<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 1866 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 10 28,6%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 3 8,6%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 20,0%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 40,0%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 10 28,6%

  • Total voters
    35
Ah....
Mi sembrava una bella comodita'....

Tu comunque sei gia' " diverso "....
Mentre sugli altri forumisti posso, nel dubbio, andare a cercarmi i loro messaggi....
Tu ....
" Oooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooops "

Net

:emoji_stuck_out_tongue: :emoji_stuck_out_tongue_winking_eye: :emoji_stuck_out_tongue:

Ancora da errore ?

Pensavo che questi problemini fossero sorpassati sulla piattaforma
 
Se avete LinkedIn, vi segnalo il post dell’ex direttore della rivista che da vita a questo forum:

Un sabato mattina, in un centro commerciale di Torino che dispone di migliaia di parcheggi vuoti, un automobilista sceglie deliberatamente di occupare non uno, ma due stalli di ricarica HPC con una vettura a motore termico.

Qualche giorno dopo, in centro a Milano, torno alla colonnina per riprendere l’auto e la trovo mutilata: lo sportellino che copre la prese di ricarica della Volvo EX 90 è stato strappato via, giace a terra, staccato con violenza dalla carrozzeria.

Entrambi sono gesti, e come tutti i gesti si fanno segno; o, se si preferisce, messaggio.

Da tempo, la transizione ecologica è diventata terreno di identità, appartenenza, sfida simbolica. Come in ogni conflitto che si colora di tratti religiosi, l’atto individuale si carica di un valore di affermazione e di negazione: occupa uno spazio fisico per sottrarlo a un avversario, mette in scena una dimostrazione di forza, ricerca nello sguardo altrui il riconoscimento di una provocazione.

La polarizzazione, in questo senso, non è un effetto collaterale della transizione: ne è ormai il linguaggio dominante. L’elettrico e il termico non vengono percepiti come soluzioni tecniche diverse, rispondenti a esigenze differenti, ma come bandiere opposte. Lo scontro si alimenta di simboli e di atti rituali, come in ogni guerra di religione: il parcheggiare di traverso per impedire la ricarica, il vandalismo vigliacco, il disprezzo ostentato verso chi fa una scelta diversa. Sono gesti minimi, quotidiani, e proprio per questo rivelatori. Ogni stallo di ricarica diventa un altare profanato o difeso. Così, come accade nei conflitti religiosi, si smarrisce il senso del fine per concentrarsi esclusivamente sui segni del contendere.

Quell’auto parcheggiata a impedire l’utilizzo di due colonnine e quello sportellino divelto non sono, in sé, il problema. Sono il sintomo. Il sintomo di un tempo in cui le scelte tecnologiche vengono piegate a strumenti di provocazione, e in cui il bisogno di appartenere prevale sul bisogno di capire
 
mah,,,
semmai e' la risposta insoddifatta di chi non si sente tutelato.
Nel mucchio poi trovi pure quello che fa questo.
Per spiegare un fenomeno ,mi pare si facciano tanti troppi giri larghi e pure arzigogolati.
 
mah,,,
semmai e' la risposta insoddifatta di chi non si sente tutelato.
Nel mucchio poi trovi pure quello che fa questo.
Per spiegare un fenomeno ,mi pare si facciano tanti troppi giri larghi e pure arzigogolati.
Non sono d'accordo.

Sono atti irrispettosi, lontani dal benché minimo senso civico che diventano soprusi ai danni di incolpevoli persone.

Sono atti ignoranti e stupidi, non possono e non devono avere alcuna ombra di giustificazione.

Quanto ai giri arzigogolati posso anche concordare, analisti, giornalisti e addetti ai lavori devono in ogni caso aiutarci a comprendere la situazione, ciascuno con la propria chiave di lettura, però ripeto che un atto deprecabile (e insensato) non può essere una risposta, in nessun caso.

