<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> sostiene Krugman ( Paul, Nobel economia 2008) .... | Il Forum di Quattroruote

sostiene Krugman ( Paul, Nobel economia 2008) ....

Crisi economica: il premio Nobel Krugman attacca frontalmente questo culto dell?austerità http://bit.ly/U4vchn

Crisi economica: il premio Nobel Krugman attacca frontalmente questo culto dell?austerità

Scritto il 2 ottobre 2012 alle 07:14 da carloscalzotto@finanza

Con l?editoriale ?La follia dell?austerità europea?, l?economista americano e premio Nobel Paul Krugman spara a zero contro l?approccio lacrime e sangue di stati e istituzioni continentali, punitivo al limite del sadismo, che promette di risolvere la crisi tagliando la spesa pubblica proprio quando le popolazioni sono ridotte allo stremo.

Sul New York Time Krugman smonta il giudizio unanime, diventato quasi un luogo comune, che un salutare bagno di austerità ci condurrà fuori dal guado.

E? la favola che ci raccontiamo (che politici e tecnici ci raccontano) e che ha ricevuto la massima illusoria conferma nel recente sblocco degli aiuti della Banca Centrale subordinati a severe misure di tagli alla spesa e altre condizioni capestro.

E? bastato che i mercati ne prendessero atto con soddisfazione per riaffermare la bontà del ragionamento economico: dimenticando, nel frattempo, che persone in carne e ossa stavano pagando il prezzo più alto di questa impostazione.

Il problema, secondo Krugman, non è il debito, ma l?assenza cronica di crescita, la disoccupazione a doppia cifra, una stagnazione a livelli di Grande Depressione.

E, improvvisamente, ci si è accorti che la gente no ce la faceva più.

Qualcuno si ostina a credere che scioperi e manifestazioni oceaniche in Spagna e Grecia siano i prevedibili strascichi di una protesta ridotta a differire in qualche modo sacrifici che comunque vanno fatti.

Krugman attacca frontalmente questo culto dell?austerità, ribaltando, su un?ideale lavagna, la lista degli autoproclamatosi buoni a favore degli incolpevoli cattivi.

Dove sbagliano, ostinatamente, i cultori della austerità?

Non è vero, per esempio, che la crisi spagnola derivi dall?eccesso di spesa pubblica: deriva, invece, dal fatto che la bolla immobiliare è arrivata fatalmente a scoppiare, dopo aver procurato un effimero boom anche occupazionale e un relativo periodo di inflazione che ha reso più difficile alle imprese spagnole di essere competitive.

Recuperare competitività richiederà anni: intanto si preferisce tagliare anche i servizi essenziali per una popolazione in ginocchio.

E? vero che in questo momento la Spagna ha grosse difficoltà a finanziarsi sul mercato e il suo debito cresce troppo: ma non è tagliando qualche punto di deficit che i mercati si tranquillizzeranno.

Hanno piuttosto paura di uno sbocco sociale della crisi senza controllo.

E, come il Fondo Monetario Internazionale, credono che ulteriori tagli alla spesa pubblica durante crisi economiche profonde e persistenti inducano gli investitori a credere che il declino stia allungando il passo. ?I veri attori irrazionali? di questa crisi sono, in questa congiuntura, coloro che si presume siano ?i politici e i funzionari seri? e che infliggono ?ancor più dolore, giusto per il piacere di infliggerlo?. source
La loro impostazione moralistica, una falsa prospettiva che dalla Germania si è estesa in tutta Europa, pretende che la crisi abbia a che fare con il cattivo comportamento di chi vive al di sopra delle sue possibilità.

E? una favola, appunto, che omette, per esempio, il sostegno attivo delle banche tedesche alla bolla immobiliare spagnola.

Krugman è lapidario, punta il dito dritto con la Germania e il suo elettorato, spaventato e persuaso dalla paternalista e falsa narrazione dei suoi politici e economisti: ?Se vuole salvare l?euro, la Germania lasci fare alla Bce tutto ciò che è necessario per soccorrere gli stati debitori senza pretendere in cambio altre inutili sofferenze?.
 
che poi l'austerita' , come si e' visto in questi giorni, e' solo per qualche classe che ancora si ostina a credere in questo paese, gli altri vanno avanti a ostriche, feste ed escort...e siamo alla base dei dirigenti dei partiti ...
in compenso facciamo una svuotata delle carceri un anno si ed uno no...
 
