<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Incredibile articolo di Repubblica sulla crisi UE! | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Incredibile articolo di Repubblica sulla crisi UE!

renatom ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Pronti
Mi pare che lo abbiamo fatto anche noi
In fondo la D avanza 65 mld, l' I 40, che fatte le debite
proporzioni, e' persino di piu'

Ma allora non hai capito bene come è andata e come noi e altri siamo stati fregati, o costretti a farci fregare.

Il debito greco era in mano a banche private, in gran parte tedesche, ma pure francesi.
Poi la UE ha prestato il denaro dei contribuenti europei alla Grecia con cui questa ha ripagato le suddette banche private tedesche e francesi che altrimenti sarebbero state in grosse difficoltà e , adesso, il credito inesigibile se lo ritrovano i vari Pantaloni europei, spartito secondo le quote.

Gli accordi sono accordi.....( fondo salvastati )
Le banche D e F hanno gia' rimesso il 50%
del credito, gia' con la prima rinegoziazione del debito Greco
 
arizona77 ha scritto:
renatom ha scritto:
arizona77 ha scritto:
Pronti
Mi pare che lo abbiamo fatto anche noi
In fondo la D avanza 65 mld, l' I 40, che fatte le debite
proporzioni, e' persino di piu'

Ma allora non hai capito bene come è andata e come noi e altri siamo stati fregati, o costretti a farci fregare.

Il debito greco era in mano a banche private, in gran parte tedesche, ma pure francesi.
Poi la UE ha prestato il denaro dei contribuenti europei alla Grecia con cui questa ha ripagato le suddette banche private tedesche e francesi che altrimenti sarebbero state in grosse difficoltà e , adesso, il credito inesigibile se lo ritrovano i vari Pantaloni europei, spartito secondo le quote.

Gli accordi sono accordi.....( fondo salvastati )
Le banche D e F hanno gia' rimesso il 50%
del credito, gia' con la prima rinegoziazione del debito Greco

Comunque questo è il motivo per cui adesso il debito greco è spartito secondo le "capacità contributive".
 
arizona77 ha scritto:
....sfugge la sottigliezza che i Tedeschi i soldi li avevano e i Greci no.
Come mai :?:
Allora, i capitali si spostano dove servono, dal centro verso la periferia, questo è cosa normale, un po' come dire che l'acqua sul gas si riscalda.
Esistono però titoli ad alto rendimento, che vuol dire maggiore rischio, ed altri più sicuri, e comunque mai certi, che hanno rendimenti minorii. Questa cosa il creditore deve averla ben presente, altrimenti è un fesso, come fessi sono stati i tedeschi.
Se sbaglio ad investire perdendo tutto, è normale se poi distruggo una Nazione per rientrare dei miei errori facendo credere che sia cosa giusta perchè trattasi di corrotti, spreconi, papponi, fannulloni? Questo è nazifascismo, lo dice la storia.
Pensare che chi presta ha sempre ragione è sbagliato a priori.
Se voi comprate i bond di un'azienda e perdete tutto, potete affermare che non eravate al corrente di tale rischio, specie se garantivano rendimenti elevati?
Perchè non hanno fatto la voce grossa con gli USA per le diverse centinaia di miliardi di derivati persi dalla banche tedesche dopo il fallimento di Lehman Brothers?
 
Aggiungo una cosa che potrebbe aiutare a capire.
I Greci, come anche gli italiani, i debiti li hanno fatti non perchè cattivi, pelati, grassi e papponi, ma per acquistare i prodotti più convenienti, che sono esteri, perchè i relativi non sono concorrenziali, grazie specie ad una valuta sopravvalutata. Lo scarto tra salario reale e produttività ha agevolato parecchio questo meccanismo.
Le bolle immobiliari guarda caso sono scoppiate nelle nazioni che hanno adottato valute che non si potevano permettere, vedi Grecia.
Se non riesci a vendere pomodori perchè cari, ti butti su questi settori non esportabili, tipo le case, i servizi che nel mercato interno non hanno concorrenza.
I Benetton non sono stati mica stupidi quando sono passati dai calzini colorati alle Autostrade!!
 
