<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Altro che Duna, ora la Fiat ha la Freemont (Luca Telese). | Page 6 | Il Forum di Quattroruote

Altro che Duna, ora la Fiat ha la Freemont (Luca Telese).

Victor92CS ha scritto:
Punto83 ha scritto:
Mai lette tante fesserie in un solo articolo...vorrei sapere quale Bmw o Mercedes di dimensioni analoghe,consuma meno di 18 km/l...tanto per dirne una...
Probabilmente nessun Mercedes o BMW arriva a consumare così poco (io faccio 18 km/l reali con la mia DS3 1.6 HDi, un mezzo + grosso di cilindrata e + potente e pesante nn credo possa consumare uguale)...Ma certamente i 16 km/l dichiarati da Fiat per la Freemont in realtà saranno 10 all'incirca...Se prendi un X3 2.0d fa sicuramente qualche km in +, almeno 2 o 3, e credo proprio ke abbia anke prestazioni e qualità nettamente superiori (anke se non è 5 m)...Poi in generale a me quest'auto da l'idea di essere solo un vecchio casermone ristilizzato, sinceramente poi non vedo cm si possa montare un 2 litri sotto una tale massa...Inoltre sicuramente non si può paragonare il Freemont al Q7, sono due auto totalmente differenti, destinate a un target completamente diverso...
Peccato che col prezzo dell'X 3 si prendono due Freemont. :lol:

Da Quattroruote:
BMW X3 LA PROVA DELLA xDRIVE 20D
Le Suv di Monaco fanno trasloco: dalla Germania agli Usa. Del resto, è quella la patria delle sport utility. In particolare la X3 letteralmente rinasce in terra americana: grande il giusto, elegante, aggiornata, e persino il prezzo che parte dai 42.000 euro non è spropositato.

Com'è fatta. La carrozzeria è cresciuta in lunghezza e in larghezza, ma da dentro lo si percepisce molto più che da fuori. I 465 cm fuori tutto le permettono di raggiungere (e superare) le dimensioni della Q5, che in questo test useremo come benchmark. Tutto l?interno di questo modello è sviluppato attorno al sedile di guida; salendo a bordo anche chi non ha mai guidato una BMW trova tutto a misura, disposto in modo intelligente e proprio lì dove si aspetterebbe di trovarlo. Accanto al cambio, una messe di pulsanti, mentre la strumentazione è ripartita fra gl?indicatori circolari dietro il volante e l?iDrive, dalle moltissime funzioni, ma semplice e intuitivo. E non manca, a richiesta, anche l?head-up display, che proietta i principali dati di funzionamento e di navigazione sul parabrezza.
Interni. Passando ai sedili dietro, ora lo spazio non manca davvero; la forma del divano, poi, è relativamente piatta, il che permette a un terzo occupante di sedere al centro senza alcun disagio. Anche nell'area bagagli, lo spazio è aumentato rispetto alla precedente X3. Ora siamo a 426 litri di volume con un vano regolare e ben rifinito, con soglia livellata al piano di carico, a 71 cm da terra. Due piccole sviste di finitura, però, ci sono: in un faro anteriore è entrata dell?umidità e la lampadina retronebbia ha "cotto" la plastica interna del portellone posteriore, forse per la mancanza di uno schermo.

Prestazioni. Abbiamo già avuto occasione di mettere alla prova questo nuovo motore da 2 litri turbodiesel da 184 CV sulla Serie 5 Touring. E nonostante qui si parli di una massa in prova di quasi due tonnellate, la X3 20d non soffre di complessi d?inferiorità e stacca la maggior parte delle turbodiesel di pari cilindrata, a partire dalla Q5, che ha 14 CV di meno. Sarà la coppia super, sarà il cambio automatico a otto rapporti, sta di fatto che lo 0-100 passa via in 8,6 secondi. Soltanto la velocità massima è un po? al di sotto dei 210 all?ora dichiarati. Grazie al sottoscocca completamente carenato e al sistema Efficient Dynamics, che fra le altre cose recupera energia in frenata e spegne il motore ai semaforo, si risparmia: in media si percorrono i 10,8 km/l, che salgono a 11 in autostrada e scendono a 10 in città. Da segnalare solo che i valori di omologazione comunicati dalla Casa bavarese (quasi 18 km/l) sono quelli con lo scarto più alto rilevato sinora nelle nostre prove. Senza contare che nei giri di pista veloci, non è difficile leggere 5 km/litro sul computer di bordo...

