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Secondo voi i libri di testo sono &#34;di parte&#34;?

ovviamente ogni libro di testo è di parte, esclusi quelli strettamente "tecnici" (matematica e pochi altri)...
anche in un'antologia di italiano, per dire, l'autore può scegliere quali brani o quali note biografiche inserire, a seconda delle sue opinioni (o simpatie)...
a volte i riferimenti sono più palesi, altre volte più sfumati, se non addirittura cervellotici...
mi ricordo ancora un libro di storia dell'arte, nel quale, parlando di pubblicità, veniva stigmatizzato lo slogan della Coca Cola dell'epoca, perchè ritenuto troppo "imperativo" (!)...
ma alla fine non credo che un libro di testo possa produrre più danni di quanti ne possa fare un insegnante incapace o schierato...
 
Parziali non so, esenti da strafalcioni ed errori no di certo.... Comunque dietro il libro c'è sempre l'insegnante, il grosso lo fa lui
 
la cultura fa paura....al potere avere dei cittadini malinformati o ignoranti fa molto comodo...trovo sia molto grave che ci si occupi di queste cose, soprattutto tenendo conto di tutti i problemi che ci sono oggi in italia....
 
Botto88 ha scritto:
Io cambierei il programma di storia. Si perde troppo tempo sulla preistoria e sui popoli antichi e al quinto anno si arriva tirati alla fine della seconda guerra mondiale tralasciando tutti gli eventi successivi..
Quoto in parte.
Si dedica troppo poco tempo alla storia moderna tanto quanto se ne dedica altrettanto poco alla storia MOLTO antica. In particolare, l'approccio è spesso squisitamente archeologico nel senso più stretto del termine quando vi sono altri ambiti come la paleolinguistica e lo studio del dna che ci danno preziose indicazioni che i libri di storia ignorano completamente...
 
giuliogiulio ha scritto:
la cultura fa paura....al potere avere dei cittadini malinformati o ignoranti fa molto comodo...trovo sia molto grave che ci si occupi di queste cose, soprattutto tenendo conto di tutti i problemi che ci sono oggi in italia....

cioè, tu trovi che sia meglio avere dei cittadini male informati piuttosto che occuparsene?
non ho capito il ragionamento.
 
Ho finito le superiori quasi 10 anni fa ed ho sempre studiato su libri neutri ed oggettivi.
Purge e gulag sovietici, foibe titine e compagnia bella avevano lo stesso spazio dei campi di concentramento nazisti e le violenze italiane.

Non è molto che sono uscito dalla scuola e se le cose sono rimaste come 10 anni fa sentir parlare di libri di testo "deviati" mi sa tanto di "dar fiato alla bocca" così, tanto per cambiare l'aria... :?
 
a_gricolo ha scritto:
Parziali non so, esenti da strafalcioni ed errori no di certo.... Comunque dietro il libro c'è sempre l'insegnante, il grosso lo fa lui

C'è l'insegnante, ma c'è anche il collegio che sceglie i testi.
 
belpietro ha scritto:
giuliogiulio ha scritto:
la cultura fa paura....al potere avere dei cittadini malinformati o ignoranti fa molto comodo...trovo sia molto grave che ci si occupi di queste cose, soprattutto tenendo conto di tutti i problemi che ci sono oggi in italia....

cioè, tu trovi che sia meglio avere dei cittadini male informati piuttosto che occuparsene?
non ho capito il ragionamento.
Credo intenda che quando l'autorità mette bocca su quali insegnamenti siano ortodossi ed accettabili e quali no, la storia ci insegna che non è mai un bel segno... :rolleyes:
 
birillo21 ha scritto:
....
Non possono più essere definite ridicolagini, si tratta di tentativi di mettere bavagli e censure a tutto ciò che viene prodotto dalla cultura alta ed anche da quella popolare.
....

E' una brutta china, non fanno più ridere.
Non posso che quotarti. Nell'ultimo periodo sono stare fatte delle sparate colossali che fanno ben capire quale sia l'obiettivo (che non sto qua a citare per non intaccare il topic) e prima o poi qualcosa riusciranno a fare passare... :rolleyes:
 
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
giuliogiulio ha scritto:
la cultura fa paura....al potere avere dei cittadini malinformati o ignoranti fa molto comodo...trovo sia molto grave che ci si occupi di queste cose, soprattutto tenendo conto di tutti i problemi che ci sono oggi in italia....

cioè, tu trovi che sia meglio avere dei cittadini male informati piuttosto che occuparsene?
non ho capito il ragionamento.
Credo intenda che quando l'autorità mette bocca su quali insegnamenti siano ortodossi ed accettabili e quali no, la storia ci insegna che non è mai un bel segno... :rolleyes:

se vogliamo ragionare, qualcuno i libri li deve scegliere.
ora, o crediamo alle favole (a quella dell'insegnate buono e oggettivo, o a quella del dirigente acculturato ed equanime, o a quella del ministero disinteressato) oppure riconosciamo che in qualche modo una certa formazione culturale finirà sempre per influenzare le scelte.