Trotto@81 ha scritto:
arizona77 ha scritto:
....sfugge la sottigliezza che i Tedeschi i soldi li avevano e i Greci no.
Come mai :?:
Allora, i capitali si spostano dove servono, dal centro verso la periferia, questo è cosa normale, un po' come dire che l'acqua sul gas si riscalda.
Esistono però titoli ad alto rendimento, che vuol dire maggiore rischio, ed altri più sicuri, e comunque mai certi, che hanno rendimenti minorii. Questa cosa il creditore deve averla ben presente, altrimenti è un fesso, come fessi sono stati i tedeschi.
Se sbaglio ad investire perdendo tutto, è normale se poi distruggo una Nazione per rientrare dei miei errori facendo credere che sia cosa giusta perchè trattasi di corrotti, spreconi, papponi, fannulloni? Questo è nazifascismo, lo dice la storia.
Pensare che chi presta ha sempre ragione è sbagliato a priori.
Se voi comprate i bond di un'azienda e perdete tutto, potete affermare che non eravate al corrente di tale rischio, specie se garantivano rendimenti elevati?
Perchè non hanno fatto la voce grossa con gli USA per le diverse centinaia di miliardi di derivati persi dalla banche tedesche dopo il fallimento di Lehman Brothers?

-Non vedo cosa c' entri, i D hanno ì capitali perche' producono
diversamente dai G ricchezza.
Un po' quello che stan facendo i Cinesi.
-Non necessariamente, tante volte con un tuo debitore e' meglio aiutarlo sperando si riprenda, difficile dire cosa sia meglio.
-Chi non ha mai comprato derivati scagli la prima pietra
 
Gentili utenti del forum,

ho iniziato a frequentare queste stanze da osservatore esterno anni fa, quando cercavo indicazioni per l'acquisto di un'auto usata (e ho trovato informazioni preziose). Piano piano tornare qui è diventata un'abitudine, e ho trovato spesso discussioni interessanti. D'altra parte il mondo delle auto mi ha sempre attirato, pur non avendo specifiche competenze tecniche, né una formazione ingegneristica. Ho trovato anche stanze caratterizzate da confronti vivaci e commenti di utenti che paiono scritti dall'ufficio stampa di qualche costruttore... Ma così è la vita, e con un po' di accortezza e buon senso si riesce a distinguere chi sostiene opinioni oneste (anche se magari non condivisibili) e chi con i suoi interventi persegue altri fini.
Con l'occasione rivolgo un saluto particolare al moderatore renatom: leggo spesso i suoi commenti, e li trovo competenti ed equilibrati. Da quel che leggo in questa discussione, d'altra parte, intuisco che è attento a quello che gli accade attorno e non ne capisce solo di auto.
Scrivo oggi perché penso di poter dare un contributo di chiarezza su un argomento che diventa giorno dopo giorno più delicato.
Il modo con cui i principali mezzi d'informazione trattano dell'argomento della crisi dei Paesi europei dell'area dell'euro, che si avvia ormai ad avere una durata senza precedenti e sta avendo un impatto sull'economia del nostro Paese paragonabile a un evento bellico è desolante: desolante per quel che dicono, per quello che non dicono e per come lo dicono.
Competenze economiche (anzi, macroeconomiche) specifiche non sono richieste a tutti. Ma chi informa dovrebbe avere l'onestà di presentare dati di cui cita la fonte (un po' come la sacra tabella delle prestazioni rilevate da Quattroruote...).
Riguardo alla discussione di oggi, vi allego il link a una posizione espressa tempo fa (ma della quale non mi pare che i principali mezzi d'informazione abbiano parlato) in una sede istituzionale da persona senz'altro competente: si tratta del vice-presidente della BCE. Possiamo quindi considerarla come una lettura ufficiale. Una lettura che smentisce espressamente (pur con i garbati toni che il linguaggio delle istituzioni impone) l'interpretazione che contrappone un nord virtuoso a un sud negligente (a proposito: l'Irlanda non sta a sud, eppure...).
Dopodiché ognuno potrà rimanere delle sue opinioni. Ma almeno si tratterà di opinioni (un po' più) informate.
Vi ringrazio dell'ospitalità e dell'attenzione. Se serve, posso fornire una traduzione (ma usando google con un po' di sapienza non è difficile procurarsene una. E non mi riferisco a google translator...).

