<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Auto elettriche - Dubbi e perplessità | Page 6 | Il Forum di Quattroruote

Auto elettriche - Dubbi e perplessità

1) L'auto elettrica ha oggi numerosi limiti ma, in alcuni casi circostanziati che ho descritto, potrebbe quantomeno essere presa in considerazione come acquisto come prima vettura della famiglia.

2) Il full hybrid offre un risparmio irrisorio ed è uno stratagemma con cui le Case hanno comprensibilmente evitato di gettare al mare decenni di investimenti miliardari sui motori termici

3) L'ibrido plug-in è un full hybrid che costa quanto una 100% elettrica ed inquina enormemente

4) L'idrogeno può tornare molto utile per la mobilità aerea, non per quella automobilistica, al momento

5) L'agenda UE in tema ambiente è molto chiara sia a breve sia a lungo termine (obiettivo finale 2050) e anche le automotive devono contribuire. La volontà politica non basta, ovviamente. Speriamo che anche la ricerca tecnologica ci aiuti

Non sono d'accordo su diverse cose che dell'elenco, soprattutto ai punti 2, 3.

Le full hybrid, fra l'altro, sono nate in tempi non sospetti per il futuro dei motori termici, nella seconda metà degli anni '90, ed hanno rappresentato una vera rivoluzione: quella di poter sfruttare, per la prima volta, l'enorme quantità di energia cinetica normalmente sprecata dalle automobili in frenata, letteralmente gettata al vento in calore e usura.
La frenata rigenerativa è anche alla base del funzionamento delle moderne auto a propulsione elettrica (qualsiasi sia la loro alimentazione).
E dire che offrono un risparmio irrisorio, vuol dire non conoscerle, imho.
E poi hanno richiesto investimenti di ricerca e sviluppo veramente ingenti, semmai lo stratagemma per spender poco e riadattare ciò che si ha sono le micro-hbrid (chiamarle "mild" per me è troppo) di ultima generazione con l'alternatorino e la puleggia aggiunti, quella sì che è una scorciatoia. Non le svariate centinaia di brevetti delle Prius, le futuristiche Insight di vent'anni fa, e ciò che è venuto dopo.
Gli automobilisti europei, almeno la massa, hanno il problema di aver praticamente scoperto l'ibrido quasi come una novità solo ora che vi sono quasi costretti e diversi costruttori lo propongono soprattutto nella versione (mild o "micro")che effettivamente serve quasi solo a complicare ulteriormente l'auto; spesso non sanno che dietro c'è una storia ormai ultraventennale, almeno per i costruttori che per primi ci hanno creduto ed investito (Toyota e Honda)
 
Ultima modifica:
Resta il fatto incontrovertibile che una ibrida plug in è sempre pronta a partire anche se la ricarica notturna fosse stata impedita per un qualche motivo e ciò mi pare un grave handicap per l'elettrica. E che comunque l'autonomia dell'elettrica è destinata a decrescere nel tempo limitando ulteriormente la fruibilità, al contrario di un qualsiasi altro combustibile, idrogeno compreso. Per non parlare del fatto che una macchina ibrida la può acquistare chiunque senza limitazioni di sorta mentre invece l'elettrica ha un bacino di potenziali clienti limitato a chi dispone di punti di ricarica ed ha percorrenze molto limitate.
Insomma l'auto ha avuto successo in passato, oltre che per ragioni di status sociale, per la sensazione di libertà che garantiva. Libertà incompatibili con le limitazioni che l'elettrica comporta.
 
a mio avviso sei completamente in errore sul plug in. Tu dici che consuma un'enormità rispetto ad una elettrica mentre invece per i tragitti urbani sui 50 km per i quali è nato i consumi in kw sono praticamente equivalenti e, rispetto ad un benzina non ibrido in situazioni quali discese l'utilizzo della frenata rigenerativa consente un recupero di energia al pari di una elettrica. Tutto ciò unito ad un utilizzo senza ansia da autonomia che la può rendere utilizzabile per qualsiasi uso senza dover programmare ogni spostamento e con la sicurezza di potermi rifornire in viaggio una volta esaurita l'autonomia elettrica ad un qualsiasi distributore ad un prezzo non dissimile da quello sotto casa e non a 4 volte il costo del kw domestico. Io ricordo che 17 anni or sono comprai una Volvo s60 bifuel a metano e la vendetti dopo 5 anni per passare al gasolio perché ero stanco di dover sempre cercare distributori aperti e dover sempre consultare gli orari visto che il rifornimento self service non è consentito. Al momento credo che la scelta elettrica la possano fare solo coloro che usano l'auto solo su percorsi non troppo lunghi e ben conosciuti e di sicuro non come unica auto di famiglia.
P.s. per il trasporto di merci i furgoni ed i mezzi pesanti si stanno orientando dell'idrogeno e non sulle batterie per poter avere autonomie sufficienti e tempi di rifornimento non biblici. Qualora venissero adeguatamente sovvenzionati e venissero installate un numero adeguato di punti di ricarica nei dintorni delle città anche le soluzioni tipo Mirai potrebbero decollare.