Su strada. Il controllo in curva è preciso, poco influenzato dal rollio, ben frenato. Anche in un percorso veloce, una volta impostata la traiettoria e trovato l?appoggio, rimane un bel margine di manovra prima che l?Esp senta il bisogno d?intervenire. Forzando ancor di più l?andatura si comincia a percepire il sottosterzo, dovuto anche alla gommatura differenziata, che inchioda il retrotreno a terra lasciando scivolare un tantino di più le ruote davanti, più strette. Data la gommatura 100% stradale, non abbiamo osato avventurarci in off-road, anche se l?altezza da terra di 21,5 cm e il sistema di trazione integrale xDrive sono una garanzia. Per quanto riguarda il confort, con cerchi da 19" e gomme runflat ci aspettavamo il peggio; invece le sconnessioni sono limitate e ben assorbite da tutta la scocca. Il motore è ben insonorizzato, eccezion fatta per le partenze a freddo. La soglia di disturbo alla normale conversazione è situata fra i 140 e i 150 km/h. Come dire: in autostrada non dovrete mai alzare la voce.
 
Mah, l'articolo di tecnico non ha niente. Come già detto da altri, vuole attaccare la chiusura dello stabilimento siciliano, alla cui base dubito ci fossero solo i problemi logistici (comunque non irrilevanti); poi le considerazioni sull'auto si commentano da sole.
Mi sembra che Fiat tenti di offrire un'auto spaziosa, molto accessoriata e con un buon motore ad una cifra concorrenziale.
Se è una scelta vincente o meno tra 6-12 mesi si comincerà a capire.
Dico solo questo: alcuni amici che non posseggono auto del gruppo fiat sono andati alla presentazione della Freemont e, conoscendoli, con mia grande sorpresa hanno espresso pareri tutto sommato favorevoli ed uno di essi che effettivamente cerca un'auto del genere si è quasi convinto di acquistarla.
 
moogpsycho ha scritto:
reFORESTERation ha scritto:
perdipiù non sappiamo quanto costi la logistica del trasporto,

se può interessare un 40 piedi DDP dalla Cina ha un costo molto simile a far girare un bilico per lo stivale.. se il bilico dovesse poi scendere in sicilia è meglio andare in Cina.
Non conosco i trasporti per il Messico, ma ragionevolmente penso che siano più economici del lontano oriente oltre a non generare problemi nell'attraversamento del canale di Suez.. da cui tempistiche di consegna più precise ed affidabili e stock più bassi
Aggiungiamo poi il costo della manodopera inferiore ed il Messico è nettamente più conveniente della Sicilia

Non lasciamoci fuorviare dalle distanze, queste incidono solo sui tempi di viaggio e quindi sull'organizzazione produttiva, ma se pensiamo che i costi di trasporto siano proporzionalmente maggiori in funzione della distanza ci sbagliamo di grosso.. bisogna analizzare i singoli casi e le infrastrutture di cui sono dotati

bah non sono convinto di quello che tu dici se non altro perchè le distanze incidono eccome, sull'organizzazione come tu dici e quindi anche sui costi.
ma a prescindere da questo faccio osservare che pare inverosimile che fiat sostenesse chissà quali costi esorbitanti per produrre a termini imerese. semplicemente lo stabilimento siciliano come il resto di quelli italianie era vecchio, con impianti desueti e con un regime produttivo infimo (e si sa che in questo caso i costi sono altissimi e non permettono guadagni). marchionne quindi ha deciso di chiuderne uno e rinnovarne gli altri intervenendo sui contratti. per giustificare gli interventi (necessari a mio avviso, da un punto di vista economico-industriale) con l'opinione pubblica ha quindi detto in lungo e in largo delle mezze verità (in sicilia costa molto produrre, negli altri stabilimenti si produce poco per colpa degli operai fancazzisti ecc. ecc.).
su questo - cioè sul fatto che fiat non la conta giusta sulla chiusura di termini imerese - sicuramente telese potrebbe avere ragione ma certo con questo problema il freemont non c'entra una mazza e l'articolo di converso risulta completamente illogico e sconclusionato nonchè privo di qualsiasi approfondimento tecnico.
 
sono completamente daccordo con Telese,la freemont e' una ciofeca americana,inutilmente grossa e pesante,spero per la fiat che riescano a venderne qualcuna........
 