http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2013/html/sp130523_1.en.html
 
Nick_Name ha scritto:
Gentili utenti del forum,

ho iniziato a frequentare queste stanze da osservatore esterno anni fa, quando cercavo indicazioni per l'acquisto di un'auto usata (e ho trovato informazioni preziose). Piano piano tornare qui è diventata un'abitudine, e ho trovato spesso discussioni interessanti. D'altra parte il mondo delle auto mi ha sempre attirato, pur non avendo specifiche competenze tecniche, né una formazione ingegneristica. Ho trovato anche stanze caratterizzate da confronti vivaci e commenti di utenti che paiono scritti dall'ufficio stampa di qualche costruttore... Ma così è la vita, e con un po' di accortezza e buon senso si riesce a distinguere chi sostiene opinioni oneste (anche se magari non condivisibili) e chi con i suoi interventi persegue altri fini.
Con l'occasione rivolgo un saluto particolare al moderatore renatom: leggo spesso i suoi commenti, e li trovo competenti ed equilibrati. Da quel che leggo in questa discussione, d'altra parte, intuisco che è attento a quello che gli accade attorno e non ne capisce solo di auto.
Scrivo oggi perché penso di poter dare un contributo di chiarezza su un argomento che diventa giorno dopo giorno più delicato.
Il modo con cui i principali mezzi d'informazione trattano dell'argomento della crisi dei Paesi europei dell'area dell'euro, che si avvia ormai ad avere una durata senza precedenti e sta avendo un impatto sull'economia del nostro Paese paragonabile a un evento bellico è desolante: desolante per quel che dicono, per quello che non dicono e per come lo dicono.
Competenze economiche (anzi, macroeconomiche) specifiche non sono richieste a tutti. Ma chi informa dovrebbe avere l'onestà di presentare dati di cui cita la fonte (un po' come la sacra tabella delle prestazioni rilevate da Quattroruote...).
Riguardo alla discussione di oggi, vi allego il link a una posizione espressa tempo fa (ma della quale non mi pare che i principali mezzi d'informazione abbiano parlato) in una sede istituzionale da persona senz'altro competente: si tratta del vice-presidente della BCE. Possiamo quindi considerarla come una lettura ufficiale. Una lettura che smentisce espressamente (pur con i garbati toni che il linguaggio delle istituzioni impone) l'interpretazione che contrappone un nord virtuoso a un sud negligente (a proposito: l'Irlanda non sta a sud, eppure...).
Dopodiché ognuno potrà rimanere delle sue opinioni. Ma almeno si tratterà di opinioni (un po' più) informate.
Vi ringrazio dell'ospitalità e dell'attenzione. Se serve, posso fornire una traduzione (ma usando google con un po' di sapienza non è difficile procurarsene una. E non mi riferisco a google translator...).

http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2013/html/sp130523_1.en.html

magari un suntino in Italiano potresti farlo ;)
 
