<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Altro che Duna, ora la Fiat ha la Freemont (Luca Telese). | Page 8 | Il Forum di Quattroruote

Altro che Duna, ora la Fiat ha la Freemont (Luca Telese).

danilogto ha scritto:
99octane ha scritto:
danilogto ha scritto:
Vedo che molti lamentano che l'articolo di Telese non sia tecnico. Infatti non lo è non ha la pretesa di esserlo.

Su questo altri han gia' detto tutto quel che c'era da dire.

Ha solamente cercato di far emergere degli aspetti piuttosto controversi sulla localizzazione della produzione e le critiche mosse da Marchionne a Termini Imerese,
L'unico aspetto controverso su Termini Imerese e' perche' sia stato fatto.

oltre agli articoli di altri giornali che tessevano sperticate lodi ad un'auto che non avevano né visto e né provato.
Dato che si attacca Il Fatto Quotidiano definendolo fazioso, voglio segnalare un recente articolo scritto da Massimo Mucchetti, giornalista del Corriere Della Sera.

Corriere che non e' asssssolutamente di parte, eh? :lol:

Il tema non è la Freemont ma i debiti di Fiat-Chrysler. Riporto un breve estratto:"...Al 31 marzo 2011, la Fiat Spa dichiarava 16,3 miliardi di euro di debiti e 13 di liquidità. A questi vanno sommati i debiti della casa americana, l'equivalente di 9,3 miliardi di euro, e la liquidità, 6,8 miliardi. Con gli ultimi acquisti di azioni Chrysler, il debito consolidato in euro sale da 25,6 a 27 miliardi; qualora fosse esercitata l'opzione sulle azioni del fondo Veba, il debito volerebbe a 30 miliardi di euro. E la posizione finanziaria netta, negativa, passerebbe da 5,4 a 9,6 miliardi. Troppo, se la si confronta con quella delle tedesche, che esercitano l'attività industriale con i propri soldi e con margini ben superiori.
I governi americano e canadese, per capirci, sono stati rimborsati facendo altri debiti con le banche americane, salvate dalla Casa Bianca.
quest'ultima osservazione e' del tutto irrilevante ancor piu' perche' dette banche han gia' restituito da un pezzo ogni sovvenzione (a differenza delle aziende dei nostri oligarchi finanziate con le nostre tasse a babbo morto) cosa assai esemplificativa della faziosita' del pezzo.
Comunque, come e' noto la finanza e' dinamica, e fotografare un bilancio in un dato momento, per giunta mostrandone solo alcuni aspetti, non e' piu' indicativo di una qualsiasi foto scattata quando piu' fa comodo. Sarebbe bello capire quante fusioni e acquisizioni ci son state con bilanci fortemente in attivo... :lol:

Le grandi industrie non vengono vendute quando van particolarmente bene. Di solito vengono vendute quando van particolarmente male.
E comunque non vengono vendute per poche lire, ma per centinaia di milioni. Quindi inevitabilmente l'azienda acquirente non avra' una bella situazione contabile subito dopo l'acquisizione.
Ma, alla faccia dei disfattisti ai quali piacerebbe tanto veder andare in malora Fiat, questa invece va semprd meglio, ed e' stata una delle case che han retto meglio alla crisi.

Ora anche il Corriere Della Sera è fazioso :shock: :D E' così tanto di parte che il presidente della Fiat è membro del consiglio di amministrazione del Gruppo RCS, editore del Corriere. :D
Infatti Tronchetti Provera ed Elkann hanno manifestato il loro malcontento per gli articoli di Mucchetti sulla Fiat.
Per me è segno di un giornalista che sta svolgendo bene il suo lavoro in modo indipendente.
http://www.stampacadabra.it/2011/01/13/anche-de-bortoli-sulla-graticola-una-lettera-critica-gli-articoli-troppo-duri-del-corriere-sulla-fiat/

So bene chi detiene (da sempre) quote del Corriere. Checpero' da tempo e' sempre piu' schierato a sinistra, e se andava bene con la Fiat collusa con politica e sindacati del pre-Marchionne, pare che nell'era Marchionne questo comporti qualche problema di "allineamento". :D Evidentemente il giornalista in questione segue un'altro programma politico rispetto alla proprieta'. Ops... :D
Noto comunque che hai preferito ribattere a una considerazione del tutto secondaria e accessoria all'argomento piuttosto che replicare alle osservazioni sostanziali e rilevanti. Anche questa e' una risposta.
 
EdoMC ha scritto:
danilogto ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Io ho lasciato un commento nel blog di Telese, dove smonto punto per punto tutto l'articolo...

Non sta a chi ha scritto il commento giudicare se ha smontato o meno l'articolo.

Se chi commenta porta delle prove dimostrabili che contraddicono quanto scritto nell'articolo, allora quest'ultimo può dirsi smontato. Non da me, ma dalle documentazioni che io riporto e l'articolo no.

Comunque, quello che è giusto è gusto, lascio giuicare gli altri.

