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Secondo voi i libri di testo sono &#34;di parte&#34;?

belpietro ha scritto:
se vogliamo ragionare, qualcuno i libri li deve scegliere.
ora, o crediamo alle favole (a quella dell'insegnate buono e oggettivo, o a quella del dirigente acculturato ed equanime, o a quella del ministero disinteressato) oppure riconosciamo che in qualche modo una certa formazione culturale finirà sempre per influenzare le scelte.
se la scelta è fatta a livello di insegnanti, i discenti vengono messi nelle mani di chissà chi; e spesso le famiglie non hanno i mezzi culturali o il tempo per valutare quanta sia l'influenza.
se la scelta dei titoli "papabili", sempre restando ai collegi, viene almeno verificata da commissioni composite, che possibilmente rispecchino una pluralità di indirizzi storici, io ci vedo un miglioramento e non un peggioramento.
se no, legittimi anche il singolo collegio che volesse adottare testi palesemente fantasiosi.
Posto che i rari casi di assoluta onesta intellettuale sono, appunto e per i limiti dell'umana specie, rari, ti condivido in pieno
 
jaccos ha scritto:
Il problema è che se c'è UNA componente che non deve mai e poi mai mettere bocca sui libri di testo sono proprio i politici, specialmente se questi hanno fatto le proposte delle scorse settimane.

Su questo concetto in linea di massima siamo d'accordo. Ma sei sicuro che nella scelta dei testi scolastici negli ultimi anni la componente politica sia stata assente?
 
belpietro ha scritto:
esatto il riferimento di arhat.

ogni regime ha il suo modo di influire sulla "vulgata" della storia, e anche se con modi meno evidenti di quanto avveniva in passato il nostro regime non è esente dalle stesse tentazioni.
Straquoto
 
Pik39 ha scritto:
In effetti nei testi di storia in uso attualmente nelle scuole, oltre ad imprecisioni, ci sono anche delle omissioni importanti che non contribuiscono certamente a chiarire un periodo storico controverso. La famosa frase di Brenno rivolta ai Romani sconfitti, suona stranamente attuale in questo contesto. Nessuna caccia alle streghe, ne bavagli ne censure, ma è auspicabile un'attenta analisi di questi testi che porti ad una successiva eventuale stesura imparziale

Se uno storico non è in grado di scrivere un libro la vedo ben dura che un qualunque burocrate sia in grado di valutarlo e apportarne correzioni. Se questo compito di valutazione/revisione viene affidato ad un altro storico si crea un incidente che certo non gioverà ne alla storia ne all'editoria.
Penso semmai che la curiosità insita in ognuno di noi dovrebbe prevalere su certe logiche spingendoci a leggere e/o studiare su più testi.
A scuola il compito delle ricerche è proprio quello di ampliare la visione che altrimenti rimane ristretta al testo scelto dal prof.
 
|Mauro65| ha scritto:
Al liceo ebbi una prof di storia e filosodia, da poco scomparsa, alla quale, nel commiato finale dopo i tre anni trascorsi assieme, rivolgemmo la domanda: "ci scusi, ma lei, come è orientata politicamente?" E lei, con un piccolo luccicone (viene anche a me ora) rispose "grazie ragazzi, è il più bel complimento che potevo ricevere".

Il suo approccio mi permise di uscirne indenne all'esame di matura.
Già, perché agli scritti di latino feci un mezzo schifo (di solito andavo discretamente) e di italiano, materia in cui avevo zeroproblemizero, mi beccai un sonoro ed infamante quattro :cry: Giusto per rendere l'idea, l'unico voto negativo (un 5/6) nei 5 anni di "carriera" fu il primo tema in quarta ginnasio. La commissione era molto perplessa, and ad esaminare i temi degli anni precedenti concludendo benevolmente per un incidente di percorso.
All'orale porto scienze e storia.
A scienze, come tutti i miei compagni (senza che ciò costituisca mia particolare discolpa, amavo quella materia) faccio male. La situazione diviene davvero critica: d'accordo che in Italiano fu un incidente di percorso dopo 5 anni di carriera brillante, che di latino fu una topica dopo 5 anni dignitosi, vabbè che la prof di scienze evidentemente qualche problema lo aveva creato ... ma insomma rischiavo pesantemente se non mi riscattavo con una prova eccezionale in storia.
Mi viene all'orecchio l'informazione che il commissario di storia è di "impostazione culturale marxista"
Faccio appello a tutto ciò che la oramai compianta Anita (la mia prof) ci ha trasmesso, in particolare al "pensate! riflettete! fatevi delle domande!", in altre parole al "metodo"
Inizia dunque l'ultimo esame
Il commissario di storia chiede se desidero introdurre un argomento a scelta
Io: "un argomento che mi ha molto colpito, sia per le radici storiche, sia anche e oprattutto per i riflessi nell'attualità, è l'esame delle concause dell'avvento del fascismo in Italia"
Lui si illumina e fa "prego, prosegua"
Io parto (figurativamente) dall'albero degli zoccoli, passo per la cooperazione approfondendo le differenze tar le due anime "bianca e rossa", tratteggio l'arditismo ed il problema dei reduci, immetto di soppiatto Marx ed Engels nell'esame del problema industriale del primo dopoguerra, perlustro la scissione di Livorno, sorvolo rapidamente la II guerra, evito di proposito i riferimenti alle vicende orientali, introducendo invece, con un colpo d'azzardo, l'icona della bandiera a stelle e striscie piantata ad Jwo Jima (in quel momento elevo un pensiero grato alla prof di storia delle medie ..., quella che in classe portava tanto il Corriere quanto "Il Male") per incunearmi nella Guerra di Corea, con dovizia di accenni a MacArthur e financo a McCarthy.
Commissario in estasi multiorgasmica (si può dire?)
Commissione schiantata
Io, differenza di qualche altro, salvo la pellaccia