arizona77 ha scritto:
Nick_Name ha scritto:
Gentili utenti del forum,

ho iniziato a frequentare queste stanze da osservatore esterno anni fa, quando cercavo indicazioni per l'acquisto di un'auto usata (e ho trovato informazioni preziose). Piano piano tornare qui è diventata un'abitudine, e ho trovato spesso discussioni interessanti. D'altra parte il mondo delle auto mi ha sempre attirato, pur non avendo specifiche competenze tecniche, né una formazione ingegneristica. Ho trovato anche stanze caratterizzate da confronti vivaci e commenti di utenti che paiono scritti dall'ufficio stampa di qualche costruttore... Ma così è la vita, e con un po' di accortezza e buon senso si riesce a distinguere chi sostiene opinioni oneste (anche se magari non condivisibili) e chi con i suoi interventi persegue altri fini.
Con l'occasione rivolgo un saluto particolare al moderatore renatom: leggo spesso i suoi commenti, e li trovo competenti ed equilibrati. Da quel che leggo in questa discussione, d'altra parte, intuisco che è attento a quello che gli accade attorno e non ne capisce solo di auto.
Scrivo oggi perché penso di poter dare un contributo di chiarezza su un argomento che diventa giorno dopo giorno più delicato.
Il modo con cui i principali mezzi d'informazione trattano dell'argomento della crisi dei Paesi europei dell'area dell'euro, che si avvia ormai ad avere una durata senza precedenti e sta avendo un impatto sull'economia del nostro Paese paragonabile a un evento bellico è desolante: desolante per quel che dicono, per quello che non dicono e per come lo dicono.
Competenze economiche (anzi, macroeconomiche) specifiche non sono richieste a tutti. Ma chi informa dovrebbe avere l'onestà di presentare dati di cui cita la fonte (un po' come la sacra tabella delle prestazioni rilevate da Quattroruote...).
Riguardo alla discussione di oggi, vi allego il link a una posizione espressa tempo fa (ma della quale non mi pare che i principali mezzi d'informazione abbiano parlato) in una sede istituzionale da persona senz'altro competente: si tratta del vice-presidente della BCE. Possiamo quindi considerarla come una lettura ufficiale. Una lettura che smentisce espressamente (pur con i garbati toni che il linguaggio delle istituzioni impone) l'interpretazione che contrappone un nord virtuoso a un sud negligente (a proposito: l'Irlanda non sta a sud, eppure...).
Dopodiché ognuno potrà rimanere delle sue opinioni. Ma almeno si tratterà di opinioni (un po' più) informate.
Vi ringrazio dell'ospitalità e dell'attenzione. Se serve, posso fornire una traduzione (ma usando google con un po' di sapienza non è difficile procurarsene una. E non mi riferisco a google translator...).

http://www.ecb.europa.eu/press/key/date/2013/html/sp130523_1.en.html

magari un suntino in Italiano potresti farlo ;)

Innanzi tutto ringrazion Nick_Name (sarà forse un malfunzionamento del software del forum) della stima che mi manifesta.

Per Arizona, il riassunto è questo:

"The most important concept underlying this vision is that, to maximise its benefits, the single currency needs strong common institutions. Strong institutions to supervise and stabilise the single financial market. Strong institutions to guide fiscal policies. Strong institutions to coordinate economic policy, guarantee competitiveness and encourage sustainable growth. And strong institutions to engage citizens more closely in the European project."

Aggiungo, personalmente, che mi auguro che queste "strong common institutions" non siano autoreferenziali e non sottoposte a verifica elettorale, come accade, in parte consistente, ora.

Un'altra considerazione la voglio fare io; come sempre, premesso che non sono un'economista, a me pare che la struttura dell'euro, come è concepita ora, non consente ad un paese che rimane indietro di recuperare.
In questo regime di cambio fisso e senza condivisione del debito, un paese che rimane indietro come produttività, diciamo anche per sua colpa, ha molta difficoltà a recuperare e viene a poco a poco strangolato. Per fortuna, adesso ci ha messo una pezza Draghi con questo acquisto dei bond degli stati da parte della BCE che assomiglia un po', appunto a condividere il debito, altrimenti stava crollando tutto il castello ed un paese alla volta stava andando in crisi.
Se dura non lo so.
 
arizona77 ha scritto:
magari un suntino in Italiano potresti farlo ;)

