jaccos ha scritto:
...primo, servono soldi e servono subito; secondo, i soldi li chiedi a chi li ha, non porti via il pane di bocca a chi non li ha...
Un conto è sostenere la necessità di fare ciò che ci si trova costretti a fare quando le circostanze assai pesanti non lasciano alternativa, un conto è sostenere che quel "ciò" sia equo e giusto. Sono due cose sostanzialmente
diverse.
Di fronte alla cicala che rischia di morire di fame e di freddo si "deve" ovviamente intervenire fornendo del cibo e un riparo; questo però NULLA toglie al fatto che la formica NON debba la sua tana e le sue riserve di cibo alla fortuna o alla disonestà ma, cosa ben differente, alle diverse scelte che ha fatto e alla diversa vita che ha condotto in passato.
Da che mondo è mondo, in ogni contesto, chi si comporta
"bene" tende sempre a prendersi molte più
supposte di chi non lo fa; non a caso, per fare qualche esempio tra gli innumerevoli possibili, l'evasore fiscale metodico è sempre stato premiato mentre il pagatore di tasse è sempre stato castigato (se non dallo stato dal tenore di vita più modesto che ha potuto permettersi), il delinquente di professione ha molti meno obblighi e divieti da rispettare, il dipendente che fa un secondo lavoro in nero e magari si prende qualche "strategico" giorno di malattia oppure che mette nel conto spese dell'azienda soldi di cui ha in realtà beneficiato a livello personale ha sempre avuto il suo tornaconto, "vincente" rispetto a quello del dipendente che le stesse cose non ha fatto.
...chi ne ha volente o nolente ha avuto modo di trarre profitto (non necessariamente in maniera disonesta) dal sistema paese in cui opera...
Proprio
qui sta il punto. La stessa identica frase (
ha avuto modo di trarre profitto) vale
anche per i tantissimi che OGGI "non ne hanno" NON perché non li abbiano guadagnati MA perché li hanno spesi, magari addirittura vivendo più... agiatamente di chi invece li ha messi da parte.
Tra le tue personali conoscenze non annoveri qualche esempio di persona un po'
"larga di manica" che negli anni ha preferito, anziché risparmiare, concedersi un tenore di vita un po' più confortevole (magari anche indebitandosi per "comprare" qualche cellulare o automobile o vacanza o altro) e che oggi, di
conseguenza,
"ne ha" molto meno di altri che invece, a parità di reddito e di condizioni lavorative, hanno fatto scelte di vita diverse?
Nessuno?
Io ne ho conosciuti e ne conosco parecchi. Ragazzi, ad esempio, che non appena avuta in mano la prima o seconda busta paga, l'hanno usata per ottenere il finanziamento per l'automobile nuova, "spendendo" i successivi tre o quattro anni di stipendio prima ancora di averli guadagnati. Nulla di disonesto, ovviamente, ma pur sempre portatore di conseguenze ben precise.
Insomma, il fatto di
"non averne" (oggi) NON dimostra affatto che fino ad oggi si sia condotta una vita più modesta, più sfortunata o più onesta di quella altrui. Anzi, potrebbe essere esattamente il
contrario, specie se si tiene conto che fino all'altro ieri (e per almeno due decenni) la nostra "economia" è andata a gonfie vele, così come le varie forme di spreco, speculazione e intrallazzo, riversando enormi quantità di quattrini in tutte le direzioni.
Quindi, ripeto e ribadisco: posso accettare che si dica che la gravità della situazione costringe ad accettare operazioni inique, ma NON accetto affatto che tale iniquità non venga onestamente riconosciuta per lo meno in linea di principio.
Altrimenti il tutto assume un sapore troppo simile a quello del classico
condono:
chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato... chi poco furbo è stato, riflettere dovrà.