se la scelta è fatta a livello di insegnanti, i discenti vengono messi nelle mani di chissà chi; e spesso le famiglie non hanno i mezzi culturali o il tempo per valutare quanta sia l'influenza.
se la scelta dei titoli "papabili", sempre restando ai collegi, viene almeno verificata da commissioni composite, che possibilmente rispecchino una pluralità di indirizzi storici, io ci vedo un miglioramento e non un peggioramento.

se no, legittimi anche il singolo collegio che volesse adottare testi palesemente fantasiosi.
 
belpietro ha scritto:
io ricordo quelli dei miei anni del liceo, perché poi i libri di storia me li sono scelti io, quindi ho cercato di pescare un po' meglio.
sicuramente erano non poco, ma MOLTO impostati con parzialità.
e parlo già del risorgimento.
Al liceo ebbi una prof di storia e filosodia, da poco scomparsa, alla quale, nel commiato finale dopo i tre anni trascorsi assieme, rivolgemmo la domanda: "ci scusi, ma lei, come è orientata politicamente?" E lei, con un piccolo luccicone (viene anche a me ora) rispose "grazie ragazzi, è il più bel complimento che potevo ricevere".

Il suo approccio mi permise di uscirne indenne all'esame di matura.
Già, perché agli scritti di latino feci un mezzo schifo (di solito andavo discretamente) e di italiano, materia in cui avevo zeroproblemizero, mi beccai un sonoro ed infamante quattro :cry: Giusto per rendere l'idea, l'unico voto negativo (un 5/6) nei 5 anni di "carriera" fu il primo tema in quarta ginnasio. La commissione era molto perplessa, and ad esaminare i temi degli anni precedenti concludendo benevolmente per un incidente di percorso.
All'orale porto scienze e storia.
A scienze, come tutti i miei compagni (senza che ciò costituisca mia particolare discolpa, amavo quella materia) faccio male. La situazione diviene davvero critica: d'accordo che in Italiano fu un incidente di percorso dopo 5 anni di carriera brillante, che di latino fu una topica dopo 5 anni dignitosi, vabbè che la prof di scienze evidentemente qualche problema lo aveva creato ... ma insomma rischiavo pesantemente se non mi riscattavo con una prova eccezionale in storia.
Mi viene all'orecchio l'informazione che il commissario di storia è di "impostazione culturale marxista"
Faccio appello a tutto ciò che la oramai compianta Anita (la mia prof) ci ha trasmesso, in particolare al "pensate! riflettete! fatevi delle domande!", in altre parole al "metodo"
Inizia dunque l'ultimo esame
Il commissario di storia chiede se desidero introdurre un argomento a scelta
Io: "un argomento che mi ha molto colpito, sia per le radici storiche, sia anche e oprattutto per i riflessi nell'attualità, è l'esame delle concause dell'avvento del fascismo in Italia"
Lui si illumina e fa "prego, prosegua"
Io parto (figurativamente) dall'albero degli zoccoli, passo per la cooperazione approfondendo le differenze tar le due anime "bianca e rossa", tratteggio l'arditismo ed il problema dei reduci, immetto di soppiatto Marx ed Engels nell'esame del problema industriale del primo dopoguerra, perlustro la scissione di Livorno, sorvolo rapidamente la II guerra, evito di proposito i riferimenti alle vicende orientali, introducendo invece, con un colpo d'azzardo, l'icona della bandiera a stelle e striscie piantata ad Jwo Jima (in quel momento elevo un pensiero grato alla prof di storia delle medie ..., quella che in classe portava tanto il Corriere quanto "Il Male") per incunearmi nella Guerra di Corea, con dovizia di accenni a MacArthur e financo a McCarthy.
Commissario in estasi multiorgasmica (si può dire?)
Commissione schiantata
Io, differenza di qualche altro, salvo la pellaccia

P.S. il senso è che proprio e solo l'educazione e un'istruzione "libera ed indipendente" mi ha permessso di superare quella specifica contingenza

P.S.2 preciso che, stufo della scuola, non avevo studiato nulla per l'esame di maturità limitandomi ad un ripasso di giorni tre
 
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
giuliogiulio ha scritto:
la cultura fa paura....al potere avere dei cittadini malinformati o ignoranti fa molto comodo...trovo sia molto grave che ci si occupi di queste cose, soprattutto tenendo conto di tutti i problemi che ci sono oggi in italia....

cioè, tu trovi che sia meglio avere dei cittadini male informati piuttosto che occuparsene?
non ho capito il ragionamento.
Credo intenda che quando l'autorità mette bocca su quali insegnamenti siano ortodossi ed accettabili e quali no, la storia ci insegna che non è mai un bel segno... :rolleyes:

se vogliamo ragionare, qualcuno i libri li deve scegliere.
ora, o crediamo alle favole (a quella dell'insegnate buono e oggettivo, o a quella del dirigente acculturato ed equanime, o a quella del ministero disinteressato) oppure riconosciamo che in qualche modo una certa formazione culturale finirà sempre per influenzare le scelte.

