Diciamocelo: è una censura.Io ho il sospetto che chi ce l'ha a morte col politicamente corretto si senta in qualche modo imbrigliato da una sorte di censura.
Senza se e senza ma. Ti costringe a sostituire alcuni termini, non intesi come appellativi, ma semplici nomi comuni, con altri inventati appositamente per sostituirli.
E allo stesso modo, qualora si cada nell'errore di usare il vecchio termine (vedere quanto poco è durato "disabile"), scatta la censura e la pubblica "sanzione" dei più informati, che alzano il ditino per condannare.
Cieco ora dovrebbe essere "non vedente", sordo "non udente", ecc...
Dico "dovrebbe", perchè non sono sicuro che non sia stato tirato fuori dal cappello un altro termine più complicato, per dire sempre la stessa cosa.
Ma era davvero così difficile colpire solo chi snaturava il significato di questi termini, anzichè costringere tutti a subìre una censura ad ampio raggio ma senza alcun filo logico?
Perchè mi capita spesso di parlare di questo argomento con portatori di handicap di vario genere e anche loro trovano abbastanza ridicola la situazione, per non dire offensiva nei loro confronti. Del tipo: "Questa settimana come hanno deciso che ci dobbiamo farci chiamare?"