<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> VAG: ancora la botta non si sente | Page 5 | Il Forum di Quattroruote

VAG: ancora la botta non si sente

XPerience74 ha scritto:
non sarà forse una "botta" però...

Gruppo Volkswagen: le vendite 2015 scendono.

Consegnate 206 mila unità in meno rispetto all'anno scorso. All?origine soprattutto l?andamento negativo in Brasile e Russia.

IN RIBASSO DOPO 13 ANNI - Sono stati 9.930.600 i veicoli veduti da tutte le marche del gruppo Volkswagen nel corso del 2015, vale a dire il 2% in meno rispetto ai 10.137.400 del 2014. Questo comprendendo anche i veicoli commerciali e i camion. Era dal 2002 che il gruppo Volkswagen non chiudeva un anno con le vendite in ribasso. Il risultato risente dell?andamento non favorevole di alcune importanti aree del mondo (Brasile e Russia innanzitutto) ma non c?è dubbio che l?attenzione e le considerazioni sono condizionate dagli eventi degli ultimi mesi, cioè dal cosiddetto Dieselgate (qui per saperne di più). E a questo proposito c?è da rilevare che a dicembre il risultato di tutto il gruppo riporta un calo del 5,2%, superiore a quello di tutto l?anno.

CONTENIMENTO - Nel complesso bisogna notare che con quanto successo appunto in alcune zone del mondo, il risultato complessivo del gruppo si può considerare per lo meno buono. Basti pensare che la differenza tra i veicoli venduti nel 2014 e quelli del 2015 è di 206.800 unità e che nel solo Brasile il gruppo Volkswagen è passato dai 629.800 veicoli del 2014 ai 389.900 del 2014, cioè 239.900 veicoli in meno. Poco meno pesante è stato il tonfo del mercato russo, dove il gruppo Volkswagen ha perso il 36,8%, vendendo nel 2015 174.300 veicoli.

GRAZIE AUDI E PORSCHE - A fronte di questi veri e propri crolli - dovuti essenzialmente alla situazione dei due mercati - il gruppo Volkswagen è riuscito a crescere nei mercati dell?Europa occidentale, dove con 3.430.200 unità vendute è cresciuto del 4,8% rispetto al 2014. Altra area con risultato positivo è quello del Nord America, con un aumento del 4,4%, per un totale di 931.800 veicoli venduti, di cui 607.100 negli Stati Uniti (l?1,2% in più rispetto al 2014). Va comunque aggiunto che questo esito complessivo è merito principalmente di risultati ottenuti dall?Audi (+11,1%) e dalla Porsche (+10,1%), dato che la Volkswagen nei dodici mesi del 2015 ha perso il 4,8% (il 9,1% nel solo dicembre).

nell'art che segue le schede con relativi numeri...

http://tinyurl.com/hb777so

Facendo computo a parte dei dati del Brasile,
alla fine sembrerebbe di piu' un rallentamento o una mancata crescita ( come da abitudine ).
P.s.:
Per quel che conta, in Italia:
mercato + 18
Audi + 17
VW + 12
Non si segnalano stock di Km 0
 
U2511 ha scritto:
per coprire il vero buco, che nasce da ben altre problematiche e mercati ed è strutturalmenet più pericoloso del dieselgate per la sopravvivenza di VAG
scusa non ho capito, ma quale sarebbe il vero buco di vw ?
 
in america pare la batosta !

ma q in talia anzi alla rado dicevan che sn tat premiati vsto che a fine anzi sembra che hann venduto piu auto... i solliti fessi di italiani ?
 
franco58pv ha scritto:
U2511 ha scritto:
per coprire il vero buco, che nasce da ben altre problematiche e mercati ed è strutturalmente più pericoloso del dieselgate per la sopravvivenza di VAG
scusa non ho capito, ma quale sarebbe il vero buco di vw ?
Hanno utilizzato i profitti del boom sui "mercati emergenti" per coprire le perdite Eu, mercati che ora stanno, se non affondando, per lo meno imbarcando acqua. MQB è un bagno di sangue (inevitabile per come è stato pensato), motori idem, eccessiva articolazione prodotto idem, inciuci sindacali idem. Non parliamo poi di modelli "curiosi" :p come la Phaeton. Osserva come stanno iniziando a sforbiciare su allestimenti e paletta prodotti (ci vorrà un po' di tempo per vederlo), il dieselgate è la buona scusa per cercare di raddrizzare la barca prima che affondi.
 
