<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Tempo di elettrico: news, analisi di mercato, modelli, tecnologia, anticipazioni, avvistamenti, ovvero tutto ciò che riguarda i veicoli elettrici | Page 136 | Il Forum di Quattroruote
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Tempo di elettrico: news, analisi di mercato, modelli, tecnologia, anticipazioni, avvistamenti, ovvero tutto ciò che riguarda i veicoli elettrici

Posso dirti che sul tema delle password, gestisco 2 spid (mio e di un familiare) e la mia compagna ha lo spid pure lei.
Password mai cambiata, accesso con il viso per 2 spid e in uno con l'impronta digitale.
Ho abilitato pure la CIE, però non l'ho mai usata.
Mah, ho visto che con lo Spid delle Poste (il più diffuso, almeno per chi assisto io), almeno una delle psw va cambiata obbligatoriamente ogni 6 mesi. A suo tempo avevo lo Spid infocert (che ho lasciato quando l'hano messo a pagamento), ed anche lì nonostante l'accesso biometrico ogni tot di tempo di inutilizzo mi richiedeva l'inserimento delle credenziali e in ogni caso ogni 6 mesi il cambio psw. Idem Sielte (che era quello della mamma). Io, dovendo gestire alcune centinaia di account con relative credenziali (non scherzo, tra lavoro, diletto, mie/familiari e di terzi sono a ben oltre 300 ...) ho un bel foglio Excel (salvato in contemporanea su tre piattaforme diverse), ma non tutti sono così organizzati in questo modo, anzi, ben pochi a quanto vedo.

Veod ora che non posso più accedere alla sezione Documenti dell'app IO perché mi chiede di autenticarmi con SPID (che non ho più) o con la CIE (che non ho ancora) ^_^
 
Mah, ho visto che con lo Spid delle Poste (il più diffuso, almeno per chi assisto io), almeno una delle psw va cambiata obbligatoriamente ogni 6 mesi. A suo tempo avevo lo Spid infocert (che ho lasciato quando l'hano messo a pagamento), ed anche lì nonostante l'accesso biometrico ogni tot di tempo di inutilizzo mi richiedeva l'inserimento delle credenziali e in ogni caso ogni 6 mesi il cambio psw. Idem Sielte (che era quello della mamma). Io, dovendo gestire alcune centinaia di account con relative credenziali (non scherzo, tra lavoro, diletto, mie/familiari e di terzi sono a ben oltre 300 ...) ho un bel foglio Excel (salvato in contemporanea su tre piattaforme diverse), ma non tutti sono così organizzati in questo modo, anzi, ben pochi a quanto vedo.

Veod ora che non posso più accedere alla sezione Documenti dell'app IO perché mi chiede di autenticarmi con SPID (che non ho più) o con la CIE (che non ho ancora) ^_^
sì, anche l'app io, chiede periodicamente l'accesso con le credenziali "serie".
all'inizio era ogni 30gg poi, grazie al cielo, qualcuno si e' commosso, ed hanno allungato la validita', non so a quanto, forse 6 mesi?
ma ogni tanto, o spid o cie, altrimenti ti lascia fuori
 
Per il noleggio tipo enjoy mi sembra che le preparate non siano più accettate.

Oggi al Lidl ho visto la solita Twingo elettrica che abbastanza spesso è in carica.
Curiosità ho visto i proprietari.
Una coppia over 70,io non sono bravo a dare un'età alle persone ma da come camminava la moglie forse era più vicina agli 80.
Prima di incamminarsi verso il supermercato ha controllato che il cavo di ricarica fosse collegato bene.
 
Mah, ho visto che con lo Spid delle Poste (il più diffuso, almeno per chi assisto io), almeno una delle psw va cambiata obbligatoriamente ogni 6 mesi. A suo tempo avevo lo Spid infocert (che ho lasciato quando l'hano messo a pagamento), ed anche lì nonostante l'accesso biometrico ogni tot di tempo di inutilizzo mi richiedeva l'inserimento delle credenziali e in ogni caso ogni 6 mesi il cambio psw. Idem Sielte (che era quello della mamma). Io, dovendo gestire alcune centinaia di account con relative credenziali (non scherzo, tra lavoro, diletto, mie/familiari e di terzi sono a ben oltre 300 ...) ho un bel foglio Excel (salvato in contemporanea su tre piattaforme diverse), ma non tutti sono così organizzati in questo modo, anzi, ben pochi a quanto vedo.