Scusate un attimo eh,qui bisogna precisare...ho appena finito una tesi di laurea in economia per la quale ho dovuto leggere parecchie pubblicazioni di Krugman, Stiglitz, Allen, Bhide e molti altri...Quello che dice Krugman, in poche parole,è che per uscire dalla crisi dovremmo "lasciare fare alla BCE", cioè in pratica fare come nel sistema americano, in cui la Fed si preoccupa della politica economica, senza nessun tipo di interferenze esterne (per essere chiaro, in europa la germania vorrebbe sbattere fuori la grecia dall'euro -per inciso,non ho ancora capito cosa ci sia entrata a fare a suo tempo-, in america non succederà mai che il texas proponga di sbattere fuori l'oregon dagli USA..)...ora mi direte, perfetto,abbiamo la BCE il cui statuto dice esattamente questo, dev'essere libera,indipendente,trasparente eccetera eccetera...certo, peccato però che lo statuto della BCE stabilisca anche un'altra cosa, e cioè l'obiettivo della BCE è la stabilità monetaria, cioè il controllo dell'inflazione, che da obiettivo dovrebbe stare sempre intorno al 2% (c'è un motivo per cui il 2 e non il 4 o il 5 o lo 0, ma sarebbe OT..).Punto. Fine. Non c'è scritto da nessuna parte che la BCE debba preoccuparsi di risolvere una crisi di contrazione della domanda (è un brutto modo di definirla,ma per capirci...), perchè questa è la crisi in cui siamo, non c'è scritto da nessuna parte che la BCE debba preoccuparsi di garantire la crescita economica dell'europa. Questo significa che la BCE non può farci nulla, perchè nel momento in cui il buon Mario Draghi facesse per assurdo qualcosa di utile all'uscita dalla crisi (e dovrebbe usare strumenti che semplicemente non ha), starebbe violando lo statuto della BCE, facendo qualcosa di illegale. In america è diverso, la Federal Reserve ha come obiettivo primario la crescita economica (non è esattamente così, in termini tecnici, ma sto cercando di farmi capire..) E il contenimento dell'inflazione come "effetto collaterale".
Il consiglio di Krugman quindi è cambiare lo statuto della nostra banca centrale per renderla uguale alla Federal Reserve, il che potrebbe anche funzionare,ma in un ipotetico paese dal nome "Stati Uniti d'Europa", cioè in un'Europa unita politicamente...senza contare che io personalmente non mi ispirerei più di tanto a una banca centrale incapace di accorgersi di(e reagire a) una bolla immobiliare come quella che poi è scoppiata in america scatenando la crisi dei subprime...
 
BelliCapelli3 ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Bene. Adesso chi va a dirlo ai bocconiani?

Dici che non basta mandargli un tweet?

ma guarda :?: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock: :shock:
-----mi sembrava che tanti sostenessero------
che gli Americani
ci volevano ( finanziariamente ) morti per comprarci a peso....
e invece guarda cosa dicono....ci danno la ricetta per uscire dalla crisi
Bisogna che ci decidiamo
 
Frankie71iceman ha scritto:
senza contare che io personalmente non mi ispirerei più di tanto a una banca centrale incapace di accorgersi di(e reagire a) una bolla immobiliare come quella che poi è scoppiata in america scatenando la crisi dei subprime...

Sicuro che non se ne sia accorta?
 
a_gricolo ha scritto:
Frankie71iceman ha scritto:
senza contare che io personalmente non mi ispirerei più di tanto a una banca centrale incapace di accorgersi di(e reagire a) una bolla immobiliare come quella che poi è scoppiata in america scatenando la crisi dei subprime...

Sicuro che non se ne sia accorta?

...beh,sono quasi sicuro invece che alla Fed se ne siano accorti,ma a questo punto, o se ne sono fregati, o se ne sono approfittati, e sinceramente non credo che questo migliori le cose...

chiaro non sto dicendo che la crisi dei subprime è tutta colpa della fed, solo che in America in molti (congresso,federal reserve,banche,speculatori, sempre ammesso che abbia senso fare queste distinzioni perchè spesso le categorie sopra tendono a mescolarsi..) in quel periodo hanno chiuso occhi,orecchie e quant'altro..volontariamente o meno,non lo so...o perlomeno, non mi sbilancio a fare ipotesi...occhio cmq,sto parlando solo della crisi dei subprime, la crisi europea del debito che stiamo subendo ora è sì legata a quella dei subprime,ma ha origini completamente diverse e "endogene"...
 
