<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Una finestra sulla lettura e sul mondo dei libri | Page 63 | Il Forum di Quattroruote

Una finestra sulla lettura e sul mondo dei libri

hai usato la parola esatta, incoraggiati, invece spesso si usa l'obbligo e non serve a nulla temo.
da me non leggeva nessuno , ovviamente però se glielo chiedi ti dicono che leggevano, non si sa quando ma leggevano, e questo è un altro problema, la gente spesso non legge ma vuole discutere della cosa come se leggesse imponendo quindi proprio quel presupposto che la lettura fa cultura che a me non piace. E' un poco come la storia degli ebook, io non discuto se piacciono o non piacciono perchè ognuno ha i suoi gusti, non sopporto quelli che demoliscono gli ebook per il libro cartaceo ma sono 30 anni che non aprono un libro.
Io leggo sia su carta sia su Kindle, e apprezzo molto la comodità per molti aspetti del secondo. Soprattutto la possibilità di avere tanti libri che non occupano spazio in casa, che lo spazio è già esaurito e ogni tanto mi tocca "travasare" libri in garage o nella seconda casa di mia moglie, che è ancora abbastanza "vergine" (la casa, non la moglie!!)
Però, a parte questo, ovviamente preferisco di gran lunga la carta per leggere! Le sensazioni sono diverse, e certe abitudini piacevoli sono dure a morire.
 
Io leggo sia su carta sia su Kindle, e apprezzo molto la comodità per molti aspetti del secondo. Soprattutto la possibilità di avere tanti libri che non occupano spazio in casa, che lo spazio e già esaurito e ogni tanto mi tocca "travasare" libri in garage o nella seconda casa di mia moglie, che è ancora abbastanza "vergine" (la casa, non la moglie!!)
Però,, a parte questo, ovviamente preferisco di gran lunga la carta per leggere! Le sensazioni sono diverse, e certe abitudini piacevoli sono dure a morire.

personalmente non discuto i gusti di chi come te legge, io leggo su tutte e due i formati ad esempio, sopporto poco la gente che parla di libri ma non legge , e ne parla in un modo per me controproducente
 
Un aneddoto.
Anche mia moglie è cresciuta in una casa piena zeppa di libri e leggeva tantissimo fin da bambina, anche se suo padre era più un artista "visuale" (disegnatore, pittore e grafico pubblicitario).
Quando ci siamo conosciuti, lei aveva un lavoro precario e faticava persino a pagare l'affitto (viveva da sola) e per questo dava lezioni private a una ragazzina di 16 anni di una famiglia molto benestante, ma di scarsa cultura. Avevano una bellissima ed enorme villa al quartiere Coppedè (chi è di Roma sa di cosa parlo), villa che era appartenuta nientemeno che a Beniamino Gigli!
Bene, mia moglie mi diceva che questi erano ricchi sfondati, che la ragazzina era viziata e non le mancava niente, ma... in quella casa, pur enorme e bellissima, non si vedeva neanche un libro in giro!
 
sicuramente negli ultimi anni si è aggiunta anche la velocità della rete che non si addice alla lentezza del libro, però secondo me la crisi della lettura viene da lontano, inizia generazioni fa , non so se coincide con la TV ma potrebbe essere un altra spiegazione.
Purtroppo io poi insisto su di un mio pensiero, è stata fatta passare la lettura come un elemento culturale, nel senso che leggere fa cultura facendola quasi diventare una imposizione , e questo è stato un altro limite . La lettura per me deve essere un piacere, come lo è vedere un film, quando prendo un libro non lo vado a prendere perchè mi crea un arricchimento culturale, ma perchè mi piace leggere
Giusta osservazione, e' un po' la stessa visione che ha avuto il cinema italiano, o parte di esso, valeva solo chi faceva pellicole impegnate....e valeva solo il pubblico impegnato....
 