Questo è il testo del commento

31.edoardo - 19 giugno 2011 @ 13:05
Questo articolo fa acqua da tutte le parti. Una critica gratuita alla Fiat per difendere l?indifendibile stabilimento di Termini Imerese. Partiamo dalla prima considerazione, il viaggio dei motori Fiat. La Journey è una macchina pensata essenzialmente per gli USA e per i mercati americani, tutto ciò che arriva in Europa e che, attenzione, costa molto di più (la Journey per gli USA pur meno dotata, parte da 22.245$, pari a 15.542? più tasse), è solo grasso che cola, ragion pre cui possono perfettamente permettersi di farla costare quegli 800? in più, che, se sulla Yposlion, il cui listino partiva da 12400? (fonte Quattroruote febbraio 2011) al netto di promozioni e sconti, incidono per un buon 6,45%, ora che è in offerta a aprtire da 8.900? siamo quasi a 10%, una cifra, 800?, che a questi livelli di prezzo, può far proprendere per la concorrenza. Neppure il fatto che la Freemont sia la copia della Journey rende giustizia al lavoro della Fiat: è stato cambiato il motore con uno migliore e più moderno, così come il cambio automatico che arriverà in un futuro prossimo insieme alla trazione integrale, non disponibile er le Journey turbodiesel finora commercilizzate, inoltre la Freemont, rispetto alla Journey, gode di una diversa messa punto dell?assetto e del gruppo molla-ammortizzatore, per venire incontro ai gusti europei e, infine, gli interni sono completamente rivisitati rispetto alla vecchia Journey. I tassisti forse non a sceglieranno più per via delledimensioni (ma già la Multipla era stata messa in crisi dalla Prius, la quale, con alimentazione ibrida, è molto più adatta alla marcia cittadina rispetto alla Multipla JTD), però la nuova Fiat ha riscosso 3.000 ordini solo il giorno del lancio, ciò significa che la vettura piace: i consumi non saranno da record, d?accordo, ma sono comunque analoghi a quellli della Ulysse. Non regge neppure il discorso del progetto già vecchio: sempre rimanendo in casa Fiat, la 500 è stata creata sulla base della Panda, il cui progetto risale al 2003, andando a scomodare Mercedes la uscente CLC era una rivisitazione della C Sportscoupé, il cui pianale risale addirittura al 2000, andando a cercare in casa Bmw, nel 2004 si lanciò la X3, che era costruita sulla base della Serie 3 E46, il cui pianale risale al 1998. LA Journey era una base molto buona, IMHO gradevole esteticamente, tipicamente americana nella filosofia, quindi comoda, spaziosa e pratica, senza particolari fronzoli. Non so se l?autore dell?articolo sia mai salito su una macchina ?generalista?, ma moltissimi display di informazioni sono in bianco e nero: sull?Astra è ambrato con scritte nere, sulla Multipla, se non ricordo male, quello che comprende anche il navigatore a pittogrammi è proprio in bianco e nero, idem sulla Bmw Z4 scorso modello. Per i ?consumi americani? non ci vedo nulla di scandaloso, quante aziende concedono ai dipendenti SUV con motori 3 litri diesel, qante auto abbiamo sul mercatoche consumano come, se non di più, rispetto a questa Journey? Faccio qualche esempio, senza scomodare le grosse cilindrata?Fiat Qubo 1.4 benzina, Fiat Bravo con lo stesso motore portato a 90cv, Lancia Delta 1.5 T-Jet 120cv, Volkswagen Sharan 1.4 TSIDAcia Logan 1.6 benzina, Ford Fuion 1.4, e ce ne sono molte altre: se uno ha bisogno di spazio, non può pensare ai consumi, e le concorrenti che magari consumano qualcosa in meno , comunque richiedono un maggior esborso di capitale all?acquisto. I fattori che hanno portato all?insuccesso la Journey erano una rete di vendita e assestenza non molto capillare, un marchio poco conosciuto ai non addetti ai lvori, e delle finture, onestamente, non ai livelli del prezzo richiesto: oggi, facendo la Freemont, Fiat ha colmato queste lacune, fornendo un prodotto competitivo, al prezzo di una coreana. L?unico scopo di questo articolo, secondo me, è dare contro a Marchionne, che, al contrario di quanto si dica, sta portando Fiat ad alti livelli.

SMONTATO! :D
E centro perfetto.
Si possono aggiungere anche un paio di cose che il signor Telese sa benissimo, ma ha scelto di "ignorare" (con quale onesta' intellettuale lascio a ciascuno decidere): costruire ex novo uno stabilimento di industria pesante nel posto piu' lontano da dove si trovano materie prime e mercato piu' forte (sommando il costo e le problematiche di linee di rifornimento lunghe ai costi di trasporto del prodotto finito) per costruirci auto di nuova progettazione e' una cosa; trovarsi un'impianto gia' pronto che gia' produce, in posizione (per l'impianto) logisticamente vantaggiosa un'auto gia' fatta e spedirci giusto i motori per l'assemblaggio e' ben altro.
Secondo, ed immediatamente collegato: la journey era li' bella che fatta e in produzione, pagata nel pacchetto. Sarebbe stato veramente da fessi sprecarla quando, con un buon lavoro di adattamento (ben fatto ma che costa una frazione infinitesimale di progettare un nuovo modello con le sue linee di produzione) si e' tirata fuori un'auto che gia' sembra promettere bene e per la quale ogni esemplare venduto e' tutto grasso che cola!

Q.E.D. facevo bene a fidarmi: colpito e affondato. :thumbup:
 
Riassumo l'articolo perchè mi sembra che non sia chiaro.
Telese si chiede come fa ad esssere conveniente per la fiat al netto di tutti i passaggi industriali in giro per il mondo, "costruire" la freemont, mentre pare che fosse antieconomico produrre la y a termini perchè costava troppo prendere il traghetto.
Dice anche che della freemont nessuno ne sentiva il bisogno.
Si puo' essere daccordo o meno ma questo è il succo del discorso, l'artcolo è economico-politico e non tecnico automibilistico.
Ciao
 
GregC5 ha scritto:
Riassumo l'articolo perchè mi sembra che non sia chiaro.
Telese si chiede come fa ad esssere conveniente per la fiat al netto di tutti i passaggi industriali in giro per il mondo, "costruire" la freemont, mentre pare che fosse antieconomico produrre la y a termini perchè costava troppo prendere il traghetto.
Dice anche che della freemont nessuno ne sentiva il bisogno.
Si puo' essere daccordo o meno ma questo è il succo del discorso, l'artcolo è economico-politico e non tecnico automibilistico.
Ciao

Leggi il post immediatamente sopra al tuo. ;)
 
99octane ha scritto:
EdoMC ha scritto:
danilogto ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Io ho lasciato un commento nel blog di Telese, dove smonto punto per punto tutto l'articolo...

