<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> A/C in inverno, ho un lapsus. | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

A/C in inverno, ho un lapsus.

Quoto, anche se in campo architettura (o meglio edilizia, dato che architettura non si può fare).
devo essere onesto, la mia casa (condominio) è stata progettata come esterni da un architetto, come impiantistica e disposizione da un ingegnere, anzi ada più di uno, poi la tramezzatura è stata realizzata da altri due, uno esperto di arredamento tecnologico e l'altro di realizzazione edile, infine l'arredamento vero e proprio da una specialista di interni... ognuno ha fatto il suo mestiere, io ho scelto tra il capitolato ed il "fuoricapitolato" ove necessario... devo riconoscere che ogni professione è stata valorizzata e ovviamente lautamente retribuita... il risultato mi soddisfa, anche se certe cose le rifarei diverse e se alcuni aspetti siano stati curati meno (serramenti di tre forniture differenti), ma sono finiti in mano a geometri o artigiani poco "scolarizzati"... non vedo dicotomia tra achitetto ed ingengnere e neppure col fisico... anzi ho ricevuto i complimenti dai miei fornitori...
 
Dunque...
L'aria del phon è secca perchè è elevato il salto termico che le si fa fare. Ma non perde acqua durante il riscaldamento. L'aria in uscita ha semplicemente un'imidità relativa inferiore (bassissima) perchè la sua temperatura è molto alta. Quando poi quest'aria si raffredderà di nuovo, avrà la stessa identica umidità relativa di prima e lo specchio si riappanna (di solito, però, la doccia è finita, quindi non si riappanna più).
Il discorso dell'aria che si forma sopra all'acqua che bolle non c'entra, perchè l'acqua sottostante arricchisce di vapore l'aria, come se nel phon ci fosse un'aggiunta di acqua.

Riguardo il funzionamento dei vari climatizzatori, nelle macchine che ho e ho avuto, l'aria viene filtrata anche con la semplice ventola, perchè il filtro è a monte di tutto l'impianto. Col clima acceso si disappanna prima il vetro anche a motore freddo perchè l'aria che esce dalla bocchette viene raffreddata e quindi deumidificata, anche se successivamente non riesce ad essere riscaldata; comunque viene introdotta dell'aria alla quale è stata sottratta una certa quantità di acqua. Poi, quando l'aria riesce anche a scaldarsi, si ha il doppio vantaggio di introdurre aria con un'umidità relativa inferiore (non con meno quantità di acqua, ma con umidità relativa inferiore) e di scaldare il parabrezza, quindi si alza la temperatura di rugiada sul parabrezza.
Solo per dire che l'appannamento del parabrezza o dello specchio in bagno dipende fortemente dalla temperatura della loro superficie più che da formule di umidità relativa o assoluta, perchè l'appannamento è semplice condensa del vapore acqueo ed ha a che fare con l'energia cinetica delle molecole..
Se hai un parabrezza appannato, le cose che puoi fare son tre: gli soffi aria secca che tende perciò ad asciugare il vetro staccando le molecole dalla superficie sfruttando la minor pressione di vapore (e questo lo fai usando il condizionatore), oppure gli soffi dell'aria calda, che riscalderà il vetro e di conseguenza le molecole d'acqua ad esso attaccate che tenderanno perciò a staccarsi dalla sua superficie. Oppure scaldi il vetro con delle resistenze, con lo stesso risultato.
 
Qui tra fisici, ingegneri e gente che lavora al CNR magari (o addirittura al CERN) non si sa più dove prendere... e dir che pareva un topic stupido. :emoji_joy::emoji_left_facing_fist:
 
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Non hai mai visto i vetri appannarsi d'estate? Caspita! Solo a me si appannano durante i temporali? In quelle occasioni è utilissimo disappannarli col climatizzatore perchè la temperatura esterna relativamente alta consente all'aria di avere una notevole quantità di vapore acqueo, quindi il disappannamento per solo riscaldamento è meno efficace.[/QUOTE]Veramente a me capita che in giornate veramente calde ed umide, purtroppo frequenti nella pianura padana, l'appannamento si verifichi sul lato esterno dei vetri raffreddati dal soffio d'aria climatizzata diretto verso il parabrezza. Per appannarsi all'interno dovresti avere una umidità relativa prossima al 100% ed un repentino calo di temperatura esterna che raffreddi il parabrezza.
Ma con un caldo umido così elevato il clima l'avrei già acceso da un pezzo, a prescindere dalla visibilità.
P.S. anch'io ho sempre il clima settato in automatico pur se vario la temperatura impostata tra estate ed inverno per non avere delta di temperatura troppo elevati.
 
