La cosa interessante di questa discussione è che vengono fuori approcci molto diversi tra loro nella scelta dell'auto e nella misura del compromesso che è più semplice accettare.
Per i due ultimi acquisti in casa (Civic e Polo) ho applicato un criterio di scelta molto razionale, anche perché le nostre esigenze erano molto cambiate con l'arrivo della bimba e dovevo per forza di cose prestare maggiore attenzione a cose cui prima non avrei badato.
Ho cercato di operare una scelta razionale in entrambi i casi e, volendo valutare praticamente tutte le auto dei rispettivi segmenti (escluse quelle che proprio non digerivo esteticamente) ho suddiviso la prova su due livelli per scremare il gruppone. Primo giro di prove statiche in concessionario, al termine del quale si sono scartate le auto che non convincevano per conformazione del posto guida, ergonomia comandi, design degli interni; in seguito prova su strada, per quello che si può capire in un giro che varia dai 10 ai 20 minuti a seconda della disponibilità del concessionario.
Siamo rimasti con un paio di candidate in lizza in entrambe le selezioni e abbiamo poi scelto quella che piaceva di più esteticamente all'utilizzatore principale (Civic per me, Polo per la signora).
Sono contento oggi? Ni.
Entrambe possono classificarsi come ottimi acquisti e ne siamo molto soddisfatti. Però penso che il modo per avere minori rimpianti possibili nella scelta di un'auto sia quello di prendere ciò che piace di più esteticamente, se non è proprio un disastro sul piano della fruibilità tutti i giorni. Oggi le auto sono più o meno tutte valide sul piano della qualità costruttiva e per molti aspetti l'offerta è sovrapponibile; a quel punto tanto vale andare su ciò che appaga di più il nostro lato emotivo, estetico o chiamatelo come vi pare

Io ad esempio a conti fatti ho sopravvalutato la necessità di spazio di cui avrei avuto bisogno con una bimba piccola e per questo ho scartato a priori auto che mi piacevano esteticamente più della Civic (che comunque apprezzo ancora) perché la giapponese era di gran lunga la scelta più pratica e mi aveva in seguito molto convinto alla guida.
Comunque, per chiudere questo lunghissimo intervento, credo di avere ormai definito la scala di priorità per la scelta della prossima auto e dei relativi compromessi da accettare:
1) miglior mix possibile tra design esterno e piacere di guida;
2) design interno;
3) verifica su difettosità note/affidabilità statistica;
4) aspetti legati a praticità e comodità.
Non mi interessa e non mi interesserà mai la rivendibilità, anche perché la tenuta del valore sull'usato è un falso mito a mio avviso; semmai scegliere un modello particolarmente diffuso può aiutare a venderlo più velocemente, visto che in tanti lo cercheranno anche di seconda mano (a patto di essere disposti a scendere con la richiesta, proprio perché in tanti offriranno un bene sovrapponibile anche nelle vicinanze). Viceversa optare per un modello poco diffuso può risultare svantaggioso sulle permute, ma se non si ha fretta di piazzarlo si può concludere l'affare al giusto prezzo (un appassionato che cerca proprio
quella auto farà di tutto per prenderla).