<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità | Page 1899 | Il Forum di Quattroruote

La "Transizione": vantaggi, svantaggi, perplessità, criticità

verranno installati nuovi motori termici su auto che oggi offrono poca scelta?

  • si

    Votes: 10 28,6%
  • si torneranno le sportive o comunque quelle più pepate

    Votes: 3 8,6%
  • no dipende dalle case

    Votes: 7 20,0%
  • no il futuro è elettrico

    Votes: 14 40,0%
  • no i motori costano troppo e saranno sempre gli stessi

    Votes: 10 28,6%

  • Total voters
    35
Basta fare un rapido conto, i migliori Full hybrid emettono poco meno di 100 grammi di CO2 per km, e anche se usassero i bio carburanti scenderebbero poco più di metà.
Batterie più grosse non servirebbero a niente perché la sola rigenerazione non potrebbe ricaricarle.
Quindi o ci si attacca una pila da ricaricare o niente.
Che poi siano i tedeschi a forzare la mano e ad accontentarsi del 80-90 % è ovvio, Bmw, Audì, Mercedes, tutti macchinoni che si possono elettrificare con belle e grosse batterie così la loro industria se la cava.
La Panda hybrid per esempio emette 110 grammi al km… una Yaris Cross Full hybrid 90 e la nuova Aygo x Full hybrid 85 grammi per km
Ma dove si vuole andare….
Premetto la mia complata ignoranza in materia.
Ciò premesso azzardo una ipotesi.
Un normale auto FullHydbrid ha una batteria media da 1 kW.
A questa affianchiamo un'altra batteria da 3 kW che si attiva solo schiacciando il tasto EV. Ovviamente il motore termico provvederà alla sua ricarica durante l'utilizzo in ibrido. Ora, non so, nel caso non si utilizzi per giorni la modalità EV se, per un utilizzo ottimale, sia meglio scaricarla ogni tot giorni e ricaricarla. Ma a questo provvederebbe il software sempre durante l'utilizzo in ibrido. Si tratterebbe, quindi, di incrementare il peso complessivo di ca. 40 kg e trovare un alloggiamento adeguato. Non credo che questa soluzione aggravi sia per costi che per consumi il normale rendimento di una Full Hybrid. Certo consumerebbe un pelo di più ma comunque durante lo "scarico" delle batteria da 3 kW avrebbe una quindicina di km a costo irrisorio.
Quei 3 kW ti servirebbero per i piccoli spostamenti in città (supermercato, farmacia, piccole commissioni e una miriade di altre cose e ti eviterebbero di inquinare dove più serve abbattere l'inquinamento ovvero nei centri cittadini.
Certamente i fabbricanti dovrebbero contenere al massimo i costi di questa batteria supplementare e non credo che sia un grosso sacrificio.
Quindi nessuna spina e ricarica domestica.
Accetto a cuor leggero una montagna di critiche
 
Cosiddette "superibride" però no con ricariche magari obbligate in territorio urbano dove si puuò. Che ne pensi?
Se posso rispondere anch'io, direi che sarebbe una vaccata (intendo l'obbligo di ricarica delle PHEV come si è ipotizzato da qualche parte, ossia con taglio della potenza se si usa "troppo" il termico). Rimane pacifico - IMHO - che il 90% è una presa per il gnaus.
 
Beh, certamente 4R fa una foto della situazione attuale e trae le più logiche conclusioni.
Comunque ci hanno messo anni a rendersi conto che le BEV non sarebbero mai decollate entro i termini previsti. Probabilmente ci metteranno altri anni per scoprive che le plug-in non avranno il successo sperato.
I problemi sono sempre gli stessi ricarica domestica e costi esagerati con l'aggravante che con le plug-in non hai neanche le ricariche fast delle BEV con il risultato di aspettare tempi lunghi per pochi chilometri.
Potranno incentivarle fiscalmente per le flotte aziendali ma se poi chi le ha in dotazione viaggia a benzina aggraveranno l'emissione di CO2 anzichè diminuirla.
Per quanto ci sia una manica di sprovveduti e ignoranti in materia a decidere sulle nostri sorti prima o poi la bomba esploderà.
Diamo tempo al tempo.
 
