miche72 ha scritto:Ciao a tutti,
in punta di piedi entro in una riflessione tanto amara. Il dolore, la sofferenza del corpo che invade l'animo fino allo strazio... non è accettabile, non è tollerabile. Il dolore sembra un' assurda contraddizione rispetto alla promessa di felicità eterna che ci attende nell'aldilà, rispetto alla promessa d'amore di un Padre che si definisce tenero e attento.
Allora perchè? Perchè dobbiamo assistere e vivere impotenti la sofferenza dei nostri amici, genitori, figli...perchè dobbiamo assistere al declino del nostro corpo... Dio che è onnipotente permette questo. Si, Dio lascia che tutto questo avvenga e questo è certo, lo possiamo verificare quotidianamente a due passi da noi o su noi stessi. La sofferenza è brutta, qualunque sia la forma nella quale essa si presenti...e anche l'unica cosa che volente o nolente mette l'essere umano difronte a se stesso. E' nel dolore che prima o poi ci si ritrova a fare i conti, perchè da alcune situazioni non si può scappare, il dolore o la malattia, vissuta in prima persona o condivisa in forma di tragica simbiosi che spesso amplifica la sofferenza di chi assiste, è la cartina tornasole delle nostre esistenze. Sono una madre e solo pensare di assistere al dolore del proprio figlio è opprimente, una fitta al petto...Maria assisteva al dolore di Gesù è il fatto che fosse vero uomo e vero Dio in quel momento non la consolava affatto, chi può sapere cosa avrebbe voluto fare in quel momento, quale immenso dolore abbia provato...Suo figlio stava morendo tra atroci sofferenze. E Gesù? Non aveva nessuna voglia di provare su di se questo brutto aspetto dell'esistenza umana...non voleva! E c'ha pianto parecchio sù nell'orto degli ulivi! Ma chi gliel'ha fatto fare!!! Invece della croce per dimostrarci che ci amava e sconfiggere la morte non poteva usare una pioggia planetaria di fiori? No. Ma poi quale morte ha sconfitto!!!
"... Qui Signore, si muore tutti i giorni!"...
Perdonate questo personale dialogo con Dio..Non sono la prima, Troisi l'ha fatto prima di me.
Insomma ci sarà un motivo per tutto questo. Io credo in Dio, conosco la sofferenza perchè sono di questo mondo e penso che abbia un senso. In un modo o nell'altro arriva il momento per confrontarci con la nostra fragilità, la nostra singola fragile umanità e l'idea della fine, il momento ideale per liberarci dei salvagenti che ci tengono a galla durante un esistenza carica di necessità vere e fasulle per affrontare un pensiero che trascende da tutto il mondo conosciuto, non una domanda ma una risposta:" Eccomi".
Facile per un credente vero? E già, perchè chi crede ha uno sconto sulla pena! Vedi Gesù!!! lui si che di sconti ne ha avuti!
Non è un eccomi sorridente, nessuno abbraccia la croce sorridendo, ma sapere che siamo più di quello che riusciamo a concepire nalla nostra limitata umanità fa la differenza...si, fa differenza, perchè la sofferenza e la morte diventano "solo" un passaggio. Non è un caso che anche Gesù ci sia passato, Lui Dio, è padre e sofre con noi, ci tiene per mano lungo il cammino ci da la possibilità di accogliere una realtà di incommensurabile bellezza...accogliere la sofferenza apre il nostro essere, spalanca i nostri occhi distratti a ciò che solitamente non riusciamo neanche ad intuire, oppressi da troppi carichi superflui, vuoti esistenziali colmati da altrettanti vuoti! E se non ci fosse la sofferenza? Quante probabilità avremmo di accorgerci di Dio? Infondo ci basterebbe quello che siamo su questa terra!Perchè aspirare a qualche cosa di meglio? Dio aspetta di essere accolto ma noi dobbiamo accorgerci di lui, perchè senza di Lui il dolore, la sofferenza, la morte vincono e nulla rimarrà di noi dopo questa morte se non lasciamo che Lui si faccia spazio in noi, proprio come fa la luce quando irrompe in una stanza buia.
Certo! Dio non si trova necessariamente nella sofferenza, è tanto meglio incontrarlo prima! Magari nella gioia, in modo simpatico o sublime! A San Paolo l'ha folgorato sulla via di Damasco...ma so anche di approcci più tranquilli! Il roveto ardente purtroppo non va più di moda da un po'!
Ma la cosa importante è incontrarlo, in modo da poter affrontare tutto il resto con uno sguardo differente, con la speranza di chi sa di non essere mai solo e per sempre vivo e... magari un giorno con Lui, faccia a faccia per chiedergli :" E ora mio caro Dio mi spieghi tutto dall'inizio".
Si, io scherzo, perchè Dio sarà serio ma non serioso altrimenti non avrebbe voluto noi! Mi scuso per l'irruzione, di solito qui c'è mio marito.
Io sono Sara e spero di aver contribuito in qualche maniera alla discussione fornendovi un punto di vista del tutto personale e quindi opinabile in ogni suo punto.
Un saluto paticolare a coloro che ho avuto il piacere di conoscere di persona al raduno che si è tenuto a Roma, in particolar modo sono vicina nella preghiera a chi in questo momento sta vivendo nella difficoltà e nel dolore.
Possa il Signore confortare e portare la sua speranza nei vostri animi.
Grazie Sara
Ciao Sara, hai fatto benissimo a scrivere ed e' stato un piacere leggerti.
Leggo o intuisco che nella sofferenza ci si avvicina a Dio e ci si fa una ragione per cio' che di doloroso accade.
Allora mi chiedo perche' tentare una cura se si e' convinti di tutto cio'.
Accettare le negativita' della vita dovrebbe innalzarci ad un livello superiore ma ne siamo certi ?
Si per chi ha Fede ed allora si ritorna da capo.
Vorrei conoscervi di persona, vorrei guardare i vostri occhi, vorrei carpire gli sguardi ed imparare la strada da seguire.
In pratica, come dicevo ad Ivan, mi sono fermato, ho abbasato il finestrino e sto chiedendo indicazioni.
Forse la mia infanzia schifosa e reclusa mi ha tracciato un percorso privo di insegnamenti religiosi, forse la mia mente ha " fame " di sicurezza, forse sto cercando cio' che non si puo' trovare, forse trovi solo se non cerchi e quanti altri forse in 47 anni.
Vivo male e' evidente ma non trovo una spiegazione o qualcosa che mi spieghi perche' credere e come avere Fede.
Prego, forse per paura.
Occorre un percorso spirituale al quale non sono mai stato avvezzo ma ho provato diverse strade tutte inconcludenti, so che basterebbe non farsi domande ed accettare tutto ma quella non e' Fede, e' fatalismo e so che sto perdendo una occasione che mi renderebbe felice.
Felice dentro.
Continua a scrivere quando vuoi, sei sempre la benvenuta.