Sostanzialmente ti spiega che la lettura più diffusa, quella secondo cui la crisi è la conseguenza di un debito pubblico eccessivo (quindi di una gestione sconsiderata delle finanze pubbliche nei Paesi in crisi) non è quella corretta, tanto è vero che il debito pubblico si stava riducendo nella maggior parte di questi, e in alcuni era ben al di sotto della percentuale di alcuni Paesi normalmente indicati come viruosi (per esempio, in Spagna e Irlanda).
Spiega invece come alla base della crisi ci sia stata una cattiva gestione del rischio da parte degli istituti di credito, soprattutto dei Paesi del Nord, che non si sono preoccupati di finanziare i consumi dei Paesi periferici oltre ogni ragionevole buon senso (tanto è vero che il debito privato - cioé l'indebitamento di imprese e famiglie verso le banche - in questi Paesi è cresciuto a ritmi vertiginosi, così come il debito estero: le slide offrono un quadro chiaro delle dimensioni del fenomeno). Il fenomeno è stato agevolato dalla libera circolazione dei capitali garantita all'interno dell'Unione europea e dall'annullamento del rischio di cambio conseguente all'unione monetaria.
In questo, è chiaramente affermato che i privati si sono invece comportati in modo razionale, anticipando acquisti e investimenti in un contesto di bassi interessi e di indicatori che facevano presumere una crescita futura ("On the demand side, in an environment of low interest rates, consumers and firms, anticipating future growth, frontloaded consumption and investment like good intertemporal optimizers"). In pratica, sta dicendo che non sono i greci corotti e lazzaroni (o gli spagnoli, o i portoghesi o gli italiani o gli irland... No, gli irlandesi non sono del sud, quindi non possono essere corrotti e lazzaroni, giusto?) ad aver causato i guai. Nel contesto in cui si trovavano ad agire, loro hanno agito razionalmente. Il problema è nelle regole che hanno consentito questo comportamento e nel moral hazard di chi ha prestato sconsideratamente ("On the supply side, European banks and financial markets did not perform according to theory in managing credit risk").
Quanto a quello che più ti interessa, ovvero alla crescita dei salari greci, Constancio ti spiega anche quella: è stato questo eccesso di credito ad aver "surriscaldato" l'economia, contribuendo all'aumento di prezzi e salari ("It was this that then led to overheating, wage and price pressures, losses of competitiveness and high current account deficits").
Sul perché la Germania aveva soldi da prestare (cosa di cui la relazione non tratta), oltre a essere la prima economia europea, vanno ricordate le riforme attuate verso i primi anni 2000, che hanno invece contrubuito alla moderazione salariale e quindi a un recupero di competitività con conseguente incremento dei profitti attraverso l'aumento delle esportazioni. Protagonista, uno che gli appassionati di auto potrebbero ricordare, visto che ha lavorato per uno dei principali gruppi automobilistici tedeschi.
 
Nick_Name ha scritto:
arizona77 ha scritto:
magari un suntino in Italiano potresti farlo ;)