Organizzassero una manifestazione a Bruxelles, a Roma, dove la commissione trasporti EU si riunisce e così via, ma occupare apposta delle colonnine o danneggiare deliberatamente una proprietà altrui non cambiano il sistema, non sono un grido di aiuto, nulla, sono scemate.
 
Se avete LinkedIn, vi segnalo il post dell’ex direttore della rivista che da vita a questo forum:

Un sabato mattina, in un centro commerciale di Torino che dispone di migliaia di parcheggi vuoti, un automobilista sceglie deliberatamente di occupare non uno, ma due stalli di ricarica HPC con una vettura a motore termico.

Qualche giorno dopo, in centro a Milano, torno alla colonnina per riprendere l’auto e la trovo mutilata: lo sportellino che copre la prese di ricarica della Volvo EX 90 è stato strappato via, giace a terra, staccato con violenza dalla carrozzeria.

Entrambi sono gesti, e come tutti i gesti si fanno segno; o, se si preferisce, messaggio.

Da tempo, la transizione ecologica è diventata terreno di identità, appartenenza, sfida simbolica. Come in ogni conflitto che si colora di tratti religiosi, l’atto individuale si carica di un valore di affermazione e di negazione: occupa uno spazio fisico per sottrarlo a un avversario, mette in scena una dimostrazione di forza, ricerca nello sguardo altrui il riconoscimento di una provocazione.

La polarizzazione, in questo senso, non è un effetto collaterale della transizione: ne è ormai il linguaggio dominante. L’elettrico e il termico non vengono percepiti come soluzioni tecniche diverse, rispondenti a esigenze differenti, ma come bandiere opposte. Lo scontro si alimenta di simboli e di atti rituali, come in ogni guerra di religione: il parcheggiare di traverso per impedire la ricarica, il vandalismo vigliacco, il disprezzo ostentato verso chi fa una scelta diversa. Sono gesti minimi, quotidiani, e proprio per questo rivelatori. Ogni stallo di ricarica diventa un altare profanato o difeso. Così, come accade nei conflitti religiosi, si smarrisce il senso del fine per concentrarsi esclusivamente sui segni del contendere.

Quell’auto parcheggiata a impedire l’utilizzo di due colonnine e quello sportellino divelto non sono, in sé, il problema. Sono il sintomo. Il sintomo di un tempo in cui le scelte tecnologiche vengono piegate a strumenti di provocazione, e in cui il bisogno di appartenere prevale sul bisogno di capire
Purtroppo ha ragione, è una guerra di religione che dà poi spazio a fenomeni di inciviltà, come quelli descritti
 
Quell’auto parcheggiata a impedire l’utilizzo di due colonnine e quello sportellino divelto non sono, in sé, il problema. Sono il sintomo. Il sintomo di un tempo in cui le scelte tecnologiche vengono piegate a strumenti di provocazione, e in cui il bisogno di appartenere prevale sul bisogno di capire
Sono atti di vigliacca prepotenza.
Ma la miseria intellettuale che li genera è alimentata dall’imposizione di norme decise da chi non ha la minima idea di come vive la massa.
 
Come quelli che sgonfiavano le gomme ai SUV in città perché non volevano vedere i SUV in città... con la differenza che il danno economico è molto maggiore!
 
Imho non è detto che si sia trattato di una forma di protesta contro la transizione.
Potrebbe trattarsi di una forma molto più banale di inciviltà.
Quelli che parcheggiano sui posti riservati ai portatori di handicap non credo che lo facciano per protestare contro chi ha il privilegio del posto riservato,ricordo lo slogan vuoi il mio posto? Prenditi il mio handicap.
Magari quello conosce qualcuno che ha una bella auto elettrica ed è invidioso o semplicemente è una persona a cui piace creare disagi agli altri.
Concordo sul fatto che sul tema della transizione,non solo in campo automobilistico,si solo creati due schieramenti opposti.
Ma dubito che siano tante le persone che in nome di tale appartenenza mettono in atto comportamenti illeciti.
Tempo fa c'erano quelli che sgonfiavano le gomme ai suv colpevoli a loro modo di vedere di inquinare e occupare spazio.
Speriamo che non arrivino gli occupatori di colonnine per protesta.
 