Maxetto ha scritto:
GregC5 ha scritto:
stratoszero ha scritto:
GregC5 ha scritto:
L'analisi di Telese secondo me è molto azzeccata, certo non è un tecnico e nemmeno un giornalista specializzato, però la sostanza c'è tutta.
Forse non è chiaro il fatto che l'articolo non mette in discussione le qualità dell'auto.
Poi è tipico di noi italiani fare le pulci sulle caxate e perdere completamente di vista le cose importanti, non capendo poi nulla del senso delle cose.
Secondo me Telese ha ragione a parte qualche amenità tecnica, e non ci sarebbe neanche tanto da discutere in quanto la cosa è talmente evidente che è sotto gli occhi di tutti, solo un cieco o uno in cattiva fede potrebbe dire che il Dodge Journey è una macchina diversa dal Fiat Freemont.
Io non do giudizi sull'auto che tra l'altro conosco bene in versione americana, ma mi chiedo come fara' a risollevare le sorti della fiat un modello vecchio che già con un altro marchio non ha avuto nessun successo commerciale e soprattutto a sostituire tre modelli di caratteristiche abbastanza diverse?

Prendo in considerazione questa tua ultima affermazione, perché è l&#8217;unica che parla di automobili, ammettendo umilmente di non essere in grado di discernere se rientra nella tua definizione di &#8220;fare le pulci sulle caxate&#8221; o in quella di &#8220;senso delle cose&#8221;.
Mi pare che si stiano sollevando aspettative che nessuno ha mai sollevato: la Freemont non è certo il modello che può risollevare la Fiat e non è neanche, più modestamente, quello che sostituisce tre modelli. Non conosco i numeri di vendita della prima serie del Dodge Journey, che secondo te &#8220;non ha avuto nessun successo commerciale&#8221;, ma posso immaginarmi che, col marchio Fiat e la sua rete, in Europa possa raggiungere volumi di vendita più elevati (che si sommano a quelli dell&#8217;omologo modello Journey sul mercato americano).
Certo, si tratta di un&#8217;auto che oggi, temporaneamente, si piazza nel vuoto venutosi a creare nella gamma Fiat fra Multipla, Croma e Ulisse, ma ha caratteristiche diverse da ognuna di queste auto.
Nei prossimi anni è prevista una nuova piattaforma di monovolume compatta, diciamo fra Idea e Multipla, mentre le grandi monovolume Ulisse e Phedra (cloni di vetture PSA) saranno sostituite dal Voyager con marchio Lancia.

Solo un appunto, delle qualità dell'auto l'articolo non parla, forse cita a sproposito i dati di consumo, ma parla in sostanza di insondabili misteri dei processi produttivi e dei risparmi presunti o teorici.
Continui a guardare la pagliuzza invece della trave.
Per il resto sul successo della Dodge Journey con motori diesel Vw e non v8 hemi americani, c'è poco da discutere, non ne hanno vendute, anche se già avevano un prezzo di saldo.
Ciao
Tutte le Dodge non hanno venduto molto in Europa. Non è detto debba essere così per il Freemont.

Ma da quando le Fiat vendono molto in Europa? Fatta eccezione per le piccole il resto della gamma si vende quasi esclusivamente in Italia.
 
ducacico ha scritto:
sono completamente daccordo con Telese,la freemont e' una ciofeca americana,inutilmente grossa e pesante,spero per la fiat che riescano a venderne qualcuna........

rimango sempre colpito da queste analisi tecniche così approfondite, lo hai scritto da solo o ti sei fatto aiutare? :rolleyes:
 
Man In Black ha scritto:
_Ulisse_ ha scritto:
Considerando la scarsa credibilità del fatto quotidiano, non mi stupisce che questa pseudo analisi faccia acqua da tutte le parti, e potrebbe essere utilizzata sia per il freemont, sia per il q7, sia per il quasquai e via dicendo.
Luca telese potrebbe riciclarla ogni 6 mesi per una marca diversa e risparmierebbe tempo :rolleyes:

E quali sarebbero i giornali credibili? il giornale? liibero?