Non sta a chi ha scritto il commento giudicare se ha smontato o meno l'articolo.

Se chi commenta porta delle prove dimostrabili che contraddicono quanto scritto nell'articolo, allora quest'ultimo può dirsi smontato. Non da me, ma dalle documentazioni che io riporto e l'articolo no.

Comunque, quello che è giusto è gusto, lascio giuicare gli altri.

Questo è il testo del commento

SMONTATO! :D
E centro perfetto.
Si possono aggiungere anche un paio di cose che il signor Telese sa benissimo, ma ha scelto di "ignorare" (con quale onesta' intellettuale lascio a ciascuno decidere): costruire ex novo uno stabilimento di industria pesante nel posto piu' lontano da dove si trovano materie prime e mercato piu' forte (sommando il costo e le problematiche di linee di rifornimento lunghe ai costi di trasporto del prodotto finito) per costruirci auto di nuova progettazione e' una cosa; trovarsi un'impianto gia' pronto che gia' produce, in posizione (per l'impianto) logisticamente vantaggiosa un'auto gia' fatta e spedirci giusto i motori per l'assemblaggio e' ben altro.
Secondo, ed immediatamente collegato: la journey era li' bella che fatta e in produzione, pagata nel pacchetto. Sarebbe stato veramente da fessi sprecarla quando, con un buon lavoro di adattamento (ben fatto ma che costa una frazione infinitesimale di progettare un nuovo modello con le sue linee di produzione) si e' tirata fuori un'auto che gia' sembra promettere bene e per la quale ogni esemplare venduto e' tutto grasso che cola!

Q.E.D. facevo bene a fidarmi: colpito e affondato. :thumbup:

Grazie! innegabili anche gli aspetti che riporti, ma volevo concentrarmi solo sull'aspetto "prodotto", poichè sulla questione del processo/costi di produzione non sono molto afferrato, quindi parlandone sarei caduto nello stesso errore del giornalista, ossia parlare da disinformato, preferisco sempre parlare dove poso documentarmi! Parlando della Freemont, se non si è capito, a me piace moltissimo, una macchina concreta ad un prezzo equo, d'accordo, non sarà l'oggetto dei sogni, l'auto per la quale si "sbava" quando passa per strada, ma da quanto tempo, anche in questo forum, la gente invoca vetture pratiche, senza fronzoli, ma che non fanno rinunciare a nulla, ad un prezzo contenuto? Inoltre mi sta piacendo l'ultima politica commerciale Fiat, che prevede allestimenti con il necessario e nulla più (My Life e Super per Alfa Romeo), a prezzi interessanti, a mio parere la strada giusta per farsi spazio in un mercato dove soldi iniziano a girarne pochi, e i consumatori sono sempre più attenti.
 
99octane ha scritto:
GregC5 ha scritto:
Riassumo l'articolo perchè mi sembra che non sia chiaro.
Telese si chiede come fa ad esssere conveniente per la fiat al netto di tutti i passaggi industriali in giro per il mondo, "costruire" la freemont, mentre pare che fosse antieconomico produrre la y a termini perchè costava troppo prendere il traghetto.
Dice anche che della freemont nessuno ne sentiva il bisogno.
Si puo' essere daccordo o meno ma questo è il succo del discorso, l'artcolo è economico-politico e non tecnico automibilistico.
Ciao

Leggi il post immediatamente sopra al tuo. ;)

Ottimo ;)
 
jackari ha scritto:
moogpsycho ha scritto:
reFORESTERation ha scritto:
perdipiù non sappiamo quanto costi la logistica del trasporto,

se può interessare un 40 piedi DDP dalla Cina ha un costo molto simile a far girare un bilico per lo stivale.. se il bilico dovesse poi scendere in sicilia è meglio andare in Cina.
Non conosco i trasporti per il Messico, ma ragionevolmente penso che siano più economici del lontano oriente oltre a non generare problemi nell'attraversamento del canale di Suez.. da cui tempistiche di consegna più precise ed affidabili e stock più bassi
Aggiungiamo poi il costo della manodopera inferiore ed il Messico è nettamente più conveniente della Sicilia

Non lasciamoci fuorviare dalle distanze, queste incidono solo sui tempi di viaggio e quindi sull'organizzazione produttiva, ma se pensiamo che i costi di trasporto siano proporzionalmente maggiori in funzione della distanza ci sbagliamo di grosso.. bisogna analizzare i singoli casi e le infrastrutture di cui sono dotati

bah non sono convinto di quello che tu dici se non altro perchè le distanze incidono eccome, sull'organizzazione come tu dici e quindi anche sui costi.
ma a prescindere da questo faccio osservare che pare inverosimile che fiat sostenesse chissà quali costi esorbitanti per produrre a termini imerese. semplicemente lo stabilimento siciliano come il resto di quelli italianie era vecchio, con impianti desueti e con un regime produttivo infimo (e si sa che in questo caso i costi sono altissimi e non permettono guadagni). marchionne quindi ha deciso di chiuderne uno e rinnovarne gli altri intervenendo sui contratti. per giustificare gli interventi (necessari a mio avviso, da un punto di vista economico-industriale) con l'opinione pubblica ha quindi detto in lungo e in largo delle mezze verità (in sicilia costa molto produrre, negli altri stabilimenti si produce poco per colpa degli operai fancazzisti ecc. ecc.).
su questo - cioè sul fatto che fiat non la conta giusta sulla chiusura di termini imerese - sicuramente telese potrebbe avere ragione ma certo con questo problema il freemont non c'entra una mazza e l'articolo di converso risulta completamente illogico e sconclusionato nonchè privo di qualsiasi approfondimento tecnico.