Frankie71iceman ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Frankie71iceman ha scritto:
senza contare che io personalmente non mi ispirerei più di tanto a una banca centrale incapace di accorgersi di(e reagire a) una bolla immobiliare come quella che poi è scoppiata in america scatenando la crisi dei subprime...

Sicuro che non se ne sia accorta?

...beh,sono quasi sicuro invece che alla Fed se ne siano accorti,ma a questo punto, o se ne sono fregati, o se ne sono approfittati, e sinceramente non credo che questo migliori le cose...

chiaro non sto dicendo che la crisi dei subprime è tutta colpa della fed, solo che in America in molti (congresso,federal reserve,banche,speculatori, sempre ammesso che abbia senso fare queste distinzioni perchè spesso le categorie sopra tendono a mescolarsi..) in quel periodo hanno chiuso occhi,orecchie e quant'altro..volontariamente o meno,non lo so...o perlomeno, non mi sbilancio a fare ipotesi...occhio cmq,sto parlando solo della crisi dei subprime, la crisi europea del debito che stiamo subendo ora è sì legata a quella dei subprime,ma ha origini completamente diverse e "endogene"...

Io di economia so pochissimo, ma della malafede della fed e di tutta l'accolita di squali che nuotano in quell'acquario sono ragionevolmente convinto.....
 
a_gricolo ha scritto:
Frankie71iceman ha scritto:
a_gricolo ha scritto:
Frankie71iceman ha scritto:
senza contare che io personalmente non mi ispirerei più di tanto a una banca centrale incapace di accorgersi di(e reagire a) una bolla immobiliare come quella che poi è scoppiata in america scatenando la crisi dei subprime...

Sicuro che non se ne sia accorta?

...beh,sono quasi sicuro invece che alla Fed se ne siano accorti,ma a questo punto, o se ne sono fregati, o se ne sono approfittati, e sinceramente non credo che questo migliori le cose...

chiaro non sto dicendo che la crisi dei subprime è tutta colpa della fed, solo che in America in molti (congresso,federal reserve,banche,speculatori, sempre ammesso che abbia senso fare queste distinzioni perchè spesso le categorie sopra tendono a mescolarsi..) in quel periodo hanno chiuso occhi,orecchie e quant'altro..volontariamente o meno,non lo so...o perlomeno, non mi sbilancio a fare ipotesi...occhio cmq,sto parlando solo della crisi dei subprime, la crisi europea del debito che stiamo subendo ora è sì legata a quella dei subprime,ma ha origini completamente diverse e "endogene"...

Io di economia so pochissimo, ma della malafede della fed e di tutta l'accolita di squali che nuotano in quell'acquario sono ragionevolmente convinto.....

Probabilmente è cosa già nota a tutti,ma i problemi sono cominciati nel '99 con una geniale legge (Gramm-Leach-Bliley Act,dal nome dei senatori firmatari) che rimuoveva il divieto di commistione tra banche commerciali (quelle presso cui apri il conto corrente e che ti erogano -o meglio,che una volta erogavano- i mutui) e le banche di investimenti (quelle che spostano tanti,ma tanti, soldi in progetti di investimento vari con il doppio fine di guadagnarci e finanziare imprese meritevoli, in linea teorica),divieto emesso negli anni '30 come risposta alla Grande Depressione,con il Glass-Steagall Act...in pratica è stato lo stesso governo USA prima a creare le condizioni e poi a non saper reagire alla crisi...se volessi saperne di più http://en.wikipedia.org/wiki/Gramm-Leach-Bliley_Act...mi scuso per il link in inglese,ma la Wikipedia italiana ha la stessa attendibilità in questioni economiche della Gazzetta dello Sport...
 