Telese non è un giornalista specializzato in motori e inviitabilmente l'articolo contiene inesattezze e generalizzazioni.
La valutazione complessiva sull'operazione commerciale mi pare assolutamente condivisibile.
quelli sono giornali di regime che vanno bene quando finisce la carta igienica, rimango sempre dell'opinione che se non sono un critico culinario NON devo scrivere di cucina, se non capisco niente di auto NON scrivo articoli sulle auto.
Se il signorino in questione scrive perchè non ha niente da fare almeno non scriva stupidaggini.
Mi piacerebbe sapere che laurea ha e dove la presa
 
L'articolo e' una difesa di Termini Imerese e un attacco a Marchionne di tipo esclusivamente politico e senza alcun contenuto tecnico, dunque si puo' tranquillamente archiviare nell'"archivio cilindrico" che compete a tutte queste "marchette al contrario".
:rolleyes:

Sarebbero tali e tante le confutazioni elevabili alle "argomentazioni" pretestuose di Telese che enunciarle significherebbe sminuirsi: chi vuole credere a questa marchetta politica ci credera' comunque perche' "vuole" farlo, mentre chi ha un minimo di cognizione di causa non ha alcun bisogno che gli vengano ripetute delle ovvieta' scontate.
 
io ricordo solo i commenti estremamente negativi sul forum di 4r della journey... e questa di colpo è diventata un gioiello? peccato che hanno tolto il forum dodge...
 
reFORESTERation ha scritto:
ma per favore..se l'articolo fosse stato a firma di pininfarina, forse si poteva anche discutere, certo non abbiamo la misura dei costi di produzione di una journey/freemont, perdipiù non sappiamo quanto costi la logistica del trasporto, facile gettare fango, dire, eh..a termini vi erano 800? di costi in più..
ma di cosa stiamo parlando??? ve lo dico io..
di un auto eccellente, ottimamente rifinita, dai contenuti tecnologici adeguati, dall'ottima vita a bordo, con motori moderni, al prezzo di una segmento c..
io l'ho vista e guidata in pista la freemont, le manca solo una (necessaria) TI, per il resto, l'auto è eccellente, ben adeguata, ben studiata ed intelligente per il target a cui si offre.
Che la smettessero i giornalisti da 4 soldi a gettare fango su fiat a prescindere, ma anche a lodare, che sia chiaro.
E' troppo chiedere di rivestirsi di obiettività e giudicare le cose per quelle che sono?? ovvero le nostre normalissime, ma tanto amate automobili!!! non fantapolitica intercontinentale (visto che marchionne ha gia restituito i 7 MILIARDI di dollari ad obama, con 7 anni di anticipo, risparmiando centinaia di milioni in interessi)

Quoto al 200 % e mi permetto di aggiungere che gli interessi risparmiati, magari potrebbero servire per progettare un modello nuovo in più. Questo è gestire finanziarimaente in modo costruttivo per rilanciare anche il progetto industriale, altro che Marchionne pensa solamente agli azionisti come scrivono quasi tutti i giornalisti, gli stessi che davano l'Alfa Romeo per già venduta, peccato CHE MANCAVA LA FIRMA.

E oggi, Alfa Romeo spopola ovunque con solamente 2 modelli nuovi, pensate a quando tutta la gamma sarà rinnovata.
 
ducacico ha scritto:
sono completamente daccordo con Telese,la freemont e' una ciofeca americana,inutilmente grossa e pesante,spero per la fiat che riescano a venderne qualcuna........

Peccato per te, ne hanno già vendute 6000 e gli ordini sono in aumento.
 
danilogto ha scritto:
Ma da quando le Fiat vendono molto in Europa? Fatta eccezione per le piccole il resto della gamma si vende quasi esclusivamente in Italia.

Faccio presente che, fin da quando c'era il M.E.C. (Mercato Comune Europeo), in Europa c'è anche un Paese chiamato Italia...
8)
 
_Ulisse_ ha scritto:
danilogto ha scritto:
Oggi Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un interessante articolo, soprattutto nella prima parte, sulla Fiat Freemont.

Altro che Duna, ora la Fiat ha la Freemont.