la mia non è un opinione, è un dato di fatto. fino a qualche mese fa compravo componentistica dalla cina per più di un container a settimana e so bene quali sono i costi e dove possiamo essere competitivi.
da Milano o Torino è molto più "vicino" ed economico Ninbgo di Palermo, senza contare che hanno delle infrastrutture che in sicilia si sognano.
le infrastrutture incidono sull'efficienza e sulla rapidità del servizio, aggiungiamo poi che a far girare le merci in certe regioni d'Italia bisogna pagare il pizzo ed i gioco è fatto
 
io non riesco a capire dove sia questa insopportabile denigrazione del prodotto...a me sembra più una critica alla filosofia di progetto/produzione adottata da marchionne che al prodotto in se stesso...
e poi che cosa c'è da smontare? il fatto che 800 euro incidano più sulla y che sulla freemont? per il resto:
- La Journey è una macchina pensata essenzialmente per gli USA (che è quello che afferma anche il giornalista)
- Neppure il fatto che la Freemont sia la copia della Journey rende giustizia al lavoro della Fiat (considerando che cambio automatico e ti arriveranno in futuro, ad oggi è quello che afferma il giornalista con motore e calandra nuova il resto praticamente tutto uguale, o restyling di una macchina vecchia di tre anni, praticamente quello che è , un restyling della journey)
- I tassisti forse non a sceglieranno più per via delledimensioni (allora forse stai dando ragione al giornalista)
- Non regge neppure il discorso del progetto già vecchio (il fatto che le altre da te citate risalgano a modelli vecchi rende il progetto freemont nuovo?)
- Per i ?consumi americani? non ci vedo nulla di scandaloso (gli stai dando ragione)

mi pare una polemica abbastanza inutile, il giornalista esprime la sua opinione c'è chi è d'accordo con lui e chi no, la risposta è opinabile allo stesso modo, non vedo dove sia questa gravissima denigrazione della freemont da suscitare la vostra indignazione
 
99octane ha scritto:
giuliogiulio ha scritto:
_Ulisse_ ha scritto:
danilogto ha scritto:
Oggi Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un interessante articolo, soprattutto nella prima parte, sulla Fiat Freemont.

Altro che Duna, ora la Fiat ha la Freemont.

Miracoli della filosofia marchionniana. Ci avevano spiegato che la Lancia Ypsilon, prodotta in Sicilia a Termini Imerese, aveva un sovraccosto insostenibile di 800 euro a esemplare perché doveva poi essere ?trasportata in Italia?. Interessante: perché i motori della ?nuova? Fiat Freemont, invece, fanno questo simpatico viaggetto nel mondo globalizzato: partono in camion dagli stabilimenti Fiat di Avellino, arrivano a Genova, prendono un cargo, arrivano fino a Veracruz, in Messico, di nuovo salgono sul camion e arrivano fino alla fabbrica Chrysler di Toluca. finito? Macché: a Toluca vengono impiantati su una carrozzeria montata con mano d?opera a 12 euro l?ora, poi di nuovo a Veracruz, poi di nuovo a Genova, e poi dai concessionari Fiat direttamente a casa vostra per la modica cifra di 25 mila e 700 euro (24.900 in offerta).
Ma é davvero ?nuova? questa Fiat che paginate intere su tutti i giornali (in due giorni Stampa, Giornale e Corriere della Sera) ci magnificano come tale? No, affatto. E infatti i recensori benevoli devono fare salti mortali per spiegare la verità: ?Non è il semplice risultato della rivisitazione del Dodge Journey ? scrive il Giornale ? ma di un lavoro di sviluppo impresso dall?impiego di motori consoni ai gusti europei, rivolto all?ottimizzazione dei comfort e alla rivisitazione dello sterzo e dell?assetto?. Aggiunge Il Corriere: ?Alzi la mano chi, anche solo sino a qualche mese fa, avrebbe scommesso sulla possibilità del ritorno di una grande familiare, per giunta a sette posti, nei listini di quello che è il marchio automobilistico italiano per eccellenza. Eppure oggi, con la Freemont, questa remota ipotesi è divenuta realtà?. Visto che tutte le macchine sono sempre bellissime nelle recensioni dei nostri quotidiani, proviamo a tradurre in italiano: il Freemont è una fotocopia del Dodge Journey, a cui è stato sostituito il motore, che ora è un multijet Fiat: ma è praticamente identico in tutto il resto, se si esclude la calandra (cioè la mascherina anteriore con il logo rosso della Fiat). Un?altra curiosità: la macchina è molto decantata (?un po? Suv, un po? station wagon e un po? monovolume. Grazie a questo mix, che la connota come una crossover ? scrive il Giornale ? la vettura intende accontentare chi si orienta verso un mezzo capiente e versatile?). Ti credo. Sfiora i 5 metri di lunghezza, e sostituisce l?Ulysse e la Multipla, la macchina elettiva dei tassisti italiani (oltre il 30 per cento di quelli romani).
Ma i tassisti non sceglieranno Freemont nemmeno se gliela regalano. Non solo per le dimensioni imponenti (la Multipla era lunga come una Punto, si parcheggiava ovunque e aveva sei posti). Ma per un piccolo dettaglio che le paginate entusiastiche curiosamente trascurano: i consumi. Sul depliant ufficiale diffuso nei concessionari c?è scritto 6 litri/100 chilometri (11 km con un litro in città, 16 fuori) Il che significa che la Freemont consuma più di una vecchia Multipla, di una Mercedes e di una Bmw (di pari cilindrata, cioè 2000). Possibile? Evidentemente sì, visto che ha l?ingombro di un carroarmato e gli ingegneri Fiat hanno fatto miracoli per abbassare il costo chilometro. Il prezzo è molto buono, ma Freemont pesa. Il modello da cui è stata clonata è una Dodge vecchia di tre anni (il tempo di un restyling!) pensata per il mercato americano pre-crisi. Ed è curioso che in italia arrivino consumi ?americani?, quando Obama pone a Marchionne come condizione per finanziarlo di produrre una macchina che faccia 17 chilometri con un litro in America. Ancora il Giornale, estasiato: ?Nell?ampio abitacolo, ben accessibile anche nella terza fila di sedili grazie alle porte che si aprono sino a 90 gradi, risalta il moderno stile dell?arredamento impresso dalla plancia avvolgente con un grande display centrale a colori per il sistema di infotainment?. Ora, a parte che non esiste macchina (a parte la mitica Duna) con un display in bianco e nero, per quale miracolo navigatore e radio diventano ?un sistema di infotainment??. Fiat punta a 30 mila macchine in Europa. E bisognerà fare fanti auguri ?al gippone? di Marchionne, se è vero che le quattro ?grandi? Fiat (Multipla, Croma, Ulisse e Sedici) tutte insieme vendevano 27 mila pezzi l?anno: non è detto che Toluca sia più vicina di Termini Imerese.