Se viene applicata la regola più emetti Co2 più paghi, molte cose cambieranno in breve tempo. Se usi l'auto tradizionale e paghi la benzina a 10 euro al litro, penso che ben pochi la useranno. Se acquisti un prodotto che viene dalla Cina e che per arrivare da noi ha "inquinanto in Co2", o per produrre un bene ha utilizzato tecnologie con alte emissioni di Co2, deve essere tassato con una percentuale che varia in base all'eccesso di emissioni di Co2 rispetto a un produzione "zero emissioni". È una questione di soldi, molte persone capisco solo nel lato economico, i ragionamenti scientifici spesso vengono ignoranti o derisi. I mari sono "pieni" di plastica, ma si continua ad usare la plastica...eppure esiste la plastica "naturale" biodegradabile ma costa di più di quella del petrolio, perciò si usa quella inquinante. Dai un motivo economico e le persone useranno prodotti ecologici.
 
a mio avviso sei completamente in errore sul plug in. Tu dici che consuma un'enormità rispetto ad una elettrica mentre invece per i tragitti urbani sui 50 km per i quali è nato i consumi in kw sono praticamente equivalenti e, rispetto ad un benzina non ibrido in situazioni quali discese l'utilizzo della frenata rigenerativa consente un recupero di energia al pari di una elettrica. Tutto ciò unito ad un utilizzo senza ansia da autonomia che la può rendere utilizzabile per qualsiasi uso senza dover programmare ogni spostamento e con la sicurezza di potermi rifornire in viaggio una volta esaurita l'autonomia elettrica ad un qualsiasi distributore ad un prezzo non dissimile da quello sotto casa e non a 4 volte il costo del kw domestico. Io ricordo che 17 anni or sono comprai una Volvo s60 bifuel a metano e la vendetti dopo 5 anni per passare al gasolio perché ero stanco di dover sempre cercare distributori aperti e dover sempre consultare gli orari visto che il rifornimento self service non è consentito. Al momento credo che la scelta elettrica la possano fare solo coloro che usano l'auto solo su percorsi non troppo lunghi e ben conosciuti e di sicuro non come unica auto di famiglia.
P.s. per il trasporto di merci i furgoni ed i mezzi pesanti si stanno orientando dell'idrogeno e non sulle batterie per poter avere autonomie sufficienti e tempi di rifornimento non biblici. Qualora venissero adeguatamente sovvenzionati e venissero installate un numero adeguato di punti di ricarica nei dintorni delle città anche le soluzioni tipo Mirai potrebbero decollare.


Delle plug-in io ho contestato più che altro il lato ecologico, come testimoniato da Trasport&Environment nei loro test. Sul lato consumi ho anche scritto che ci sia un effettivo risparmio di carburante, ma totalmente marginale se consideriamo il tempo necessario per l'ammortamento. Un'auto elettrica costa circa quanto una plugin ma poi i costi di vita permettono un ammortamento negli anni decisamente notevole e superiore. Con l'aggravante che le plugin non siano affatto pulite, se i test di Transport & Environment dovessero essere confermati (ho allegato il link nel primo post chilometrico, non quello che hai citato, ma quello precedente).

Riguardo l'idrogeno, io mi auguro che la ricerca faccia passi da gigante, figurati. L'unica cosa che conta per me è salvaguardare il pianeta, non importa come. Ma, per ora, i limiti dell'idrogeno sono più numerosi di quelli dell'elettrico. Il 97% circa dell'idrogeno oggi usato viene prodotto da fonti fossili. Quindi solo il 3% circa dall'elettrolisi, che comporta comunque un dispendio di energia elettrica che - come ho scritto in quel primo post - converrebbe molto di più mettere direttamente nelle batterie per avere - in proporzione - molti più chilometri.

