<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> questione taxi | Page 2 | Il Forum di Quattroruote

questione taxi

io che non ho avuto mai un gran rapporto con i taxisti di tutto il mondo devo dire che ascoltando un intervento di un sindacalista questi diceva che non sono contrari ad una concorrenza , che sia di uber o di qualsiasi altra forma di trasporto, l'importante è che sia regolamentata
 
io che non ho avuto mai un gran rapporto con i taxisti di tutto il mondo devo dire che ascoltando un intervento di un sindacalista questi diceva che non sono contrari ad una concorrenza , che sia di uber o di qualsiasi altra forma di trasporto, l'importante è che sia regolamentata[/QUOTE

ERRORE, VEDI POST SUCCESSIVO
 
sia regolamentata come vogliono loro? eh no....troppo comodo...basta casta, basta numero chiuso per tenere alti i prezzi, basta prezzi imposti dai loro rappresentanti.
Ci deve essere concorrenza come in tutti gli altri settori.
Non il far west ma neppure cosí.
 
sia regolamentata come vogliono loro? eh no....troppo comodo...basta casta, basta numero chiuso per tenere alti i prezzi, basta prezzi imposti dai loro rappresentanti.
Ci deve essere concorrenza come in tutti gli altri settori.
Non il far west ma neppure cosí.
Mi hai letto nel pensiero: regolamentare=difendere diritti acquisiti e rendite di posizione,secondo certe categorie.
 
Comunque non usciremo mai da queste situazioni abnormi in maniera indolore.
Anche io nella mia attivita' ho investito: se fallisco e perdo tutto, sono ****miei.
O il rischio di impresa vale solo per taluni e altri no?


Sono le Istituzioni ad avere sbagliato e con questo hanno spalancato " portoni " alle problematiche odierne.
Vediamo che....
Le licenze sono date gratis a tassisti e ristoratori:
ma mentre ristoranti se ne possono aprire all' infinito questo per i taxi non vale
Gia' qui si vede che nello stesso ambito
( anche antecrisi ),
ci sono applicazioni contrastanti di uno stesso principio.
Se un ristorante non riesce a cedere l' attivita', la licenza ritorna al Comune
( licenza che comunque non vale piu' nulla; a valere e' l' avviamento ),
quella dei tassisti invece vale un tesoretto e puo' essee rivenduta.
A completare il panorama di come lavorano le Istituzioni preposte , basta guardare la distruzione metodica del piccolo commercio e di contro il salvataggio ad oltranza delle Farmacie....

E Tu, caro amico, mi chiedi se gli imprenditori in questo malandatiissimo paese sono tutti uguali?
In una cosa pero' non sono d' accordo.
Coi tassisti questo non vale: sono un caso a parte.
L' imprenditore IN PARTENZA sa
che rischia
che se sta male non guadagna,
che non ha le ferie pagate
che andra' in pensione piu' tardi....
Ma al tassinaro gli stan cambiando le regole con la partita della vita in corso
( ovviamente mi riferisco a quelli che si son comprati la licenza a 150.000 E ).
E qui torniamo all' inizio: quelle licenze dovevano rientrare.
Quell' errore ha prodotto il contenzioso insanabile di oggi.
 
Ma al tassinaro gli stan cambiando le regole con la partita della vita in corso
( ovviamente mi riferisco a quelli che si son comprati la licenza a 150.000 E ).
E qui torniamo all' inizio: quelle licenze dovevano rientrare.
Quell' errore ha prodotto il contenzioso insanabile di oggi.
Cambiamenti di regole?
Anche alla categoria del sottoscritto hanno tolto le tariffe professionali, fosse condivisibile il principio o no, eque o no, prima c'erano, adesso non ci sono più.
Il fatto di averla comprata la licenza, non sdogana il fatto che adesso bisogna garantirgli un reddito per ripagarsela, o che un domani la potrà rivendere a mo' di TFR.
Tra l'altro questa "svalutazione" istantanea non gli fa perdere il lavoro, quello rimane ma in regime di concorrenza; si daranno più da fare e migliorerà il servizio.
La differenza, secondo me, per l'imprenditore che investe inizialmente un certo capitale, e che se lo vede ( anzi spera) ritornare in quota parte con il lavoro, e se avrà a fine carriera la possibilità di vendere la sua attività, dipenderà da tanti fattori ( il famoso "avviamento"), ma non obbligatoriamente.
Questi tassisti mi sembra invece che dicano "compro la licenza a 150000 €, lavoro 35 anni ( e quindi secondo me la ripagano in questo lasso di tempo) e poi do per scontato di rivenderla".
Io ipotizzo se per laurearmi i miei hanno speso boh, chi si ricorda, diciamo X milioni di lire del secolo scorso, e visto che per me è funge da "licenza" per lavorare come professionista, allora anche io voglio il diritto di venderla a chi mi pare, e recuperare l'importo speso a suo tempo, compresi gli interessi.
O no?
 
