<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Altro che Duna, ora la Fiat ha la Freemont (Luca Telese). | Page 7 | Il Forum di Quattroruote

Altro che Duna, ora la Fiat ha la Freemont (Luca Telese).

Inviterei il sig. Telese a farsi un giro in taxi prima di scrivere...io che spesso girio in taxi per lavoro ho poggiato le mie natiche su auto come Merceds Classe E sw, Ford Galaxy, Citroen C5 sw, Mercedes Classe C sw, C4 Picasso, che non mi sembrano auto piccole....mi sembra un attacco inutile e senza argometazioni.
 
Vedo che molti lamentano che l'articolo di Telese non sia tecnico. Infatti non lo è non ha la pretesa di esserlo. Ha solamente cercato di far emergere degli aspetti piuttosto controversi sulla localizzazione della produzione e le critiche mosse da Marchionne a Termini Imerese, oltre agli articoli di altri giornali che tessevano sperticate lodi ad un'auto che non avevano né visto e né provato.
Dato che si attacca Il Fatto Quotidiano definendolo fazioso, voglio segnalare un recente articolo scritto da Massimo Mucchetti, giornalista del Corriere Della Sera.
Il tema non è la Freemont ma i debiti di Fiat-Chrysler. Riporto un breve estratto:"...Al 31 marzo 2011, la Fiat Spa dichiarava 16,3 miliardi di euro di debiti e 13 di liquidità. A questi vanno sommati i debiti della casa americana, l'equivalente di 9,3 miliardi di euro, e la liquidità, 6,8 miliardi. Con gli ultimi acquisti di azioni Chrysler, il debito consolidato in euro sale da 25,6 a 27 miliardi; qualora fosse esercitata l'opzione sulle azioni del fondo Veba, il debito volerebbe a 30 miliardi di euro. E la posizione finanziaria netta, negativa, passerebbe da 5,4 a 9,6 miliardi. Troppo, se la si confronta con quella delle tedesche, che esercitano l'attività industriale con i propri soldi e con margini ben superiori.
I governi americano e canadese, per capirci, sono stati rimborsati facendo altri debiti con le banche americane, salvate dalla Casa Bianca. I nuovi tassi sono inferiori ai precedenti, decisi in situazione fallimentare, ma restano superiori all'8%".


http://www.corriere.it/economia/11_giugno_06/mucchetti-chrysler-fiat_9434a1dc-9032-11e0-bd7e-24c232303fed.shtml

Questo è un articolo economico-finanziario che spiega molto di più della situazione di Fiat-Chrysler rispetto a considerazioni pseudo-tecniche sul prodotto Freemont, visto che molte delle informazioni su cui si basano sono contenute nelle cartelle stampa delle case automobilistiche e sono recitate come il corano dai relativi fans di questo o quel marchio.
 
danilogto ha scritto:
Vedo che molti lamentano che l'articolo di Telese non sia tecnico. Infatti non lo è non ha la pretesa di esserlo.
Non lo è, ma ha la pretesa di esserlo. Telese tenta di screditare il prodotto basandosi su giudizi tecnici campati in aria, se non palesemente falsi.
Da non-tecnico, avrebbe potuto evitare di addentrarsi in argomenti evidentemente a lui poco noti, e limitarsi alle osservazioni economico/sociali.
Se vuol criticare Marchionneperchè chiude Termini ed importa dagli Usa, liberissimo di farlo.
Non vedo però la necessità di inventarsi una pseudo-recensione della vettura, che evidentemente non ha nemmeno mai visto dal vivo
 
alkiap ha scritto:
danilogto ha scritto:
Vedo che molti lamentano che l'articolo di Telese non sia tecnico. Infatti non lo è non ha la pretesa di esserlo.
Non lo è, ma ha la pretesa di esserlo. Telese tenta di screditare il prodotto basandosi su giudizi tecnici campati in aria, se non palesemente falsi.
Da non-tecnico, avrebbe potuto evitare di addentrarsi in argomenti evidentemente a lui poco noti, e limitarsi alle osservazioni economico/sociali.
Se vuol criticare Marchionneperchè chiude Termini ed importa dagli Usa, liberissimo di farlo.
Non vedo però la necessità di inventarsi una pseudo-recensione della vettura, che evidentemente non ha nemmeno mai visto dal vivo