Veod ora che non posso più accedere alla sezione Documenti dell'app IO perché mi chiede di autenticarmi con SPID (che non ho più) o con la CIE (che non ho ancora) ^_^

Io ho lo spid delle poste.
Se per l'accesso si usano le credenziali,e poi o il PIN temporaneo o l'sms per la seconda autenticazione,ogni tot mesi ti obbliga a cambiare la password e deve essere diversa dalle ultime 5 usate,non basta cambiare un carattere.
Ma se per l'autenticazione usi l'app poste id invece il codice di 6 cifre puoi non cambiarlo mai.
 
Sul tema spid, non cambio il telefono da 3 anni, e da 3 anni accedo allo spid delle poste solo col viso. Non saprei nemmeno quale password ho. Lo stesso la mia compagna ( spid usato qualche giorno fa per il pagamento della quota annuale).
Idem l’altro spid di un familiare su un altro telefono, impronta digitale e stop.
 
Ma mica e' un offesa
E chi ha pensato ad una offesa, io ti ho risposto che ho una visione diversa, ovvero caspisco il tuo ragionamento ma non lo condivido.
Anche la mia non è una offesa.

, tu sei stato bravissimo a mostrare come funziona il mondo EV oggi. Con tutti i suoi problemi che lo rendono mezzo acerbo, per esempio in un nucleo familiare di 3 4 persone che abita in condominio.
E ce ne sono tante in citta'. Come ce ne sono tante con 2 auto in famiglia e 3 patenti per dire. Anche in questo caso dovendo ricaricare in citta' senza box sarebbe estremamente scomodo.
Qui una divergenza, è l'ifrastruttura che ha un problema non la tecnologia. E come se dicessi che l'auto a metano è acerba perchè c'è un distributore ogni 300 km... Il che non è vero.
Porta i distributori a uno ogni 10 km e vedi che la stessa identica tecnologia da acerba diventa matura.
Altresi l'elettrico, aumenta le opportunità a carica lenta e vedrai che anche in città ricaricare di notte diventarà molto più facile.

Una tecnologia del genere puo' affiancarsi a quella termica non puo' sostituirla.
Facciamo qualche calcolo, in Italia ci sono 38 milioni di auto private, 1,5 milioni sono le nuove ogni hanno di cui si devono togliere le aziendali. Ammettiamo che il trend del nuovo rimanga stabile. Anche se domani mattina ti svegliassi con l'obbligo di comprare una elettrica sul nuovo ci vorrebbero almeno 25 anni a sostituire l'intero parco circolante, ma si parte tra 9.
In Norvegia dove sono 4 gatti e da anni che vendono una percentuale altissima di elettriche hanno sotituito ad oggi solo il 30% del circolante.
In 30 e rotti anni fanno in tempo ad arrivare gli alieni...

e' semplicemente inadeguata a sostituire la termica con le stesse comodita' e fruizione.
Qui abbiamo altra divergenza, comodità. Cosa vuol dire comodità ?
Comodità : "è la qualità di ciò che offre agio, benessere fisico o praticità."
Attenzione, la qualità, non tutto cio che indistintamente offre agio.
Racconto giusto giusto questa piccola storia perchè ne sono venuto a conescenza di recente ma che non ho ancora avuto occasione di raccontare.
Un giorno mi si presenta un mio vecchio, di conoscenza non come età, rappresentante con una Model Y nuova fiammante, targata HD, e se non ho sbagliato a vedere una Long Range.
Lui fino ad ora indistintamente Bmw, Mercedes e Audi diesel, ma non sa che io ho una elettrica l'ho da tempo. Prendo la palla al balzo e gli chiedo con faccia da pesce lesso e con lieve retrogusto da termico inorridito : hai comprato una elettrica !? Lui candidamente mi spiega che anche i suoi colleghi si sono meravigliati della scelta e mi racconta la storia.
E' stata una voglia di cambiamento e curiosità ma nello stesso tempo in buona parte ragionata.
Da qualche anno a questa parte notava crescere costantemente il numero di colonnine e opportunità di ricarica nei suoi giri sia in autostrada sia ne luoghi che frequantava spesso.
Poi mi racconta la "vità" precedente, con la storia che con un pieno fai 700-800 km di fila si ritrovava a fare giri lunghi per fare più clienti, e a volte mangiare una cosa al volo, ma il problema nasceva alla sera casa.
Bada ai figli, bada alla moglie, bada a questo e a quello si ritrovava fino a mezzanotte impegnato a organizzare e a sistemare tutto quello che aveva raccolto durante il giorno e sue testuali parole : " i giorni, le settimane, i mesi passavano, senza aver goduto nulla." e continua con "si... ti puoi dare delle regole ma poi se puoi e ne hai opportunità... lo fai..." come dire che la comodità poi se non stai attento diventa alienante.
Ora ha riprogrammato tutti i suoi giri, ricarica in media una volta al giorno alle DC o appena prima di tornare a casa o quando ha opportunità durante il pranzo o tra un cliente e l'altro sfruttando ll tempo della ricarica per riordinare tutto e programmare il giorno successivo.
Dice : "oltre ad essere meno stressato, complice anche il tipo di auto a casa ho tempo di fare quello che voglio". Si, ammette che qualche volta non è andato tutto liscio e qualche bestemmia l'ha tirata ma e solo una questione di affinamento.
La mia comodità è un'altra ed è nota, per altri un'altra ancora.
Questo ti permette di fare l'elettrico, di gestire, impiegare e riorganizzare il tuo tempo in modi differenti cuciti addosso come un vestito su misura.
 
