Io penso che il problema taxi sia un falso problema.
In effetti di taxi nelle città italiane come Roma, Milano, Firenze, Napoli etc credo siano troppo pochi.
Perchè?
Perchè i tassisti come casta si sono sempre rifiutati di accettare l'ingresso di nuove licenze per la città.
In una città come Roma ad esempio, le ultime licenze furono rilasciate e gratuitamente circa 40 anni fa. Poi i tassisti come casta rifiutarono l'ingresso di nuovi operatori e il comune concesse solo licenze NCC.
Un mio amico tassista mi confidò una decina di anni fa (forse oggi con la crisi qualcosa è cambiato) che incassava mensilmente circa 7000 euro e detratte le spese e dichiarando un irpef di fame, riusciva ad avere un guadagno mensile netto di oltre 6000 euro/mese.
A Roma servirebbero il triplo dei taxi attuali e un dimezzamento perlomeno delle tariffe. Sarebbe naturale quindi che il comune fornisse gratuitamente quindi perlomeno altre 10.000 licenze. In questo modo le tariffe scenderebbero e altri 10.000 giovani solo a Roma potrebbero trovare lavoro, vanificando il problema NCC e uber ( che poi a mio avviso anche l'uber pop ha tutte le ragioni per esistere). Ma secondo voi sono d'accordo i tassisti che hanno pagato una licenza 150.000 euro perchè acquistata brevi manu da un altro tassista a fine carriera che invece di restituirla al comune, ne ha fatto commercio? E lecito tutto questo? Forse se il comune elargisse un po' di licenze, molti capirebbero che hanno fatto un incauto acquisto nel prendere una licenza per taxi.
Del resto o rimaniamo un paese arroccato su corporazioni e caste oppure ne veniamo fuori.
Ogni liberalizzazione produce morti e feriti. Prima gli edicolanti, forse oggi i taxi e sicuramente domani i notai.