P.S. il senso è che proprio e solo l'educazione e un'istruzione "libera ed indipendente" mi ha permessso di superare quella specifica contingenza

P.S.2 preciso che, stufo della scuola, non avevo studiato nulla per l'esame di maturità limitandomi ad un ripasso di giorni tre

1991, esame di maturità, scuola privata cattolica. Accorpati, nell'esame, ad altre due classi di scuola pubblica.
Amante della storia, tanto da aver optato anche nello scritto di italiano sulla traccia storica, decido di portare storia di seconda ( di prima portavo fisica), sicuro che non mi avrebbero cambiato la materia, e ci vidi giusto. Arrivo all'orale, l'esaminatrice, dopo aver fatto il suo bell'ingresso in aula con giornale dipartito sotto il braccio, parte con l'interrogazione; mi chiama ed in quel momento scopro che il prof di storia mi ha presetnato con un bell'8 di voto medio ( che nella mia scuola era un signor voto).
Mi fa la prima domanda: io cado dalle nuvole, penso di avere un vuoto mentale, ripasso in pochi nanosecondi il tutto e realizzo quanto è avvenuto; quella domanda è inerente un argomento che non faceva parte del programma di studio. Lo faccio presente a chi mi sta interrogando, la quale mi guarda e candidamente mi risponde "lo so, ma lei è stato presentato con un ottimo voto, ha gli elementi per poter ragionare sul concetto e rispondere ugualmente". Va da sè che la risposta fu in linea con un argomento non affrontato durante l'anno.
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
giuliogiulio ha scritto:
la cultura fa paura....al potere avere dei cittadini malinformati o ignoranti fa molto comodo...trovo sia molto grave che ci si occupi di queste cose, soprattutto tenendo conto di tutti i problemi che ci sono oggi in italia....

cioè, tu trovi che sia meglio avere dei cittadini male informati piuttosto che occuparsene?
non ho capito il ragionamento.
Credo intenda che quando l'autorità mette bocca su quali insegnamenti siano ortodossi ed accettabili e quali no, la storia ci insegna che non è mai un bel segno... :rolleyes:

se vogliamo ragionare, qualcuno i libri li deve scegliere.
ora, o crediamo alle favole (a quella dell'insegnate buono e oggettivo, o a quella del dirigente acculturato ed equanime, o a quella del ministero disinteressato) oppure riconosciamo che in qualche modo una certa formazione culturale finirà sempre per influenzare le scelte.

se la scelta è fatta a livello di insegnanti, i discenti vengono messi nelle mani di chissà chi; e spesso le famiglie non hanno i mezzi culturali o il tempo per valutare quanta sia l'influenza.
se la scelta dei titoli "papabili", sempre restando ai collegi, viene almeno verificata da commissioni composite, che possibilmente rispecchino una pluralità di indirizzi storici, io ci vedo un miglioramento e non un peggioramento.

se no, legittimi anche il singolo collegio che volesse adottare testi palesemente fantasiosi.
Il problema è che se c'è UNA componente che non deve mai e poi mai mettere bocca sui libri di testo sono proprio i politici, specialmente se questi hanno fatto le proposte delle scorse settimane. Ora, non riporto niente per non far lucchettare il topic ma sai bene di che proposte sto parlando. Unisci i tasselli, fai un passo indietro e il quadro che ne esce non è proprio dei migliori... di certo non ispira imparzialità e fiducia nei provvedimenti che eventualmente verranno presi... :rolleyes:

ma tu ci credi veramente che la storiografia italiana insegnata nelle scuole sia figlia di una ricerca storica imparziale ed indipendente, e non di una spartizione di aree di influenza?
ome si diceva prima, nessun testo può essere al 100% oggettivo. I reperti storici sono oggettivi, la ricostruzione che ne consegue non lo può essere.
Però mi sento di dire che la storia insegnata nella scuola attuale e che ho provato sulla mia pelle (dai, 10 anni sono poco) è davvero di ottimo livello.
Sono altresì perfettamente cosciente che parlo della scuola del nordest, non posso sapere come giri altrove...
 
