Leggendo Giuliogiulio mi ero convinto che la tav fosse necessaria. Leggendo Silverrain mi son poi convinto del contrario.
Alla fine ho votato "no, è inutile" solo in funzione della conoscenza che mi son fatto dell'andamento delle italiche cose, e vedo di essere in buona compagnia.
La mia verità però è che mi faccio sempre più persuaso che in tempi moderni, di gente connessa e di mondo diventato a detta d'alcuni, piccolino, l'informazione rimane un'utopia come e forse anche più di quanto lo fosse quando i più fortunati giravano ancora a cavallo. Si dice tutto e il contrario di tutto. E io che abito a Napoli son il penultimo che possa conoscere bene la faccenda. Dubito che la conoscano bene persino a Torino.
Su due cose soprattutto ho maturato la mia decisione: il fatto che il tunnel lo paghiamo noi per metà, pur essendo praticamente tutto in Francia, e il fatto che si continui a spostare la presunta data di saturazione di dieci anni in dieci anni.
Tanto basta, mi sembra la solita trovata all'italiana per distribuire i soldi delle nostre tasse ai soliti noti: politici, costruttori ammanicati che ridono nel letto per le disgrazie altrui, capibastone vari e mettiamoci stavolta anche qualche assicurazione. E l'economia ristagna e continuerà a farlo.
Come rapporto costi/posti di lavoro mi sembra una cosa quantomeno priva di prospettive concrete, almeno a giudicare da tutti i "probabilmente" futuri riportati da Giulio (il mio non è assolutamente giudizio sulla persona, ma semplicissima considerazione su ciò che ha scritto. Dovrebbe essere sottinteso ma di questi tempi non si sa mai.....

): insomma, siamo sempre in Italia, un paese costruito sui forse, sui se e sui ma, tanto che ormai chiunque, quando parli, deve specificare prima che lo stia facendo senza.

Oltretutto gli attentati, più che terroristici, mi sembrano piuttosto molto simili a quelli di stampo mafioso, ma più ci penso, e più non so come e dove collocare questa cosa.....
Un'ultima considerazione, basta col sostenere che se una cosa è deliberata non si possa tornare più indietro. Più si va avanti, più persone e accadimenti sostengono la tesi secondo cui gli F35 siano un pacco colossale. E non sto parlando del fatto se ci servano o meno degli aereoplani, che a mio parere è solo un pretesto per sviare l'attenzione, quanto del fatto che quegli aggeggi si stiano rivelando sempre più delle vere e proprie carriole vendute a peso d'oro al babbeo di turno, che tra l'altro a quanto pare alla fine sta anche perdendo, un morso alla volta, quella carotina che sembravano essere le commesse per la costruzione e manutenzione degli altri Paesi europei.
Non parliamo poi di altre bufale quali il ponte sullo stretto, gli aeroporti nel deserto e le fabbriche di fuoristrada di plastica a Nusco. Davvero vogliamo continuare sulla stessa strada?
Una cavolata è tale anche se deliberata, e finchè si è in tempo si fa sempre bene a metterci una pezza. Non parlo necessariamente dell'episodio in questione (ho già detto che nella mia decisione me ne son andato per un'idea), ma del metodo. Anche perchè, a quanto pare, viene adottato o disatteso a seconda del comodo di turno.