Giusta osservazione, e' un po' la stessa visione che ha avuto il cinema italiano, o parte di esso, valeva solo chi faceva pellicole impegnate....e valeva solo il pubblico impegnato....

che allontana la gente, io a mia figlia che ha 11 anni non gli sto imponendo di leggere e non gli dico che si deve leggere per farsi una cultura, gli sto dicendo che deve pian pianino vedere la lettura come un piacere , gli compro i libri , ogni tanto andiamo in libreria o se capita parliamo di un libro.
 
che allontana la gente, io a mia figlia che ha 11 anni non gli sto imponendo di leggere e non gli dico che si deve leggere per farsi una cultura, gli sto dicendo che deve pian pianino vedere la lettura come un piacere , gli compro i libri , ogni tanto andiamo in libreria o se capita parliamo di un libro.
L'esempio è la prima regola dell'educazione. Se i genitori leggono i figli sono invogliati a condividere anch'essi questa esperienza. Ovviamente non è matematico, ma è un buon inizio.
 
gli sto dicendo che deve pian pianino vedere la lettura come un piacere , gli compro i libri , ogni tanto andiamo in libreria o se capita parliamo di un libro.
Bravo.

Leggere è importantissimo anche per il prosieguo degli studi: aiuta a comprendere meglio ciò che si legge e a scrivere, quindi ad esprimersi.

Amare la lettura deve aprire la mente, ampliare la fantasia e la capacità critica, di collegare o dubitare di nozioni e indottrinamenti vari.

Io ho sempre odiato le imposizioni. Ho sempre letto moltissimo, ma ciò che mi piaceva: dalla fantascienza di Asimov e Bradbury, ai romanzi di Hemingway o alle pazzìe di Kerouac, dalla Storia raccontata splendidamente da Nuto Revelli o Giorgio Bocca a tutto quello che ha scritto con estrema semplicità e poesia Mario Rigoni Stern (e non disdegnando i fumetti, ovviamente: Zagor, Dylan Dog, Tex, Nathan Never... da ragazzo anche i fumetti di Guerra)...

...ma alla fine, anche se ho odiato e ancora non sopporto 'I promessi sposi', 'Cuore' o 'La divina commedia', credo di aver imparato a comprendere ciò che leggo e a scrivere decentemente :emoji_grinning:
 
Ultimamente sto leggendo molto con il tablet: in pochi secondi compri il libro da Amazon e te lo leggi con schermo scuro e caratteri chiari anche di notte, col buio, senza bisogno di tenere accesa la lampada...

Però quindici giorni fa, in ferie, con Claudia abbiamo fatto due passi in centro (in uno dei pochi momenti con una temperatura accettabile per una passeggiata tra le bollenti vie del centro storico di Ravenna) e ci è venuta voglia di comprare un libro vero... alla fine siamo usciti con due volumi che, ovviamente, in pochi giorni ho divorato :emoji_grinning:

Il primo è 'Il testimone', ed è un giallo del mio giallista preferito, l'islandese Arnaldur Indridason.
Mi sono innamorato delle sue atmosfere con 'Le abitudini delle volpi', dopo essere stato a zonzo per l'Islanda in moto, un bel po' di tempo fa, e da allora ogni volta che esce un suo romanzo me lo leggo tutto d'un fiato. A dire la verità quello precedente l'avevo trovato un po' più pesante del solito, ma con questo 'Il Testimone' il buon vecchio Arnaldur è tornato ad un ottimo livello.

E poi 'La cicatrice del larice', del ravennate Nicolò Bertaccini.
Nicolò è un amico. Che ho conosciuto qualche anno fa per via di iniziative del Coordinamento Motociclisti. Non è uno scrittore di mestiere, anche se ogni mese pubblica un commento sulla rivista In Moto, ed ha già pubblicato un paio di libri: il primo dedicato alla passione per le due ruote, mentre il secondo, un paio di anni fa, era 'Mosaico Criminale', un ottimo giallo ambientato proprio a Ravenna.
Ecco, con 'La cicatrice del larice' ha cambiato tutto. Rimane una scrittura davvero fluida, gradevolissima, ma non è un giallo. E' più una favola ambientata tra le vette (e le leggende) delle Dolomiti.
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...ma alla fine, anche se ho odiato e ancora non sopporto 'I promessi sposi', 'Cuore' o 'La divina commedia', credo di aver imparato a comprendere ciò che leggo e a scrivere decentemente :emoji_grinning:
Ti dirò... io "I promessi sposi" l'ho riletto da adulto, pochi anni fa, e senza l'imposizione di doverlo studiare, l'ho letto con gran piacere.
Ogni tanto mi sorprendevo di quante frasi e modi di dire provengono proprio da quel romanzo.
Certo, bisogna considerare che è figlio del suo tempo e della visione della vita e della religione di Manzoni, ma comunque come opera di letteratura è grandioso!
 
