<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ego sum Via, Veritas et Vita | Page 3 | Il Forum di Quattroruote

Ego sum Via, Veritas et Vita

Avrei tante cose da dire ma al momento la discussione non permette un mio intervento data la troppa armonia e intimità tra i partecipanti.
Mi limito a suggerire una riflessione sulla natura dei sogni d il valore che questi anno.
 
G5 ha scritto:
Avrei tante cose da dire ma al momento la discussione non permette un mio intervento data la troppa armonia e intimità tra i partecipanti.
Mi limito a suggerire una riflessione sulla natura dei sogni d il valore che questi anno.

Sai bene che sei libero di esprimerti come tutti noi e che l'armonia la si crea e la si mantiene indipendentemente dall'intimita' che esiste tra alcuni in modo particolare.
Il fatto che io conosca molti amici che scrivono non significa che io e gli altri non apprezziamo cosa poresti scrivere tu.
Ti invito, se vuoi, a scrivere liberamente, c'e' sempre da imparare e da riflettere.
Ad esempio sui sogni della quale natura so ben poco.
 
miranda453 ha scritto:
rosberg ha scritto:
MIranda in riferimento al racconto citato da gasato70 di Abramo e Isacco ti dico che Dio già sapeva che Abramo avrebbe condotto al monte il figlio Isacco e già sapeva che Lui stesso lo avrebbe fermato prima, proprio perchè non voleva la morte di Isacco e non voleva caricare Abramo di un peso. In questo senso è buono, anche se non lo si capisce con questo racconto ma ad esempio con altri.

Questo racconto è un racconto "estremo" come estrema è stata la Passione di Cristo. Bisogna anche saper leggere tra le righe e dare un'interpretazione alle parole e ai racconti. Dio aveva dato ad Abramo una grande prova di fiducia quando gli aveva promesso un figlio nonostante l'età avanzata: è come se gli avesse detto "Abramo fidati di me, ti ho detto che avrai una discendenza e questa l'avrai, anche se apparentemente sembra impossibile, ma l'avrai, fidati". E Abramo ha ottenuto.

Ora in quel racconto, le parti si invertono e non è più Abramo che chiede a Dio qualcosa (una discendenza che ha ottenuto), ma è Dio che chiede qualcosa ad Abramo (il sacrificio del figlio che Dio stesso gli aveva donato precedentemente) e il gioco della fiducia tra le parti si rinnova.

Alla faccia che non voleva caricare Abramo di un peso :shock:
Non mi pare una bella cosa far stare male una persona in un modo cosi' atroce pensando anche solo per un momento che avrebbe perso il figlio.
Poi se vogliamo definire " fiducia " una cosa del genere resto perplesso.
Trattandolo nel nostro contesto e' un po' come dire " guarda che ti licenzio da domani ".
Che fai ?
Cominci a stare male, a non sapere come pagare i debiti, come sfamare la famiglia e la tua vita sembra finire.
E poi ti dicono che era solo una prova di fiducia.
Che faresti ?

E no miranda, proprio grazie a quella fiducia Abramo non ha esitato ed era pronto a caricarsi quel peso. Per lui non era un peso.
 
rosberg ha scritto:
miranda453 ha scritto:
rosberg ha scritto:
MIranda in riferimento al racconto citato da gasato70 di Abramo e Isacco ti dico che Dio già sapeva che Abramo avrebbe condotto al monte il figlio Isacco e già sapeva che Lui stesso lo avrebbe fermato prima, proprio perchè non voleva la morte di Isacco e non voleva caricare Abramo di un peso. In questo senso è buono, anche se non lo si capisce con questo racconto ma ad esempio con altri.

Questo racconto è un racconto "estremo" come estrema è stata la Passione di Cristo. Bisogna anche saper leggere tra le righe e dare un'interpretazione alle parole e ai racconti. Dio aveva dato ad Abramo una grande prova di fiducia quando gli aveva promesso un figlio nonostante l'età avanzata: è come se gli avesse detto "Abramo fidati di me, ti ho detto che avrai una discendenza e questa l'avrai, anche se apparentemente sembra impossibile, ma l'avrai, fidati". E Abramo ha ottenuto.

Ora in quel racconto, le parti si invertono e non è più Abramo che chiede a Dio qualcosa (una discendenza che ha ottenuto), ma è Dio che chiede qualcosa ad Abramo (il sacrificio del figlio che Dio stesso gli aveva donato precedentemente) e il gioco della fiducia tra le parti si rinnova.