se la scelta è fatta a livello di insegnanti, i discenti vengono messi nelle mani di chissà chi; e spesso le famiglie non hanno i mezzi culturali o il tempo per valutare quanta sia l'influenza.
se la scelta dei titoli "papabili", sempre restando ai collegi, viene almeno verificata da commissioni composite, che possibilmente rispecchino una pluralità di indirizzi storici, io ci vedo un miglioramento e non un peggioramento.

se no, legittimi anche il singolo collegio che volesse adottare testi palesemente fantasiosi.
Il problema è che se c'è UNA componente che non deve mai e poi mai mettere bocca sui libri di testo sono proprio i politici, specialmente se questi hanno fatto le proposte delle scorse settimane. Ora, non riporto niente per non far lucchettare il topic ma sai bene di che proposte sto parlando. Unisci i tasselli, fai un passo indietro e il quadro che ne esce non è proprio dei migliori... di certo non ispira imparzialità e fiducia nei provvedimenti che eventualmente verranno presi... :rolleyes:
 
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
jaccos ha scritto:
belpietro ha scritto:
giuliogiulio ha scritto:
la cultura fa paura....al potere avere dei cittadini malinformati o ignoranti fa molto comodo...trovo sia molto grave che ci si occupi di queste cose, soprattutto tenendo conto di tutti i problemi che ci sono oggi in italia....

cioè, tu trovi che sia meglio avere dei cittadini male informati piuttosto che occuparsene?
non ho capito il ragionamento.
Credo intenda che quando l'autorità mette bocca su quali insegnamenti siano ortodossi ed accettabili e quali no, la storia ci insegna che non è mai un bel segno... :rolleyes:

se vogliamo ragionare, qualcuno i libri li deve scegliere.
ora, o crediamo alle favole (a quella dell'insegnate buono e oggettivo, o a quella del dirigente acculturato ed equanime, o a quella del ministero disinteressato) oppure riconosciamo che in qualche modo una certa formazione culturale finirà sempre per influenzare le scelte.

se la scelta è fatta a livello di insegnanti, i discenti vengono messi nelle mani di chissà chi; e spesso le famiglie non hanno i mezzi culturali o il tempo per valutare quanta sia l'influenza.
se la scelta dei titoli "papabili", sempre restando ai collegi, viene almeno verificata da commissioni composite, che possibilmente rispecchino una pluralità di indirizzi storici, io ci vedo un miglioramento e non un peggioramento.

se no, legittimi anche il singolo collegio che volesse adottare testi palesemente fantasiosi.
Il problema è che se c'è UNA componente che non deve mai e poi mai mettere bocca sui libri di testo sono proprio i politici, specialmente se questi hanno fatto le proposte delle scorse settimane. Ora, non riporto niente per non far lucchettare il topic ma sai bene di che proposte sto parlando. Unisci i tasselli, fai un passo indietro e il quadro che ne esce non è proprio dei migliori... di certo non ispira imparzialità e fiducia nei provvedimenti che eventualmente verranno presi... :rolleyes:

ma tu ci credi veramente che la storiografia italiana insegnata nelle scuole sia figlia di una ricerca storica imparziale ed indipendente, e non di una spartizione di aree di influenza?
 
Anni '80, liceo a TOrino.
Prof parzialissima, libro allineato alla sua parzialità.
Prima amavo la storia, in quegli anni l'ho detestata.

Detto questo, è evidente che il programma di storia alle superiori si ferma sempre troppo presto... a stento arriva alla seconda guerra mondiale.
Si potrebbe "tagliare qlcosa prima" ma il fatto è che cmq qlcosa le devi trascurare, e non so cosa sia peggio.
Rileggere la storia recente con dei prof "di parte" significherebbe fare politica vera e priopria.
 
jaccos ha scritto:
Il problema è che se c'è UNA componente che non deve mai e poi mai mettere bocca sui libri di testo sono proprio i politici, specialmente se questi hanno fatto le proposte delle scorse settimane. Ora, non riporto niente per non far lucchettare il topic ma sai bene di che proposte sto parlando. Unisci i tasselli, fai un passo indietro e il quadro che ne esce non è proprio dei migliori... di certo non ispira imparzialità e fiducia nei provvedimenti che eventualmente verranno presi... :rolleyes:

E secondo te, in passato, non è avvenuto? Senza entrare nel merito per non far lucchettare questo interessante topic, nell'immediato dopoguerra, quando c'erano due grosse componenti politiche in Italia, chi delle due si prese finanza ed industria e chi scuola e cultura, con tacito accordo sulla spartizione? questo per dire che la poitica ha sempre esercitato una certa influenza sulla scelta dei libri di testo
 
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