<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> CACCIA: col solito pretesto di &#34;proteggerci da noi stessi&#34;... | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

CACCIA: col solito pretesto di &#34;proteggerci da noi stessi&#34;...

GattoToscano ha scritto:
99octane ha scritto:
http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1894&ID_sezione=339&sezione=

Il ministro Brambilla e' una bugiarda, e sa di esserlo.
Gli incidenti di caccia coinvolgono cacciatori. Che conoscono i rischi.
I casi di incidenti di caccia che han coinvolto non cacciatori sono cosi' rari da far si' che la prode ministra si dia alla generalizzazione totale (in totale malafede) per poter sostenere il suo desiderio di, di fatto, vietare la caccia.
Perche' invece di volersi occupare di cose che non le competono non si occupa di cio' che invece la riguarda direttamente e che va a rotoli?
Se vuole occuparsi di cose di cui gli italiani non ne possono davvero piu', si occupi del degrado sociale dei centri storici delle citta' italiane, in preda a vu'cumpra', accattoni, borseggiatori e molestatori.
Si occupi dei musei sistematicamente chiusi nei periodi turistici.
Faccia il suo lavoro, insomma.

Quoto la seconda parte, non la prima.

La mia ragazza è iscritta al CAI (quelli che fanno le passeggiate in montagna). Nel periodo del calendario venatorio non possono andare in certi posti perchè ci sono i cacciatori e sono costretti a portarsi dietro fischietti e altri orpelli totalmente inutili per essere uditi dai cacciatori che altrimenti, li scambiano per prede da impallettare.
;)

La caccia non è 7 giorni su 7, non si estende all'inetro territorio ... possibile che in inverno uno debba scegliere per forza il giorno di caccia ed un dato territorio per passeggiare? Non possiamo, ogni tanto, optare per scelte alternative, magari andando a passeggiare altrove? Ne guadegnerebbero altri territori ed anche i camminatori.
 
marimasse ha scritto:
In merito alla caccia, c'è un esperimento che mi piacerebbe davvero fare.

Recarmi nei pressi delle abitazioni di taluni cacciatori, magari dotati di famiglia con bambini e anziani, nelle prime ore del mattino (meglio se in giorno festivo o prefestivo) e produrre ripetutamente rumori di intensità e repentinità paragonabili a quelle che loro sono soliti generare sparando fucilate nei pressi di quelle abitazioni che hanno la sventura di trovarsi troppo vicine ai luoghi in cui essi amano esercitare la propria attività venatoria.
Il tutto, possibilmente, quando loro stessi sono in casa e stanno magari riposando o semplicemente cercando di trascorrere, a casa propria, una serena mezza giornata con la famiglia.

Ecco, io vorrei proprio vedere se e come questi signori reagirebbero.

Stai ipotizzando il cacciatore coem lo si vede nei film di Fantozzi. Ovvero un tizio che cammina e spara a caso decine di colpi ... invece, c'è genete che la mattina esce a caccia, non passa niente e se ne torna a casa senza aver scaricato un sol colpo. Non dimenticate mai che non tutto è come lo si immagina. Da piccolo nei boschi circostanti casa mia sembrava ci fosse la guerra ... oggi, nel 2010, non è più così.
 
a_gricolo ha scritto:
Dico la mia: come sempre non si dovrebbe generalizzare. A parte i bracconieri, che considero poco meno che criminali (ma poco poco meno), sono contrario alla caccia intesa come "tutto quello che si muove lo impallino" così per il gusto di farlo. Se la preda finisce poi a far parte del menu del pranzo già la cosa ha un senso (in fin dei conti un fagiano ha molte più chance di portare a casa le piume dalla stagione di caccia di quante ne abbiano i polli di casa mia dalle grinfie di mia mamma...).
Ci sono anche forme di caccia che hanno una precisa finalità di riequilibrio di popolazioni, vedi nutrie, volpi e cinghiali che, privi di predatori naturali, se aumentano troppo di numero fanno danni noti a tutti (tranne ai verdi con paraocchi).
Poi, come sempre, si tratta di comportarsi a casa degli altri come si vorrebbe che gli altri si comportassero a casa nostra: entrare in un campo dopo la raccolta non fa alcun danno, correre dietro ai cani in mezzo al mais o alla soia è molto diverso. Dovrebbe essere il cacciatore a saper stare al mondo, e non servirebbero recinti (peraltro costosi e dannosi in un terreno agricolo).
Idem dicasi per le fucilate che svegliano i bambini: sparare vicino alle abitazioni è vietato, chi lo fa è un delinquente.
Tra l'altro, ho la sensazione che i cacciatori che si tirano dietro le maledizioni di agricoltori e cittadini siano più o meno gli stessi che ti trovi a sfanalare nello specchietto o col suv sulle aiole. La maleducazione è indipendente dall'avere in mano un volante o un sovrapposto....