Neanche chi ha scritto del Freemont su altri quotidiani molto probabilmente ha visto l'autovettura. Però sembra che nessuno se ne sia accorto oppure che essendo gli articoli largamente positivi, per non dire copiati dalle cartelle stampa, sono perfetti. I giudizi non sono affatto campati in aria, basta ricordare un fatto. La Fiat ha accusato le fabbriche italiane, per non dire gli operai, di essere poco produttive confrontandole al suo stabilimento polacco. Ovviamente l'accusa non ha tenuto conto che in Polonia si producono le auto di maggior successo Fiat e in Italia invece no, dovendo in tal modo ricorrere a fermi produttivi e alla cassa integrazione. E' stato un discorso che ha fatto comodo alla Fiat per giustificare nei confronti dell'opinione pubblica la chiusura Termini Imerese e fare Fabbrica Italia, prima a Pomigliano e poi a Mirafiori, ricattandoso stanzialmente gli operai che se non avessero accettato le nuove condizioni contrattuali la produzione sarebbe stata spostata all'estero.
 
danilogto ha scritto:
alkiap ha scritto:
danilogto ha scritto:
Vedo che molti lamentano che l'articolo di Telese non sia tecnico. Infatti non lo è non ha la pretesa di esserlo.
Non lo è, ma ha la pretesa di esserlo. Telese tenta di screditare il prodotto basandosi su giudizi tecnici campati in aria, se non palesemente falsi.
Da non-tecnico, avrebbe potuto evitare di addentrarsi in argomenti evidentemente a lui poco noti, e limitarsi alle osservazioni economico/sociali.
Se vuol criticare Marchionneperchè chiude Termini ed importa dagli Usa, liberissimo di farlo.
Non vedo però la necessità di inventarsi una pseudo-recensione della vettura, che evidentemente non ha nemmeno mai visto dal vivo

Neanche chi ha scritto del Freemont su altri quotidiani molto probabilmente ha visto l'autovettura. Però sembra che nessuno se ne sia accorto oppure che essendo gli articoli largamente positivi, per non dire copiati dalle cartelle stampa, sono perfetti....

Auto ha fatto una prova in anteprima, ed è sul loro sito, infomotori idem.
Nessuno dei due ne parla male.
 
danilogto ha scritto:
alkiap ha scritto:
danilogto ha scritto:
Vedo che molti lamentano che l'articolo di Telese non sia tecnico. Infatti non lo è non ha la pretesa di esserlo.
Non lo è, ma ha la pretesa di esserlo. Telese tenta di screditare il prodotto basandosi su giudizi tecnici campati in aria, se non palesemente falsi.
Da non-tecnico, avrebbe potuto evitare di addentrarsi in argomenti evidentemente a lui poco noti, e limitarsi alle osservazioni economico/sociali.
Se vuol criticare Marchionneperchè chiude Termini ed importa dagli Usa, liberissimo di farlo.
Non vedo però la necessità di inventarsi una pseudo-recensione della vettura, che evidentemente non ha nemmeno mai visto dal vivo

Neanche chi ha scritto del Freemont su altri quotidiani molto probabilmente ha visto l'autovettura. Però sembra che nessuno se ne sia accorto oppure che essendo gli articoli largamente positivi, per non dire copiati dalle cartelle stampa, sono perfetti. I giudizi non sono affatto campati in aria, basta ricordare un fatto. La Fiat ha accusato le fabbriche italiane, per non dire gli operai, di essere poco produttive confrontandole al suo stabilimento polacco. Ovviamente l'accusa non ha tenuto conto che in Polonia si producono le auto di maggior successo Fiat e in Italia invece no, dovendo in tal modo ricorrere a fermi produttivi e alla cassa integrazione. E' stato un discorso che ha fatto comodo alla Fiat per giustificare nei confronti dell'opinione pubblica la chiusura Termini Imerese e fare Fabbrica Italia, prima a Pomigliano e poi a Mirafiori, ricattandoso stanzialmente gli operai che se non avessero accettato le nuove condizioni contrattuali la produzione sarebbe stata spostata all'estero.
Ma io non critico il ragionamento su Termini(che comunque non condivido).
Semplicemente non capisco la necessità di attaccare Freemont, con gravi quanto palesi errori, che finiscono col far perdere autorevolezza all'articolo.
 