la parte in corsivo proprio non l'ho capita.
Io parto sempre da un concetto che per me è fondamentale : se vuoi renderti conto dove stai e qual' è il tuo ruolo in questo mondo te lo dice il confronto. Spesso si tende a identificare come normale e giusta la propria vita, definendo atipica e anormale chi è diverso da noi.
Ora, l'elettrico in Italia è visto una come una bega mentre la stessa tecnologia in altri paesi è ampiamente diffusa senza patemi.
Evitiamo di tirare fuori sempre le solite scusanti ed aprire un poco di più gli orizzonti.
 
Qui una divergenza, è l'ifrastruttura che ha un problema non la tecnologia. E come se dicessi che l'auto a metano è acerba perchè c'è un distributore ogni 300 km... Il che non è vero.
Porta i distributori a uno ogni 10 km e vedi che la stessa identica tecnologia da acerba diventa matura.
Altresi l'elettrico, aumenta le opportunità a carica lenta e vedrai che anche in città ricaricare di notte diventarà molto più facile.
questa e' davvero un analisi che non sta in piedi.
Brevemente cerco di essere sintetico, tu avendo box a casa non hai questo problema quindi usando la tua tesi "e' colpa dell'infrastruttura" non avresti problemi. Quindi chiunque ha box a casa non ha problemi . In realta' anche chi ha box a casa deve fare programmazione per via della lentezza della ricarica. Se prendo una famiglia con 3 persone che si devono contendere un auto con tutto che avrebbero a disposizione la situazione "ideale" avrebbero scomodita' che non hanno con una termica che puoi ricaricare in 60 secondi. Quindi anche nel caso limite di avere "n" colonnine pronte all'uso comunque non risolvi i limiti tecnologici delle EV attuali. Certo se avessi infiniti punti di ricarica avresti risolto ma mettere un enormita' di punti di ricarica diffusi (anche da 3kwh per dire) e' sempre un andare a colmare un gap tecnologico dovuto al fatto che e' acerba come tecnologia in quanto non e' versatile come quella che sostituisce. Ed e' fattuale questa cosa.
Facciamo qualche calcolo, in Italia ci sono 38 milioni di auto private, 1,5 milioni sono le nuove ogni hanno di cui si devono togliere le aziendali. Ammettiamo che il trend del nuovo rimanga stabile. Anche se domani mattina ti svegliassi con l'obbligo di comprare una elettrica sul nuovo ci vorrebbero almeno 25 anni a sostituire l'intero parco circolante, ma si parte tra 9.
In Norvegia dove sono 4 gatti e da anni che vendono una percentuale altissima di elettriche hanno sotituito ad oggi solo il 30% del circolante.
In 30 e rotti anni fanno in tempo ad arrivare gli alieni...
il problema e' che inizialmente si era data una dead line al 2035 che implicava per forza di cose una dismissione delle termiche prima del 2030. Ancora hanno da lavorare per cambiare ulteriormente questa cosa. A ridosso del 2030 sara' inevitabile restringere ulteriormente la varieta' dei motori termici a disposizione e il plugin e' una mezza fregatura quindi stai di nuovo costringendo ad andare verso le EV. Dovranno appunto lavorare ancora su questa cosa.
Qui abbiamo altra divergenza, comodità. Cosa vuol dire comodità ?
Comodità : "è la qualità di ciò che offre agio, benessere fisico o praticità."
Attenzione, la qualità, non tutto cio che indistintamente offre agio.
Racconto giusto giusto questa piccola storia perchè ne sono venuto a conescenza di recente ma che non ho ancora avuto occasione di raccontare.
comodita' significa che se devo andare in citta' e fare 40 km andata + 40km ritorno non devo fare come Fantozzi che programma giorno per giorno quando e come ricaricare. Mi pare facile. Significa che se devo ricaricare il serbatoio di benzina non devo mettermi con un foglio excel ma vado al distributore 80 secondi e faccio il pieno.
Che arrivati a questo punto piu' che comodita' potrebbe diventare lusso. Sempre in tema di comodita' parliamo di quei poveri sfigati che vedi in inverno dentro la macchina a fare ricariche fast d'emergenza.
Un tizio dentro ad un Audi Q4 o una BMW iX3 come viene percepito quando lo trovi piantato 30 40 minuti a ricaricare fermo annoiato? come uno che ha in mano un prodotto vincente o perdente? vedrai che il 90% dei passanti lo guardera' come uno sfigato. Piegato alle esigenze della macchina e queste non sono comodita'.
 