Sostanzialmente ti spiega che la lettura più diffusa, quella secondo cui la crisi è la conseguenza di un debito pubblico eccessivo (quindi di una gestione sconsiderata delle finanze pubbliche nei Paesi in crisi) non è quella corretta, tanto è vero che il debito pubblico si stava riducendo nella maggior parte di questi, e in alcuni era ben al di sotto della percentuale di alcuni Paesi normalmente indicati come viruosi (per esempio, in Spagna e Irlanda).
Spiega invece come alla base della crisi ci sia stata una cattiva gestione del rischio da parte degli istituti di credito, soprattutto dei Paesi del Nord, che non si sono preoccupati di finanziare i consumi dei Paesi periferici oltre ogni ragionevole buon senso (tanto è vero che il debito privato - cioé l'indebitamento di imprese e famiglie verso le banche - in questi Paesi è cresciuto a ritmi vertiginosi, così come il debito estero: le slide offrono un quadro chiaro delle dimensioni del fenomeno). Il fenomeno è stato agevolato dalla libera circolazione dei capitali garantita all'interno dell'Unione europea e dall'annullamento del rischio di cambio conseguente all'unione monetaria.
In questo, è chiaramente affermato che i privati si sono invece comportati in modo razionale, anticipando acquisti e investimenti in un contesto di bassi interessi e di indicatori che facevano presumere una crescita futura ("On the demand side, in an environment of low interest rates, consumers and firms, anticipating future growth, frontloaded consumption and investment like good intertemporal optimizers"). In pratica, sta dicendo che non sono i greci corotti e lazzaroni (o gli spagnoli, o i portoghesi o gli italiani o gli irland... No, gli irlandesi non sono del sud, quindi non possono essere corrotti e lazzaroni, giusto?) ad aver causato i guai. Nel contesto in cui si trovavano ad agire, loro hanno agito razionalmente. Il problema è nelle regole che hanno consentito questo comportamento e nel moral hazard di chi ha prestato sconsideratamente ("On the supply side, European banks and financial markets did not perform according to theory in managing credit risk").
Quanto a quello che più ti interessa, ovvero alla crescita dei salari greci, Constancio ti spiega anche quella: è stato questo eccesso di credito ad aver "surriscaldato" l'economia, contribuendo all'aumento di prezzi e salari ("It was this that then led to overheating, wage and price pressures, losses of competitiveness and high current account deficits").
Sul perché la Germania aveva soldi da prestare (cosa di cui la relazione non tratta), oltre a essere la prima economia europea, vanno ricordate le riforme attuate verso i primi anni 2000, che hanno invece contrubuito alla moderazione salariale e quindi a un recupero di competitività con conseguente incremento dei profitti attraverso l'aumento delle esportazioni. Protagonista, uno che gli appassionati di auto potrebbero ricordare, visto che ha lavorato per uno dei principali gruppi automobilistici tedeschi.

In sostanza, è inutile dire che i greci (come popolo) si sono comportati male perché hanno speso i soldi. Gliene davano e loro li spendevano.

La colpa è anche di chi glieli dava coem si scriveva qualche post indietro.
 
Chiedo scusa a Nick_Name per avergli cancellato erroneamente il post sulla spiegazione del suo nick.
Adesso non credo di poterlo recuperare.

Ammetto di non avere avuto la pazienza di leggere tutto; ho letto l'introduzione,i primi due paragrafi, i titoli dei paragrafi successivi e le conclusioni. ;)
 
renatom ha scritto:
In sostanza, è inutile dire che i greci (come popolo) si sono comportati male perché hanno speso i soldi. Gliene davano e loro li spendevano.

La colpa è anche di chi glieli dava coem si scriveva qualche post indietro.
Esattamente! :)
Avevo già postato di recente la traduzione dell'intervento del vice presidente della BCE.
Ecco perchè chi in Italia parla di problema di debito pubblico è un cialtrone. Questo è solo il riflesso del debito privato. Quando le banche soffrono è lo Stato a metterci i soldi.
Lo stesso Tsipras è un cialtrone, perchè inganna i Greci cercando di fare il duro sul tema del debito sovrano, quando il problema principale è quello privato. Un genere di politica che può attecchire sulla gente solo fino a quando la Troika dirà NO, ma se per assurdo gli dessero l'autorizzazione a spendere a deficit non credo possa più dare una risposta alla non risoluzione dei loro problemi finanziari.
 
renatom ha scritto:
Nick_Name ha scritto:
arizona77 ha scritto:
magari un suntino in Italiano potresti farlo ;)