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Non hai mai visto i vetri appannarsi d'estate? Caspita! Solo a me si appannano durante i temporali? In quelle occasioni è utilissimo disappannarli col climatizzatore perchè la temperatura esterna relativamente alta consente all'aria di avere una notevole quantità di vapore acqueo, quindi il disappannamento per solo riscaldamento è meno efficace.
Veramente a me capita che in giornate veramente calde ed umide, purtroppo frequenti nella pianura padana, l'appannamento si verifichi sul lato esterno dei vetri raffreddati dal soffio d'aria climatizzata diretto verso il parabrezza. Per appannarsi all'interno dovresti avere una umidità relativa prossima al 100% ed un repentino calo di temperatura esterna che raffreddi il parabrezza.
Ma con un caldo umido così elevato il clima l'avrei già acceso da un pezzo, a prescindere dalla visibilità.
P.S. anch'io ho sempre il clima settato in automatico pur se vario la temperatura impostata tra estate ed inverno per non avere delta di temperatura troppo elevati.[/QUOTE]
In estate i vetri si appannano quando piove: la temperatura del vetro, bagnato dalla pioggia, si abbassa, così l'umidità dell'aria dell'abitacolo (a 20 o 25ºC) , a contatto col vetro, condensa. Non è necessario che all'interno dell'abitacolo ci sia umidità relativa 100%. Comunque è lo stesso che succede d'inverno: vetro freddo affinché l'umidità dell'aria dell'abitacolo a contatto con lui sia in equilibrio.
Quello che vedi all'esterno è lo stesso fenomeno: l'aria esterna umida di giornate afose quando entra in contatto col tuo vetro freddo per il clima acceso fa condensare la sua umidità. Ma questo non vuol dire che fuori c'è umidità relativa 100%, altrimenti si formerebbe la nebbia (d'estate di giorno).
 
Scusate volevo iscrivermi al corso di tecniche comparate di condizionamento dell'auto con basse temperature e cenni di compressione, sapete se c'è ancora posto?
Grandissimi
 
Ne approfitto visto che siete competenti, ho un lapsus: A/C acceso se riscalda con T int. > T. ext., vuol dire che filtra/depura ma non si attiva il motorino aria condizionata, giusto? Quindi non consumo di più ma ho aria "filtrata" e quindi è meglio tenerlo acceso? ...e A/C eco?

Non mi ricordo più. :emoji_older_man:
Ma come fa uno a preoccuparsi del consumo maggiore a causa del climatizzatore?:emoji_astonished: Io rimango interdetto. Climatizzatore sempre acceso e regolato sulla temperatura desiderata, maamche perchè tenendolo spento nella stagione invernale, ci sono problemi per l'appannamento dei vetri e una volta che d'estate lo si mette in funzione ci si accorge che la pompa si è grippata.
 
In tutto questo però Jazzaro è riuscito a riassumere tutto facendola semplice...:emoji_grin:

L'aria calda e umida, depositandosi sul parabrezza freddo, perde energia. Questo causa la riaggregazione delle molecole di vapore (non hanno più l'energia necessaria per "vincere" i legami intermolecolari) e condensa.

Le vie quindi sono due: o la riscaldi (vuoi termicamente, vuoi elettricamente con le serpentine), ridandogli l'energia persa, o diminuisci la frazione molare di vapore nell'aria (appunto deumidificando).

Se fai entrambe le cose contemporaneamente, aiutandoti con l'A/C, in teoria dovresti ottenere un risultato migliore.
 
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