danilogto ha scritto:
alkiap ha scritto:
danilogto ha scritto:
Vedo che molti lamentano che l'articolo di Telese non sia tecnico. Infatti non lo è non ha la pretesa di esserlo.
Non lo è, ma ha la pretesa di esserlo. Telese tenta di screditare il prodotto basandosi su giudizi tecnici campati in aria, se non palesemente falsi.
Da non-tecnico, avrebbe potuto evitare di addentrarsi in argomenti evidentemente a lui poco noti, e limitarsi alle osservazioni economico/sociali.
Se vuol criticare Marchionneperchè chiude Termini ed importa dagli Usa, liberissimo di farlo.
Non vedo però la necessità di inventarsi una pseudo-recensione della vettura, che evidentemente non ha nemmeno mai visto dal vivo

Neanche chi ha scritto del Freemont su altri quotidiani molto probabilmente ha visto l'autovettura. Però sembra che nessuno se ne sia accorto oppure che essendo gli articoli largamente positivi, per non dire copiati dalle cartelle stampa, sono perfetti. I giudizi non sono affatto campati in aria, basta ricordare un fatto. La Fiat ha accusato le fabbriche italiane, per non dire gli operai, di essere poco produttive confrontandole al suo stabilimento polacco. Ovviamente l'accusa non ha tenuto conto che in Polonia si producono le auto di maggior successo Fiat e in Italia invece no, dovendo in tal modo ricorrere a fermi produttivi e alla cassa integrazione.
La produttivita' non ha niente a che vedere con il successo del modello prodotto. Quella che tu citi semmai e' la produzione.

E' stato un discorso che ha fatto comodo alla Fiat per giustificare nei confronti dell'opinione pubblica la chiusura Termini Imerese
Giustificare la chiusura? :shock:
Quello che in tanti han cercato di fare e' stato semmai giustificare il tenerla aperta! Senza successo, perche' era una posizione insostenibile.
Se Termini Imerese andava cosi' bene, perche' chiuderla?

e fare Fabbrica Italia, prima a Pomigliano e poi a Mirafiori, ricattandoso stanzialmente gli operai che se non avessero accettato le nuove condizioni contrattuali la produzione sarebbe stata spostata all'estero.

Mirabolante dimostrazione di capriola revisionista "on the run"... :rolleyes:
Fiat gia' produceva all'estero: Marchionne ha proposto di riportare la produzione in Italia se gli operai Fiat avessero rinunciato a certi atteggiamenti di opposizione sterile e aprioristica. E gli han risposto picche. E non, si badi bene, per chissa' quale fondamentale stortura nella gestione del personale. No: questa gente era disposta a far chiudere battenti per cinque (o erano due) minuti di pausa. Con queste premesse, benissimo ha fatto Marchionne a procedere per la sua strada. Applauso!!! :thumbup:
 
danilogto ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Io ho lasciato un commento nel blog di Telese, dove smonto punto per punto tutto l'articolo...

Non sta a chi ha scritto il commento giudicare se ha smontato o meno l'articolo.

Vero, ma visto che l'articolo e' fatto di chiacchiere che ignorano deliberatamente numerosi fatti fondamentali e oggettivi che chiunque si sia preso la briga di informarsi un minimo conosce, tendo a prendere l'affermazione di EdoMC (che solitamente e' bene informato) con piena fiducia. :D
 
danilogto ha scritto:
Vedo che molti lamentano che l'articolo di Telese non sia tecnico. Infatti non lo è non ha la pretesa di esserlo.

Su questo altri han gia' detto tutto quel che c'era da dire.