di Luca Telese

http://www.lucatelese.it/?p=4557

Considerando la scarsa credibilità del fatto quotidiano, non mi stupisce che questa pseudo analisi faccia acqua da tutte le parti, e potrebbe essere utilizzata sia per il freemont, sia per il q7, sia per il quasquai e via dicendo.
Luca telese potrebbe riciclarla ogni 6 mesi per una marca diversa e risparmierebbe tempo :rolleyes:
posto che non leggo il fatto quotidiano, non mi sembra un giornale poco credibile, se non altro perchè è l'unico che non riceve fiananziamenti pubblici, x cui è l'unico davvero libero e indipendente, poi x carità uno può non essere d'accordo con la sua linea editoriale...

Il fatto che non riceva finanziamenti non significa che non sia schierato. L'articolo di Telese e' una plateale marchetta politica che finge di ignorare numerosi aspetti tecnici per sollevare critiche pretestuose.
ma infatti io mica ho detto che non è schierato....ho detto libero...!!!!!

un giornale come la stampa che ha tra gli azionisti gli agnelli sarebbe stato mai libero di pubblicare un articolo come quello di telese???

non sto entrando nel merito dell'articolo....
 
EdoMC ha scritto:
99octane ha scritto:
EdoMC ha scritto:
danilogto ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Io ho lasciato un commento nel blog di Telese, dove smonto punto per punto tutto l'articolo...

Non sta a chi ha scritto il commento giudicare se ha smontato o meno l'articolo.

Se chi commenta porta delle prove dimostrabili che contraddicono quanto scritto nell'articolo, allora quest'ultimo può dirsi smontato. Non da me, ma dalle documentazioni che io riporto e l'articolo no.

Comunque, quello che è giusto è gusto, lascio giuicare gli altri.

Questo è il testo del commento

SMONTATO! :D
E centro perfetto.
Si possono aggiungere anche un paio di cose che il signor Telese sa benissimo, ma ha scelto di "ignorare" (con quale onesta' intellettuale lascio a ciascuno decidere): costruire ex novo uno stabilimento di industria pesante nel posto piu' lontano da dove si trovano materie prime e mercato piu' forte (sommando il costo e le problematiche di linee di rifornimento lunghe ai costi di trasporto del prodotto finito) per costruirci auto di nuova progettazione e' una cosa; trovarsi un'impianto gia' pronto che gia' produce, in posizione (per l'impianto) logisticamente vantaggiosa un'auto gia' fatta e spedirci giusto i motori per l'assemblaggio e' ben altro.
Secondo, ed immediatamente collegato: la journey era li' bella che fatta e in produzione, pagata nel pacchetto. Sarebbe stato veramente da fessi sprecarla quando, con un buon lavoro di adattamento (ben fatto ma che costa una frazione infinitesimale di progettare un nuovo modello con le sue linee di produzione) si e' tirata fuori un'auto che gia' sembra promettere bene e per la quale ogni esemplare venduto e' tutto grasso che cola!

Q.E.D. facevo bene a fidarmi: colpito e affondato. :thumbup:

Grazie! innegabili anche gli aspetti che riporti, ma volevo concentrarmi solo sull'aspetto "prodotto", poichè sulla questione del processo/costi di produzione non sono molto afferrato, quindi parlandone sarei caduto nello stesso errore del giornalista, ossia parlare da disinformato, preferisco sempre parlare dove poso documentarmi! Parlando della Freemont, se non si è capito, a me piace moltissimo, una macchina concreta ad un prezzo equo, d'accordo, non sarà l'oggetto dei sogni, l'auto per la quale si "sbava" quando passa per strada, ma da quanto tempo, anche in questo forum, la gente invoca vetture pratiche, senza fronzoli, ma che non fanno rinunciare a nulla, ad un prezzo contenuto? Inoltre mi sta piacendo l'ultima politica commerciale Fiat, che prevede allestimenti con il necessario e nulla più (My Life e Super per Alfa Romeo), a prezzi interessanti, a mio parere la strada giusta per farsi spazio in un mercato dove soldi iniziano a girarne pochi, e i consumatori sono sempre più attenti.