Sostanzialmente ti spiega che la lettura più diffusa, quella secondo cui la crisi è la conseguenza di un debito pubblico eccessivo (quindi di una gestione sconsiderata delle finanze pubbliche nei Paesi in crisi) non è quella corretta, tanto è vero che il debito pubblico si stava riducendo nella maggior parte di questi, e in alcuni era ben al di sotto della percentuale di alcuni Paesi normalmente indicati come viruosi (per esempio, in Spagna e Irlanda).
Spiega invece come alla base della crisi ci sia stata una cattiva gestione del rischio da parte degli istituti di credito, soprattutto dei Paesi del Nord, che non si sono preoccupati di finanziare i consumi dei Paesi periferici oltre ogni ragionevole buon senso (tanto è vero che il debito privato - cioé l'indebitamento di imprese e famiglie verso le banche - in questi Paesi è cresciuto a ritmi vertiginosi, così come il debito estero: le slide offrono un quadro chiaro delle dimensioni del fenomeno). Il fenomeno è stato agevolato dalla libera circolazione dei capitali garantita all'interno dell'Unione europea e dall'annullamento del rischio di cambio conseguente all'unione monetaria.
In questo, è chiaramente affermato che i privati si sono invece comportati in modo razionale, anticipando acquisti e investimenti in un contesto di bassi interessi e di indicatori che facevano presumere una crescita futura ("On the demand side, in an environment of low interest rates, consumers and firms, anticipating future growth, frontloaded consumption and investment like good intertemporal optimizers"). In pratica, sta dicendo che non sono i greci corotti e lazzaroni (o gli spagnoli, o i portoghesi o gli italiani o gli irland... No, gli irlandesi non sono del sud, quindi non possono essere corrotti e lazzaroni, giusto?) ad aver causato i guai. Nel contesto in cui si trovavano ad agire, loro hanno agito razionalmente. Il problema è nelle regole che hanno consentito questo comportamento e nel moral hazard di chi ha prestato sconsideratamente ("On the supply side, European banks and financial markets did not perform according to theory in managing credit risk").
Quanto a quello che più ti interessa, ovvero alla crescita dei salari greci, Constancio ti spiega anche quella: è stato questo eccesso di credito ad aver "surriscaldato" l'economia, contribuendo all'aumento di prezzi e salari ("It was this that then led to overheating, wage and price pressures, losses of competitiveness and high current account deficits").
Sul perché la Germania aveva soldi da prestare (cosa di cui la relazione non tratta), oltre a essere la prima economia europea, vanno ricordate le riforme attuate verso i primi anni 2000, che hanno invece contrubuito alla moderazione salariale e quindi a un recupero di competitività con conseguente incremento dei profitti attraverso l'aumento delle esportazioni. Protagonista, uno che gli appassionati di auto potrebbero ricordare, visto che ha lavorato per uno dei principali gruppi automobilistici tedeschi.

In sostanza, è inutile dire che i greci (come popolo) si sono comportati male perché hanno speso i soldi. Gliene davano e loro li spendevano.

La colpa è anche di chi glieli dava coem si scriveva qualche post indietro.

Articolo molto interessante....
Ma che condivido fino ad un certo punto.
saro' diverso io.....
1) non ho mai comprato niente a rate se non la prima auto grossa in leasing, ma negli anni 80 era una bazza, fiscalmente parlando
2) non credo, almeno me lo dovete dimostrare, che ad Olandesi,
Finnici....non siano stati in contemporanea a Spagnoli e Greci,
offerti E, altrettanto facili.

Ti sono grato per la trduzione.
 
renatom ha scritto:
Nick_Name ha scritto:
arizona77 ha scritto:
magari un suntino in Italiano potresti farlo ;)