Just my two cents

Concordo pienamente.
 
Jambana ha scritto:
99octane ha scritto:
Due domande veloci veloci:
Mi sapresti dire chi l'ha scritto?
Mi potresti spiegare, a tuo parere, che c'entra con il topic, e se secondo te sia solo un post "a effetto" che si basa sulla fallacia di pathos a fini demagogici?

Veloci veloci, ma retoriche retoriche.

Ciò che ho scritto sopra, lo sottoscrivo. E sottolineo che ti è sfuggito "nel 2010",che non è il 1950 o il 1975.

Post a effetto? Bravo, quello è proprio l'effetto che fa impallinare un uccellino, quelle sono le dimensioni di una cartuccia. Bisogna nasconderlo? Siccome conosco cos'è e l'ho anche fatto tanto tempo fa, ora mi sembra anacronistico e anche un po' vigliacco.

Una cartuccia da caccia ha la stessa dimensione per il cinghiale come per l'uccellino, non e' che un contenitore.
La differenza sta in quel che ci metti dentro: una palla unica da mezzo etto (cinghiale) o dei pallini grandi come mezzo chicco di riso (uccellini) che vengono dispersi in una nuvola per avere qualche speranza di centrare qualcosa di cosi' piccolo in volo erratico a qualche decina di metri di distanza (e bisgona con tutto essere BRAVI per centrarlo).
Chi va a caccia e si intende della cosa lo sa.
Ora, delle due l'una:
- o non ne capisci niente, he ai parlato a vanvera
. o ne capisci e lo sai, e sei in malafede.

Dimmi tu...

Io fra l'altro non sono contro la caccia a priori e in modo assoluto, anche se non mi piace, perché comunque rispetto chi la pratica e credo che sia giusto che debba esistere, ma penso che andrebbe regolata e limitata in maniera molto più incisiva, ed esercitata solo nelle riserve e/o con il consenso dei proprietari dei terreni interessati e oltre che delle autorità, per tutelare maggiormente sia l'ecosistema, sia la maggioranza degli altri cittadini che vorrebbero fruire pienamente sia della natura che eventualmente del loro diritto di proprietà, ma devono sottostare ai privilegi una piccola lobby di minoranza ingiustamente piena di diritti che sono limitanti per il resto dei cittadini ed ereditati da una legislazione ormai arcaica.
Vedi che se vuoi sai discutere costruttivamente?
Messa cosi' e' un altro discorso, e ha un suo senso e una sua rispettabilita' d'argomenti.
Ci possono essere punti di vista differenti, ma su questa base si puo' discutere.
Sulla base della tua sparata di prima (il gioco di parole e' voluto e ci sta... :D ) ti si puo' solo rispondere per le rime.
Venendo a questo discorso, concordo, ma solo in parte.
Ovvero: e' giusto che la caccia sia regolamentata in maniera migliore, ma purtroppo viviamo in un paese dove tutto viene estremizzato a fini politici e oggi chi parla di "regolamentare meglio" intende dire "proibire a priori".
Dunque, nessuna delle argomentazioni pretestuose di chi oggi parla di "regolamentare meglio la caccia" e' accettabile, nemmeno lontanamente.
Ed e' un peccato perche', come dicevo, ci sarebbe molto da fare e queste "proposte" fan solo danni, legittimando posizioni opposte quasi altrettanto oltranziste.
Sulla proprieta' privata, tutto va visto nel quadro realistico della situazione territoriale italiana: non siamo negli Stati Uniti, dove tra la mia fattoria grande come la provincia di Milano e la tua grande come la Val d'Aosta ci sono cinquanta km in linea d'aria di terra demaniale dove possiamo andare a tirare col cannone (lo fanno davvero) sicuri di non disturbare nessuno.
Tutta la terra e' di qualcuno, e in alcune regioni non puoi praticamente mettere piede giu' da un'auto senza essere sulla terra di qualcuno.
Ora, ci vuole un minimo di ragionevolezza: la terra e' tua, i campi sono tuoi e non ci devo passare sopra in macchina danneggiando le coltivazioni, e se ho un minimo di rispetto, anche a piedi ci vado il meno possibile, giusto quel che eventualmente serve per recuperare una preda. Pero' non puoi sostenere che, siccome e' terra "tua" se passo in un campo a cinque km da casa tua in mezzo alle colline, sto commettendo una violazione di proprieta' privata.
Un po' d'elasticita'.
Perche', altrimenti, equivale a proibire la caccia tout court in una quantita' di regioni italiane. E non credere: anche le riserve di caccia si estendono su terreni coltivati di varia proprieta'.
Comunque, non tutti sono cosi' contrari, anzi. Dopo che un cinghiale ti disintegra due ettari di granturco, lo chiami ben volentieri qualcuno che ne faccia un bello stufato e sasicce.
E' solo questione di maggior civilta' da parte di tutti.