Alla faccia che non voleva caricare Abramo di un peso :shock:
Non mi pare una bella cosa far stare male una persona in un modo cosi' atroce pensando anche solo per un momento che avrebbe perso il figlio.
Poi se vogliamo definire " fiducia " una cosa del genere resto perplesso.
Trattandolo nel nostro contesto e' un po' come dire " guarda che ti licenzio da domani ".
Che fai ?
Cominci a stare male, a non sapere come pagare i debiti, come sfamare la famiglia e la tua vita sembra finire.
E poi ti dicono che era solo una prova di fiducia.
Che faresti ?

E no miranda, proprio grazie a quella fiducia Abramo non ha esitato ed era pronto a caricarsi quel peso. Per lui non era un peso.

Non capisco e non credo capiro' nei prossimi giorni ma apprezzo il tentativo di aiuto, grazie Max.
 
miranda453 ha scritto:
Con le mie domande, le mie perplessita' non voglio che mi immaginate cone arido e miscredente.
Quante volte sono chiesa in solitudine e resto li a gardare una statua che rappresenta Gesu'.
Vedo il suo volto che rappresenta amore e pieta' e lo supplico di aiutarmi a capire.
Siedo su una panca e guardo il Crocefisso lontano ed immagino di ricevere un gesto qualunque solo per me, qualcosa che mi faccia capire che Lui ha deciso di concedermi un cenno.
Ho provato e riprovato ad attendere pregando, concentrandomi, supplicando.
Nulla.
So che non merito considerazione rispetto a persone che danno un senso alla vita o che patiscono ed allora comprendo che quel cenno non arrivera' mai.
E mi sento solo.
Esco e torno a casa e so gia' che alcuni penseranno di scrivere che il cenno lo dovrei vedere con gli occhi di chi ha Fede ma e' proprio quella che cerco.
Alla fine dei discorsi che stiamo facendo qui in questo messaggio capisco che nessuno sara' mai in grado di illustrarmi un percorso o spiegarmi come e cosa fare per avere Fede, forse occorre averla gia' dentro.
Forse fa parte di noi e se non ce l'hai devi farne senza e basta.

Giorgio caro buonasera,

Nessuno qui, io per primo, credo abbia mai pensato di vederti come un miscredente o un arido....

Anzi sei una persona che merita tutto il rispetto in quanto non è così facile trovare al giorno d'oggi chi abbia la smania di trovare cercare capire la "fede"

Con tutto l'immondo che si legge sui giornali, ciò che la tivù propina ad ogni orario, riuscire a trovare un'angolo in cui discutere seriamente su ciò che un uomo può essere nelle propria vita è di un valore assoluto e autentico....

Quindi ben venga questo topic, e spero con tutto il cuore che possa procedere il più a lungo possibile....

Anche se le discussioni potranno ripetersi e accavallarsi non importa... l'importante è continuare......

La stessa cosa è per la "ricerca della fede"....... Anche se sembra essere una strada senza uscita, non bisogna demordere, bisogna insistere, con fatica e delusione anche... Ma continuare, senza arrendersi mai.....

Prendi l'esempio di Sara.... Tutte le mattine si ferma in chiesa a salutare Gesù.. Sia pure un brevissimo periodo ma è una grande cosa.....

La "fede" (uso un'espressione cruda e ti chiedo scusa) non è che la chiedi e arriva così, come fosse una cosa di tutti i giorni...

Bisogna avere la costanza.... l'andare in chiesa almeno la domenica per la Santa Messa è già un bel passo....
So che può essere noioso se non trovi chi te la fa piacere, ma comunque serve..... Quantomeno per ascoltare, per essere lì, a cementare sempre più ogni volta il tuo rapporto con Dio....

La "fede" non ha età.... Non è che perchè hai 47 anni tu non possa e non debba più cercarla...... e poi non dire mai assolutamente che non meriti considerazione.... Chi l'ha mai detto......... tutti abbiamo lo stesso diritto davanti alla "fede"...... Quindi non pensarti mai più meno degno di un altro di poter perseguire questo risultato.....

