<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Quando non eravamo politically correct: discussione semiseria | Page 6 | Il Forum di Quattroruote

Quando non eravamo politically correct: discussione semiseria

Sì, ma quanto durerà il nuovo termine che al momento non è giudicato offensivo?

Secondo me non è questione di tempo perchè un termine prima accettato diventi inaccettabile,dipende da come viene usato.
Se nessuno fa diventare un termine un insulto esso continuerà ad essere utilizzato senza problemi.
E' un altro discorso per quei termini nati già male in partenza,coniati in maniera goffa e che da subito appaiono poco azzeccati come quello che hai citato tu.
 
Secondo me non è questione di tempo perchè un termine prima accettato diventi inaccettabile,dipende da come viene usato.
Se nessuno fa diventare un termine un insulto esso continuerà ad essere utilizzato senza problemi.
E' un altro discorso per quei termini nati già male in partenza,coniati in maniera goffa e che da subito appaiono poco azzeccati come quello che hai citato tu.
Ti trovo molto ottimista.
L'offesa è vecchia quanto l'uomo.
Ho memoria che si usava in modo spregiativo la parola focomelico e non sono passati 100 anni...oggi fa specie handicappato...tra 10 anni sarà quella che oggi è politicamente corretta
 
Ti trovo molto ottimista.
L'offesa è vecchia quanto l'uomo.
Ho memoria che si usava in modo spregiativo la parola focomelico e non sono passati 100 anni...oggi fa specie handicappato...tra 10 anni sarà quelle che oggi è politicamente corretta

Potrebbe essere,se così fosse vorrà dire che ogni 10 anni dovremo aggiornare il nostro vocabolario non è un dramma.
Dopo tutto la società si evolve e cambia anche la percezione che si ha di cosa è offensivo e cosa non lo è.
Però non mi sembra un buon motivo per desiderare di utilizzare oggi dei termini che sono quasi universalmente ritenuti dispregiativi da molti anni a questa parte.
 
Sì, ma quanto durerà il nuovo termine che al momento non è giudicato offensivo?
Si dovrà cercare poi un terzo, quarto, quinto termine, o ci metteremo la scadenza come i beni alimentari?
Il fondo credo lo sia toccato con "diversamente abile". Mi vergogno persino a scriverlo perchè ritengo sia offensivo in modo inaudito, in quanto rimarca e sottolinea differenze che dovremmo superare.

Che sia un fallimento per la società non poter usare un termine e' evidente,e anche a me crea rabbia,ma ormai quel termine è bruciato e se lo utilizzo vengo confuso in un campo di idee per cui non voglio essere confuso.
Sta a noi ora evitare che anche il nuovo termine non venga sporcato come il vecchio ,evitando che ad esempio per decenni cinema e televisione lo utilizzano impropriamente e quindi sdoganandolo nella società come secondo me è stato fatto per tanti esempi che sono stati riportati in questo topic
 
Potrebbe essere,se così fosse vorrà dire che ogni 10 anni dovremo aggiornare il nostro vocabolario non è un dramma.
Dopo tutto la società si evolve e cambia anche la percezione che si ha di cosa è offensivo e cosa non lo è.
Però non mi sembra un buon motivo per desiderare di utilizzare oggi dei termini che sono quasi universalmente ritenuti dispregiativi da molti anni a questa parte.
Per me si continua a guardare il dito (termine) e non la Luna (offesa).
Perchè se nella stessa frase offensiva si cambia il termine vecchio col nuovo, non si è imparato nulla (l'offesa è sempre uguale a sè stessa) ma è necessario un nuovo termine "pulito".
Che può essere sporcato in pochi secondi (basta sciverlo su un social network per fargli fare il giro del mondo), e ricomincia il ciclo, nuovo termine -> errato uso...
Visto che ormai si ritengono universalmente offensivi i vecchi sostantivi, non sarà il caso di fermarsi qui, con i termini attuali, e iniziare a bloccarne l'uso scorretto? Le sanzioni sono varie, dal blocco sui social network alle sanzioni disciplinari (scuola, sport, ecc...).
Da qualche parte si dovrà iniziare a diffondere l'educazione, e non lo si fa fuggendo (nuove parole) ma fermandosi e rimettendo in carreggiata le persone, cosa che nessuno intende fare, evidentemente.
 
Quando Masha combina qualche casino la chiamo "figlia di un cane"

Sarà politacally correct ?































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Per me si continua a guardare il dito (termine) e non la Luna (offesa).
Perchè se nella stessa frase offensiva si cambia il termine vecchio col nuovo, non si è imparato nulla (l'offesa è sempre uguale a sè stessa) ma è necessario un nuovo termine "pulito".
Che può essere sporcato in pochi secondi (basta sciverlo su un social network per fargli fare il giro del mondo), e ricomincia il ciclo, nuovo termine -> errato uso...
Visto che ormai si ritengono universalmente offensivi i vecchi sostantivi, non sarà il caso di fermarsi qui, con i termini attuali, e iniziare a bloccarne l'uso scorretto? Le sanzioni sono varie, dal blocco sui social network alle sanzioni disciplinari (scuola, sport, ecc...).
Da qualche parte si dovrà iniziare a diffondere l'educazione, e non lo si fa fuggendo (nuove parole) ma fermandosi e rimettendo in carreggiata le persone, cosa che nessuno intende fare, evidentemente.

Su questo sono assolutamente d'accordo.
Anche il fatto di auto censurarsi non è che risolve il problema,se a una persona istintivamente verrebbe da dire un termine che viene considerato offensivo e in zona cesarini si corregge passando alla versione più accettabile non è che cambia quello che intendeva.