E a questo, mettetevi il cuore in pace, prima o poi si arriverà, visto che la maggior parte dei cittadini la pensa come me e fino a prova contraria siamo in democrazia.
La democrazia non e' la dittatura dei molti sui pochi.
 
marimasse ha scritto:
In merito alla caccia, c'è un esperimento che mi piacerebbe davvero fare.

Recarmi nei pressi delle abitazioni di taluni cacciatori, magari dotati di famiglia con bambini e anziani, nelle prime ore del mattino (meglio se in giorno festivo o prefestivo) e produrre ripetutamente rumori di intensità e repentinità paragonabili a quelle che loro sono soliti generare sparando fucilate nei pressi di quelle abitazioni che hanno la sventura di trovarsi troppo vicine ai luoghi in cui essi amano esercitare la propria attività venatoria.
Il tutto, possibilmente, quando loro stessi sono in casa e stanno magari riposando o semplicemente cercando di trascorrere, a casa propria, una serena mezza giornata con la famiglia.

Ecco, io vorrei proprio vedere se e come questi signori reagirebbero.

Me ne importa assai.
Non mi sveglia la nonna di mia moglie (sorda come una campana) due stanze piu' in la' che parla con una voce che puo' essere sentita chiaramente dall'altro lato della valle con la sua badante.
Mi svegliano parzialmente talvolta i cani di mia suocera che abbaiano. Mi giro dall'altra parte e continuo a dormire.
Mi sveglia parzialmente talvolta la mia gatta che viene a leccarmi la faccia.
Le fucilate di cal. 12 non vengono nemmeno registrate.
L'occasionale colpo di carabina, piu' forte e secco, si'. Ma non mi sveglia davvero.
Ho l'impressione che certa gente, piu' che del divieto di caccia, avrebbe bisogno di un calmante.
 
EdoMC ha scritto:
Oggi, la caccia è il naturale, e spesso unico, sostituto di.

lupo.jpg


orso-bruno-ursus-arctos-arctos.jpg


Poi ci sono i figli di buona donna che girano per il mondo uccidendo, pur autorizzati, animali rari come il bisonte europeo, il leone e l'orso. Ma a questi auguro un incidente di caccia.

Esattamente.
Come quando dietro istigazione dei Verdi (responsabili dei peggiori danni ecologici al paese) proibirono la caccia agli Stambecchi nel Gran Paradiso, e questi furono quasi estinti dalla cheratocongiuntivite.
:rolleyes:
 
G5 ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
99octane ha scritto:
http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1894&ID_sezione=339&sezione=

Il ministro Brambilla e' una bugiarda, e sa di esserlo.
Gli incidenti di caccia coinvolgono cacciatori. Che conoscono i rischi.
I casi di incidenti di caccia che han coinvolto non cacciatori sono cosi' rari da far si' che la prode ministra si dia alla generalizzazione totale (in totale malafede) per poter sostenere il suo desiderio di, di fatto, vietare la caccia.
Perche' invece di volersi occupare di cose che non le competono non si occupa di cio' che invece la riguarda direttamente e che va a rotoli?
Se vuole occuparsi di cose di cui gli italiani non ne possono davvero piu', si occupi del degrado sociale dei centri storici delle citta' italiane, in preda a vu'cumpra', accattoni, borseggiatori e molestatori.
Si occupi dei musei sistematicamente chiusi nei periodi turistici.
Faccia il suo lavoro, insomma.