Ricordati che Gesù ha sempre rimproverato il Fariseo perchè era sempre li in prima fila nel tempio a dire : " Guarda o Dio come sono bravo, vengo sempre a pregarti, sono bravo, non rubo......" No, non era questo ciò che Dio voleva, mentre ha sempre portato in prima figura il Pubblicano, colui che rubava, peccava, ma che in quel momento era lì ma nascosto, per paura, ma comunque al cospetto di Dio, chiedendo.......

Questo per dirti che non devi dire tanto non mi ascolta, tanto non mi risponde....

Insisti, continua e persisti.....

Un grande abbraccio.....

sergio
 
miranda453 ha scritto:
... spiegarmi come e cosa fare per avere Fede, forse occorre averla gia' dentro.
Forse fa parte di noi e se non ce l'hai devi farne senza e basta.

Giorgio...scrivi tutto molto bene e poi alle ultime due righe... :D :D :D

LA fede non occorre affatto averla già dentro. LA fede è un percorso e se l'hai già dentro che percorso fai?
E' come andare alla ricerca di un tesoro...avendo già il tesoro, no?

Invece la Fede è un percorso, una ricerca continua, alimentata dalla preghiera che è il naturale alimento della fede.
E' bello quando scrivi che ti capita di fissare una statua e stare lì in silenzio...forse non te ne accorgi ma anche quella è preghiera. E' proprio chi è malato che ha bisogno del medico ed è proprio chi ricerca la Fede in questo percorso, che ha bisogno di Dio.

Ho visto persone convertirsi a causa di un fatto "grave" che li ha coinvolti...beh questi in un modo o in un altro la fede l'hanno trovata forse nel modo meno logico: sei in montagna, vedi tua moglie di 33 anni cadere da un dirupo e morire all'istante...la logica dice "già non credevo prima figuriamoci ora che quello che tutti chiamano dio mi ha portato via la moglie"...e invece ecco che dio si trasforma in DIO.

Questo per dire che la Fede deve essere continuamente ricercata anche dove uno meno se lo aspetta, con fiducia e preghiera.
 
Non e' una vendetta ve lo giuro ma la scomparsa di Paolo ha strappato via da me qualcosa che non si ricucira' mai.
Per questo non scrivero' piu' in questo messaggio, se Dio decidera' qualcosa nei miei confronti resto a cuore aperto e continuero' a pregare per Noemi.
Ora conta solo lei.
Grazie per le buone intenzioni.
 
miranda453 ha scritto:
Non e' una vendetta ve lo giuro ma la scomparsa di Paolo ha strappato via da me qualcosa che non si ricucira' mai.
Per questo non scrivero' piu' in questo messaggio, se Dio decidera' qualcosa nei miei confronti resto a cuore aperto e continuero' a pregare per Noemi.
Ora conta solo lei.
Grazie per le buone intenzioni.

Giorgio..... sono certo che non sia per vendetta.....

Ma così non lo ritengo giusto...... Sono contento che il tuo cuore rimanga aperto "nell'attesa"........

Ma da sola non arriva........ In questo momento il dolore sopraffà tutto.... e ti capisco benissimo...... Ma la vita e la ricerca devono continuare.... Il ricordo di PAOLO rimarrà impresso in tutti noi sicuramente e ci può aiutare a pregare ancora di più per la piccola NOEMI........
Io qui continuerò finche ci sarà qualcuno che vorrà discuterne.......

