Resta il fatto incontrovertibile che una ibrida plug in è sempre pronta a partire anche se la ricarica notturna fosse stata impedita per un qualche motivo e ciò mi pare un grave handicap per l'elettrica. E che comunque l'autonomia dell'elettrica è destinata a decrescere nel tempo limitando ulteriormente la fruibilità, al contrario di un qualsiasi altro combustibile, idrogeno compreso. Per non parlare del fatto che una macchina ibrida la può acquistare chiunque senza limitazioni di sorta mentre invece l'elettrica ha un bacino di potenziali clienti limitato a chi dispone di punti di ricarica ed ha percorrenze molto limitate.
Insomma l'auto ha avuto successo in passato, oltre che per ragioni di status sociale, per la sensazione di libertà che garantiva. Libertà incompatibili con le limitazioni che l'elettrica comporta.
Molti costruttori forniscono garanzia di 8 anni (o 160.000 km circa) se la SoH di una vettura elettrica scenda al di sotto di una soglia critica che, se non sbaglio, è 70-75%. Non sono banali batterie da smartphone. Le Case stesse sono interessate a rendere le batterie quanto più longeve possibili, in modo tale da poterle riciclare e riutilizzare: per Tesla, per esempio, questo è un business redditizio.
La sensazione di libertà di cui parli permane, ad oggi, per percorrenze giornalieri inferiori a 200 km (e mi sto tenendo basso e pessimistico). In futuro mi auguro fortemente che la ricerca ci aiuti.
Mi auguro al tempo stesso che si facciano progressi sull’idrogeno. Ma, al momento, è una tecnologia meno conveniente dell’elettrico.
Il problema del plugin sono le emissioni, ammesso che i test di Transport & Environment vengano confermati.