Quoto la seconda parte, non la prima.

La mia ragazza è iscritta al CAI (quelli che fanno le passeggiate in montagna). Nel periodo del calendario venatorio non possono andare in certi posti perchè ci sono i cacciatori e sono costretti a portarsi dietro fischietti e altri orpelli totalmente inutili per essere uditi dai cacciatori che altrimenti, li scambiano per prede da impallettare.
;)

La caccia non è 7 giorni su 7, non si estende all'inetro territorio ... possibile che in inverno uno debba scegliere per forza il giorno di caccia ed un dato territorio per passeggiare? Non possiamo, ogni tanto, optare per scelte alternative, magari andando a passeggiare altrove? Ne guadegnerebbero altri territori ed anche i camminatori.

No, certa gente vuole avere tutto ed essere libera di fare unilateralmente quel che gli pare a scapito degli altri, che vengono chiamati prepotenti se si lamentano e pretendono a loro volta di avere i loro spazi, gia' ridottissimi.
Il tutto, ammantandosi di superiorita' morale perche' il trekker cammina ed e' "buono" mentre il cacciatore ha il fucile ed e' "cattivo".
:rolleyes:
 
99octane ha scritto:
G5 ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
99octane ha scritto:
http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1894&ID_sezione=339&sezione=

Il ministro Brambilla e' una bugiarda, e sa di esserlo.
Gli incidenti di caccia coinvolgono cacciatori. Che conoscono i rischi.
I casi di incidenti di caccia che han coinvolto non cacciatori sono cosi' rari da far si' che la prode ministra si dia alla generalizzazione totale (in totale malafede) per poter sostenere il suo desiderio di, di fatto, vietare la caccia.
Perche' invece di volersi occupare di cose che non le competono non si occupa di cio' che invece la riguarda direttamente e che va a rotoli?
Se vuole occuparsi di cose di cui gli italiani non ne possono davvero piu', si occupi del degrado sociale dei centri storici delle citta' italiane, in preda a vu'cumpra', accattoni, borseggiatori e molestatori.
Si occupi dei musei sistematicamente chiusi nei periodi turistici.
Faccia il suo lavoro, insomma.

Quoto la seconda parte, non la prima.

La mia ragazza è iscritta al CAI (quelli che fanno le passeggiate in montagna). Nel periodo del calendario venatorio non possono andare in certi posti perchè ci sono i cacciatori e sono costretti a portarsi dietro fischietti e altri orpelli totalmente inutili per essere uditi dai cacciatori che altrimenti, li scambiano per prede da impallettare.
;)

La caccia non è 7 giorni su 7, non si estende all'inetro territorio ... possibile che in inverno uno debba scegliere per forza il giorno di caccia ed un dato territorio per passeggiare? Non possiamo, ogni tanto, optare per scelte alternative, magari andando a passeggiare altrove? Ne guadegnerebbero altri territori ed anche i camminatori.

No, certa gente vuole avere tutto ed essere libera di fare unilateralmente quel che gli pare a scapito degli altri, che vengono chiamati prepotenti se si lamentano e pretendono a loro volta di avere i loro spazi, gia' ridottissimi.
Il tutto, ammantandosi di superiorita' morale perche' il trekker cammina ed e' "buono" mentre il cacciatore ha il fucile ed e' "cattivo".
:rolleyes:
E' poi curioso fare delle notazioni:
- non sono cacciatore ma ci vivo in mezzo e non lo sono solo perchè non amo mangiare gli uccellini, perciò l'equivalenza è non li mangio non li caccio. Cmq, il cacciatore viola la proprietà privata e non dovrebbe.
- anni fa giravo in MTB e mi sono scontrato con qualche proprietario perchè seguendo qualche tracciato transitavo sui loro possedimenti;
- talvolta esco in fuoristrada e trovo persone che mi guardano male o mi urlano dietro perchè transito su qualche tracciato che non si sa di chi sia ma sono in 4x4 e rompo le palle anche se vado a passo d'uomo in aderenza;
- vado a cercar funghi e mi sento redarguito dai proprietari;
- vado per castagne, idem;
- uscivo con l'enduro 100 cc per farmi dei giri ed anche questo non andava bene;
- vado a far trekking e trovo gente che mi chiede cosa faccio in determinati posti (magari nelle vicinanze di qualche rustico usato solo per i WE) .....
Insomma, il problema, a mio parere, non è la caccia ma è la gente che cerca di vivere la propria libertà in una terra accessibile a tutti ma non di tutti.
E' un problema sociale anche il passeggiare su terreni non demaniali e non recintati.
 