Scusa tu parti dal presupposto che non regge che il freemont e la jorney siano due macchine diverse :shock:...
 
GregC5 ha scritto:
EdoMC ha scritto:
99octane ha scritto:
EdoMC ha scritto:
danilogto ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Io ho lasciato un commento nel blog di Telese, dove smonto punto per punto tutto l'articolo...

Non sta a chi ha scritto il commento giudicare se ha smontato o meno l'articolo.

Se chi commenta porta delle prove dimostrabili che contraddicono quanto scritto nell'articolo, allora quest'ultimo può dirsi smontato. Non da me, ma dalle documentazioni che io riporto e l'articolo no.

Comunque, quello che è giusto è gusto, lascio giuicare gli altri.

Questo è il testo del commento

SMONTATO! :D
E centro perfetto.
Si possono aggiungere anche un paio di cose che il signor Telese sa benissimo, ma ha scelto di "ignorare" (con quale onesta' intellettuale lascio a ciascuno decidere): costruire ex novo uno stabilimento di industria pesante nel posto piu' lontano da dove si trovano materie prime e mercato piu' forte (sommando il costo e le problematiche di linee di rifornimento lunghe ai costi di trasporto del prodotto finito) per costruirci auto di nuova progettazione e' una cosa; trovarsi un'impianto gia' pronto che gia' produce, in posizione (per l'impianto) logisticamente vantaggiosa un'auto gia' fatta e spedirci giusto i motori per l'assemblaggio e' ben altro.
Secondo, ed immediatamente collegato: la journey era li' bella che fatta e in produzione, pagata nel pacchetto. Sarebbe stato veramente da fessi sprecarla quando, con un buon lavoro di adattamento (ben fatto ma che costa una frazione infinitesimale di progettare un nuovo modello con le sue linee di produzione) si e' tirata fuori un'auto che gia' sembra promettere bene e per la quale ogni esemplare venduto e' tutto grasso che cola!

Q.E.D. facevo bene a fidarmi: colpito e affondato. :thumbup:

Grazie! innegabili anche gli aspetti che riporti, ma volevo concentrarmi solo sull'aspetto "prodotto", poichè sulla questione del processo/costi di produzione non sono molto afferrato, quindi parlandone sarei caduto nello stesso errore del giornalista, ossia parlare da disinformato, preferisco sempre parlare dove poso documentarmi! Parlando della Freemont, se non si è capito, a me piace moltissimo, una macchina concreta ad un prezzo equo, d'accordo, non sarà l'oggetto dei sogni, l'auto per la quale si "sbava" quando passa per strada, ma da quanto tempo, anche in questo forum, la gente invoca vetture pratiche, senza fronzoli, ma che non fanno rinunciare a nulla, ad un prezzo contenuto? Inoltre mi sta piacendo l'ultima politica commerciale Fiat, che prevede allestimenti con il necessario e nulla più (My Life e Super per Alfa Romeo), a prezzi interessanti, a mio parere la strada giusta per farsi spazio in un mercato dove soldi iniziano a girarne pochi, e i consumatori sono sempre più attenti.

Scusa ma tu parti dal presupposto che non regge e soprattutto non è veritiero che il freemont e la jorney siano due macchine diverse :shock:...
 
danilogto ha scritto:
Oggi Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un interessante articolo, soprattutto nella prima parte, sulla Fiat Freemont.

Altro che Duna, ora la Fiat ha la Freemont.