Ultima modifica:
Un tizio dentro ad un Audi Q4 o una BMW iX3 come viene percepito quando lo trovi piantato 30 40 minuti a ricaricare fermo annoiato? come uno che ha in mano un prodotto vincente o perdente? vedrai che il 90% dei passanti lo guardera' come uno sfigato. Piegato alle esigenze della macchina e queste non sono comodita'.
È questo il nodo: percezione e la percezione non è detto che rifletta la realtà. Come se chi compra quelle auto sia masochista….
Ecco un recente sondaggio che offre un quadro più vero dell’Italia di oggi.

Per effettuare questo report è stata utilizzata la IA, ma in un modo innovativo rispetto al passato.
Il report non offre risposte obbligate dove uno deve scegliere ma le risposte vengono registrate e la IA ne estrapola i contenuti per soddisfare la risposta alla domanda.
Inoltre il report analizza il divario tra l‘interesse potenziale e l’acquisto reale dell’auto elettrica. Un divario che non è solo di natura economica, o tecnologica, ma legata proprio al rapporto tra percezione e consapevolezza

Partendo dagli intervistati senza auto elettrica. Il 90% percorre meno di 30 km al giorno, ma il 44% non ha alcuna ricarica domestica ed il 41% non può ricaricare sul posto di lavoro. Del campione solo il 10% ha considerato attivamente l’acquisto di un’elettrica, cioè ha fatto ricerche sui vari modelli di auto elettriche, mentre il 58% lo ha fatto solo a livello.
Molte barriere nel passaggio alla BEV derivano proprio dai pregiudizi. Infatti, il 67% esprime timori sull’autonomia della batteria, il 58% ritiene che la rete autostradale di ricarica sia insufficiente ed il 72% ritiene il prezzo d’acquisto troppo alto. Infine quasi il 50% segnala difficoltà nel reperire e interpretare le informazioni sull’auto elettrica. Il paradosso svelato dal sondaggio è che molti si preoccupano del viaggio lungo, quando il 90% percorre meno di 30 km al giorno.
Per quanto riguarda le criticità dell’accesso alla ricarica, quella maggiore è rappresentata dalle periferie. L’area periferica è ritenuta più critica per scarsità di colonnine, secondo il 65% degli intervistati, mentre il 41% è preoccupato per la difficoltà della ricarica domestica.
Quel che però emerge maggiormente dal sondaggio è che senza una riduzione immediatamente percepibile del prezzo di acquisto, tutte le altre leve rischiano di rimanere accessorie. Il prezzo non è negoziabile come priorità. Infatti, il 55,4% degli intervistati potrebbe comprare una BEV se venisse ridotto il prezzo d’acquisto. Come si è visto il bonus auto si è esaurito in pochissime ore a dimostrazione che se il prezzo cala, anche le barriere scendono. Per il 12,7% è importante la necessità di una rete di ricarica capillare, funzionante e distribuita; l’8.8% indica come priorità massima una garanzia sulla batteria di 8/10 anni, ed infine per il 4,4% gli incentivi più accessibili e stabili per programmare un acquisto nel momento in cui è possibile farlo.
La seconda parte dello studio ha raccolto le opinioni di chi già possiede un’auto elettrica.
Anche qui il campione per l’85% copre meno di 30 km al giorno, ed il 38% può ricaricare direttamente a casa. Ebbene gli automobilisti che già guidano l’elettrica, per il 56,4% già apprezza la maggiore economicità dell’elettrico rispetto alle auto a benzina e diesel; oltre il 70% del campione ritiene adeguata la gestione quotidiana dell’autonomia e le criticità tecniche percepite dall’esterno risultano fortemente ridimensionate. Il timore più diffuso, per il 29% degli “elettrici” è il valore residuo dell’auto quando si deciderà di rivenderla nel mercato dell’usato. E quasi la metà del campione (49.5%) dichiara scarsa chiarezza sul valore di rivendita.