U2511 ha scritto:
franco58pv ha scritto:
U2511 ha scritto:
per coprire il vero buco, che nasce da ben altre problematiche e mercati ed è strutturalmente più pericoloso del dieselgate per la sopravvivenza di VAG
scusa non ho capito, ma quale sarebbe il vero buco di vw ?
Hanno utilizzato i profitti del boom sui "mercati emergenti" per coprire le perdite Eu, mercati che ora stanno, se non affondando, per lo meno imbarcando acqua. MQB è un bagno di sangue (inevitabile per come è stato pensato), motori idem, eccessiva articolazione prodotto idem, inciuci sindacali idem. Non parliamo poi di modelli "curiosi" :p come la Phaeton. Osserva come stanno iniziando a sforbiciare su allestimenti e paletta prodotti (ci vorrà un po' di tempo per vederlo), il dieselgate è la buona scusa per cercare di raddrizzare la barca prima che affondi.
ok grazie , ora ho capito , personalmente credo che la pacchia degli stipendi alti non potrà continuare in eterno, questo diesel gate o non diesel gate
 
Gruppo Volkswagen 2015

Europa 4.045.400 +2,5%
Germania 1.289.100 +4,0%
Russia 174.3 -36,8%
USA 607.1 +1,2%
Sud America 558.3 -29,8%
Cina 3.548.600 -3,4%

Totale mondiale 9.930.600 _ -2,0%

VW Brand 5.823.400 -4,8%
Audi Brand 1.803.200 +3,6%
Skoda 1.055.500 +1,8%
Porsche 225.100 +18,6%
Man 102.500 -14,7%
 
il mercato diesel in genere (india nel caso)...

Diesel al bando in India, i luxury brand tornano alla benzina
Tre mesi di stop alle vendite di auto diesel di grossa cilindrata e il mercato indiano rischia di cambiare per sempre.

Il mercato dell'auto sta vivendo una delle stagioni più tribolate di sempre, soprattutto per quanto riguarda i propulsori a gasolio; se non bastasse il Dieselgate, la cui catena si allunga con più costruttori coinvolti, giunge adesso la messa al bando del gasolio in India. Si tratta di un divieto temporaneo, ma le Case costruttrici temono l'estensione del divieto e lo spirito di emulazione che potrebbe contagiare altre nazioni.

DIESEL BANDITO PER TRE MESI IN INDIA - La Corte Suprema indiana ha detto stop! La cattiva qualità dell'aria della metropoli Nuova Delhi avrebbe superato addirittura i livelli di tossicità di Pechino; questo ha mobilitato il Governo che ha predisposto numerose misure preventive e tra queste il divieto di immatricolazione per nuove vetture alimentate a gasolio con cubature superiore a 2.0 litri. Si tratta di una misura temporanea, valida per tre mesi, e limitata alla cosiddetta National Capital Region di Nuova Delhi (area metropolitana e province limitrofe), ma che ha già fatto tremare i costruttori occidentali più attivi in India (scopri quali altre città hanno dichiarato guerra al gasolio).

COLPO BASSO PER MERCEDES, MOTORI DIESEL FUORI MISURA - A risentire maggiormente della misura restrittiva del Governo indiano sembra essere stata Mercedes Benz, la quale aveva finora trovato nella capitale asiatica un terreno di conquista fertile e promettente, soprattutto per berline e SUV top di gamma. Per la Casa di Stoccarda il problema non è circoscritto ai soli grossi propulsori da 3.0 litri, finora gettonatissimi per il mercato indiano, ma investe anche la taglia inferiore di motorizzazioni a gasolio (leggi degli interessi occidentali sul mercato auto indiano). Mercedes dispone in alternativa di motorizzazioni da 2.143 cc., le quali sforano abbondantemente il limite dei 2.0 litri. Al Governo indiano è stata presentata un'istanza di riconsiderazione da parte della Stella, ma la Corte Suprema non ha tardato a respingerla.