Vorrei tanto aver avuto un insegnate di storia magari "di parte", ma che mi avesse insegnato qualcosa. Quello che ho avuto allo scientifico è riuscito a farmi odiare in un colpo solo storia e filosofia. Un coglione semialcoolizzato le cui lezioni consistevano nella lettura da parte sua del testo con noi che dovevamo solo tagliare le parti che lui non leggeva e imparare a memoria il resto. Filosofia si traduceva nella dettatura di suoi appunti vecchi come Marco Cacco, dove alla domanda "Scusi professore, potrebbe rispiegare l'ultima parte?" la risposta era la ri-dettatura dell'ultimo capoverso, virgole e a capo comprese. Quando ci penso mi viene il tetano ancora adesso dopo trent'anni.....
 
Cometa Rossa ha scritto:
1991, esame di maturità, scuola privata cattolica. Accorpati, nell'esame, ad altre due classi di scuola pubblica.
Amante della storia, tanto da aver optato anche nello scritto di italiano sulla traccia storica, decido di portare storia di seconda ( di prima portavo fisica), sicuro che non mi avrebbero cambiato la materia, e ci vidi giusto. Arrivo all'orale, l'esaminatrice, dopo aver fatto il suo bell'ingresso in aula con giornale dipartito sotto il braccio, parte con l'interrogazione; mi chiama ed in quel momento scopro che il prof di storia mi ha presetnato con un bell'8 di voto medio ( che nella mia scuola era un signor voto).
Mi fa la prima domanda: io cado dalle nuvole, penso di avere un vuoto mentale, ripasso in pochi nanosecondi il tutto e realizzo quanto è avvenuto; quella domanda è inerente un argomento che non faceva parte del programma di studio. Lo faccio presente a chi mi sta interrogando, la quale mi guarda e candidamente mi risponde "lo so, ma lei è stato presentato con un ottimo voto, ha gli elementi per poter ragionare sul concetto e rispondere ugualmente". Va da sè che la risposta fu in linea con un argomento non affrontato durante l'anno.

Eh eh.....non voglio sapere il nome del giornale.. :D

Non ci hai detto, però, se ti passò e con quale voto. :rolleyes:
 
Pik39 ha scritto:
jaccos ha scritto:
Il problema è che se c'è UNA componente che non deve mai e poi mai mettere bocca sui libri di testo sono proprio i politici, specialmente se questi hanno fatto le proposte delle scorse settimane.

Su questo concetto in linea di massima siamo d'accordo. Ma sei sicuro che nella scelta dei testi scolastici negli ultimi anni la componente politica sia stata assente?
Sui libri che ho usato io assolutamente si.
 
a_gricolo ha scritto:
Vorrei tanto aver avuto un insegnate di storia magari "di parte", ma che mi avesse insegnato qualcosa. Quello che ho avuto allo scientifico è riuscito a farmi odiare in un colpo solo storia e filosofia. Un coglione semialcoolizzato le cui lezioni consistevano nella lettura da parte sua del testo con noi che dovevamo solo tagliare le parti che lui non leggeva e imparare a memoria il resto. Filosofia si traduceva nella dettatura di suoi appunti vecchi come Marco Cacco, dove alla domanda "Scusi professore, potrebbe rispiegare l'ultima parte?" la risposta era la ri-dettatura dell'ultimo capoverso, virgole e a capo comprese. Quando ci penso mi viene il tetano ancora adesso dopo trent'anni.....
Stessa cosa con la matematica... :rolleyes:
 
jaccos ha scritto:
Pik39 ha scritto:
Ma sei sicuro che nella scelta dei testi scolastici negli ultimi anni la componente politica sia stata assente?
Sui libri che ho usato io assolutamente si.
Potrei maliziosamente insinuare che ti apparivano neutri per il semplice motivo che riflettevano la tua stessa impostazione culturale 8)
 
Cometa Rossa ha scritto:
jaccos ha scritto:
Il problema è che se c'è UNA componente che non deve mai e poi mai mettere bocca sui libri di testo sono proprio i politici, specialmente se questi hanno fatto le proposte delle scorse settimane. Ora, non riporto niente per non far lucchettare il topic ma sai bene di che proposte sto parlando. Unisci i tasselli, fai un passo indietro e il quadro che ne esce non è proprio dei migliori... di certo non ispira imparzialità e fiducia nei provvedimenti che eventualmente verranno presi... :rolleyes:

E secondo te, in passato, non è avvenuto? Senza entrare nel merito per non far lucchettare questo interessante topic, nell'immediato dopoguerra, quando c'erano due grosse componenti politiche in Italia, chi delle due si prese finanza ed industria e chi scuola e cultura, con tacito accordo sulla spartizione? questo per dire che la poitica ha sempre esercitato una certa influenza sulla scelta dei libri di testo
E con ciò?
Non mi interessa se i libri degli anni 60 erano di parte, in parlamento vogliono cambiare i libri di ADESSO... libri su cui IO ho studiato e che ho trovato ottimi, cosa che non posso dire delle intenzioni di chi questi libri li vuole cambiare.