L’autonomia è l’aspetto più fortemente positivo tra quelli analizzati: quasi 3 utenti su 4, ovvero il 74.2% ritengono che l’autonomia copra perfettamente gli spostamenti di ogni giorno. Inoltre il 57.5% considera i tempi di ricarica pienamente compatibili con le proprie abitudini. Per quanto riguarda le prestazioni reali, anche in condizioni più impegnative, due terzi del campione (68.4%) ritengono che il veicolo si comporti bene.
Adesso arriva la domanda delle domande : la consiglieresti ?
Chi possiede un’auto elettrica nella stragrande maggioranza, il 74% degli intervistati esprime un giudizio ampiamente positivo, e solo il 7.9% esprime insoddisfazione, ma il sondaggio non indaga sulle motivazioni. L’effetto passaparola funziona sempre, anche ai tempi dell’IA. Infatti, la soddisfazione dei proprietari delle auto elettriche non è solo alta, ma anche “contagiosa”. Chi guida un’elettrica ogni giorno si trasforma in modo del tutto naturale, in un fan di questa tecnologia, quindi un promotore. Dunque la risposta alla domanda è si. Ma questo non cancella le criticità, su cui entrambi gli automobilisti sono d’accordo. L’infrastruttura di ricarica pubblica e autostradale non è ancora sufficientemente affidabile o omogenea e condiziona la percezione di utilizzabilità del mezzo.
 
questa e' davvero un analisi che non sta in piedi.
Brevemente cerco di essere sintetico, tu avendo box a casa non hai questo problema quindi usando la tua tesi "e' colpa dell'infrastruttura" non avresti problemi.
Io no ma chi vuole una elettrica e non ha a disposizione una colonnina comoda i problemi li ha eccome quindi semplicemente desiste.
Ho riportato molti dettagli sulla colonnina da 50 kw installata in un quartiere del mio paese, da quando l’hanno messa oggi almeno 5 elettriche ci stazionano regolarmente.
La morale ? Se dai una opportunità vedrai che qualcuno o molti più di qualcuno la sfruttano.
Non puoi basare la tua tesi e dire che è vera e intoccabile solo perché quella famiglia non può fare niente di diverso. Comincia a dagliela quella possibilità e poi vediamo. Non c’è scritto da nessuna parte che se sono in 4 con un’auto matematicamente hanno abitudini che non possano sfruttare una elettrica. E chi siamo tutti figli di Ulisse e Penelope ?

deve fare programmazione per via della lentezza della ricarica.
Se prendo una famiglia con 3 persone che si devono contendere un auto con tutto che avrebbero a disposizione la situazione "ideale" avrebbero scomodita' che non hanno con una termica che puoi ricaricare in 60 secondi.
Ma per curiosità in quella famiglia quell’auto andrebbe in giro 24/24 ore ?
Se si devono contendere l’auto le ore del giorno sono quelle.
Se qualcuno la usa per andare al lavoro finché non torna per rutti gli altri è off limit.
Se la usa la moglie per andare a fare la spesa o prendere i figli a scuola per gli altri è sempre off limit.
Se la prende il figlio per andare a scuola o all’università sempre off limit per gli altri.
Si magari la usa la sera qualcuno per uscire ok e dove andrebbe a 300 km da casa ? Tutte le sere ?
Ripeto le ore d’uso sono quelle e gli spostamenti di una famiglia pure quindi ti rifaccio la domanda a cui non mi hai risposto : quanti km farebbe un auto tutti i santi giorni in condizioni del genere ? Fammi almeno un esempio di un giorno di quella famiglia. Magari abitano pure in città che fai prima andare a piedi o in bicicletta perché non trovi mai dove parcheggiare… Oltre al fatto che il 90% dei guidatori fa mano di 30 km al giorno.
 