A tutti han cambiato in corso d' opera....
Basti vedere le pensioni e l' articolo 18.
Tornando a noi c'e' una ulteriore differenza.
Le licenze sono date dal Comune per un servizio pubblico
( e gia' li' c'e' una differenza con tutto il resto, seppur nell' ambito sempre comunale. come Ti segnalavo )
Mentre quello che han tolto a Te viene stabilito, immagino, in quel di Roma.
Il discorso poi di come venirne fuori non esiste....
Infatti questo viene da un' errata e ora incorreggibile impostazione iniziale.
Se pianti male un chiodo lo devi tirar giu', poi ripiantarlo
 
Ultima modifica:
A tutti han cambiato in corso d' opera....
Basti vedere le pensioni e l' articolo 18.
Tornando a noi c'e' una ulteriore differenza.
Le licenze sono date dal Comune per un servizio pubblico
( e gia' li' c'e' una differenza con tutto il resto, seppur nell' ambito sempre comunale. come Ti segnalavo )
Mentre quello che han tolto a Te viene stabilito, immagino, in quel di Roma.
Il discorso poi di come venirne fuori non esiste....
Infatti questo viene da un' errata e ora incorreggibile impostazione iniziale.
Se pianti male un chiodo lo devi tirar giu', poi ripiantarlo
Fu il famoso Decreto Bersani....
Comunque per me rimane il fatto che anche se licenze dei tassisti perdessero la loro rivendibilita' e si andasse alla liberalizzazione, il lavoro non lo perderebbero. Di che si lamentano?
Non versano contributi per la pensione?
 
Ultima modifica:
Infatti il problema e' limitato a coloro che l' hanno comprata.
Caso ben diverso da....
Chi l' ha avuta gratis e pensa/pensava poi di lucrarci sopra.
 
Non dico che le altre professioni siano esenti da rischi e nemmeno che il tassista perderebbe il lavoro. Solo ha senso applicare, per questioni sociali, un approccio graduale.
Che i tassisti godano di un regime privilegiato è assodato, come assodato è il riflesso che questa situazione ha sui clienti.
 
Trovo che sulla questione sia impossibile dividere con un taglio netto i torti e le ragioni e che occorrerebbe un tavolo di discussione sereno tra tutte le parti in causa per giungere ad un compromesso in grado di garantire il più possibile tutte le parti in causa con la priorità però per l'interesse pubblico.
Per fare ciò però occorrerebbe anche che certi politici irresponsabili la smettessero di cavalcare richieste corporative per concorrere invece alla definizione di un giusto compromesso, ma in un'epoca in cui ci si combatte anche all'interno dello stesso partito senza esclusione di colpi ciò resta solo una utopia irrealizzabile, purtroppo.
Come diceva mi pare Arizona 77 il problema è nato decenni or sono quando si sono iniziate le vendite delle licenze anziché il loro ritiro.
Impropriamente i tassisti le considerano una sorta di TFR senza considerare che il vero TFR non è altro che retribuzione differita di parte del salario accantonata forzosamente e non una sorta di "vendita" del posto di lavoro.
Resta il fatto che la quasi totalità dei tassisti ha comprato ed a caro prezzo la licenza per poter lavorare e quindi un provvedimento che azzerasse di colpo tale investimento sarebbe iniquo nei loro confronti dato che si troverebbero a pagare per colpe non loro.
Io ho pensato che occorrerebbe per prima cosa quantificare il valore medio delle licenze nelle singole città e poi, a fronte di emissioni di nuove licenze, facendo pagare ai nuovi arrivati un indennizzo volto a coprire la perdita di valore stimata causata per le vecchie licenze.
Per esempio se vi sono mille taxi a centomila euro per licenza e metto sul mercato cento nuove licenze farò pagare novantamila euro a testa da dividere tra i vecchi per compensarli della perdita di valore stimato in diecimila euro.
Fatto ciò si potrebbe poi vietare la vendita tra privati lasciando al comune il compito di riacquisto delle vecchie licenze ed il rilascio delle nuove senza nuove speculazioni.
Resta il fatto che le attuali forme di sciopero selvaggio in un servizio di pubblica utilità dovrebbero venir sanzionate duramente fino al limite del ritiro della licenza.
 