Miracoli della filosofia marchionniana. Ci avevano spiegato che la Lancia Ypsilon, prodotta in Sicilia a Termini Imerese, aveva un sovraccosto insostenibile di 800 euro a esemplare perché doveva poi essere ?trasportata in Italia?. Interessante: perché i motori della ?nuova? Fiat Freemont, invece, fanno questo simpatico viaggetto nel mondo globalizzato: partono in camion dagli stabilimenti Fiat di Avellino, arrivano a Genova, prendono un cargo, arrivano fino a Veracruz, in Messico, di nuovo salgono sul camion e arrivano fino alla fabbrica Chrysler di Toluca. finito? Macché: a Toluca vengono impiantati su una carrozzeria montata con mano d?opera a 12 euro l?ora, poi di nuovo a Veracruz, poi di nuovo a Genova, e poi dai concessionari Fiat direttamente a casa vostra per la modica cifra di 25 mila e 700 euro (24.900 in offerta).
Ma é davvero ?nuova? questa Fiat che paginate intere su tutti i giornali (in due giorni Stampa, Giornale e Corriere della Sera) ci magnificano come tale? No, affatto. E infatti i recensori benevoli devono fare salti mortali per spiegare la verità: ?Non è il semplice risultato della rivisitazione del Dodge Journey ? scrive il Giornale ? ma di un lavoro di sviluppo impresso dall?impiego di motori consoni ai gusti europei, rivolto all?ottimizzazione dei comfort e alla rivisitazione dello sterzo e dell?assetto?. Aggiunge Il Corriere: ?Alzi la mano chi, anche solo sino a qualche mese fa, avrebbe scommesso sulla possibilità del ritorno di una grande familiare, per giunta a sette posti, nei listini di quello che è il marchio automobilistico italiano per eccellenza. Eppure oggi, con la Freemont, questa remota ipotesi è divenuta realtà?. Visto che tutte le macchine sono sempre bellissime nelle recensioni dei nostri quotidiani, proviamo a tradurre in italiano: il Freemont è una fotocopia del Dodge Journey, a cui è stato sostituito il motore, che ora è un multijet Fiat: ma è praticamente identico in tutto il resto, se si esclude la calandra (cioè la mascherina anteriore con il logo rosso della Fiat). Un?altra curiosità: la macchina è molto decantata (?un po? Suv, un po? station wagon e un po? monovolume. Grazie a questo mix, che la connota come una crossover ? scrive il Giornale ? la vettura intende accontentare chi si orienta verso un mezzo capiente e versatile?). Ti credo. Sfiora i 5 metri di lunghezza, e sostituisce l?Ulysse e la Multipla, la macchina elettiva dei tassisti italiani (oltre il 30 per cento di quelli romani).
Ma i tassisti non sceglieranno Freemont nemmeno se gliela regalano. Non solo per le dimensioni imponenti (la Multipla era lunga come una Punto, si parcheggiava ovunque e aveva sei posti). Ma per un piccolo dettaglio che le paginate entusiastiche curiosamente trascurano: i consumi. Sul depliant ufficiale diffuso nei concessionari c?è scritto 6 litri/100 chilometri (11 km con un litro in città, 16 fuori) Il che significa che la Freemont consuma più di una vecchia Multipla, di una Mercedes e di una Bmw (di pari cilindrata, cioè 2000). Possibile? Evidentemente sì, visto che ha l?ingombro di un carroarmato e gli ingegneri Fiat hanno fatto miracoli per abbassare il costo chilometro. Il prezzo è molto buono, ma Freemont pesa. Il modello da cui è stata clonata è una Dodge vecchia di tre anni (il tempo di un restyling!) pensata per il mercato americano pre-crisi. Ed è curioso che in italia arrivino consumi ?americani?, quando Obama pone a Marchionne come condizione per finanziarlo di produrre una macchina che faccia 17 chilometri con un litro in America. Ancora il Giornale, estasiato: ?Nell?ampio abitacolo, ben accessibile anche nella terza fila di sedili grazie alle porte che si aprono sino a 90 gradi, risalta il moderno stile dell?arredamento impresso dalla plancia avvolgente con un grande display centrale a colori per il sistema di infotainment?. Ora, a parte che non esiste macchina (a parte la mitica Duna) con un display in bianco e nero, per quale miracolo navigatore e radio diventano ?un sistema di infotainment??. Fiat punta a 30 mila macchine in Europa. E bisognerà fare fanti auguri ?al gippone? di Marchionne, se è vero che le quattro ?grandi? Fiat (Multipla, Croma, Ulisse e Sedici) tutte insieme vendevano 27 mila pezzi l?anno: non è detto che Toluca sia più vicina di Termini Imerese.

di Luca Telese

http://www.lucatelese.it/?p=4557

Considerando la scarsa credibilità del fatto quotidiano, non mi stupisce che questa pseudo analisi faccia acqua da tutte le parti, e potrebbe essere utilizzata sia per il freemont, sia per il q7, sia per il quasquai e via dicendo.
Luca telese potrebbe riciclarla ogni 6 mesi per una marca diversa e risparmierebbe tempo :rolleyes:
posto che non leggo il fatto quotidiano, non mi sembra un giornale poco credibile, se non altro perchè è l'unico che non riceve fiananziamenti pubblici, x cui è l'unico davvero libero e indipendente, poi x carità uno può non essere d'accordo con la sua linea editoriale...
 