sergio
 
Lo so che in questo momento,non è quello migliore per poter parlare della propria vita,ma ne voglio dare testimonianza affinche possiate capire quante meraviglie ha fatto il Signore nella mia vita.Prima di conoscere Dio ero un uomo perso,pieno e preso di tutte le schifezze che il mondo può dare.Escludendo che non mi sono mai drogato e ho fatto uso di alcool nella mia vita ho provato di tutto.Sono stato schiavo del sesso,del denaro,per ma avere donne e avere soldi significava avere successo nella società,e quindi cercavo di procurarmi dei soldi in qualche modo e cioè lavorando onestamente,ma nello stesso tempo "rubando " i soldi a mio nonno che li teneva nascosti.Ho odiato mia madre perchè non mi permetteva di fare quello che volevo,perchè opprimeva la mia libertà,mentre soffrivo la mancanza di mio padre che lavorava lontano da casa.La mia vita era quella di un silente ribelle,cioè mentre fuori mi conportavo sereno a casa aro una cane randagio.Frequentavo la chiesa ma solo per conoscere altre ragazze,era proprio un chiodo fisso e aimiei tempi non era facile farsi una ragazza, a maggior ragione in Sicilia (ora è anche troppo facile).Ero frustato perchè non ero figlio di genitori ricchi ma di "poveri" operai.Quando toccai il fondo e ho toccato la merda, e sono reso conto che così non poteva andare,andai ad ascoltare delle catechesi che si svolgevano nella mia parrocchia,dove c'erano delle persona che annunciavano che Gesù Cristo mi amava così come sono ,con le mie schifezze,con il mio odio,con la ia perversione.Quei catechisti che ora sono diventati i miei catechisti sono stati degli angeli mandati da Dio e mi dicevano sempre :"coraggio fratello che Gesù ti ama così come sei"!Per farla breve,beh sono da 16 anni che faccio parte del cammino Neocatecumenale e qui ho trovato la serenità,Ho capito quante cose meravigliose mi ha donato il Signore,una famiglia ,dei figli,una casa un lavoro,ho perdonato mia madre,le ho chiesto scusa,mi sono umiliato,ma dopo tutto ciò mi sono sentito meglio .La morale,la troppa ragione,il legalismo,la pergezione non aiutano a trovare la FEDE.Non sono un santo,ma sono un peccatore, ma mentre prima non mi accorgevo di esserlo,adesso ne ho la certezza ma soprattutto la consapevolezza che c'è Dio che mi porge la mano ogni qualvolta cado.
Scusatemi se sono stato troppo lungo e se non mi sono espresso bene, ma ho detto queste cose private per far capire che la Fede in Dio aiuta molto in tutto.Forse nessuno di voi ci ha fatto caso,ma lo sapete chi è andato per primo in paradiso con Gesù? gli apostoli?no.....un ladrone,quello crocifisso insieme a Gesù,che gli disse: Gesù ,ricordati di me quando andrai nel regno dei cieli- e Gesù : In verità,in verità ti dico,da oggi sarai con me in Paradiso.
 
Già non dobbiamo dimenticarlo l'unico Santo certificato che abbiamo è il cosiddetto "ladrone".
Anch'io l'ho capito solo a 40anni.
 
Caro Giorgio pur comprendendo le tue motivazioni non le condivido. Non è certo, il rifiuto, di aiuto alla Conoscenza. Chi siamo noi per capire Lui?
Forse la metafora te la ho già detta, ma vale ripeterla: come può leggere un grande affresco, chi si avvicina per farlo con uno sguardo piccolo e ravvicinato, miope? L' essere umano è nulla, nella sua limitatezza dello sguardo terreno, se paragonato all'immensità di Dio. I suoi disegni ci paiono spesso incomprensibili, perchè siamo vincolati e limitati ad una visione parziale, finita, tutto cambia se, ampliando la visione, ci avviciniamo, o almeno ci disponiamo, ad un'ottica più ampia, che tende all'infinito. L'Infinito non è a portata dell'Uomo, nessun uomo potrà mai capirlo, Dio è troppo grande, occorre umiltà, fiducia in Lui, essere nella sua Grazia per assoporarne l'Odore e parte della sua Bellezza. Occorre, per fare questo però un atto di volontà in principio. Occorre decidere di affidarsi a Lui, fidarsi di Lui, cioè semplicemente Credere. C'è bisogno di questo perchè ad una persona amata bisogna dirglielo prima o poi, bisogna dichiarare il proprio amore, per essere amati. Ovviamente questo non significa che Dio non ti ama, il Nuovo Testamento ci insegna che la venuta di Cristo è servita per la Salvezza di tutti gli uomini. La redenzione è per tutti è alla portata di tutti, occorre varcare la soglia, basta entrare in Cristo, vera ed unica Porta della Salvezza. Lui ti ama e tu sei ad un passo, sei solo ad un passo, ma fallo all'indietro, con umiltà, con la umile consapevolezza dei propri limiti umani e materiali, un passo indietro sulla presunzione di capire o di non capire, un passo indietro sulle logiche di conoscenza delle cose terrene. Un passo indietro per vedere la Bellezza.
 