Ti dirò... io "I promessi sposi" l'ho riletto da adulto, pochi anni fa, e senza l'imposizione di doverlo studiare, l'ho letto con gran piacere.
Ogni tanto mi sorprendevo di quante frasi e modi di dire provengono proprio da quel romanzo.
Certo, bisogna considerare che è figlio del suo tempo e della visione della vita e della religione di Manzoni, ma comunque come opera di letteratura è grandioso!
Di per se i ricordi che ho dei promessi sposi letti da studente non e' tanto la lettura, quanto l'inculcamento del professore e le note a margine del testo. Che denota un po' una scuola pensata in ambiti ben delimitati non era importante il testo ma tutto quello che lo contornava.
 
Di per se i ricordi che ho dei promessi sposi letti da studente non e' tanto la lettura, quanto l'inculcamento del professore e le note a margine del testo. Che denota un po' una scuola pensata in ambiti ben delimitati non era importante il testo ma tutto quello che lo contornava.

La scuola dovrebbe essere una maestra che ci inizia alla vita, ma spesso i prof non sono all' altezza e ti fanno odiare certi testi. Non mi sorprende che in molti ancora oggi odiano i promessi sposi o la divina commedia, o altri testi imposti con la visuale del prof di turno anziché stimolare lo studente a leggere tra le righe.
 
io sono sempre dell'idea che la scuola dovrebbe dare le basi e soprattutto installare la voglia di sapere, soprattutto quella dell'obbligo , e questo spesso manca perche ci si concentra su di un modello nozionistico e niente di più. A causa di questo abbiamo generazioni che magari sanno anche un poco di tutto ma passivamente e senza una grande capacità di analisi e critica ma soprattutto senza mai coltivare la passione del sapere, e questo vale anche per la lettura , si conoscevano quei 4 o 5 testi fondamentali ma non si è mai fatta sviluppare la passione delle lettura
 
La scuola dovrebbe essere una maestra che ci inizia alla vita, ma spesso i prof non sono all' altezza e ti fanno odiare certi testi. Non mi sorprende che in molti ancora oggi odiano i promessi sposi o la divina commedia, o altri testi imposti con la visuale del prof di turno anziché stimolare lo studente a leggere tra le righe.
Pensa che mio padre, professore di italiano e latino "all'antica" (e molto severo con i suoi studenti, anche se in realtà era un uomo fin troppo buono), sapeva praticamente tutta la Divina Commedia a memoria...
mentre io al liceo la trovavo piuttosto pesante da studiare e non riuscivo ad apprezzarla dal punto di vista letterario (e ancor meno dal punto di vista degli argomenti, visto che non ero - e non sono - affatto religioso, al contrario dei miei genitori, che lo erano parecchio).
Tra l'altro, pur avendo in casa due insegnanti, ho sempre fatto tutto da solo, non mi hanno mai aiutato nello studio (non perché non lo volessero fare loro, ma perché non volevo io).
 
sulla scuola in relazione ai libri anche scolastici per restare in topic da quello che vedo e sento , tante "misurazioni" per dare voti che poi sono discattati dalla realtà in cui andranno a vivere o a lavorare gli studenti.
si premia come sempre del resto la "memoria"....
poi di fatto classi piccole , accorpate per contenimento dei costi e quindi precedenza all'io rispetto al noi....
ma non si puo' pretendere che la scuola sia diversa dalla società in cui opera.
 
io sono sempre dell'idea che la scuola dovrebbe dare le basi e soprattutto installare la voglia di sapere, soprattutto quella dell'obbligo , e questo spesso manca perche ci si concentra su di un modello nozionistico e niente di più. A causa di questo abbiamo generazioni che magari sanno anche un poco di tutto ma passivamente e senza una grande capacità di analisi e critica ma soprattutto senza mai coltivare la passione del sapere, e questo vale anche per la lettura , si conoscevano quei 4 o 5 testi fondamentali ma non si è mai fatta sviluppare la passione delle lettura
Vero, la scuola dell'obbligo non basta di certo.
Ci vogliono anche degli stimoli extra-scolastici. Nel mio caso sono arrivati in primis dalla mia famiglia, e immagino ancor prima di cominciare ad andare a scuola, visto che poi in prima elementare mi veniva tutto facile (credo che già sapessi leggere abbastanza bene).
 

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