<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Quando non eravamo politically correct: discussione semiseria | Page 5 | Il Forum di Quattroruote

Quando non eravamo politically correct: discussione semiseria

Io ho il sospetto che chi ce l'ha a morte col politicamente corretto si senta in qualche modo imbrigliato da una sorte di censura.
Diciamocelo: è una censura.
Senza se e senza ma. Ti costringe a sostituire alcuni termini, non intesi come appellativi, ma semplici nomi comuni, con altri inventati appositamente per sostituirli.
E allo stesso modo, qualora si cada nell'errore di usare il vecchio termine (vedere quanto poco è durato "disabile"), scatta la censura e la pubblica "sanzione" dei più informati, che alzano il ditino per condannare.
Cieco ora dovrebbe essere "non vedente", sordo "non udente", ecc...
Dico "dovrebbe", perchè non sono sicuro che non sia stato tirato fuori dal cappello un altro termine più complicato, per dire sempre la stessa cosa.

Ma era davvero così difficile colpire solo chi snaturava il significato di questi termini, anzichè costringere tutti a subìre una censura ad ampio raggio ma senza alcun filo logico?
Perchè mi capita spesso di parlare di questo argomento con portatori di handicap di vario genere e anche loro trovano abbastanza ridicola la situazione, per non dire offensiva nei loro confronti. Del tipo: "Questa settimana come hanno deciso che ci dobbiamo farci chiamare?"
 
Diciamocelo: è una censura.
Senza se e senza ma. Ti costringe a sostituire alcuni termini, non intesi come appellativi, ma semplici nomi comuni, con altri inventati appositamente per sostituirli.
E allo stesso modo, qualora si cada nell'errore di usare il vecchio termine (vedere quanto poco è durato "disabile"), scatta la censura e la pubblica "sanzione" dei più informati, che alzano il ditino per condannare.
Cieco ora dovrebbe essere "non vedente", sordo "non udente", ecc...
Dico "dovrebbe", perchè non sono sicuro che non sia stato tirato fuori dal cappello un altro termine più complicato, per dire sempre la stessa cosa.

Ma era davvero così difficile colpire solo chi snaturava il significato di questi termini, anzichè costringere tutti a subìre una censura ad ampio raggio ma senza alcun filo logico?
Perchè mi capita spesso di parlare di questo argomento con portatori di handicap di vario genere e anche loro trovano abbastanza ridicola la situazione, per non dire offensiva nei loro confronti. Del tipo: "Questa settimana come hanno deciso che ci dobbiamo farci chiamare?"

E' una censura quando si va a cercare il pelo nell'uovo,e allora la cosa diventa eccessiva e ridicola tanto che i diretti interessati ci scherzano sopra.
Ma dire che non è il caso di apostrofare la gente con termini offensivi ma di usare dei sinonimi che non hanno,almeno per ora,una connotazione negativa secondo me non è censura è invitare al rispetto reciproco.
 
Ho preso i primi che mi sono venuti in mente..... ci sarebbero anche i fumetti Supereroica sulla seconda guerra mondiale.... te li ricordi? I piloti dei Messerschmitt erano "i crucchi" e quelli degli Zero "musi gialli" (peraltro, messi in scena con la stessa finalità degli indiani dei classici western, ossia farsi ammazzare dall'eroe di turno....)

No, quelli non li leggevo. Ogni tanto compravo Lancio Story o "Starter" (quest'ultimo "coniugava" donne e motori...........).
 
Diciamocelo: è una censura.
Senza se e senza ma. Ti costringe a sostituire alcuni termini, non intesi come appellativi, ma semplici nomi comuni, con altri inventati appositamente per sostituirli.
E allo stesso modo, qualora si cada nell'errore di usare il vecchio termine (vedere quanto poco è durato "disabile"), scatta la censura e la pubblica "sanzione" dei più informati, che alzano il ditino per condannare.
Cieco ora dovrebbe essere "non vedente", sordo "non udente", ecc...
Dico "dovrebbe", perchè non sono sicuro che non sia stato tirato fuori dal cappello un altro termine più complicato, per dire sempre la stessa cosa.