Non è una frase estrapolata malamente, è un'osservazione della realtà. E per me, è un'osservazione che dà tutta la misura del fallimento della tecnologia delle batterie.

Sì, è una frase estrapolata malamente. Io ho risposto ad un utente che si lamentava - non a torto - del problema della colonnina, denunciando l’impossibilita di acquistare una vettura elettrica in assenza di questa. Io ho replicato che, a voler essere pignoli, la vettura elettrica possa essere tranquillamente ricaricata durante la notte nel proprio garage o nel proprio giardino a condizione di avere una banalissima presa a cui collegare il connettore domestico. La dozzina di ore per avere autonomia decente si spiega proprio nella peculiarità di non avere la colonnina domestica e nella necessità di dover ricaricare in maniera tradizionale. E, inoltre, io stesso ho specificato che sia totalmente folle acquistare un’auto elettrica senza potersi permettere una colonnina domestica di ricarica veloce: nella vita non si può mai sapere, è un rischio troppo alto. Invece tu ti sei aggrappato a quella frase estrapolata per sentenziare solennemente che la tecnologia elettrica sia un fallimento.

Chi dice “NO all’elettrico oggi in qualsiasi condizione” afferma il falso esattamente come il fanatico che dice “SÌ all’elettrico oggi in qualsiasi condizione”. La verità non è polare, non è né tutta bianca né tutta nera. Io in primis sono conscio dei numerosi limiti delle auto elettriche oggi: mi sono limitato a descrivere in quali ristrette condizioni possa essere NON acquistata, ma quantomeno vagliata come ipotesi d’acquisto. Dire “Sì, l’elettrico è straordinario, migriamo tutti all’elettrico oggi” è una scemenza non differente dal “No, l’elettrico oggi è un fallimento”.

Per di più: io non vedo alcuno scandalo nel destinare alla ricarica le ore morte in cui l’auto è ferma in garage perché dormo o ceno o non mi serve. Sì, un’emergenza può capitare una tantum: questo spiega la necessità di dotarsi di una colonnina domestica e di rinunciare tout court all’acquisto della vettura elettrica se non ce lo si possa permettere.

Ma in condominio come si fa ? Qui il 90 - 92 % delle case è in condominio.

https://www.automotorinews.it/2020/...llbox-in-condominio-le-norme-e-gli-incentivi/

https://www.vaielettrico.it/la-ricarica-in-condominio-come-fare/

https://www.altalex.com/documents/n...ione-delle-colonnine-elettriche-nei-condomini

Non è questo il punto. Come detto millanta volte, tempi di ricarica che si misurano in ore sono semplicemente inaccettabili, punto. Non c'entra niente che tanto l'auto è ferma, perchè non è FERMA, è BLOCCATA. Questa è la differenza.

Non è l’auto ad essere bloccata. Sei tu ad essere bloccato perché impegnato in altre attività in cui non usi la vettura. Utilizzi i tempi morti per le ricariche esattamente come faresti con il cellulare. Una colonnina domestica certamente aiuta enormemente, nel malaugurato caso ci siano emergenze. Ma, alla fine, se si ha una percorrenza chilometrica giornaliera decisamente inferiore all’automomia (esempio: si fanno 60 km al giorno su 300 di autonomia), il tempo da destinare quotidianamente alla ricarica si riduce drasticamente.
 
beh, si spera..... a patto che abbia almeno 4,5 kW installati per poterne usare 3. Con la fornitura standard da 3 kW, che non può essere sfruttata completamente per non lasciare al buio la famiglia, significa averne a disposizione 1,5 quindi la notte ci vuole tutta. Con 6 kW o più il discorso cambia, ma chi ce li ha?

Quella della potenza è un problema reale ma facilmente risolvibile. Dici bene che 3 kW non siano sufficienti. Tuttavia basta passare a 6 kW ed è semplicemente sufficiente richiedere l’aumento di potenza (al telefono o con la procedura online), si pagano circa 10/15 euro in più all’anno per il dispacciamento, la procedura costa 120 euro detraibili e viene fatta in 15 giorni. Non mi sembrano cifre folli o procedure burocraticamente contorte.
 
Non sono d'accordo su diverse cose che dell'elenco, soprattutto ai punti 2, 3.