Ora, a chi sostiene questo cambiamento faccio una domanda: ma voi i libri di storia che ci sono ADESSO li avete visti per dire che sono di parte? O forse vi basate sulle impressioni di quando VOI eravate a scuola?
 
|Mauro65| ha scritto:
jaccos ha scritto:
Pik39 ha scritto:
Ma sei sicuro che nella scelta dei testi scolastici negli ultimi anni la componente politica sia stata assente?
Sui libri che ho usato io assolutamente si.
Potrei maliziosamente insinuare che ti apparivano neutri per il semplice motivo che riflettevano la tua stessa impostazione culturale 8)
Se fossero stati della mia parte avrebbero evitato certi argomenti, cosa che non è avvenuta. ;)
 
Pik39 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
1991, esame di maturità, scuola privata cattolica. Accorpati, nell'esame, ad altre due classi di scuola pubblica.
Amante della storia, tanto da aver optato anche nello scritto di italiano sulla traccia storica, decido di portare storia di seconda ( di prima portavo fisica), sicuro che non mi avrebbero cambiato la materia, e ci vidi giusto. Arrivo all'orale, l'esaminatrice, dopo aver fatto il suo bell'ingresso in aula con giornale dipartito sotto il braccio, parte con l'interrogazione; mi chiama ed in quel momento scopro che il prof di storia mi ha presetnato con un bell'8 di voto medio ( che nella mia scuola era un signor voto).
Mi fa la prima domanda: io cado dalle nuvole, penso di avere un vuoto mentale, ripasso in pochi nanosecondi il tutto e realizzo quanto è avvenuto; quella domanda è inerente un argomento che non faceva parte del programma di studio. Lo faccio presente a chi mi sta interrogando, la quale mi guarda e candidamente mi risponde "lo so, ma lei è stato presentato con un ottimo voto, ha gli elementi per poter ragionare sul concetto e rispondere ugualmente". Va da sè che la risposta fu in linea con un argomento non affrontato durante l'anno.

Eh eh.....non voglio sapere il nome del giornale.. :D

Non ci hai detto, però, se ti passò e con quale voto. :rolleyes:

Il voto di quell'orale non volli saperlo; totale 42 (con un 7/8 al tema d'italiano ed un 8 al tema di matematica); voto più alto della mia classe 48
 
Cometa Rossa ha scritto:
Pik39 ha scritto:
Cometa Rossa ha scritto:
1991, esame di maturità, scuola privata cattolica. Accorpati, nell'esame, ad altre due classi di scuola pubblica.
Amante della storia, tanto da aver optato anche nello scritto di italiano sulla traccia storica, decido di portare storia di seconda ( di prima portavo fisica), sicuro che non mi avrebbero cambiato la materia, e ci vidi giusto. Arrivo all'orale, l'esaminatrice, dopo aver fatto il suo bell'ingresso in aula con giornale dipartito sotto il braccio, parte con l'interrogazione; mi chiama ed in quel momento scopro che il prof di storia mi ha presetnato con un bell'8 di voto medio ( che nella mia scuola era un signor voto).
Mi fa la prima domanda: io cado dalle nuvole, penso di avere un vuoto mentale, ripasso in pochi nanosecondi il tutto e realizzo quanto è avvenuto; quella domanda è inerente un argomento che non faceva parte del programma di studio. Lo faccio presente a chi mi sta interrogando, la quale mi guarda e candidamente mi risponde "lo so, ma lei è stato presentato con un ottimo voto, ha gli elementi per poter ragionare sul concetto e rispondere ugualmente". Va da sè che la risposta fu in linea con un argomento non affrontato durante l'anno.

Eh eh.....non voglio sapere il nome del giornale.. :D

Non ci hai detto, però, se ti passò e con quale voto. :rolleyes:

Il voto di quell'orale non volli saperlo; totale 42 (con un 7/8 al tema d'italiano ed un 8 al tema di matematica); voto più alto della mia classe 48

Anche tu nel club di quelli che all'esame prendono meno della somma delle valutazioni dei singoli test.
Benvenuto.
 
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