GattoToscano ha scritto:
99octane ha scritto:
http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1894&ID_sezione=339&sezione=

Il ministro Brambilla e' una bugiarda, e sa di esserlo.
Gli incidenti di caccia coinvolgono cacciatori. Che conoscono i rischi.
I casi di incidenti di caccia che han coinvolto non cacciatori sono cosi' rari da far si' che la prode ministra si dia alla generalizzazione totale (in totale malafede) per poter sostenere il suo desiderio di, di fatto, vietare la caccia.
Perche' invece di volersi occupare di cose che non le competono non si occupa di cio' che invece la riguarda direttamente e che va a rotoli?
Se vuole occuparsi di cose di cui gli italiani non ne possono davvero piu', si occupi del degrado sociale dei centri storici delle citta' italiane, in preda a vu'cumpra', accattoni, borseggiatori e molestatori.
Si occupi dei musei sistematicamente chiusi nei periodi turistici.
Faccia il suo lavoro, insomma.

Quoto la seconda parte, non la prima.

La mia ragazza è iscritta al CAI (quelli che fanno le passeggiate in montagna). Nel periodo del calendario venatorio non possono andare in certi posti perchè ci sono i cacciatori e sono costretti a portarsi dietro fischietti e altri orpelli totalmente inutili per essere uditi dai cacciatori che altrimenti, li scambiano per prede da impallettare.
;)
Quoto.
Gioco (o meglio giocavo, ormai non ho più tempo) a softair. Andiamo in giro per i boschi a spararci dietro pallini di plastica bio, peraltro appositamente marroni eo verde scuro per non urtare la sensibilità estetica di taluni. Insomma, il nostro impatto ambientale è pari a zero, anzi, aiutiamo le associazioni locali, manuteniamo i sentieri, se serve ne apriamo di nuovi, organizziamo eventi che richiamano centinaia di persone da tutta l'italia (isole comprese) facendo conoscere la zona e facendo fare affari d'oro ad albergatori e ristoratori.
Solo che noi per giocare dobbiamo chiedere il permesso al proprietario del terreno (se privato, a meno che non sia di qualcuno del club) o al comune (se terreno demaniale), avvertire i carabinieri e la forestale dell'ora di inizio e dell'ora di fine manifestazione, dobbiamo bandellare tutte le parti pericolose che potrebbero arrecare danni (burroni improvvisi, tronchi marci, foibe ecc.) e mettere comunque in sicurezza i terreni di gioco, dobbiamo affiggere avvisi lungo tutto il perimetro dell'area di gioco (talvolta svariati km quadrati). Ed in ogni caso, mai e poi mai possiamo vietare l'accesso all'area a chicchessia e dobbiamo interrompere ogni nostra attività al comparire di un "civile", avvertendolo della manifestazione ed invitandolo a proseguire. Insomma, noi per andare a giocare in un posto dobbiamo attivarci PRIMA chiedendo autorizzazioni ed informadoci sulle proprietà dei terreni.

I cacciatori invece fan qual che vogliono, violano la proprietà privata, spesso anche facendosi beffe di recinzioni e reticolati.

L'ho già raccontato in questo forum, ma una volta ci siamo presi un'impallinata da un cacciatore che si è introdotto ARMATO nel nostro terreno di gioco PRIVATO E RECINTATO. Non oso immaginare se invece che baldi giovani coperti da capo a piedi di protezioni fossimo stati dei bambini in pantaloncini corti... :evil:
E la forestale cosa risponde? "Cosa vuoi che ci facciamo noi, mandalo via!"....

