L'Italia, tutto sommato, non mi pare certo un paese dove il cittadino piu' furbo deve fregare il cittadino piu' onesto.
E per dirlo io, che di solito ne ho a iosa sugli italiani...
Mi sembra piuttosto un paese dove lo Stato fa le regole ma non le rispetta, non segue le "regole su come si fanno le regole in un paese democratico", in cui e' il primo a cercare di imbrogliare il cittadino, e in cui il cittadino cerca, come e' solo naturale nella natura umana, di fare altrettanto con lo stato.
Un paese dove esiste una palese dicotomia e contrapposizione tra "cittadino/suddito" e Stato.
Nelle democrazie normali lo Stato e' composto da cittadini, e il cittadino si sente in prima persona parte dello Stato. Cio' che e' "pubblico" e' di ciascuno.
In Italia il cittadino si sente invariabilmente contrapposto a uno Stato che prende senza dare, che pretende solo dagli altri, che scarica sistematicamente ogni responsabilita'. Cio' che e' "pubblico" e' considerato di conseguenza "di nessuno", e dunque ne segue l'ovvia mancanza di senso civico.
Come ho gia' detto, e alcuni che PREFERISCONO fingere di non capire continuano a travisare, quando chi dovrebbe stabilire le leggi della comunita' PER LA COMUNITA' e' il primo a infrangerle e farle PER SE STESSO, e' solo ovvio e naturale che il cittadino poi faccia altrettanto.
Non e' una questione di "bene" o "male". E' solo una questione di "causa" ed "effetto".
E, SI BADI BENE, perche' forse e' qui il nocciolo del malinteso con quelli di voi intellettualmente onesti che han replicato civilmente malinterpretando il thread, nasce una seconda dicotomia:
IL CITTADINO ha il diritto di biasimare tali comportamenti illeciti.
LO STATO, che per primo viola le regole, e si comporta in maniera disonesta e truffaldina, PERDE OGNI DIRITTO di pretendere dal cittadino un comportamento onesto. Che e' quel che intendo.