CUGINE TEDESCHE IN FESTA, MA CI SI ORIENTA SUL BENZINA - Se Mercedes è costretta a leccarsi le ferite, le cugine tedesche gongolano per la ghiotta occasione che si prospetta. Audi, BMW e Volkswagen infatti dispongono di unità diesel tollerate dalla nuova normativa, anche se di pochissimo. Sono difatti sufficienti soli 5 cc. per non subire il divieto indiano; la cilindrata dei 2.0 litri della compagine tedesca è infatti pari a 1.995 cc. Tra salvi e dannati i costruttori si apprestano a trovare una nuovo assetto per non essere tagliati fuori dal mercato indiano, qualora venisse esteso e prolungato il divieto. L'orientamento comune sembra quello di tornare a scommettere sulle motorizzazioni a benzina (ma sapevi delle emissioni truccate anche sui benzina VW?); sembrano già di quest'idea FCA, la quale ha deciso di importare in Asia una variante benzina della Jeep Wrangler, e il Gruppo TATA, che ha scelto di introdurre la Jaguar XE a benzina e di far convergere in India modelli Range Rover a benzina, recuperandoli dagli stock di altri Stati. Che sia l'inizio della fine per il gasolio?

http://tinyurl.com/h6qjvrn
 
montaq52 ha scritto:
franco58pv ha scritto:
Matteo__ ha scritto:
Anche se continuo a sostenere anche che allo scandalo VW sia stato dato molto più risalto di quello che effettivamente meritasse e che alla luce del dato appena fornito sul crollo delle vendite in USA, che il consumatore americano sia piuttosto compulsivo e troppo facilmente indirizzabile.
secondo me no : gli hanno dato il giusto peso visto che sull'ambiente non è più lecito scherzare, mentre gli americani sono molto meno c....ni e molto meno bamboccioni di quanto pensiamo noi

si, e usano veicoli da 7000 cc e 3 tonn che non inquinano nulla, non sanno neppure cosa è l'ibrido....ma x piacere, sono i secondi inquinatori al mondo (lo ha detto Obama, non io): se poi rapporti alla popolazione non c'è storia con l'Europa.

Permetterai che VolksWagen non vada ad inquinare l'aria degli Stati Uniti o è una cosa lecita?
 
un'incubo!

Dieselgate USA: VW in ritardo sui SUV e rischia 46 miliardi di multa
Il 2 febbraio scade il termine per presentare una soluzione alle emissioni dei SUV Audi, VW e Porsche. Sul fronte USA monta la tempesta.

Lo scandalo "dieselgate" per il gruppo Volkswagen continua a creare difficoltà e il Costruttore tedesco è costretto a rimettersi costantemente in gioco sia nel Vecchio Continente che in Usa, dove le soluzioni si dimostrano più tortuose e le strade da percorrere più accidentate. Così in America scade oggi il termine per la Volkswagen di presentare il piano risanatore per 80.000 suoi Suv e vetture di segmenti alti, ma ancora non è stata avvistata alcuna "mossa tedesca". Il rischio? Un'altra multa salata.

QUESTIONE DI TOLLERANZA - Ne abbiamo parlato accuratamente più volte della differenza che c'è tra l'Europa (che prepara nuove regole a tal proposito; leggi qui tutti i particolari)) e gli Usa da un punto di vista normativo, in termini di emissioni di NOx, più stingenti oltreoceano (dove la tolleranza è minima, leggi qui il confronto tra VW, Epa e Carb). Così, se Volkswagen nel Vecchio Continente ha potuto ufficializzare e quindi comunicare ai clienti il richiamo delle 8,5 milioni di automobili coinvolte, in America la situazione è ancora in fase di stallo. Ad ogni modo la campagna di richiamo del gruppo Volkswagen in Europa comincia questa settimana in Germania, dove gli esperti hanno stimano un afflusso medio di mille auto al giorno presso ogni concessionario e non meno di 90 minuti di intervento per ogni veicolo.

NEGLI USA - In America il Gruppo ha incassa la bocciatura del CARB (California Air Resources Board) e dell'Environmental Protection Agency (EPA) che hanno respinto le misure proposte da Volkswagen sui motori di 2.0 litri Tdi, mentre per la soluzione relativa ai V6 di 3.0 litri Tdi era stato offerto del tempo in più al Costruttore tedesco per avanzare un piano risolutivo (leggi qui i particolari della chiusura di mercato del Gruppo tedesco in Usa). Nella nota del CARB si è potuto leggere che l'ente aveva informato già prima della fine sello scorso anno che il piano di richiamo non era rispondente ai requisiti base delineati dal California Code of Regulations. Di tutta risposta il Gruppo ha spiegato che "siamo impegnati a lavorare in cooperazione con il CARB e gli altri enti regolatori e abbiamo in programma di proseguire le discussioni quando ci incontreremo con l'EPA». A tal proposito, Volkswagen non ha presentato più alcuna soluzione, pertanto dovrebbe prendere in considerazione la linea intransigente americana, che potrebbe aprire uno scenario sconveniente, l'ennesimo, in termini economici.