Le full hybrid, fra l'altro, sono nate in tempi non sospetti per il futuro dei motori termici, nella seconda metà degli anni '90, ed hanno rappresentato una vera rivoluzione: quella di poter sfruttare, per la prima volta, l'enorme quantità di energia cinetica normalmente sprecata dalle automobili in frenata, letteralmente gettata al vento in calore e usura.
La frenata rigenerativa è anche alla base del funzionamento delle moderne auto a propulsione elettrica (qualsiasi sia la loro alimentazione).
E dire che offrono un risparmio irrisorio, vuol dire non conoscerle, imho.
E poi hanno richiesto investimenti di ricerca e sviluppo veramente ingenti, semmai lo stratagemma per spender poco e riadattare ciò che si ha sono le micro-hbrid (chiamarle "mild" per me è troppo) di ultima generazione con l'alternatorino e la puleggia aggiunti, quella sì che è una scorciatoia. Non le svariate centinaia di brevetti delle Prius, le futuristiche Insight di vent'anni fa, e ciò che è venuto dopo.
Gli automobilisti europei, almeno la massa, hanno il problema di aver praticamente scoperto l'ibrido quasi come una novità solo ora che vi sono quasi costretti e diversi costruttori lo propongono soprattutto nella versione (mild o "micro")che effettivamente serve quasi solo a complicare ulteriormente l'auto; spesso non sanno che dietro c'è una storia ormai ultraventennale, almeno per i costruttori che per primi ci hanno creduto ed investito (Toyota e Honda)

È tutto innegabile ciò che dici.

Ma ciò non toglie, limitando al discorso alle full hybrid, che spesso il gioco non valga la candela. Chi utilizza un full hybrid soprattutto in autostrada vanifica di fatto l’ingente esborso iniziale. La manutenzione di un ibrido non è differente da quella di una benzina. A livello di emissioni, siamo sicuramente messi meglio, ma i livelli di un 100% elettrico, che sono quelli che ci servono per soddisfare i paletti UE, sono lontani. Può tornare utile nell’immediato, sono d’accordo. E sono d’accordo che, soprattutto su Toyota, sia una tecnologia davvero sicura e perfettamente funzionante. Ma, ecologicamente, siamo sicuri che tra 20 anni non assisteremo ad una demonizzazione dell’ibrido come ora col diesel, per le ragioni di cui sopra?
 
Sei tu ad essere bloccato perché impegnato in altre attività in cui non usi la vettura.

Volevo rispondere con un "sì, vabbè" seguito da un facepalm, ma poi mi dici che liquido la questione senza argomentare, quindi argomento. Perdonami la franchezza, ma questa è una ca...volata. L'auto serve per trasportarmi da A a B quando ne ho voglia/bisogno, il fatto che io stia facendo qualcos'altro non implica che, in qualsiasi momento, io possa aver voglia/bisogno di andare da qualche parte. Quindi, io non sono "bloccato", perchè posso "sbloccarmi" nel tempo che serve a infilarmi i jeans e un paio di scarpe. Resto bloccato se vado nel box e leggo "carica in corso 20%"....

è una frase estrapolata malamente. Io ho risposto ad un utente che si lamentava - non a torto - del problema della colonnina, denunciando l’impossibilita di acquistare una vettura elettrica in assenza di questa. Io ho replicato che, a voler essere pignoli, la vettura elettrica possa essere tranquillamente ricaricata durante la notte nel proprio garage o nel proprio giardino a condizione di avere una banalissima presa a cui collegare il connettore domestico. La dozzina di ore per avere autonomia decente si spiega proprio nella peculiarità di non avere la colonnina domestica e nella necessità di dover ricaricare in maniera tradizionale. E, inoltre, io stesso ho specificato che sia totalmente folle acquistare un’auto elettrica senza potersi permettere una colonnina domestica di ricarica veloce: nella vita non si può mai sapere, è un rischio troppo alto. Invece tu ti sei aggrappato a quella frase estrapolata per sentenziare solennemente che la tecnologia elettrica sia un fallimento.

Non mi interessa a chi stavi rispondendo, la frase che hai scritto è autoconsistente. E' come dire "2+2=4", è vera a prescindere dal contesto, quindi posso legittimamente usarla per sostenere la mia opinione, con la quale tu puoi altrettanto legittimamente non essere d'accordo.
 
Back
Alto