Miracoli della filosofia marchionniana. Ci avevano spiegato che la Lancia Ypsilon, prodotta in Sicilia a Termini Imerese, aveva un sovraccosto insostenibile di 800 euro a esemplare perché doveva poi essere ?trasportata in Italia?. Interessante: perché i motori della ?nuova? Fiat Freemont, invece, fanno questo simpatico viaggetto nel mondo globalizzato: partono in camion dagli stabilimenti Fiat di Avellino, arrivano a Genova, prendono un cargo, arrivano fino a Veracruz, in Messico, di nuovo salgono sul camion e arrivano fino alla fabbrica Chrysler di Toluca. finito? Macché: a Toluca vengono impiantati su una carrozzeria montata con mano d?opera a 12 euro l?ora, poi di nuovo a Veracruz, poi di nuovo a Genova, e poi dai concessionari Fiat direttamente a casa vostra per la modica cifra di 25 mila e 700 euro (24.900 in offerta).
Ma é davvero ?nuova? questa Fiat che paginate intere su tutti i giornali (in due giorni Stampa, Giornale e Corriere della Sera) ci magnificano come tale? No, affatto. E infatti i recensori benevoli devono fare salti mortali per spiegare la verità: ?Non è il semplice risultato della rivisitazione del Dodge Journey ? scrive il Giornale ? ma di un lavoro di sviluppo impresso dall?impiego di motori consoni ai gusti europei, rivolto all?ottimizzazione dei comfort e alla rivisitazione dello sterzo e dell?assetto?. Aggiunge Il Corriere: ?Alzi la mano chi, anche solo sino a qualche mese fa, avrebbe scommesso sulla possibilità del ritorno di una grande familiare, per giunta a sette posti, nei listini di quello che è il marchio automobilistico italiano per eccellenza. Eppure oggi, con la Freemont, questa remota ipotesi è divenuta realtà?. Visto che tutte le macchine sono sempre bellissime nelle recensioni dei nostri quotidiani, proviamo a tradurre in italiano: il Freemont è una fotocopia del Dodge Journey, a cui è stato sostituito il motore, che ora è un multijet Fiat: ma è praticamente identico in tutto il resto, se si esclude la calandra (cioè la mascherina anteriore con il logo rosso della Fiat). Un?altra curiosità: la macchina è molto decantata (?un po? Suv, un po? station wagon e un po? monovolume. Grazie a questo mix, che la connota come una crossover ? scrive il Giornale ? la vettura intende accontentare chi si orienta verso un mezzo capiente e versatile?). Ti credo. Sfiora i 5 metri di lunghezza, e sostituisce l?Ulysse e la Multipla, la macchina elettiva dei tassisti italiani (oltre il 30 per cento di quelli romani).
Ma i tassisti non sceglieranno Freemont nemmeno se gliela regalano. Non solo per le dimensioni imponenti (la Multipla era lunga come una Punto, si parcheggiava ovunque e aveva sei posti). Ma per un piccolo dettaglio che le paginate entusiastiche curiosamente trascurano: i consumi. Sul depliant ufficiale diffuso nei concessionari c?è scritto 6 litri/100 chilometri (11 km con un litro in città, 16 fuori) Il che significa che la Freemont consuma più di una vecchia Multipla, di una Mercedes e di una Bmw (di pari cilindrata, cioè 2000). Possibile? Evidentemente sì, visto che ha l?ingombro di un carroarmato e gli ingegneri Fiat hanno fatto miracoli per abbassare il costo chilometro. Il prezzo è molto buono, ma Freemont pesa. Il modello da cui è stata clonata è una Dodge vecchia di tre anni (il tempo di un restyling!) pensata per il mercato americano pre-crisi. Ed è curioso che in italia arrivino consumi ?americani?, quando Obama pone a Marchionne come condizione per finanziarlo di produrre una macchina che faccia 17 chilometri con un litro in America. Ancora il Giornale, estasiato: ?Nell?ampio abitacolo, ben accessibile anche nella terza fila di sedili grazie alle porte che si aprono sino a 90 gradi, risalta il moderno stile dell?arredamento impresso dalla plancia avvolgente con un grande display centrale a colori per il sistema di infotainment?. Ora, a parte che non esiste macchina (a parte la mitica Duna) con un display in bianco e nero, per quale miracolo navigatore e radio diventano ?un sistema di infotainment??. Fiat punta a 30 mila macchine in Europa. E bisognerà fare fanti auguri ?al gippone? di Marchionne, se è vero che le quattro ?grandi? Fiat (Multipla, Croma, Ulisse e Sedici) tutte insieme vendevano 27 mila pezzi l?anno: non è detto che Toluca sia più vicina di Termini Imerese.

di Luca Telese

http://www.lucatelese.it/?p=4557

Mi dispiace deludere qualcuno, ma l'autore di questo articolo si dimostra ignorante (nel senso letterale del termine) in quanto non conosce le problematiche di Termini Imerese:
Il problema di tale stabilimento, non è solo il trasporto, ma la produzione che è...inesistente! Si, perchè la Lancia y è prodotta a Melfi che fa praticamente l'80% del lavoro che viene finito a Termini Imerese che non fa altro che assemblare 3 pezzi!
Questo è a dir poco assurdo ed è giustificato solo dalla volontà di tenere aperto a tutti i costi un impianto che non ha mai avuto ragione di esistere ed ha visto la luce solo per motivi di clientalismo figli di politiche sciagurate degli anni '70. Peccato che, a oggi (2011), tutto ciò non sia più sostenibile!
Il Freeemont, al contrario, viene prodotto in toto a Toluca! Solo il motore arriva da fuori. Semplicemente perchè (come ha scritto anche l'autore dell'articolo) è un mezzo che già esisteva e viene prodotto in uno stabilimento efficiente e, quindi, non vi è alcun motivo di non continuare li!
Come si può fare un paragone del genere?!?
Questo è il classico esempio di un articolo che fa disinformazione al solo scopo di attaccare per partito preso....e in Italia, haimè, ormai è di moda...
Questa è la qualità dei nostri giornali! Evviva!
 
danilogto ha scritto:
Maxetto ha scritto:
GregC5 ha scritto:
stratoszero ha scritto:
GregC5 ha scritto:
L'analisi di Telese secondo me è molto azzeccata, certo non è un tecnico e nemmeno un giornalista specializzato, però la sostanza c'è tutta.
Forse non è chiaro il fatto che l'articolo non mette in discussione le qualità dell'auto.
Poi è tipico di noi italiani fare le pulci sulle caxate e perdere completamente di vista le cose importanti, non capendo poi nulla del senso delle cose.
Secondo me Telese ha ragione a parte qualche amenità tecnica, e non ci sarebbe neanche tanto da discutere in quanto la cosa è talmente evidente che è sotto gli occhi di tutti, solo un cieco o uno in cattiva fede potrebbe dire che il Dodge Journey è una macchina diversa dal Fiat Freemont.
Io non do giudizi sull'auto che tra l'altro conosco bene in versione americana, ma mi chiedo come fara' a risollevare le sorti della fiat un modello vecchio che già con un altro marchio non ha avuto nessun successo commerciale e soprattutto a sostituire tre modelli di caratteristiche abbastanza diverse?