se prendersala con gli "uberisti" potrebbe essere giusto visto che ( se non erro) non sono regolamentati ma perché prendersela coi NCC?
Uber è solo il tramite tra clienti e NCC.
UberPOP, vietato in Italia, era quello che permetteva a chiunque di fare "autonoleggio non regolamentato".

I taxisti se la prendono con gli NCC per il fatto che buona parte di questi non rispettano il regolamento di categoria. I taxi fanno servizio di piazza, quindi hanno diverse regole. Possono prendere le chiamate nei punti di sosta previsti o da radiotaxi.

Gli NCC fanno servizio da rimessa. Cioè, devono rientrare in rimessa dopo ogni cliente, ed attendere lì la chiamata. Esattamente come i bus da turismo, che sono anch'essi NCC (noleggio con conducente). Ora, nelle grandi città, girano non solo auto NCC con licenza nel territorio cittadino, ma decine di auto con licenza a centinaia di km di distanza, in qualche sperduto paesino. Quanti credono che dopo ogni viaggio rientrino al loro garage, distante centinaia di km?
Tramite Uber, questi fanno illecitamente una sorta di radiotaxi-servizio di piazza.

Mi sembra normale che i taxisti, che non possono fare i servizi NCC, chiedano maggiori regolamentazioni e controlli.

Con questo non giustifico lo sciopero in atto, visto che il loro è servizio pubblico e devono osservare le norme sugli scioperi del settore.
 
Uber è solo il tramite tra clienti e NCC.
UberPOP, vietato in Italia, era quello che permetteva a chiunque di fare "autonoleggio non regolamentato".

I taxisti se la prendono con gli NCC per il fatto che buona parte di questi non rispettano il regolamento di categoria. I taxi fanno servizio di piazza, quindi hanno diverse regole. Possono prendere le chiamate nei punti di sosta previsti o da radiotaxi.

Gli NCC fanno servizio da rimessa. Cioè, devono rientrare in rimessa dopo ogni cliente, ed attendere lì la chiamata. Esattamente come i bus da turismo, che sono anch'essi NCC (noleggio con conducente). Ora, nelle grandi città, girano non solo auto NCC con licenza nel territorio cittadino, ma decine di auto con licenza a centinaia di km di distanza, in qualche sperduto paesino. Quanti credono che dopo ogni viaggio rientrino al loro garage, distante centinaia di km?
Tramite Uber, questi fanno illecitamente una sorta di radiotaxi-servizio di piazza.

Mi sembra normale che i taxisti, che non possono fare i servizi NCC, chiedano maggiori regolamentazioni e controlli.

Con questo non giustifico lo sciopero in atto, visto che il loro è servizio pubblico e devono osservare le norme sugli scioperi del settore.

mi chiedo se non sarebbe piú semplice consentire ai taxisti fare ció che fanno gli ncc...se non altro vi sarebbe piú concorrenza.
Cosí non ce ne é neanche un pó e questo non va bene.
É cambiato tutto in tutte le professioni quindi accettino i cambiamenti.
Ovviamente non dall'oggi al domani.
 
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