Secondo me ci sono casi in cui l'indignazione è assolutamente esagerata.
Però mi chiedo come possano certi personaggi fare delle gaff macroscopiche nel 2018.
So che il calcio è un argomento tabù ma quando l'ex presidente della Figc parlava di lesbiche e ebreacci,cito testualmente le sue parole vergognose,mi veniva da chiedermi se non l'avessero appena scongelato dopo un'ibernazione durata 80 anni.
 
E' una censura quando si va a cercare il pelo nell'uovo,e allora la cosa diventa eccessiva e ridicola tanto che i diretti interessati ci scherzano sopra.
Ma dire che non è il caso di apostrofare la gente con termini offensivi ma di usare dei sinonimi che non hanno,almeno per ora,una connotazione negativa secondo me non è censura è invitare al rispetto reciproco.
Io invece ritengo che laddove un cieco lo chiamo non vedente, vuol dire che pongo proprio l'accento sulla sua menomazione, e quindi sono offensivo. Chiamare un negro uomo di colore (nero) o diversamente bianco, vuol dire che sono offensivo. Meglio che lo chiami negro semplicemente, senza alcuna accezione. Poi come l'america si pone sul politically correct, me ne farò una ragione.
 
Io invece ritengo che laddove un cieco lo chiamo non vedente, vuol dire che pongo proprio l'accento sulla sua menomazione, e quindi sono offensivo. Chiamare un negro uomo di colore (nero) o diversamente bianco, vuol dire che sono offensivo. Meglio che lo chiami negro semplicemente, senza alcuna accezione. Poi come l'america si pone sul politically correct, me ne farò una ragione.
Falso pudore, che spesso é anmche peggio del termine semplicemente discorsivo.
Negro, in italiano, deriva dal termine "niger", latino. Non é mai stato offensivo, e se gli anglosassoni e loro derivati usano un vocabolo ( "Nigger" ) con assonanza col nostro vocabolo, come dispregiativo, é solo un problema di costoro, non nostro.

Se in una frase metto un aggettivo dispregiativo, ( "sporco ..." ) allora si che divento spregevole io, non solo il vocabolo, perché sto espimendo un concetto razzista, anche se in origine é "solo" un epiteto

Fra le mie conoscenze ho diversi africani, negri: bellissimi negri, bellissime negre, e piacerebbe anche a me essere così bello come sono loro. Purtroppo no, non posso neanche provare a competere.
 
Io invece ritengo che laddove un cieco lo chiamo non vedente, vuol dire che pongo proprio l'accento sulla sua menomazione, e quindi sono offensivo. Chiamare un negro uomo di colore (nero) o diversamente bianco, vuol dire che sono offensivo. Meglio che lo chiami negro semplicemente, senza alcuna accezione. Poi come l'america si pone sul politically correct, me ne farò una ragione.

Io penso che decidere se una parola è offensiva o meno spetti a chi viene indicato con quella parola.
Nel caso di cieco e non vedente penso che la distinzione sia assolutamente irrilevante.
Per fare un esempio la parola terrone,andata in disuso,fino a qualche anno fa' era ritenuta un'offesa.
Ma io conoscevo persone che se venivano chiamate così ci ridevano sopra,e altre che addirittura usavano la parola terrone per descrivere se stessi.
Ora il problema non si pone più visto che ci sono "nemici" molto più pericolosi e quindi chi si preoccupava ogni 5 minuti di evidenziare le differenze tra nord e sud ora ha altro a cui pensare.
Addirittura una volta in televisione un signore disse di essere grato agli immigrati,in quel caso si parlava di una comunità cinese,perchè da quando erano arrivati lui era stato promosso a italiano mentre prima veniva considerato un terrone.
Altre persone invece non sopportavano quel termine e non volevano che venisse usato.
Io penso che se anche solo una persona si sente a disagio o si sente discriminato ad essere etichettato in un determinato modo sia doveroso tenerlo presente e,se occorre,correggere il proprio linguaggio che magari poteva apparire offensivo senza che ci fosse reale intenzione di offendere.
 
Secondo me non è questione di tempo perchè un termine prima accettato diventi inaccettabile,dipende da come viene usato.
Se nessuno fa diventare un termine un insulto esso continuerà ad essere utilizzato senza problemi.
E' un altro discorso per quei termini nati già male in partenza,coniati in maniera goffa e che da subito appaiono poco azzeccati come quello che hai citato tu.
Il problema è l'accettazione. A me non interessa la non accettazione degli altri ma quale è il mio pensiero sull'uso del termine.
Per me è offensivo dire uomo di colore e non negro.
per me è offensivo dire non vedente, ma non cieco.
per me è offensivo dire diversamente abile, e non handicappato
per me è offensivo dire gay e tanti altri termini alla base del politically correct, che nascondono solo un'ipocrisia mentale.
 
A me non interessa la non accettazione degli altri ma quale è il mio pensiero sull'uso del termine.

Quindi se di fronte avessi una persona che ti chiede di non usare un termine perchè si sente insultato tu continueresti a usarlo perchè secondo te è quello il termine giusto?
Se fosse così semplice io da domani decido che il termine giusto per definire il mio vicino di casa,che peserà 120kg e mi sta antipatico,è palla di mXXXa.
E se se la prende amen.
Dai siamo seri non si può non tenere conto dell'effetto che le nostre parole hanno sugli altri.
Credo che sia un principio basilare per una convivenza civile,strettamente legata al concetto di rispetto per il prossimo.
 
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