Prendo in considerazione questa tua ultima affermazione, perché è l&#8217;unica che parla di automobili, ammettendo umilmente di non essere in grado di discernere se rientra nella tua definizione di &#8220;fare le pulci sulle caxate&#8221; o in quella di &#8220;senso delle cose&#8221;.
Mi pare che si stiano sollevando aspettative che nessuno ha mai sollevato: la Freemont non è certo il modello che può risollevare la Fiat e non è neanche, più modestamente, quello che sostituisce tre modelli. Non conosco i numeri di vendita della prima serie del Dodge Journey, che secondo te &#8220;non ha avuto nessun successo commerciale&#8221;, ma posso immaginarmi che, col marchio Fiat e la sua rete, in Europa possa raggiungere volumi di vendita più elevati (che si sommano a quelli dell&#8217;omologo modello Journey sul mercato americano).
Certo, si tratta di un&#8217;auto che oggi, temporaneamente, si piazza nel vuoto venutosi a creare nella gamma Fiat fra Multipla, Croma e Ulisse, ma ha caratteristiche diverse da ognuna di queste auto.
Nei prossimi anni è prevista una nuova piattaforma di monovolume compatta, diciamo fra Idea e Multipla, mentre le grandi monovolume Ulisse e Phedra (cloni di vetture PSA) saranno sostituite dal Voyager con marchio Lancia.

Solo un appunto, delle qualità dell'auto l'articolo non parla, forse cita a sproposito i dati di consumo, ma parla in sostanza di insondabili misteri dei processi produttivi e dei risparmi presunti o teorici.
Continui a guardare la pagliuzza invece della trave.
Per il resto sul successo della Dodge Journey con motori diesel Vw e non v8 hemi americani, c'è poco da discutere, non ne hanno vendute, anche se già avevano un prezzo di saldo.
Ciao
Tutte le Dodge non hanno venduto molto in Europa. Non è detto debba essere così per il Freemont.

Ma da quando le Fiat vendono molto in Europa? Fatta eccezione per le piccole il resto della gamma si vende quasi esclusivamente in Italia.
Non vorrai paragonare la diffusione e la notorietà in Europa del marchio Fiat e di quello Dodge.
 
Maxetto ha scritto:
danilogto ha scritto:
Maxetto ha scritto:
GregC5 ha scritto:
stratoszero ha scritto:
GregC5 ha scritto:
L'analisi di Telese secondo me è molto azzeccata, certo non è un tecnico e nemmeno un giornalista specializzato, però la sostanza c'è tutta.
Forse non è chiaro il fatto che l'articolo non mette in discussione le qualità dell'auto.
Poi è tipico di noi italiani fare le pulci sulle caxate e perdere completamente di vista le cose importanti, non capendo poi nulla del senso delle cose.
Secondo me Telese ha ragione a parte qualche amenità tecnica, e non ci sarebbe neanche tanto da discutere in quanto la cosa è talmente evidente che è sotto gli occhi di tutti, solo un cieco o uno in cattiva fede potrebbe dire che il Dodge Journey è una macchina diversa dal Fiat Freemont.
Io non do giudizi sull'auto che tra l'altro conosco bene in versione americana, ma mi chiedo come fara' a risollevare le sorti della fiat un modello vecchio che già con un altro marchio non ha avuto nessun successo commerciale e soprattutto a sostituire tre modelli di caratteristiche abbastanza diverse?

Prendo in considerazione questa tua ultima affermazione, perché è l&#8217;unica che parla di automobili, ammettendo umilmente di non essere in grado di discernere se rientra nella tua definizione di &#8220;fare le pulci sulle caxate&#8221; o in quella di &#8220;senso delle cose&#8221;.
Mi pare che si stiano sollevando aspettative che nessuno ha mai sollevato: la Freemont non è certo il modello che può risollevare la Fiat e non è neanche, più modestamente, quello che sostituisce tre modelli. Non conosco i numeri di vendita della prima serie del Dodge Journey, che secondo te &#8220;non ha avuto nessun successo commerciale&#8221;, ma posso immaginarmi che, col marchio Fiat e la sua rete, in Europa possa raggiungere volumi di vendita più elevati (che si sommano a quelli dell&#8217;omologo modello Journey sul mercato americano).
Certo, si tratta di un&#8217;auto che oggi, temporaneamente, si piazza nel vuoto venutosi a creare nella gamma Fiat fra Multipla, Croma e Ulisse, ma ha caratteristiche diverse da ognuna di queste auto.
Nei prossimi anni è prevista una nuova piattaforma di monovolume compatta, diciamo fra Idea e Multipla, mentre le grandi monovolume Ulisse e Phedra (cloni di vetture PSA) saranno sostituite dal Voyager con marchio Lancia.

Solo un appunto, delle qualità dell'auto l'articolo non parla, forse cita a sproposito i dati di consumo, ma parla in sostanza di insondabili misteri dei processi produttivi e dei risparmi presunti o teorici.
Continui a guardare la pagliuzza invece della trave.
Per il resto sul successo della Dodge Journey con motori diesel Vw e non v8 hemi americani, c'è poco da discutere, non ne hanno vendute, anche se già avevano un prezzo di saldo.
Ciao
Tutte le Dodge non hanno venduto molto in Europa. Non è detto debba essere così per il Freemont.

Ma da quando le Fiat vendono molto in Europa? Fatta eccezione per le piccole il resto della gamma si vende quasi esclusivamente in Italia.
Non vorrai paragonare la diffusione e la notorietà in Europa del marchio Fiat e di quello Dodge.

Italia esclusa, in europa non è ci sia tanta differenza
 

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