miche72 ha scritto:
Caro Giorgio pur comprendendo le tue motivazioni non le condivido. Non è certo, il rifiuto, di aiuto alla Conoscenza. Chi siamo noi per capire Lui?
Forse la metafora te la ho già detta, ma vale ripeterla: come può leggere un grande affresco, chi si avvicina per farlo con uno sguardo piccolo e ravvicinato, miope? L' essere umano è nulla, nella sua limitatezza dello sguardo terreno, se paragonato all'immensità di Dio. I suoi disegni ci paiono spesso incomprensibili, perchè siamo vincolati e limitati ad una visione parziale, finita, tutto cambia se, ampliando la visione, ci avviciniamo, o almeno ci disponiamo, ad un'ottica più ampia, che tende all'infinito. L'Infinito non è a portata dell'Uomo, nessun uomo potrà mai capirlo, Dio è troppo grande, occorre umiltà, fiducia in Lui, essere nella sua Grazia per assoporarne l'Odore e parte della sua Bellezza. Occorre, per fare questo però un atto di volontà in principio. Occorre decidere di affidarsi a Lui, fidarsi di Lui, cioè semplicemente Credere. C'è bisogno di questo perchè ad una persona amata bisogna dirglielo prima o poi, bisogna dichiarare il proprio amore, per essere amati. Ovviamente questo non significa che Dio non ti ama, il Nuovo Testamento ci insegna che la venuta di Cristo è servita per la Salvezza di tutti gli uomini. La redenzione è per tutti è alla portata di tutti, occorre varcare la soglia, basta entrare in Cristo, vera ed unica Porta della Salvezza. Lui ti ama e tu sei ad un passo, sei solo ad un passo, ma fallo all'indietro, con umiltà, con la umile consapevolezza dei propri limiti umani e materiali, un passo indietro sulla presunzione di capire o di non capire, un passo indietro sulle logiche di conoscenza delle cose terrene. Un passo indietro per vedere la Bellezza.
Sono daccordissimo con quello che hai detto,è bello leggere persone che viaggiano sulla stessa frequeanza , quella di Dio.Aggiungo solo una frase detta da Santa Teresa d'Avila : " io sono nulla più il peccato"
 
Non frequento il forum da tantissimo tempo.
Cioè da quando ho saputo delle gravi condizioni di Paolo.
Non mi andava di conversare con gli amici sulle nostre auto, sui raduni, e di amenità varie.
Non mentre un nostro amico stava morendo e la figlioletta di uno di noi è in in ospedale.
Sono notizie che mi rendono triste e mi angosciano troppo.

Poi ieri Miranda mi ha scritto la mail definitiva: Paolo è mancato.
Ho pianto.
Sto piangendo commosso anche ora, mentre scrivo.

Non sono un credente, maledizione!
Una volta chiesi al sacerdote che ha celebrato il mio matrimonio: se Dio esiste, perchè lascia che sulla Terra ci sia così tanto male e dolore? Perchè ci lascia vivere nella sofferenza e non interviene?
Mi rispose con tanta semplicità: tu sai che nel modo ci sono tanti pericoli, ma ritieni sia giusto lasciare che le tue figlie escano di casa e vivano la loro vita senza il tuo intervento. Insegni a loro regole di comportamento, le informi su ciò che possono incontrare e cerchi di proteggerle dai rischi. Ma non le chiudi sotto una campana di vetro, pur sapendo che il male potrebbe essere dietro l'angolo.
Dio con noi fa' lo stesso. Ma ciò non significa che non esista.

Vorrei anch'io ricevere il dono della Fede.
Sopporterei meglio.

E, se Dio esiste, spero che abbia un posto per Paolo, ma lasci che Noemi viva ancora a lungo. Né lei, né i suoi genitori hanno colpe così gravi da dover soffrire ancora...
 
Grazie miranda dell'invito. Non riesco a trovare parole consone ad affrontare un tema tanto serio come il dolore visto dal mio punto di vista che, probabilmente, percepireste di assoluta insensibilità.
Probabilmente la mia percezione del dolore e dell'essenza stessa della vita è diversa dalla vostra ed anche quando ne sono rimasto vittima, ho sempre guardato al domani, ricordando gli insegnamenti del caro scomparso. Raramente torno al cimitero dopo il funerale, a dirla tutta difficilmente accompagno la salma al cimitero. Ma, vi prego, non fatemi andare oltre. Le spiegazioni sono troppo difficili e complesse .. il riconoscerle mi e vi, sottoporrebbe alla crudezza di alcuni pensieri che non meritiamo. Meglio vivere con "serenità" anche il dramma che ci colpisce. Scusate.
 
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