MultiJet150 ha scritto:
reFORESTERation ha scritto:
ma per favore..se l'articolo fosse stato a firma di pininfarina, forse si poteva anche discutere, certo non abbiamo la misura dei costi di produzione di una journey/freemont, perdipiù non sappiamo quanto costi la logistica del trasporto, facile gettare fango, dire, eh..a termini vi erano 800? di costi in più..
ma di cosa stiamo parlando??? ve lo dico io..
di un auto eccellente, ottimamente rifinita, dai contenuti tecnologici adeguati, dall'ottima vita a bordo, con motori moderni, al prezzo di una segmento c..
io l'ho vista e guidata in pista la freemont, le manca solo una (necessaria) TI, per il resto, l'auto è eccellente, ben adeguata, ben studiata ed intelligente per il target a cui si offre.
Che la smettessero i giornalisti da 4 soldi a gettare fango su fiat a prescindere, ma anche a lodare, che sia chiaro.
E' troppo chiedere di rivestirsi di obiettività e giudicare le cose per quelle che sono?? ovvero le nostre normalissime, ma tanto amate automobili!!! non fantapolitica intercontinentale (visto che marchionne ha gia restituito i 7 MILIARDI di dollari ad obama, con 7 anni di anticipo, risparmiando centinaia di milioni in interessi)

Quoto al 200 % e mi permetto di aggiungere che gli interessi risparmiati, magari potrebbero servire per progettare un modello nuovo in più. Questo è gestire finanziarimaente in modo costruttivo per rilanciare anche il progetto industriale, altro che Marchionne pensa solamente agli azionisti come scrivono quasi tutti i giornalisti, gli stessi che davano l'Alfa Romeo per già venduta, peccato CHE MANCAVA LA FIRMA.

E oggi, Alfa Romeo spopola ovunque con solamente 2 modelli nuovi, pensate a quando tutta la gamma sarà rinnovata.

Infatti. Ma a troppi rode che la Fiat, da sempre serbatoio di voto di scambio e base di potere sindacale, svincolato da ogni dinamica democratica, stia diventando sempre meno una leva politica e sempre piu' un'AZIENDA, e un'industria di auto.
Tanto piu' certa gente denigra Marchionne, tanto piu' significa che sta lavorando bene.
 
giuliogiulio ha scritto:
_Ulisse_ ha scritto:
danilogto ha scritto:
Oggi Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un interessante articolo, soprattutto nella prima parte, sulla Fiat Freemont.

Altro che Duna, ora la Fiat ha la Freemont.

