Se non realizziamo nuove infrastrutture perderemo ancor più competitività rispetto agli altri Paesi Europei con conseguenze devastanti su occupazione e Prodotto Nazionale. E' matematico. Non ci sarebbe più alcuna ragione per investire in Italia.silverrain ha scritto:DareAvere(exTDI89) ha scritto:Non è possibile parlare di qualità della vita in uno stato di disoccupazione e sottosviluppo. Se al termine di questa crisi non schiacciamo l'acceleratore sul fronte delle infrastrutture per colmare il nostro deficit non ci riprenderemo mai. Le imprese l'Italia la stanno lasciando, l'energia costa troppo, mancano i collegamenti, gli spostamenti sono troppo lenti. Un tempo sopperivano i governi mettendo pezze e elargendo aiuti, ormai non è più possibile(sia per i veti europei sia perchè i margini di manovra sulla spesa sono scarsissimi).
Infrastrutture=soldi pubblici.
Ovvero tagli e tasse punto.
Ma cosa mi serve una strada nuova se poi non ho i soldi per manutenere quelle vecchie?
Mi sembra il discorso della ferrovie: vai frecciarossa....tutti gli investimenti sulla AV e il resto a prescindere.
Abbiamo scuole a pezzi, comuni che svendono tutto quello che hanno per "tirare a campare", governo che fa il 3x2 sui condoni....
Io punterei su recuperare il nostro patrimonio attuale (manutenzione) prima di avere altre cose sul groppone....
E per l'energia, forse, ma dico forse, sarebbe meglio che non tutto sia in mano di pochi..... altro che costo di produzione....
Ovviamente concordo sul fatto che la rete infrastrutturale esistente e ordinaria vada ben gestita, ma questo non può significare che TAV, Alta Velocità, nuove infrastrutture stradali siano da abbandonare.
Qualche giorno fa percorrevo l'A14 da Pescara in direzione nord, saranno state le 10 di mattina. Una colonna continua di camion che procedevano a velocità ridicola. Trattasi di un'autostradada fondamentale(arriva a Bologna e, raccordandosi con l'A24, a Roma). Gran parte di questo tratto autostradale è ancora a due corsie. Il surplus di costi per le imprese in termini di tempo perso, maggior usura dei mezzi, costo del personale è immane. Situazioni simili sono riscontrabili in gran parte del Paese, nelle arterie attorno a Roma(perennemente bloccate), nei pressi del nodo di Bologna, nelle aree altamente produttive del nord Italia(Lombardia e Veneto).
Gli investimenti in infrastrutture(spese in conto capitale) si recuperano nel tempo grazie alla maggiore ricchezza prodotta che ne deriva.