Ha solamente cercato di far emergere degli aspetti piuttosto controversi sulla localizzazione della produzione e le critiche mosse da Marchionne a Termini Imerese,
L'unico aspetto controverso su Termini Imerese e' perche' sia stato fatto.

oltre agli articoli di altri giornali che tessevano sperticate lodi ad un'auto che non avevano né visto e né provato.
Dato che si attacca Il Fatto Quotidiano definendolo fazioso, voglio segnalare un recente articolo scritto da Massimo Mucchetti, giornalista del Corriere Della Sera.

Corriere che non e' asssssolutamente di parte, eh? :lol:

Il tema non è la Freemont ma i debiti di Fiat-Chrysler. Riporto un breve estratto:"...Al 31 marzo 2011, la Fiat Spa dichiarava 16,3 miliardi di euro di debiti e 13 di liquidità. A questi vanno sommati i debiti della casa americana, l'equivalente di 9,3 miliardi di euro, e la liquidità, 6,8 miliardi. Con gli ultimi acquisti di azioni Chrysler, il debito consolidato in euro sale da 25,6 a 27 miliardi; qualora fosse esercitata l'opzione sulle azioni del fondo Veba, il debito volerebbe a 30 miliardi di euro. E la posizione finanziaria netta, negativa, passerebbe da 5,4 a 9,6 miliardi. Troppo, se la si confronta con quella delle tedesche, che esercitano l'attività industriale con i propri soldi e con margini ben superiori.
I governi americano e canadese, per capirci, sono stati rimborsati facendo altri debiti con le banche americane, salvate dalla Casa Bianca.
quest'ultima osservazione e' del tutto irrilevante ancor piu' perche' dette banche han gia' restituito da un pezzo ogni sovvenzione (a differenza delle aziende dei nostri oligarchi finanziate con le nostre tasse a babbo morto) cosa assai esemplificativa della faziosita' del pezzo.
Comunque, come e' noto la finanza e' dinamica, e fotografare un bilancio in un dato momento, per giunta mostrandone solo alcuni aspetti, non e' piu' indicativo di una qualsiasi foto scattata quando piu' fa comodo. Sarebbe bello capire quante fusioni e acquisizioni ci son state con bilanci fortemente in attivo... :lol:

Le grandi industrie non vengono vendute quando van particolarmente bene. Di solito vengono vendute quando van particolarmente male.
E comunque non vengono vendute per poche lire, ma per centinaia di milioni. Quindi inevitabilmente l'azienda acquirente non avra' una bella situazione contabile subito dopo l'acquisizione.
Ma, alla faccia dei disfattisti ai quali piacerebbe tanto veder andare in malora Fiat, questa invece va semprd meglio, ed e' stata una delle case che han retto meglio alla crisi.
 
99octane ha scritto:
[
La produttivita' non ha niente a che vedere con il successo del modello prodotto. Quella che tu citi semmai e' la produzione.

Questo non lo condivido: un conto è produrre con la linea saturata al 100%, potendo anche ottimizzare l'ordine degli esemplari da produrre, un altro produrre pochi esemplari a singhiozzo: la poduttività non può essere la stessa.

Bisogna poi tenere conto che gli impianti degli stabilimenti italiani sono obsoleti rispetto a quelli polacchi.
Senza nulla togliere ad altre cause che citi.
 
renatom ha scritto:
99octane ha scritto:
[
La produttivita' non ha niente a che vedere con il successo del modello prodotto. Quella che tu citi semmai e' la produzione.

Questo non lo condivido: un conto è produrre con la linea saturata al 100%, potendo anche ottimizzare l'ordine degli esemplari da produrre, un altro produrre pochi esemplari a singhiozzo: la poduttività non può essere la stessa.

Bisogna poi tenere conto che gli impianti degli stabilimenti italiani sono obsoleti rispetto a quelli polacchi.
Senza nulla togliere ad altre cause che citi.

Bisogna naturalmente vedere come la calcolo, la produttivita'. Ma come che la si gira, Termini Imerese era una follia, una palla al piede di Fiat costruita solo per motivi politici (e della peggiore e piu' deleteria politica!) che non sarebbe mai dovuta esistere.
 
99octane ha scritto:
danilogto ha scritto:
Vedo che molti lamentano che l'articolo di Telese non sia tecnico. Infatti non lo è non ha la pretesa di esserlo.