SUV E SEGMENTI ALTI - In America si fa caso a tutto, ma proprio a tutto; così Volkswagen ha tempo fino a oggi per presentare all'Epa e al Carb delle soluzioni utili all'approvazione dei richiami di circa 80.000 Suv del Gruppo e altre 575.000 automobili di segmenti alti equipaggiate con i motori di 2.0 litri TDi e 3.0 litri TDi. La California Air Resources Board ha gli occhi puntati soprattutto sui Suv che montano il propulsore dalla cilindrata più alta, che ha coinvolto nello scandalo il Volkswagen Touareg (produzione 2009-2016), il Porsche Cayenne ( 2013-2016), l'Audi A6 Quattro, A7 Quattro, A8, A8L e Q5 (tutte prodotte tra il 2014 e il 2016) e l'Audi Q7 (2009-2016). Il portavoce David Clegern del Carb ha detto che "verranno rispettati i tempi già annunciati a fine novembre del 2015. Pertanto la scadenza del 2 febbraio è arrivata. Domani valuteremo l'operato di Volkswagen". Se il Costruttore tedesco non presenterà soluzioni adeguate per Epa e Carb (e soprattutto se non lo farà in tempo) allora potrebbe compromettere la sua posizione, anche in virtù della probabile multa da 46 miliardi di dollari che il Dipartimento di Giustizia americano ha intenzione di infliggere a Volkswagen per la gravità delle violazioni commesse in termine di emissioni.

http://tinyurl.com/zsu5f6f
 
Gennaio in Usa: "eccellente" -14,6% con poco più di 20.000 vetture vendute, 1,7% di market share, se continuano così sarà un bel bagno di sangue.

PS l'intero gruppo VW (incluse Audi e Porsche) ha piazzato 5000 vetture meno di Subaru... :)
 
Volkswagen: tagli a stipendi top manager dopo Dieselgate.

Secondo le indiscrezioni i compensi del top management saranno ridotti del 50%.

Il consiglio di sorveglianza e il board del Gruppo Volkswagen hanno deciso che «data la situazione attuale dell'azienda, un segnale deve essere dato rispetto alla questione delle remunerazioni dei manager del board». Si tratta di nove membri del top management a cui nel 2014 sono stati erogati compensi, tra fissi e variabili, pari a circa 70 milioni di dollari.

Sebbene VW si sia limitata sinora a comunicare che l'ammontare dei tagli sarà «significativo» e che l'entità verrà comunicata il prossimo 28 aprile, sulla stampa affiorano le indiscrezioni: secondo quanto rivelato in un articolo dalla Sueddeutsche Zeitung, «Il consiglio di amministrazione guidato da Matthias Mueller è pronto a rinunciare alla metà dei bonus», scrive il quotidiano di Monaco, aggiungendo che una parte più piccola della metà tagliata potrebbe però essere recuperata nel prossimo anno a seconda dell'evoluzione della situazione aziendale.

Secondo la Reuters, invece, che cita una fonte riservata, l'accordo prevederebbe una riduzione dei compensi del 30%.

I tagli serviranno a finanziare le spese impreviste da sostenere a causa del Dieselgate, per il quale il Gruppo di Wolfsburg ha già accantonato 6,7 miliardi di euro che però non potrebbero bastare per far fronte alla campagna di richiamo, che interessa 11 milioni di vetture, alle spese legali e alle multe. Per lo stesso motivo, gli azionisti VW, i cui titoli hanno perso il 30% del valore da quando è scoppiato lo "scandalo Diesel", sapranno il 28 aprile se dovranno rinunciare al dividendo.

http://tinyurl.com/h7q8jsk
 
XPerience74 ha scritto:
Volkswagen: tagli a stipendi top manager dopo Dieselgate.

Secondo le indiscrezioni i compensi del top management saranno ridotti del 50%.