Ora, se tu cacciatore puoi entrare nella mia proprietà ARMATO senza chiedere ne autorizzazioni alle autorità ne tantomeno informandoti sulla proprietà del terreno in cui ti introduci, io proprietario devo avere il diritto di impallinarti. Mi sembra il minimo.... :evil:

Ciò detto non sono assolutamente contrario alla caccia, ma va fatta con criterio e coscienza, assumendosi i rischi che ciò comporta invece di essere coperti da leggi e istituzioni...
 
Jambana ha scritto:
jo74bg ha scritto:
Jambana ha scritto:
caccia1.jpg


Nel 2010, grandi uomini, i cacciatori....

magari sei uno di quelli che dopo aver scritto qui',vai a mangiarti polenta e ose'i.
ricordati che andare a caccia non e' andare a bracconaggio,sparano solo a specie animali o uccelli di n° elevato.
vietate la caccia!! va bene! allora non mangiate piu' la carne e pesce,perche' uccidere mucche o altro che sia?credete le la cacciagione venga buttata??
dietro alla passione della caccia,ci campa molta gente che sicuramente non e' cacciatore.

Non mi fare la paternale: polenta e osei non l'ho mai mangiata e non la vado a mangiare perché non mi piace, e c'è una bella differenza tra uccidere un animale per alimentarsi e ucciderne uno per divertimento.

Fra l'altro animali minuscoli, come gli uccellini, che danno un apporto nutritivo nullo, a cui si spara con cartucce più grosse di loro.

Prova a mangiare 5 e dico 5 uccellini con una fetta di polenta e poi mi dici quanto nullo sia l'apporto nutritivo... ;)
 
jaccos ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
99octane ha scritto:
http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1894&ID_sezione=339&sezione=

Il ministro Brambilla e' una bugiarda, e sa di esserlo.
Gli incidenti di caccia coinvolgono cacciatori. Che conoscono i rischi.
I casi di incidenti di caccia che han coinvolto non cacciatori sono cosi' rari da far si' che la prode ministra si dia alla generalizzazione totale (in totale malafede) per poter sostenere il suo desiderio di, di fatto, vietare la caccia.
Perche' invece di volersi occupare di cose che non le competono non si occupa di cio' che invece la riguarda direttamente e che va a rotoli?
Se vuole occuparsi di cose di cui gli italiani non ne possono davvero piu', si occupi del degrado sociale dei centri storici delle citta' italiane, in preda a vu'cumpra', accattoni, borseggiatori e molestatori.
Si occupi dei musei sistematicamente chiusi nei periodi turistici.
Faccia il suo lavoro, insomma.

Quoto la seconda parte, non la prima.

La mia ragazza è iscritta al CAI (quelli che fanno le passeggiate in montagna). Nel periodo del calendario venatorio non possono andare in certi posti perchè ci sono i cacciatori e sono costretti a portarsi dietro fischietti e altri orpelli totalmente inutili per essere uditi dai cacciatori che altrimenti, li scambiano per prede da impallettare.
;)
Quoto.
Gioco (o meglio giocavo, ormai non ho più tempo) a softair. Andiamo in giro per i boschi a spararci dietro pallini di plastica bio, peraltro appositamente marroni eo verde scuro per non urtare la sensibilità estetica di taluni. Insomma, il nostro impatto ambientale è pari a zero, anzi, aiutiamo le associazioni locali, manuteniamo i sentieri, se serve ne apriamo di nuovi, organizziamo eventi che richiamano centinaia di persone da tutta l'italia (isole comprese) facendo conoscere la zona e facendo fare affari d'oro ad albergatori e ristoratori.
Solo che noi per giocare dobbiamo chiedere il permesso al proprietario del terreno (se privato, a meno che non sia di qualcuno del club) o al comune (se terreno demaniale), avvertire i carabinieri e la forestale dell'ora di inizio e dell'ora di fine manifestazione, dobbiamo bandellare tutte le parti pericolose che potrebbero arrecare danni (burroni improvvisi, tronchi marci, foibe ecc.) e mettere comunque in sicurezza i terreni di gioco, dobbiamo affiggere avvisi lungo tutto il perimetro dell'area di gioco (talvolta svariati km quadrati). Ed in ogni caso, mai e poi mai possiamo vietare l'accesso all'area a chicchessia e dobbiamo interrompere ogni nostra attività al comparire di un "civile", avvertendolo della manifestazione ed invitandolo a proseguire. Insomma, noi per andare a giocare in un posto dobbiamo attivarci PRIMA chiedendo autorizzazioni ed informadoci sulle proprietà dei terreni.