Ma era davvero così difficile colpire solo chi snaturava il significato di questi termini, anzichè costringere tutti a subìre una censura ad ampio raggio ma senza alcun filo logico?
Perchè mi capita spesso di parlare di questo argomento con portatori di handicap di vario genere e anche loro trovano abbastanza ridicola la situazione, per non dire offensiva nei loro confronti. Del tipo: "Questa settimana come hanno deciso che ci dobbiamo farci chiamare?"

io però non la vivo come una censura calata dall'alto, ho vissuto parecchie volte l'uso improprio del termine Handicappato quindi non riesco proprio ad usarlo per indicare chi è portatore di un handicap, come per lo stesso motivo non riesco ad usare il termine negro , mi mette a disagio.
 
Forse bisognerebbe anche tenere presente che il politicamente corretto non è frutto di qualche azzeccagarbugli che non avendo nulla da fare ha deciso di iniziare a dire agli altri cosa si può dire e cosa no.
Ma secondo me è la reazione,a volte portata anche all'eccesso è vero,al fatto che alcune persone se lasciate libere di esprimersi a loro piacimento sono capaci di vomitare insulti,epiteti e stereotipi razzisti a raffica.
Basta pensare a certi politici,uno è diventato celebre non faccio il nome dico solo che è sinonimo di Missili,che come aprono bocca sparano qualche esempio di assoluta ignoranza che poi deve sempre essere contestualizzata,interpretata,limata etc etc perchè scatena reazioni indignate.
Forse se non ci fosse chi pretende di poter dire quello che gli pare,pur ricoprendo una carica pubblica e magari usando i social quindi con la massima visibilità possibile,senza porsi minimamente il problema che ciò che dice,o scrive,ha degli effetti sugli altri allora non ci sarebbe bisogno di invitare nessuno alla correttezza.
Basterebbe pensare prima di aprir bocca e sforzarsi sempre di non essere offensivi.
Se pensate che si tratti di censura ringraziate chi questa censura l'ha resa necessaria con la propria maleducazione.
 
io però non la vivo come una censura calata dall'alto, ho vissuto parecchie volte l'uso improprio del termine Handicappato quindi non riesco proprio ad usarlo per indicare chi è portatore di un handicap, come per lo stesso motivo non riesco ad usare il termine negro , mi mette a disagio.

E scegli di non usarli,non perchè qualcuno ti punta il dito se li usi ma perchè tu stesso li ritieni irrispettosi e non volendo offendere nessuno trovi termini più civili.
Dove starebbe la censura?Io come te non la vedo.
Ricordo che qualche mese fa' vedendo una manovra assolutamente idiota da parte di un automobilista mi scappò un epiteto molto brutto,una di quelle parole che di solito non dico mai.
L'ho detto tra me e me nell'abitacolo della mia auto e nessuno l'ha sentito,però mi sono sentito in colpa per averlo usato e mi sono ripromesso di fare più attenzione alle parole.
 
E' una censura quando si va a cercare il pelo nell'uovo,e allora la cosa diventa eccessiva e ridicola tanto che i diretti interessati ci scherzano sopra.
Ma dire che non è il caso di apostrofare la gente con termini offensivi ma di usare dei sinonimi che non hanno,almeno per ora,una connotazione negativa secondo me non è censura è invitare al rispetto reciproco.
Per me l'errore è tutto lì, in grassetto.
Apostrofare una persona è un'azione negativa. Qualsiasi termine si usi per farlo, non è la parola usata a creare il problema, ma l'azione stessa.
Il termine diventa offensivo solamente in quel contesto, ma anche chiamare "banana" o "patata" qualcuno può essere offensivo.
Cambiamo nome anche a frutta e ortaggi?
Spero di aver spiegato in modo più chiaro il mio pensiero a riguardo.
 
Ma poi scusate alcuni termini non si possono più usare perchè sono scorretti,ne abbiamo citati alcuni e non penso che serva elencarli tutti,epiteti razzisti o sessisti,che etichettano le persone in base al loro aspetto fisico o alla religione etc etc.
Ma qualcuno ne sente la mancanza?
Io no,non li usavo e non vorrei poterli usare quindi non mi sento in alcun modo censurato.
 
