G5 ha scritto:Avrei tante cose da dire ma al momento la discussione non permette un mio intervento data la troppa armonia e intimità tra i partecipanti.
Mi limito a suggerire una riflessione sulla natura dei sogni d il valore che questi anno.
miranda453 ha scritto:rosberg ha scritto:MIranda in riferimento al racconto citato da gasato70 di Abramo e Isacco ti dico che Dio già sapeva che Abramo avrebbe condotto al monte il figlio Isacco e già sapeva che Lui stesso lo avrebbe fermato prima, proprio perchè non voleva la morte di Isacco e non voleva caricare Abramo di un peso. In questo senso è buono, anche se non lo si capisce con questo racconto ma ad esempio con altri.
Questo racconto è un racconto "estremo" come estrema è stata la Passione di Cristo. Bisogna anche saper leggere tra le righe e dare un'interpretazione alle parole e ai racconti. Dio aveva dato ad Abramo una grande prova di fiducia quando gli aveva promesso un figlio nonostante l'età avanzata: è come se gli avesse detto "Abramo fidati di me, ti ho detto che avrai una discendenza e questa l'avrai, anche se apparentemente sembra impossibile, ma l'avrai, fidati". E Abramo ha ottenuto.
Ora in quel racconto, le parti si invertono e non è più Abramo che chiede a Dio qualcosa (una discendenza che ha ottenuto), ma è Dio che chiede qualcosa ad Abramo (il sacrificio del figlio che Dio stesso gli aveva donato precedentemente) e il gioco della fiducia tra le parti si rinnova.
Alla faccia che non voleva caricare Abramo di un peso :shock:
Non mi pare una bella cosa far stare male una persona in un modo cosi' atroce pensando anche solo per un momento che avrebbe perso il figlio.
Poi se vogliamo definire " fiducia " una cosa del genere resto perplesso.
Trattandolo nel nostro contesto e' un po' come dire " guarda che ti licenzio da domani ".
Che fai ?
Cominci a stare male, a non sapere come pagare i debiti, come sfamare la famiglia e la tua vita sembra finire.
E poi ti dicono che era solo una prova di fiducia.
Che faresti ?
rosberg ha scritto:miranda453 ha scritto:rosberg ha scritto:MIranda in riferimento al racconto citato da gasato70 di Abramo e Isacco ti dico che Dio già sapeva che Abramo avrebbe condotto al monte il figlio Isacco e già sapeva che Lui stesso lo avrebbe fermato prima, proprio perchè non voleva la morte di Isacco e non voleva caricare Abramo di un peso. In questo senso è buono, anche se non lo si capisce con questo racconto ma ad esempio con altri.
Questo racconto è un racconto "estremo" come estrema è stata la Passione di Cristo. Bisogna anche saper leggere tra le righe e dare un'interpretazione alle parole e ai racconti. Dio aveva dato ad Abramo una grande prova di fiducia quando gli aveva promesso un figlio nonostante l'età avanzata: è come se gli avesse detto "Abramo fidati di me, ti ho detto che avrai una discendenza e questa l'avrai, anche se apparentemente sembra impossibile, ma l'avrai, fidati". E Abramo ha ottenuto.
Ora in quel racconto, le parti si invertono e non è più Abramo che chiede a Dio qualcosa (una discendenza che ha ottenuto), ma è Dio che chiede qualcosa ad Abramo (il sacrificio del figlio che Dio stesso gli aveva donato precedentemente) e il gioco della fiducia tra le parti si rinnova.
Alla faccia che non voleva caricare Abramo di un peso :shock:
Non mi pare una bella cosa far stare male una persona in un modo cosi' atroce pensando anche solo per un momento che avrebbe perso il figlio.
Poi se vogliamo definire " fiducia " una cosa del genere resto perplesso.
Trattandolo nel nostro contesto e' un po' come dire " guarda che ti licenzio da domani ".
Che fai ?
Cominci a stare male, a non sapere come pagare i debiti, come sfamare la famiglia e la tua vita sembra finire.
E poi ti dicono che era solo una prova di fiducia.
Che faresti ?