Il consiglio di sorveglianza e il board del Gruppo Volkswagen hanno deciso che «data la situazione attuale dell'azienda, un segnale deve essere dato rispetto alla questione delle remunerazioni dei manager del board». Si tratta di nove membri del top management a cui nel 2014 sono stati erogati compensi, tra fissi e variabili, pari a circa 70 milioni di dollari.

Sebbene VW si sia limitata sinora a comunicare che l'ammontare dei tagli sarà «significativo» e che l'entità verrà comunicata il prossimo 28 aprile, sulla stampa affiorano le indiscrezioni: secondo quanto rivelato in un articolo dalla Sueddeutsche Zeitung, «Il consiglio di amministrazione guidato da Matthias Mueller è pronto a rinunciare alla metà dei bonus», scrive il quotidiano di Monaco, aggiungendo che una parte più piccola della metà tagliata potrebbe però essere recuperata nel prossimo anno a seconda dell'evoluzione della situazione aziendale.

Secondo la Reuters, invece, che cita una fonte riservata, l'accordo prevederebbe una riduzione dei compensi del 30%.

I tagli serviranno a finanziare le spese impreviste da sostenere a causa del Dieselgate, per il quale il Gruppo di Wolfsburg ha già accantonato 6,7 miliardi di euro che però non potrebbero bastare per far fronte alla campagna di richiamo, che interessa 11 milioni di vetture, alle spese legali e alle multe. Per lo stesso motivo, gli azionisti VW, i cui titoli hanno perso il 30% del valore da quando è scoppiato lo "scandalo Diesel",

sapranno il 28 aprile se dovranno rinunciare al dividendo.

http://tinyurl.com/h7q8jsk

Pensa che tragedia....
al dividendo.
Da noi, un sacco di gente che si e' fidata delle banche, ha perso tutto il capitale,
altro che dividendo :D
 
arizona77 ha scritto:
XPerience74 ha scritto:
Volkswagen: tagli a stipendi top manager dopo Dieselgate.

Secondo le indiscrezioni i compensi del top management saranno ridotti del 50%.

Il consiglio di sorveglianza e il board del Gruppo Volkswagen hanno deciso che «data la situazione attuale dell'azienda, un segnale deve essere dato rispetto alla questione delle remunerazioni dei manager del board». Si tratta di nove membri del top management a cui nel 2014 sono stati erogati compensi, tra fissi e variabili, pari a circa 70 milioni di dollari.

Sebbene VW si sia limitata sinora a comunicare che l'ammontare dei tagli sarà «significativo» e che l'entità verrà comunicata il prossimo 28 aprile, sulla stampa affiorano le indiscrezioni: secondo quanto rivelato in un articolo dalla Sueddeutsche Zeitung, «Il consiglio di amministrazione guidato da Matthias Mueller è pronto a rinunciare alla metà dei bonus», scrive il quotidiano di Monaco, aggiungendo che una parte più piccola della metà tagliata potrebbe però essere recuperata nel prossimo anno a seconda dell'evoluzione della situazione aziendale.

Secondo la Reuters, invece, che cita una fonte riservata, l'accordo prevederebbe una riduzione dei compensi del 30%.

I tagli serviranno a finanziare le spese impreviste da sostenere a causa del Dieselgate, per il quale il Gruppo di Wolfsburg ha già accantonato 6,7 miliardi di euro che però non potrebbero bastare per far fronte alla campagna di richiamo, che interessa 11 milioni di vetture, alle spese legali e alle multe. Per lo stesso motivo, gli azionisti VW, i cui titoli hanno perso il 30% del valore da quando è scoppiato lo "scandalo Diesel",

sapranno il 28 aprile se dovranno rinunciare al dividendo.

http://tinyurl.com/h7q8jsk

Pensa che tragedia....
al dividendo.
Da noi, un sacco di gente che si e' fidata delle banche, ha perso tutto il capitale,
altro che dividendo :D

oddio...se la banca mi proponesse di investire tutti i miei soldi in loro obligazioni li manderei al diavolo

ma qui usciamo dal seminato...
 
Ma, a proposito di costi del dieselgate, qualcuno sa a che punto sono i richiami?
Sono cominciati o alla Volkswagen temporeggiano puntando sul fatto che, più il tempo passa, più diminuiscono le macchine da modificare?
 
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