Mi sono fatto un giro sui siti ARPA di alcune regioni a vedere i dati delle centraline di rilevamento attuali e con dati storici.
Una cosa che salta all'occhio è che le centraline sono poste tutte entro le zone più complicate con gravami che poi invece riguardano tutti.
Sono rare le centraline poste in collina o montagna e in quelle poche la qualità dell'aria è pressoché perfetta.
Capita anche che all'interno di un centro pedemontano vi siano più centraline e mentre alcune registrano valori oltre norma altre stiano sotto e non di poco. Difficile da spiegare ma evidentemente il posizionamento delle centraline gioca un ruolo fondamentale ma se nei grandi centri c'è una certa uniformità di rilevazione nella provincia poi non sempre è così. Passi la tutela generale ma servirebbe un investimento massiccio per avere adeguata capillarità territoriale di rilevamento.
Alcune centraline di alta collina mostrano il rilevamento (con valori bassi rispetto alle soglie di legge) delle polveri PM10/PM2,5 solo nei mesi invernali ovvero quando si accendono le caldaie quindi le auto in quei luoghi non incidono in estate e nemmeno in inverno ma in certi ambiti regionali sono soggette alle solite restrizioni delle grandi città.
Situazioni intermedie nei fondovalle ove si localizzano insediamenti industriali con anche traffico pesante. Li tuttavia sono probabilmente le correnti d'aria a smaltire rapidamente gli eventuali momenti di ristagno. I grafici infatti mostrano dei picchi giornalieri intervallati da periodi "bassi" e/o "nulli".
 
Io non ho capito se la riduzione delle emissioni viene calcolata sui modelli che le case hanno a listino oppure sulle vendite effettive.
Cioè una casa che ha una gamma composta da 10 modelli sarebbe in regola se ne proponesse 9 elettrici e 1 termico?
Anche se il modello termico vendesse da solo quanto gli altri 9 elettrici?
Non che sia fattibile perché i modelli che non vendono sono fonte di perdite che si ripercuoterebbero sul prezzo dell'intera gamma.

A prescindere dalle soluzioni che verranno adottate per raggiungere l'obiettivo (che sia la riduzione delle emissioni del 90% oppure una percentuale minore) i problemi più grossi tanto per cambiare saranno quelli delle persone che si possono permettere una sola auto con cui fare tutto.
Fare una vettura piccola che sia versatile e che non costi una fucilata è praticamente impossibile come hanno già scritto altri.
Anche gli e fuel secondo me potranno avere senso solo se non comporteranno un aumento esagerato dei costi.
Se andare a e fuel significherà che andare in giro con una panda costerà quanto costa oggi andare in giro con un Dodge RAM più che una riduzione delle emissioni ci sarà una riduzione dell'uso dell'auto con conseguenti rinunce.
 
Ultima modifica:
Una cosa che salta all'occhio è che le centraline sono poste tutte entro le zone più complicate con gravami che poi invece riguardano tutti.
Le centraline ARPA si posizionano dove servono. Ce ne sono sui bacini fluviali, in collina in città con scopi diversi. A monitorare i pm in un bosco servirebbe a niente e sarebbero soldi pubblici sprecati, come misurare il livello idrometrico in collina o il vento su un bacino fluviale. I PM hanno significato nelle aree antropizzate da che è li che hanno effetti deleteri sulla salute pubblica.
 
In piena attività magari no ma la linea di produzione devi averla altrimenti è una truffa.
La fai, ma possono essere 9 modelli su una linea... poi rifiniti fuori stile dr... magari pure cinesi ribadgiati... come i crediti CO2 che vende Tesla senza neanche il trusco dei modelli fantoccio in listino... bisognerà attendere la norma e le attuazioni dei singoli stati. Attendo senza troppa fiducia.
 
Se andare a e fuel significherà che andare in giro con una panda costerà quanto costa oggi andare in giro con un Dodge RAM più che una riduzione delle emissioni ci sarà una riduzione dell'uso dell'auto con conseguenti rinunce.
È quello che penso da anni.
La 'transizione' non la vedo pensata verso l'elettrico, ma verso i ... piedi.
Almeno per le classi meno abbienti in continua crescita.
 
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