Mi ha preceduto streak.
Il paragone è purtroppo calzante solo che nel caso degli sgonfia gomme veniva fatta passare per una protesta ambientalista.
Stavolta chissà se l'autore del gesto lo rivendica fieramente.
 
Una volta (spero non ci siano più!) c'erano quelli che se vedevano una bella auto nuova fiammante, soprattutto di colore scuro, segnavano la fiancata con una riga che fosse abbastanza lunga da creare il maggior esborso possibile dal carrozziere...
Perché lo facevano? Invidia per qualcosa che non potevano avere? Ideologia, perché contrari al trasporto privato? Puro gusto di danneggiare una proprietà altrui e di immaginare la faccia dello sventurato proprietario quando se ne sarebbe accorto?
 
Non sono d'accordo.

Sono atti irrispettosi, lontani dal benché minimo senso civico che diventano soprusi ai danni di incolpevoli persone.

Sono atti ignoranti e stupidi, non possono e non devono avere alcuna ombra di giustificazione.

Quanto ai giri arzigogolati posso anche concordare, analisti, giornalisti e addetti ai lavori devono in ogni caso aiutarci a comprendere la situazione, ciascuno con la propria chiave di lettura, però ripeto che un atto deprecabile (e insensato) non può essere una risposta, in nessun caso.

Organizzassero una manifestazione a Bruxelles, a Roma, dove la commissione trasporti EU si riunisce e così via, ma occupare apposta delle colonnine o danneggiare deliberatamente una proprietà altrui non cambiano il sistema, non sono un grido di aiuto, nulla, sono scemate.
e' ovvio siano atti irrispettosi.
La mia riflessione e' semplicemente legata al fatto che si fanno troppi giri per spiegare la situazione che si e' venuta a creare. Che sarebbe tanto facile da spiegare e da risolvere al tempo stesso.
Li' fuori c'e' parecchia gente "alterata" che magari abita in citta' senza box auto , e un box auto costa come un Audi Q5 nella sua zona. E quelli i problemi se li fanno eccome.
Poi trovi pure quello che sbrocca.
E non e' una guerra di "religione". Semmai contro un imposizione.
 
Da me invece non scherzano una mazza, sia da una parte che dall'altra.
Settimana scorsa sono andato in un centro commerciale vicino a casa mia per un acquisto veloce, e uno aveva parcheggiato nell'unico posto libero di una colonnina, le altre erano in carica, mentre volendo qualche posto in giro per il parcheggio se volevi lo trovavi.
Peccato che i vigili erano già arrivati e gli stavano piazzando una multa. Poi quando sono uscito i vigli erano ancora li come se aspettassero qualcosa/qualcuno.
Appena uscito dal parcheggio dopo poche centinaia di metri ho incrociato un carro attrezzi che si dirigeva verso il parcheggio del centro, se 1 + 1 fa 2 mi sa che era per quella auto.
 
Fermo restando che atti del genere vanno fermamente condannati resta da chiarire che più che guerra di "religione" ci avviciniamo sempre più ad una guerra di protesta che ancora è lontana da quella che si scatenerà nel momento in cui qualcuno, più corretto dire qualche centinaio di milioni di presone, rischierà seriamente di vedersi privare di una libertà di movimento fino a pochi anni fa tanto osannata dalla pubblicità di tutto il mondo. Escluderi che chi compie simili atti lo faccia per invidia è proprio una forma strisciante di protesta che potrà solo peggiorare.
C'è da chiedersi, però, chi ha sganciato la prima bomba? Chi ha camuffato un'idologia per ambientalismo?
Chi ha fatto male i conti?
 
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