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E chi ha pensato ad una offesa, io ti ho risposto che ho una visione diversa, ovvero caspisco il tuo ragionamento ma non lo condivido.
Anche la mia non è una offesa.


Qui una divergenza, è l'ifrastruttura che ha un problema non la tecnologia. E come se dicessi che l'auto a metano è acerba perchè c'è un distributore ogni 300 km... Il che non è vero.
Porta i distributori a uno ogni 10 km e vedi che la stessa identica tecnologia da acerba diventa matura.
Altresi l'elettrico, aumenta le opportunità a carica lenta e vedrai che anche in città ricaricare di notte diventarà molto più facile.


Facciamo qualche calcolo, in Italia ci sono 38 milioni di auto private, 1,5 milioni sono le nuove ogni hanno di cui si devono togliere le aziendali. Ammettiamo che il trend del nuovo rimanga stabile. Anche se domani mattina ti svegliassi con l'obbligo di comprare una elettrica sul nuovo ci vorrebbero almeno 25 anni a sostituire l'intero parco circolante, ma si parte tra 9.
In Norvegia dove sono 4 gatti e da anni che vendono una percentuale altissima di elettriche hanno sotituito ad oggi solo il 30% del circolante.
In 30 e rotti anni fanno in tempo ad arrivare gli alieni...


Qui abbiamo altra divergenza, comodità. Cosa vuol dire comodità ?
Comodità : "è la qualità di ciò che offre agio, benessere fisico o praticità."
Attenzione, la qualità, non tutto cio che indistintamente offre agio.
Racconto giusto giusto questa piccola storia perchè ne sono venuto a conescenza di recente ma che non ho ancora avuto occasione di raccontare.
Un giorno mi si presenta un mio vecchio, di conoscenza non come età, rappresentante con una Model Y nuova fiammante, targata HD, e se non ho sbagliato a vedere una Long Range.
Lui fino ad ora indistintamente Bmw, Mercedes e Audi diesel, ma non sa che io ho una elettrica l'ho da tempo. Prendo la palla al balzo e gli chiedo con faccia da pesce lesso e con lieve retrogusto da termico inorridito : hai comprato una elettrica !? Lui candidamente mi spiega che anche i suoi colleghi si sono meravigliati della scelta e mi racconta la storia.
E' stata una voglia di cambiamento e curiosità ma nello stesso tempo in buona parte ragionata.
Da qualche anno a questa parte notava crescere costantemente il numero di colonnine e opportunità di ricarica nei suoi giri sia in autostrada sia ne luoghi che frequantava spesso.
Poi mi racconta la "vità" precedente, con la storia che con un pieno fai 700-800 km di fila si ritrovava a fare giri lunghi per fare più clienti, e a volte mangiare una cosa al volo, ma il problema nasceva alla sera casa.
Bada ai figli, bada alla moglie, bada a questo e a quello si ritrovava fino a mezzanotte impegnato a organizzare e a sistemare tutto quello che aveva raccolto durante il giorno e sue testuali parole : " i giorni, le settimane, i mesi passavano, senza aver goduto nulla." e continua con "si... ti puoi dare delle regole ma poi se puoi e ne hai opportunità... lo fai..." come dire che la comodità poi se non stai attento diventa alienante.
Ora ha riprogrammato tutti i suoi giri, ricarica in media una volta al giorno alle DC o appena prima di tornare a casa o quando ha opportunità durante il pranzo o tra un cliente e l'altro sfruttando ll tempo della ricarica per riordinare tutto e programmare il giorno successivo.
Dice : "oltre ad essere meno stressato, complice anche il tipo di auto a casa ho tempo di fare quello che voglio". Si, ammette che qualche volta non è andato tutto liscio e qualche bestemmia l'ha tirata ma e solo una questione di affinamento.
La mia comodità è un'altra ed è nota, per altri un'altra ancora.
Questo ti permette di fare l'elettrico, di gestire, impiegare e riorganizzare il tuo tempo in modi differenti cuciti addosso come un vestito su misura.
fammi capire, il rappresentante, con l'auto diesel, era "costretto" a fare piu' visite, e senza pause, mentre con la elettrica, invece, e' avvantaggiato, perche' gira di meno ed e' costretto a fare pause, durante le quali sistema le cose