I cacciatori invece fan qual che vogliono, violano la proprietà privata, spesso anche facendosi beffe di recinzioni e reticolati.

L'ho già raccontato in questo forum, ma una volta ci siamo presi un'impallinata da un cacciatore che si è introdotto ARMATO nel nostro terreno di gioco PRIVATO E RECINTATO. Non oso immaginare se invece che baldi giovani coperti da capo a piedi di protezioni fossimo stati dei bambini in pantaloncini corti... :evil:
E la forestale cosa risponde? "Cosa vuoi che ci facciamo noi, mandalo via!"....

Ora, se tu cacciatore puoi entrare nella mia proprietà ARMATO senza chiedere ne autorizzazioni alle autorità ne tantomeno informandoti sulla proprietà del terreno in cui ti introduci, io proprietario devo avere il diritto di impallinarti. Mi sembra il minimo.... :evil:

Ciò detto non sono assolutamente contrario alla caccia, ma va fatta con criterio e coscienza, assumendosi i rischi che ciò comporta invece di essere coperti da leggi e istituzioni...

I cacciatori, se hanno appostamento fisso devono esporre adeguata segnaletica diversamente è già tutto regolamentato dalla Legge.
Il vostro caso è diverso ed aggiungo anche che è giusto che vi rendiate visibili e vi obblighino a mettere che la vostra simulazione di guerra è solo un gioco, c'è gente che non sa' di codeste "stravaganze" e quando vi incontra si sente male. Per inciso, durante un uscita in fuoristrada, un paio di anni fa ho attraversato il vostro terreno di guerra su una strada bianca comunale .... sapessi che sguardi amichevoli da quella gente travestita da Marines con le mitragliette in mano!
 
G5 ha scritto:
jaccos ha scritto:
GattoToscano ha scritto:
99octane ha scritto:
http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1894&ID_sezione=339&sezione=

Il ministro Brambilla e' una bugiarda, e sa di esserlo.
Gli incidenti di caccia coinvolgono cacciatori. Che conoscono i rischi.
I casi di incidenti di caccia che han coinvolto non cacciatori sono cosi' rari da far si' che la prode ministra si dia alla generalizzazione totale (in totale malafede) per poter sostenere il suo desiderio di, di fatto, vietare la caccia.
Perche' invece di volersi occupare di cose che non le competono non si occupa di cio' che invece la riguarda direttamente e che va a rotoli?
Se vuole occuparsi di cose di cui gli italiani non ne possono davvero piu', si occupi del degrado sociale dei centri storici delle citta' italiane, in preda a vu'cumpra', accattoni, borseggiatori e molestatori.
Si occupi dei musei sistematicamente chiusi nei periodi turistici.
Faccia il suo lavoro, insomma.

Quoto la seconda parte, non la prima.

La mia ragazza è iscritta al CAI (quelli che fanno le passeggiate in montagna). Nel periodo del calendario venatorio non possono andare in certi posti perchè ci sono i cacciatori e sono costretti a portarsi dietro fischietti e altri orpelli totalmente inutili per essere uditi dai cacciatori che altrimenti, li scambiano per prede da impallettare.
;)
Quoto.
Gioco (o meglio giocavo, ormai non ho più tempo) a softair. Andiamo in giro per i boschi a spararci dietro pallini di plastica bio, peraltro appositamente marroni eo verde scuro per non urtare la sensibilità estetica di taluni. Insomma, il nostro impatto ambientale è pari a zero, anzi, aiutiamo le associazioni locali, manuteniamo i sentieri, se serve ne apriamo di nuovi, organizziamo eventi che richiamano centinaia di persone da tutta l'italia (isole comprese) facendo conoscere la zona e facendo fare affari d'oro ad albergatori e ristoratori.
Solo che noi per giocare dobbiamo chiedere il permesso al proprietario del terreno (se privato, a meno che non sia di qualcuno del club) o al comune (se terreno demaniale), avvertire i carabinieri e la forestale dell'ora di inizio e dell'ora di fine manifestazione, dobbiamo bandellare tutte le parti pericolose che potrebbero arrecare danni (burroni improvvisi, tronchi marci, foibe ecc.) e mettere comunque in sicurezza i terreni di gioco, dobbiamo affiggere avvisi lungo tutto il perimetro dell'area di gioco (talvolta svariati km quadrati). Ed in ogni caso, mai e poi mai possiamo vietare l'accesso all'area a chicchessia e dobbiamo interrompere ogni nostra attività al comparire di un "civile", avvertendolo della manifestazione ed invitandolo a proseguire. Insomma, noi per andare a giocare in un posto dobbiamo attivarci PRIMA chiedendo autorizzazioni ed informadoci sulle proprietà dei terreni.