Miracoli della filosofia marchionniana. Ci avevano spiegato che la Lancia Ypsilon, prodotta in Sicilia a Termini Imerese, aveva un sovraccosto insostenibile di 800 euro a esemplare perché doveva poi essere ?trasportata in Italia?. Interessante: perché i motori della ?nuova? Fiat Freemont, invece, fanno questo simpatico viaggetto nel mondo globalizzato: partono in camion dagli stabilimenti Fiat di Avellino, arrivano a Genova, prendono un cargo, arrivano fino a Veracruz, in Messico, di nuovo salgono sul camion e arrivano fino alla fabbrica Chrysler di Toluca. finito? Macché: a Toluca vengono impiantati su una carrozzeria montata con mano d?opera a 12 euro l?ora, poi di nuovo a Veracruz, poi di nuovo a Genova, e poi dai concessionari Fiat direttamente a casa vostra per la modica cifra di 25 mila e 700 euro (24.900 in offerta).
Ma é davvero ?nuova? questa Fiat che paginate intere su tutti i giornali (in due giorni Stampa, Giornale e Corriere della Sera) ci magnificano come tale? No, affatto. E infatti i recensori benevoli devono fare salti mortali per spiegare la verità: ?Non è il semplice risultato della rivisitazione del Dodge Journey ? scrive il Giornale ? ma di un lavoro di sviluppo impresso dall?impiego di motori consoni ai gusti europei, rivolto all?ottimizzazione dei comfort e alla rivisitazione dello sterzo e dell?assetto?. Aggiunge Il Corriere: ?Alzi la mano chi, anche solo sino a qualche mese fa, avrebbe scommesso sulla possibilità del ritorno di una grande familiare, per giunta a sette posti, nei listini di quello che è il marchio automobilistico italiano per eccellenza. Eppure oggi, con la Freemont, questa remota ipotesi è divenuta realtà?. Visto che tutte le macchine sono sempre bellissime nelle recensioni dei nostri quotidiani, proviamo a tradurre in italiano: il Freemont è una fotocopia del Dodge Journey, a cui è stato sostituito il motore, che ora è un multijet Fiat: ma è praticamente identico in tutto il resto, se si esclude la calandra (cioè la mascherina anteriore con il logo rosso della Fiat). Un?altra curiosità: la macchina è molto decantata (?un po? Suv, un po? station wagon e un po? monovolume. Grazie a questo mix, che la connota come una crossover ? scrive il Giornale ? la vettura intende accontentare chi si orienta verso un mezzo capiente e versatile?). Ti credo. Sfiora i 5 metri di lunghezza, e sostituisce l?Ulysse e la Multipla, la macchina elettiva dei tassisti italiani (oltre il 30 per cento di quelli romani).
Ma i tassisti non sceglieranno Freemont nemmeno se gliela regalano. Non solo per le dimensioni imponenti (la Multipla era lunga come una Punto, si parcheggiava ovunque e aveva sei posti). Ma per un piccolo dettaglio che le paginate entusiastiche curiosamente trascurano: i consumi. Sul depliant ufficiale diffuso nei concessionari c?è scritto 6 litri/100 chilometri (11 km con un litro in città, 16 fuori) Il che significa che la Freemont consuma più di una vecchia Multipla, di una Mercedes e di una Bmw (di pari cilindrata, cioè 2000). Possibile? Evidentemente sì, visto che ha l?ingombro di un carroarmato e gli ingegneri Fiat hanno fatto miracoli per abbassare il costo chilometro. Il prezzo è molto buono, ma Freemont pesa. Il modello da cui è stata clonata è una Dodge vecchia di tre anni (il tempo di un restyling!) pensata per il mercato americano pre-crisi. Ed è curioso che in italia arrivino consumi ?americani?, quando Obama pone a Marchionne come condizione per finanziarlo di produrre una macchina che faccia 17 chilometri con un litro in America. Ancora il Giornale, estasiato: ?Nell?ampio abitacolo, ben accessibile anche nella terza fila di sedili grazie alle porte che si aprono sino a 90 gradi, risalta il moderno stile dell?arredamento impresso dalla plancia avvolgente con un grande display centrale a colori per il sistema di infotainment?. Ora, a parte che non esiste macchina (a parte la mitica Duna) con un display in bianco e nero, per quale miracolo navigatore e radio diventano ?un sistema di infotainment??. Fiat punta a 30 mila macchine in Europa. E bisognerà fare fanti auguri ?al gippone? di Marchionne, se è vero che le quattro ?grandi? Fiat (Multipla, Croma, Ulisse e Sedici) tutte insieme vendevano 27 mila pezzi l?anno: non è detto che Toluca sia più vicina di Termini Imerese.

di Luca Telese

http://www.lucatelese.it/?p=4557

Considerando la scarsa credibilità del fatto quotidiano, non mi stupisce che questa pseudo analisi faccia acqua da tutte le parti, e potrebbe essere utilizzata sia per il freemont, sia per il q7, sia per il quasquai e via dicendo.
Luca telese potrebbe riciclarla ogni 6 mesi per una marca diversa e risparmierebbe tempo :rolleyes:
posto che non leggo il fatto quotidiano, non mi sembra un giornale poco credibile, se non altro perchè è l'unico che non riceve fiananziamenti pubblici, x cui è l'unico davvero libero e indipendente, poi x carità uno può non essere d'accordo con la sua linea editoriale...

Il fatto che non riceva finanziamenti non significa che non sia schierato. L'articolo di Telese e' una plateale marchetta politica che finge di ignorare numerosi aspetti tecnici per sollevare critiche pretestuose.
 

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