Su questo altri han gia' detto tutto quel che c'era da dire.

Ha solamente cercato di far emergere degli aspetti piuttosto controversi sulla localizzazione della produzione e le critiche mosse da Marchionne a Termini Imerese,
L'unico aspetto controverso su Termini Imerese e' perche' sia stato fatto.

oltre agli articoli di altri giornali che tessevano sperticate lodi ad un'auto che non avevano né visto e né provato.
Dato che si attacca Il Fatto Quotidiano definendolo fazioso, voglio segnalare un recente articolo scritto da Massimo Mucchetti, giornalista del Corriere Della Sera.

Corriere che non e' asssssolutamente di parte, eh? :lol:

Il tema non è la Freemont ma i debiti di Fiat-Chrysler. Riporto un breve estratto:"...Al 31 marzo 2011, la Fiat Spa dichiarava 16,3 miliardi di euro di debiti e 13 di liquidità. A questi vanno sommati i debiti della casa americana, l'equivalente di 9,3 miliardi di euro, e la liquidità, 6,8 miliardi. Con gli ultimi acquisti di azioni Chrysler, il debito consolidato in euro sale da 25,6 a 27 miliardi; qualora fosse esercitata l'opzione sulle azioni del fondo Veba, il debito volerebbe a 30 miliardi di euro. E la posizione finanziaria netta, negativa, passerebbe da 5,4 a 9,6 miliardi. Troppo, se la si confronta con quella delle tedesche, che esercitano l'attività industriale con i propri soldi e con margini ben superiori.
I governi americano e canadese, per capirci, sono stati rimborsati facendo altri debiti con le banche americane, salvate dalla Casa Bianca.
quest'ultima osservazione e' del tutto irrilevante ancor piu' perche' dette banche han gia' restituito da un pezzo ogni sovvenzione (a differenza delle aziende dei nostri oligarchi finanziate con le nostre tasse a babbo morto) cosa assai esemplificativa della faziosita' del pezzo.
Comunque, come e' noto la finanza e' dinamica, e fotografare un bilancio in un dato momento, per giunta mostrandone solo alcuni aspetti, non e' piu' indicativo di una qualsiasi foto scattata quando piu' fa comodo. Sarebbe bello capire quante fusioni e acquisizioni ci son state con bilanci fortemente in attivo... :lol:

Le grandi industrie non vengono vendute quando van particolarmente bene. Di solito vengono vendute quando van particolarmente male.
E comunque non vengono vendute per poche lire, ma per centinaia di milioni. Quindi inevitabilmente l'azienda acquirente non avra' una bella situazione contabile subito dopo l'acquisizione.
Ma, alla faccia dei disfattisti ai quali piacerebbe tanto veder andare in malora Fiat, questa invece va semprd meglio, ed e' stata una delle case che han retto meglio alla crisi.

Ora anche il Corriere Della Sera è fazioso :shock: :D E' così tanto di parte che il presidente della Fiat è membro del consiglio di amministrazione del Gruppo RCS, editore del Corriere. :D
Infatti Tronchetti Provera ed Elkann hanno manifestato il loro malcontento per gli articoli di Mucchetti sulla Fiat.
Per me è segno di un giornalista che sta svolgendo bene il suo lavoro in modo indipendente.
http://www.stampacadabra.it/2011/01/13/anche-de-bortoli-sulla-graticola-una-lettera-critica-gli-articoli-troppo-duri-del-corriere-sulla-fiat/
 
danilogto ha scritto:
EdoMC ha scritto:
Io ho lasciato un commento nel blog di Telese, dove smonto punto per punto tutto l'articolo...

Non sta a chi ha scritto il commento giudicare se ha smontato o meno l'articolo.

Se chi commenta porta delle prove dimostrabili che contraddicono quanto scritto nell'articolo, allora quest'ultimo può dirsi smontato. Non da me, ma dalle documentazioni che io riporto e l'articolo no.

Comunque, quello che è giusto è gusto, lascio giuicare gli altri.