I cacciatori invece fan qual che vogliono, violano la proprietà privata, spesso anche facendosi beffe di recinzioni e reticolati.

L'ho già raccontato in questo forum, ma una volta ci siamo presi un'impallinata da un cacciatore che si è introdotto ARMATO nel nostro terreno di gioco PRIVATO E RECINTATO. Non oso immaginare se invece che baldi giovani coperti da capo a piedi di protezioni fossimo stati dei bambini in pantaloncini corti... :evil:
E la forestale cosa risponde? "Cosa vuoi che ci facciamo noi, mandalo via!"....

Ora, se tu cacciatore puoi entrare nella mia proprietà ARMATO senza chiedere ne autorizzazioni alle autorità ne tantomeno informandoti sulla proprietà del terreno in cui ti introduci, io proprietario devo avere il diritto di impallinarti. Mi sembra il minimo.... :evil:

Ciò detto non sono assolutamente contrario alla caccia, ma va fatta con criterio e coscienza, assumendosi i rischi che ciò comporta invece di essere coperti da leggi e istituzioni...

I cacciatori, se hanno appostamento fisso devono esporre adeguata segnaletica diversamente è già tutto regolamentato dalla Legge.
Il vostro caso è diverso ed aggiungo anche che è giusto che vi rendiate visibili e vi obblighino a mettere che la vostra simulazione di guerra è solo un gioco, c'è gente che non sa' di codeste "stravaganze" e quando vi incontra si sente male. Per inciso, durante un uscita in fuoristrada, un paio di anni fa ho attraversato il vostro terreno di guerra su una strada bianca comunale .... sapessi che sguardi amichevoli da quella gente travestita da Marines con le mitragliette in mano!
Ma guarda che io sono d'accordo con le regole che ci impongono, è semplice buon senso (non violare la proprietà privata, non procurare allarmi, avvisare i passanti di cosa devono aspettarsi ecc.). Non non ci "rendiamo visibili", anzi, se non vogliamo farci vedere non ci vede proprio nessuno, credimi. ;)
Tornando ai cacciatori, quello che voglio io è che questo buonsenso ce l'abbiano anche loro... ;)
Ti posso assicurare che qui i boschi li giro spesso e non ho MAI visto un capanno segnalato.

Quanto a quelli che hai incontrato, se non avevano messo i cartelli (e quelli che facciamo noi per non vederli devi essere cieco dalla nascita) erano un gruppo irregolare, altrimenti non hai visto tu i cartelli. In ogni caso, un sorriso e qualche spiegazione noi non li neghiamo a nessuno, anzi spesso la gente è incuriosita e ci chiede informazioni (sarà che per nostra filosofia siamo MOLTO gentili e ci facciamo conoscere dai locali, sarà perchè se metti dei cartelli che sembrano fari nella notte uno ha poche scuse per dirsi sorpreso).
 
No no ... i cartelli c'erano è che i "frombolieri" di turno, mentre passavo erano infastiditi (forse gli ho rovinato la strategia?) e mentre tentavo di salutare gli avventurosi guerriglieri alcuni di loro, da dietro gli occhialini e dietro i murales sul viso mi guardavano male. All'accenno del saluto un paio mi hanno risposto con un leggero oscillar di mitraglietta!!!
Tornando ai cacciatori, loro, hanno la Legge che li regola quindi, fin tanto che non compiono reati sono dalla parte della ragione e fanno quello che la Legge e gli Usi gli consentono. Un parallelo con voi è impossibile da farlo. Chiunque volesse organizzare un raduno o una gara di MTB o un trekking deve sottostare alle stesse vostre regole a livello di permessi.
 

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