E no miranda, proprio grazie a quella fiducia Abramo non ha esitato ed era pronto a caricarsi quel peso. Per lui non era un peso.
miranda453 ha scritto:Con le mie domande, le mie perplessita' non voglio che mi immaginate cone arido e miscredente.
Quante volte sono chiesa in solitudine e resto li a gardare una statua che rappresenta Gesu'.
Vedo il suo volto che rappresenta amore e pieta' e lo supplico di aiutarmi a capire.
Siedo su una panca e guardo il Crocefisso lontano ed immagino di ricevere un gesto qualunque solo per me, qualcosa che mi faccia capire che Lui ha deciso di concedermi un cenno.
Ho provato e riprovato ad attendere pregando, concentrandomi, supplicando.
Nulla.
So che non merito considerazione rispetto a persone che danno un senso alla vita o che patiscono ed allora comprendo che quel cenno non arrivera' mai.
E mi sento solo.
Esco e torno a casa e so gia' che alcuni penseranno di scrivere che il cenno lo dovrei vedere con gli occhi di chi ha Fede ma e' proprio quella che cerco.
Alla fine dei discorsi che stiamo facendo qui in questo messaggio capisco che nessuno sara' mai in grado di illustrarmi un percorso o spiegarmi come e cosa fare per avere Fede, forse occorre averla gia' dentro.
Forse fa parte di noi e se non ce l'hai devi farne senza e basta.
miranda453 ha scritto:... spiegarmi come e cosa fare per avere Fede, forse occorre averla gia' dentro.
Forse fa parte di noi e se non ce l'hai devi farne senza e basta.
miranda453 ha scritto:Non e' una vendetta ve lo giuro ma la scomparsa di Paolo ha strappato via da me qualcosa che non si ricucira' mai.
Per questo non scrivero' piu' in questo messaggio, se Dio decidera' qualcosa nei miei confronti resto a cuore aperto e continuero' a pregare per Noemi.
Ora conta solo lei.
Grazie per le buone intenzioni.
Sono daccordissimo con quello che hai detto,è bello leggere persone che viaggiano sulla stessa frequeanza , quella di Dio.Aggiungo solo una frase detta da Santa Teresa d'Avila : " io sono nulla più il peccato"miche72 ha scritto:Caro Giorgio pur comprendendo le tue motivazioni non le condivido. Non è certo, il rifiuto, di aiuto alla Conoscenza. Chi siamo noi per capire Lui?
Forse la metafora te la ho già detta, ma vale ripeterla: come può leggere un grande affresco, chi si avvicina per farlo con uno sguardo piccolo e ravvicinato, miope? L' essere umano è nulla, nella sua limitatezza dello sguardo terreno, se paragonato all'immensità di Dio. I suoi disegni ci paiono spesso incomprensibili, perchè siamo vincolati e limitati ad una visione parziale, finita, tutto cambia se, ampliando la visione, ci avviciniamo, o almeno ci disponiamo, ad un'ottica più ampia, che tende all'infinito. L'Infinito non è a portata dell'Uomo, nessun uomo potrà mai capirlo, Dio è troppo grande, occorre umiltà, fiducia in Lui, essere nella sua Grazia per assoporarne l'Odore e parte della sua Bellezza. Occorre, per fare questo però un atto di volontà in principio. Occorre decidere di affidarsi a Lui, fidarsi di Lui, cioè semplicemente Credere. C'è bisogno di questo perchè ad una persona amata bisogna dirglielo prima o poi, bisogna dichiarare il proprio amore, per essere amati. Ovviamente questo non significa che Dio non ti ama, il Nuovo Testamento ci insegna che la venuta di Cristo è servita per la Salvezza di tutti gli uomini. La redenzione è per tutti è alla portata di tutti, occorre varcare la soglia, basta entrare in Cristo, vera ed unica Porta della Salvezza. Lui ti ama e tu sei ad un passo, sei solo ad un passo, ma fallo all'indietro, con umiltà, con la umile consapevolezza dei propri limiti umani e materiali, un passo indietro sulla presunzione di capire o di non capire, un passo indietro sulle logiche di conoscenza delle cose terrene. Un passo indietro per vedere la Bellezza.
arizona77 - 5 giorni fa
Carloantonio70 - 11 ore fa
quicktake - 2 anni fa
Suby01 - 10 mesi fa