e, val la pena sottolineare visto che sembra essere sfuggito a quasi tutti, dai lavoratori polacchi che, per chi non fosse informato, non sono esattamente degli agnellini pronti solo a farsi tosare.