Sostanzialmente ti spiega che la lettura più diffusa, quella secondo cui la crisi è la conseguenza di un debito pubblico eccessivo (quindi di una gestione sconsiderata delle finanze pubbliche nei Paesi in crisi) non è quella corretta, tanto è vero che il debito pubblico si stava riducendo nella maggior parte di questi, e in alcuni era ben al di sotto della percentuale di alcuni Paesi normalmente indicati come viruosi (per esempio, in Spagna e Irlanda).
Spiega invece come alla base della crisi ci sia stata una cattiva gestione del rischio da parte degli istituti di credito, soprattutto dei Paesi del Nord, che non si sono preoccupati di finanziare i consumi dei Paesi periferici oltre ogni ragionevole buon senso (tanto è vero che il debito privato - cioé l'indebitamento di imprese e famiglie verso le banche - in questi Paesi è cresciuto a ritmi vertiginosi, così come il debito estero: le slide offrono un quadro chiaro delle dimensioni del fenomeno). Il fenomeno è stato agevolato dalla libera circolazione dei capitali garantita all'interno dell'Unione europea e dall'annullamento del rischio di cambio conseguente all'unione monetaria.
In questo, è chiaramente affermato che i privati si sono invece comportati in modo razionale, anticipando acquisti e investimenti in un contesto di bassi interessi e di indicatori che facevano presumere una crescita futura ("On the demand side, in an environment of low interest rates, consumers and firms, anticipating future growth, frontloaded consumption and investment like good intertemporal optimizers"). In pratica, sta dicendo che non sono i greci corotti e lazzaroni (o gli spagnoli, o i portoghesi o gli italiani o gli irland... No, gli irlandesi non sono del sud, quindi non possono essere corrotti e lazzaroni, giusto?) ad aver causato i guai. Nel contesto in cui si trovavano ad agire, loro hanno agito razionalmente. Il problema è nelle regole che hanno consentito questo comportamento e nel moral hazard di chi ha prestato sconsideratamente ("On the supply side, European banks and financial markets did not perform according to theory in managing credit risk").
Quanto a quello che più ti interessa, ovvero alla crescita dei salari greci, Constancio ti spiega anche quella: è stato questo eccesso di credito ad aver "surriscaldato" l'economia, contribuendo all'aumento di prezzi e salari ("It was this that then led to overheating, wage and price pressures, losses of competitiveness and high current account deficits").
Sul perché la Germania aveva soldi da prestare (cosa di cui la relazione non tratta), oltre a essere la prima economia europea, vanno ricordate le riforme attuate verso i primi anni 2000, che hanno invece contrubuito alla moderazione salariale e quindi a un recupero di competitività con conseguente incremento dei profitti attraverso l'aumento delle esportazioni. Protagonista, uno che gli appassionati di auto potrebbero ricordare, visto che ha lavorato per uno dei principali gruppi automobilistici tedeschi.

In sostanza, è inutile dire che i greci (come popolo) si sono comportati male perché hanno speso i soldi. Gliene davano e loro li spendevano.

La colpa è anche di chi glieli dava coem si scriveva qualche post indietro.

Sono maggiorenni :?:
Si.
Glieli davano :?: :shock: Li prendevano.....e torniamo al maggiorenni
Ma scherziamo :?:
 
Trotto@81 ha scritto:
renatom ha scritto:
In sostanza, è inutile dire che i greci (come popolo) si sono comportati male perché hanno speso i soldi. Gliene davano e loro li spendevano.

La colpa è anche di chi glieli dava coem si scriveva qualche post indietro.
Esattamente! :)
Avevo già postato di recente la traduzione dell'intervento del vice presidente della BCE.
Ecco perchè chi in Italia parla di problema di debito pubblico è un cialtrone. Questo è solo il riflesso del debito privato. Quando le banche soffrono è lo Stato a metterci i soldi.
Lo stesso Tsipras è un cialtrone, perchè inganna i Greci cercando di fare il duro sul tema del debito sovrano, quando il problema principale è quello privato. Un genere di politica che può attecchire sulla gente solo fino a quando la Troika dirà NO, ma se per assurdo gli dessero l'autorizzazione a spendere a deficit non credo possa più dare una risposta alla non risoluzione dei loro problemi finanziari.

Mi ricordo che mia moglie, che pure non è un'economista, in quegli anni tornò da uno scambio scolastico in Grecia e mi disse: " O Renato, ma là non c'è una fabbrica, vanno tutti a spasso, stanno tutti a spendere al bar e al ristorante, i colleghi professori hanno gli stipendi uguali ai nostr; secondo me fra un po' fanno una botta..."

Se era venuto in mente a mia moglie, come è che gli illustri banchieri non ci avevano pensato che la grecia sarebbe diventata insolvente?
Secondo me lo sapevano benissimo, ma sapevano anche che gli avrebbero salvato il cXXX.
 
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