ma dai,
se voleva sistemare le cose in una piazzola di servizio, poteva benissimo farlo con qualunque auto.
capisco che si debba giustificare l'acquisto davanti alla moglie, ma mi pare un po' un'arrampicata sugli specchi :D
 
ma dai,
se voleva sistemare le cose in una piazzola di servizio, poteva benissimo farlo con qualunque auto.
Nussuno di voi qui ci riuscirebbe, sarebbe contro la vostra natura dato che perdere solo 15 minuti per una ricarica è considerato sacrilego, tanto più se è una macchina a imporvelo .
E tu mi vorresti dire, anzi far credere, che chi ha un Diesel perderebbe lo stesso tempo di una ricarica, inutile dato che non è forzato, in una piazzola per organizzare il lavoro ?
Te lo dico io : ma dai ! Non ci crede nessuno.
 
È questo il nodo: percezione e la percezione non è detto che rifletta la realtà. Come se chi compra quelle auto sia masochista….
Ecco un recente sondaggio che offre un quadro più vero dell’Italia di oggi.

Per effettuare questo report è stata utilizzata la IA, ma in un modo innovativo rispetto al passato.
Il report non offre risposte obbligate dove uno deve scegliere ma le risposte vengono registrate e la IA ne estrapola i contenuti per soddisfare la risposta alla domanda.
Inoltre il report analizza il divario tra l‘interesse potenziale e l’acquisto reale dell’auto elettrica. Un divario che non è solo di natura economica, o tecnologica, ma legata proprio al rapporto tra percezione e consapevolezza

Partendo dagli intervistati senza auto elettrica. Il 90% percorre meno di 30 km al giorno, ma il 44% non ha alcuna ricarica domestica ed il 41% non può ricaricare sul posto di lavoro. Del campione solo il 10% ha considerato attivamente l’acquisto di un’elettrica, cioè ha fatto ricerche sui vari modelli di auto elettriche, mentre il 58% lo ha fatto solo a livello.
Molte barriere nel passaggio alla BEV derivano proprio dai pregiudizi. Infatti, il 67% esprime timori sull’autonomia della batteria, il 58% ritiene che la rete autostradale di ricarica sia insufficiente ed il 72% ritiene il prezzo d’acquisto troppo alto. Infine quasi il 50% segnala difficoltà nel reperire e interpretare le informazioni sull’auto elettrica. Il paradosso svelato dal sondaggio è che molti si preoccupano del viaggio lungo, quando il 90% percorre meno di 30 km al giorno.
Per quanto riguarda le criticità dell’accesso alla ricarica, quella maggiore è rappresentata dalle periferie. L’area periferica è ritenuta più critica per scarsità di colonnine, secondo il 65% degli intervistati, mentre il 41% è preoccupato per la difficoltà della ricarica domestica.
Quel che però emerge maggiormente dal sondaggio è che senza una riduzione immediatamente percepibile del prezzo di acquisto, tutte le altre leve rischiano di rimanere accessorie. Il prezzo non è negoziabile come priorità. Infatti, il 55,4% degli intervistati potrebbe comprare una BEV se venisse ridotto il prezzo d’acquisto. Come si è visto il bonus auto si è esaurito in pochissime ore a dimostrazione che se il prezzo cala, anche le barriere scendono. Per il 12,7% è importante la necessità di una rete di ricarica capillare, funzionante e distribuita; l’8.8% indica come priorità massima una garanzia sulla batteria di 8/10 anni, ed infine per il 4,4% gli incentivi più accessibili e stabili per programmare un acquisto nel momento in cui è possibile farlo.
La seconda parte dello studio ha raccolto le opinioni di chi già possiede un’auto elettrica.
Anche qui il campione per l’85% copre meno di 30 km al giorno, ed il 38% può ricaricare direttamente a casa. Ebbene gli automobilisti che già guidano l’elettrica, per il 56,4% già apprezza la maggiore economicità dell’elettrico rispetto alle auto a benzina e diesel; oltre il 70% del campione ritiene adeguata la gestione quotidiana dell’autonomia e le criticità tecniche percepite dall’esterno risultano fortemente ridimensionate. Il timore più diffuso, per il 29% degli “elettrici” è il valore residuo dell’auto quando si deciderà di rivenderla nel mercato dell’usato. E quasi la metà del campione (49.5%) dichiara scarsa chiarezza sul valore di rivendita.
L’autonomia è l’aspetto più fortemente positivo tra quelli analizzati: quasi 3 utenti su 4, ovvero il 74.2% ritengono che l’autonomia copra perfettamente gli spostamenti di ogni giorno. Inoltre il 57.5% considera i tempi di ricarica pienamente compatibili con le proprie abitudini. Per quanto riguarda le prestazioni reali, anche in condizioni più impegnative, due terzi del campione (68.4%) ritengono che il veicolo si comporti bene.
Adesso arriva la domanda delle domande : la consiglieresti ?
Chi possiede un’auto elettrica nella stragrande maggioranza, il 74% degli intervistati esprime un giudizio ampiamente positivo, e solo il 7.9% esprime insoddisfazione, ma il sondaggio non indaga sulle motivazioni. L’effetto passaparola funziona sempre, anche ai tempi dell’IA. Infatti, la soddisfazione dei proprietari delle auto elettriche non è solo alta, ma anche “contagiosa”. Chi guida un’elettrica ogni giorno si trasforma in modo del tutto naturale, in un fan di questa tecnologia, quindi un promotore. Dunque la risposta alla domanda è si. Ma questo non cancella le criticità, su cui entrambi gli automobilisti sono d’accordo. L’infrastruttura di ricarica pubblica e autostradale non è ancora sufficientemente affidabile o omogenea e condiziona la percezione di utilizzabilità del mezzo.
cortesemente con parole tue in 5-10 righe.
Altrimenti non si capisce il senso del post.
Puoi dire direttamente il tuo pensiero dicendo poi che e' confermato da quello che hai postato dopo.
 