BelliCapelli3 ha scritto:
Crisi economica: il premio Nobel Krugman attacca frontalmente questo culto dell?austerità http://bit.ly/U4vchn

Crisi economica: il premio Nobel Krugman attacca frontalmente questo culto dell?austerità

Scritto il 2 ottobre 2012 alle 07:14 da carloscalzotto@finanza

Con l?editoriale ?La follia dell?austerità europea?, l?economista americano e premio Nobel Paul Krugman spara a zero contro l?approccio lacrime e sangue di stati e istituzioni continentali, punitivo al limite del sadismo, che promette di risolvere la crisi tagliando la spesa pubblica proprio quando le popolazioni sono ridotte allo stremo.

Sul New York Time Krugman smonta il giudizio unanime, diventato quasi un luogo comune, che un salutare bagno di austerità ci condurrà fuori dal guado.

E? la favola che ci raccontiamo (che politici e tecnici ci raccontano) e che ha ricevuto la massima illusoria conferma nel recente sblocco degli aiuti della Banca Centrale subordinati a severe misure di tagli alla spesa e altre condizioni capestro.

E? bastato che i mercati ne prendessero atto con soddisfazione per riaffermare la bontà del ragionamento economico: dimenticando, nel frattempo, che persone in carne e ossa stavano pagando il prezzo più alto di questa impostazione.

Il problema, secondo Krugman, non è il debito, ma l?assenza cronica di crescita, la disoccupazione a doppia cifra, una stagnazione a livelli di Grande Depressione.

E, improvvisamente, ci si è accorti che la gente no ce la faceva più.

Qualcuno si ostina a credere che scioperi e manifestazioni oceaniche in Spagna e Grecia siano i prevedibili strascichi di una protesta ridotta a differire in qualche modo sacrifici che comunque vanno fatti.

Krugman attacca frontalmente questo culto dell?austerità, ribaltando, su un?ideale lavagna, la lista degli autoproclamatosi buoni a favore degli incolpevoli cattivi.

Dove sbagliano, ostinatamente, i cultori della austerità?

Non è vero, per esempio, che la crisi spagnola derivi dall?eccesso di spesa pubblica: deriva, invece, dal fatto che la bolla immobiliare è arrivata fatalmente a scoppiare, dopo aver procurato un effimero boom anche occupazionale e un relativo periodo di inflazione che ha reso più difficile alle imprese spagnole di essere competitive.

Recuperare competitività richiederà anni: intanto si preferisce tagliare anche i servizi essenziali per una popolazione in ginocchio.

E? vero che in questo momento la Spagna ha grosse difficoltà a finanziarsi sul mercato e il suo debito cresce troppo: ma non è tagliando qualche punto di deficit che i mercati si tranquillizzeranno.

Hanno piuttosto paura di uno sbocco sociale della crisi senza controllo.

E, come il Fondo Monetario Internazionale, credono che ulteriori tagli alla spesa pubblica durante crisi economiche profonde e persistenti inducano gli investitori a credere che il declino stia allungando il passo. ?I veri attori irrazionali? di questa crisi sono, in questa congiuntura, coloro che si presume siano ?i politici e i funzionari seri? e che infliggono ?ancor più dolore, giusto per il piacere di infliggerlo?. source
La loro impostazione moralistica, una falsa prospettiva che dalla Germania si è estesa in tutta Europa, pretende che la crisi abbia a che fare con il cattivo comportamento di chi vive al di sopra delle sue possibilità.

E? una favola, appunto, che omette, per esempio, il sostegno attivo delle banche tedesche alla bolla immobiliare spagnola.

Krugman è lapidario, punta il dito dritto con la Germania e il suo elettorato, spaventato e persuaso dalla paternalista e falsa narrazione dei suoi politici e economisti: ?Se vuole salvare l?euro, la Germania lasci fare alla Bce tutto ciò che è necessario per soccorrere gli stati debitori senza pretendere in cambio altre inutili sofferenze?.

E cosa sto scrivendo io da mesi qui sul forum , senza essere nè un economista , nè un nobel ? :D :D :D
 
a_gricolo ha scritto:
Bene. Adesso chi va a dirlo ai bocconiani?

Lo sanno benissimo da soli . Il fatto è che i bocconiani sono proprio i gran commis ( addetti ai servizi di corte: g. delle cerimonie -hoepli- ) dell'impero europeo a guida alemanna ,addetti a propagare l'ideologia dell'austerità e , quel che è peggio , a propinarne i tagli e le tasse e la diminuzione dei redditi correlate.
 
Back
Alto