Prendo spunto da questo tuo ottimo intervento per modificare la mia precedente opinione.
Ho rivisto decine di volte, da tutte le telecamere, a velocità normale e a fotogrammi, la scena incriminata dalla direzione gara.
La mia conclusione è che Rossi ha volutamente allargato la traiettoria per portare Marquez verso l'esterno curva. Quando, al termine della curva, Marquez è ancora letteralmente attaccato alla moto di Vale, l'italiano non guarda più il rivale, ma guarda già avanti. E' in questo momento che Marc ha addirittura il casco attaccato al ginocchio di Rossi, che allarga appunto il ginocchio sinistro (sempre guardando avanti) per dirimere un contatto che sarebbe stato pericoloso per entrambi. Marquez viene sbilanciato e cade. Rossi non lo vede più negli specchietti, si volta, a destra e sinistra, e capisce che è caduto.
E' quindi vero che non era uno specifico intento di Rossi far cadere il rivale, ma "solo" portarlo all'esterno della pista, e infatti nel post gara Rossi dice che Webb (il capo-giuria) non ha creduto alla tesi del "calcetto", sostenuta da Marc, ma ha sanzionato Rossi per la manovra intimidatoria e comunque scorretta effettuata. Se avesse dato credito alla tesi del "calcio" alla moto di Marquez, la sanzione sarebbe stata ben più grave.
Ciò ovviamente non scagiona certo del tutto il pilota italiano, ma almeno lo scagiona dalla volontarietà di far cadere Marc. Quindi niente paragoni col calcio e niente cartellino rosso, magari giallo si, per "ostruzionismo"

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C'è poi da dire che lo spagnolo non è in lotta per il mondiale, e quindi questo suo accanimento nel voler stare a tutti i costi davanti a Rossi (impedendogli di lottare con Lorenzo, vero rivale per il titolo) non aveva alcun senso, e lui stesso in conferenza stampa aveva affermato che non voleva assolutamente "intromettersi" nel duello Lorenzo-Rossi, cosa che poi invece ha fatto, assolutamente.
Pertanto se è vero che a Rossi sono saltati i nervi e ha fatto una manovra (purtroppo) scorretta, meritevole comunque di una sanzione, anche se meno di quanto potesse sembrare di primo acchito, è anche vero che Marquez non è stato certo corretto ed è sembrato avallare le affermazioni della vigilia del mitico "numero 46" relative alla gara precedente.