Per me l'errore è tutto lì, in grassetto.
Apostrofare una persona è un'azione negativa. Qualsiasi termine si usi per farlo, non è la parola usata a creare il problema, ma l'azione stessa.
Il termine diventa offensivo solamente in quel contesto, ma anche chiamare "banana" o "patata" qualcuno può essere offensivo.
Cambiamo nome anche a frutta e ortaggi?
Spero di aver spiegato in modo più chiaro il mio pensiero a riguardo.

I termini non servono solo ad apostrofare le persone ma anche a descriverle,e anche quando si parla di una persona secondo me è bene farlo con termini non offensivi.
Certi termini che ci piaccia o no sono offensivi in qualsiasi contesto,e usarne altri meno crudi secondo me non costa nulla.
 
Per me l'errore è tutto lì, in grassetto.
Apostrofare una persona è un'azione negativa. Qualsiasi termine si usi per farlo, non è la parola usata a creare il problema, ma l'azione stessa.
Il termine diventa offensivo solamente in quel contesto, ma anche chiamare "banana" o "patata" qualcuno può essere offensivo.
Cambiamo nome anche a frutta e ortaggi?
Spero di aver spiegato in modo più chiaro il mio pensiero a riguardo.


è un discorso forse un poco complicato temo , ci provo :)
Banana è un termine che identifica un frutto, io lo posso usare a questo scopo e lo posso usare per uno scopo improprio, ma lo scopo improprio non va a qualificare il frutto , il termine handicappato nasce per indicare una persona che ha degli handicap, ora se io questo termine lo comincio ad usare per indicare persone che non sono capaci a fare una cosa, o trovano difficoltà a farla , ma non hanno handicap, sto fondamentalmente denigrando chi è portatore effettivamente di un handicap .
non so se mi sono spiegato :)
 
è un discorso forse un poco complicato temo , ci provo :)
Banana è un termine che identifica un frutto, io lo posso usare a questo scopo e lo posso usare per uno scopo improprio, ma lo scopo improprio non va a qualificare il frutto , il termine handicappato nasce per indicare una persona che ha degli handicap, ora se io questo termine lo comincio ad usare per indicare persone che non sono capaci a fare una cosa, o trovano difficoltà a farla , ma non hanno handicap, sto fondamentalmente denigrando chi è portatore effettivamente di un handicap .
non so se mi sono spiegato :)
Sì, ma quanto durerà il nuovo termine che al momento non è giudicato offensivo?
Si dovrà cercare poi un terzo, quarto, quinto termine, o ci metteremo la scadenza come i beni alimentari?
Il fondo credo lo sia toccato con "diversamente abile". Mi vergogno persino a scriverlo perchè ritengo sia offensivo in modo inaudito, in quanto rimarca e sottolinea differenze che dovremmo superare.
 
Io seguo il Rugby l'ho già accennato in passato,in tale sport capita spessissimo che gli atleti vengano naturalizzati poichè ci sono paesi piccoli che non riescono a dare un posto in nazionale a tutti i talenti che possiedono e federazioni più ricche sempre alla ricerca di rinforzi.
Nell'ultima partita che abbiamo disputato contro l'Irlanda,in cui tra parentesi abbiamo ricevuto una sonora scoppola,per il trifoglio è sceso in campo anche un giocatore neozelandese che di nome fa Fua Leiofi "Bundee" Aki.
Inutile dire che per carnagione spicca nella sua nazionale,però un commentatore o un arbitro che dovendo indicare quale giocatore abbia segnato una meta o commesso un fallo scelga di dire "è stato l'unico nero tra i pel di carota" io non ce lo vedo.
Un giocatore si indica per nome o quando parlano l'arbitro e il Tmo per numero e colore della maglia.
Perchè?
Perchè è quello il modo corretto di esprimersi.
Eppure non è che l'argomento sia tabù,anzi quando si parla di alcune nazionali il colore della pelle dei giocatori è spesso un argomento molto discusso.
Se ci sono nazionali come Francia e Inghilterra che da sempre hanno atleti provenienti da altri paesi e quindi nella loro formazione ci sono sempre più etnie,ce ne sono altre che paradossalmente pur rappresentando paesi in cui la popolazione è al 90% di colore hanno pochissimi giocatori non caucasici in squadra.
Mi riferisco al Sud Africa.
Basta che quando si parla di argomenti sensibili si utilizzino termini accettabili che non possano risultare offensivi e si può parlare di qualsiasi argomento senza censure.
 
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