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Io no ma chi vuole una elettrica e non ha a disposizione una colonnina comoda i problemi li ha eccome quindi semplicemente desiste.
Ho riportato molti dettagli sulla colonnina da 50 kw installata in un quartiere del mio paese, da quando l’hanno messa oggi almeno 5 elettriche ci stazionano regolarmente.
La morale ? Se dai una opportunità vedrai che qualcuno o molti più di qualcuno la sfruttano.
Non puoi basare la tua tesi e dire che è vera e intoccabile solo perché quella famiglia non può fare niente di diverso. Comincia a dagliela quella possibilità e poi vediamo. Non c’è scritto da nessuna parte che se sono in 4 con un’auto matematicamente hanno abitudini che non possano sfruttare una elettrica. E chi siamo tutti figli di Ulisse e Penelope ?


Ma per curiosità in quella famiglia quell’auto andrebbe in giro 24/24 ore ?
Se si devono contendere l’auto le ore del giorno sono quelle.
Se qualcuno la usa per andare al lavoro finché non torna per rutti gli altri è off limit.
Se la usa la moglie per andare a fare la spesa o prendere i figli a scuola per gli altri è sempre off limit.
Se la prende il figlio per andare a scuola o all’università sempre off limit per gli altri.
Si magari la usa la sera qualcuno per uscire ok e dove andrebbe a 300 km da casa ? Tutte le sere ?
Ripeto le ore d’uso sono quelle e gli spostamenti di una famiglia pure quindi ti rifaccio la domanda a cui non mi hai risposto : quanti km farebbe un auto tutti i santi giorni in condizioni del genere ? Fammi almeno un esempio di un giorno di quella famiglia. Magari abitano pure in città che fai prima andare a piedi o in bicicletta perché non trovi mai dove parcheggiare… Oltre al fatto che il 90% dei guidatori fa mano di 30 km al giorno.
avrebbe senso nei prossimi post esprimere concetti usando massimo 5 10 righe. Avendo un minimo di sintesi perche' se devo rispondere a 100 righe ogni volta devo fare 100 righe pure io e diventa tutto illeggibile.
Sinteticamente , sei fuori dalla realta' pratica delle cose.
Se fai un analisi di mercato capisci pure chi e' il nowattaro tipo.
 
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