Questo è il testo del commento

31.edoardo - 19 giugno 2011 @ 13:05
Questo articolo fa acqua da tutte le parti. Una critica gratuita alla Fiat per difendere l?indifendibile stabilimento di Termini Imerese. Partiamo dalla prima considerazione, il viaggio dei motori Fiat. La Journey è una macchina pensata essenzialmente per gli USA e per i mercati americani, tutto ciò che arriva in Europa e che, attenzione, costa molto di più (la Journey per gli USA pur meno dotata, parte da 22.245$, pari a 15.542? più tasse), è solo grasso che cola, ragion pre cui possono perfettamente permettersi di farla costare quegli 800? in più, che, se sulla Yposlion, il cui listino partiva da 12400? (fonte Quattroruote febbraio 2011) al netto di promozioni e sconti, incidono per un buon 6,45%, ora che è in offerta a aprtire da 8.900? siamo quasi a 10%, una cifra, 800?, che a questi livelli di prezzo, può far proprendere per la concorrenza. Neppure il fatto che la Freemont sia la copia della Journey rende giustizia al lavoro della Fiat: è stato cambiato il motore con uno migliore e più moderno, così come il cambio automatico che arriverà in un futuro prossimo insieme alla trazione integrale, non disponibile er le Journey turbodiesel finora commercilizzate, inoltre la Freemont, rispetto alla Journey, gode di una diversa messa punto dell?assetto e del gruppo molla-ammortizzatore, per venire incontro ai gusti europei e, infine, gli interni sono completamente rivisitati rispetto alla vecchia Journey. I tassisti forse non a sceglieranno più per via delledimensioni (ma già la Multipla era stata messa in crisi dalla Prius, la quale, con alimentazione ibrida, è molto più adatta alla marcia cittadina rispetto alla Multipla JTD), però la nuova Fiat ha riscosso 3.000 ordini solo il giorno del lancio, ciò significa che la vettura piace: i consumi non saranno da record, d?accordo, ma sono comunque analoghi a quellli della Ulysse. Non regge neppure il discorso del progetto già vecchio: sempre rimanendo in casa Fiat, la 500 è stata creata sulla base della Panda, il cui progetto risale al 2003, andando a scomodare Mercedes la uscente CLC era una rivisitazione della C Sportscoupé, il cui pianale risale addirittura al 2000, andando a cercare in casa Bmw, nel 2004 si lanciò la X3, che era costruita sulla base della Serie 3 E46, il cui pianale risale al 1998. LA Journey era una base molto buona, IMHO gradevole esteticamente, tipicamente americana nella filosofia, quindi comoda, spaziosa e pratica, senza particolari fronzoli. Non so se l?autore dell?articolo sia mai salito su una macchina ?generalista?, ma moltissimi display di informazioni sono in bianco e nero: sull?Astra è ambrato con scritte nere, sulla Multipla, se non ricordo male, quello che comprende anche il navigatore a pittogrammi è proprio in bianco e nero, idem sulla Bmw Z4 scorso modello. Per i ?consumi americani? non ci vedo nulla di scandaloso, quante aziende concedono ai dipendenti SUV con motori 3 litri diesel, qante auto abbiamo sul mercatoche consumano come, se non di più, rispetto a questa Journey? Faccio qualche esempio, senza scomodare le grosse cilindrata?Fiat Qubo 1.4 benzina, Fiat Bravo con lo stesso motore portato a 90cv, Lancia Delta 1.5 T-Jet 120cv, Volkswagen Sharan 1.4 TSIDAcia Logan 1.6 benzina, Ford Fuion 1.4, e ce ne sono molte altre: se uno ha bisogno di spazio, non può pensare ai consumi, e le concorrenti che magari consumano qualcosa in meno , comunque richiedono un maggior esborso di capitale all?acquisto. I fattori che hanno portato all?insuccesso la Journey erano una rete di vendita e assestenza non molto capillare, un marchio poco conosciuto ai non addetti ai lvori, e delle finture, onestamente, non ai livelli del prezzo richiesto: oggi, facendo la Freemont, Fiat ha colmato queste lacune, fornendo un prodotto competitivo, al prezzo di una coreana. L?unico scopo di questo articolo, secondo me, è dare contro a Marchionne, che, al contrario di quanto si dica, sta portando Fiat ad alti livelli.
 

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