<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 1867 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 10 28,6%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 3 8,6%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 20,0%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 40,0%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 10 28,6%

  • Total voters
    35
Organizzassero una manifestazione a Bruxelles, a Roma, dove la commissione trasporti EU si riunisce e così via, ma occupare apposta delle colonnine o danneggiare deliberatamente una proprietà altrui non cambiano il sistema, non sono un grido di aiuto, nulla, sono scemate.
Non esite un sindacato degli automobilisti nè un partito apertamente schierato a loro favore. Chi le organizza le spedizioni e i pullman a Bruxelles? Il privato cittadino?
Putroppo non c'è modo di convogliare le proteste.
Le associazioni del consumatori, da me più volte garbatamente interpellate sulle angherie delle case autobolistiche, non si sono degnate neanche di rispondermi. Dire che contano come il 2 di picche è già esagerato.
 
C'è da chiedersi, però, chi ha sganciato la prima bomba? Chi ha camuffato un'idologia per ambientalismo?
Chi ha fatto male i conti?
E chi dice che siano bombe, ideologie e cinti sbagliati? Opinioni di parte senza costrutto volte solo a discreditare preconcettamente concetti sgraditi. Anche questa rientra nello scontro illogico.
 
Ultima modifica:
Non ha proprio senso compiere atti di vandalismo contro normali cittadini, anche se si ritengono in qualche modo dei "privilegiati" (e allora qualsiasi auto costosa dovrebbe essere vandalizzata da chi non se la può permettere!) solo perché si ritengono ingiuste delle decisioni prese da chi ci governa e ci amministra.
Poi vabbè, di cose che non hanno proprio senso le persone le fanno, eccome...
 
I vandalismi o gli ostruzionismi contro le auto elettriche, come i danneggiamenti alle Tesla, sono figlie di quell'ignoranza che non consente di argomentare un'opinione, ma solo aggredire quella contrapposta.
 
Non esite un sindacato degli automobilisti nè un partito apertamente schierato a loro favore. Chi le organizza le spedizioni e i pullman a Bruxelles? Il privato cittadino?
Putroppo non c'è modo di convogliare le proteste.
Le associazioni del consumatori, da me più volte garbatamente interpellate sulle angherie delle case autobolistiche, non si sono degnate neanche di rispondermi. Dire che contano come il 2 di picche è già esagerato.
Capisco il pre e la difficoltà di organizzarsi, però lo sfogo incivile (per me un danneggiamento deliberato è un atto che va già oltre la protesta e diventa violenza) ai danni di un altro privato cittadino non è -né può essere- la soluzione e non può -e non deve- ricevere la benché minima forma di giustificazione semplicemente perché non c'è.

Altrimenti si giustifica anche uno che rapina un anziano fuori dalla posta perché questo anziano prende una pensione % più elevata di quella che noi prenderemo, o si giustifica chi scippa la vecchietta per strada perché ha un gioiello che non può permettersi a causa della crisi.

Sono iperboli le mie, sia chiaro, il concetto di fondo è che danneggiare un bene privato non è MAI tollerabile, nemmeno se le motivazioni che avrebbero spinto a quel gesto si potessero in qualche modo capire o finanche condividere. ;)
 
Penso che chi trova una (parziale spero) giustificazione a questi comportamenti , tipo quelli citati da Pellegrini, non ha letto il post o non l’ha capito. Parla di un centro commerciale con migliaia di posti a disposizione, se parcheggi in un posto riservato alla ricarica lo fai di proposito non per pigrizia ( tra l’altro questi parcheggi di solito sono lontano dagli ingressi).
Il paragone con i posti dei disabili non ha alcun senso, è per me solo un modo per dar manforte ad un comportamento sbagliato da ogni direzione in cui lo guardi. Tanto come dar contro ai pedoni kamikaze quando gli automobilisti non si fermano sulle strisce.
Peccato leggere tali giustificazioni nel 2025.
 
Se avete LinkedIn, vi segnalo il post dell’ex direttore della rivista che da vita a questo forum:

Un sabato mattina, in un centro commerciale di Torino che dispone di migliaia di parcheggi vuoti, un automobilista sceglie deliberatamente di occupare non uno, ma due stalli di ricarica HPC con una vettura a motore termico.

Qualche giorno dopo, in centro a Milano, torno alla colonnina per riprendere l’auto e la trovo mutilata: lo sportellino che copre la prese di ricarica della Volvo EX 90 è stato strappato via, giace a terra, staccato con violenza dalla carrozzeria.

Entrambi sono gesti, e come tutti i gesti si fanno segno; o, se si preferisce, messaggio.

Da tempo, la transizione ecologica è diventata terreno di identità, appartenenza, sfida simbolica. Come in ogni conflitto che si colora di tratti religiosi, l’atto individuale si carica di un valore di affermazione e di negazione: occupa uno spazio fisico per sottrarlo a un avversario, mette in scena una dimostrazione di forza, ricerca nello sguardo altrui il riconoscimento di una provocazione.

La polarizzazione, in questo senso, non è un effetto collaterale della transizione: ne è ormai il linguaggio dominante. L’elettrico e il termico non vengono percepiti come soluzioni tecniche diverse, rispondenti a esigenze differenti, ma come bandiere opposte. Lo scontro si alimenta di simboli e di atti rituali, come in ogni guerra di religione: il parcheggiare di traverso per impedire la ricarica, il vandalismo vigliacco, il disprezzo ostentato verso chi fa una scelta diversa. Sono gesti minimi, quotidiani, e proprio per questo rivelatori. Ogni stallo di ricarica diventa un altare profanato o difeso. Così, come accade nei conflitti religiosi, si smarrisce il senso del fine per concentrarsi esclusivamente sui segni del contendere.

Quell’auto parcheggiata a impedire l’utilizzo di due colonnine e quello sportellino divelto non sono, in sé, il problema. Sono il sintomo. Il sintomo di un tempo in cui le scelte tecnologiche vengono piegate a strumenti di provocazione, e in cui il bisogno di appartenere prevale sul bisogno di capire
Quella polarizzazione nasce sulla imposizione politica.
Nessuno avrebbe lamentato alcunché se la politica non avesse posto in essere una strategia, anche comunicativa, aggressiva nei confronti della tecnologia termica e non avesse colpevolizzato chi la utilizza e/o non avrebbe intenzione di abbandonarla. Per contro, sempre politicamente, sono spuntati come funghi quelli che con stessi toni e aggressività difendono gli "zozzoni" puntando il dito contro le caricature (talvolta anche fandonie) green. I risultati sono evidenti.
 
credo che si esprimono pensieri in tutta libertà che possono piacere o non piacere, se non piacciono e non se ne vuole discutere allora perchè replicare? Se si ritiene che siano fuori dal regolamento si può segnalare altrimenti si passa oltre senza la necessità di rispondere.
 
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