<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Pena di morte | Page 14 | Il Forum di Quattroruote

Pena di morte

Vanguard ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
Vanguard ha scritto:
Infatti a fare il buonista vicino ha uno che se ne frega dei diritti di altri conviventi su questo pianeta non porta a nulla di buono.

Una persona umana che si comporta male infrange le regole e se ne infischia della vita degli altri, ha perso ogni diritto di vivere.

Scusa, e questo chi lo decide, tu? Tu vorresti avere facoltà di decidere sulla vita e sulla morte delle persone? In base a cosa?

IO..io non decido niente non decido un bel niente, io sono un piccholo lumino.

Chi decide di ammazzare il prossimo, ha perso con questa azione voluta da lui liberamente il diritto di vivere, punto.

Ripeto la domanda: chi decide questo tanto, che tu stai scrivendo? Perchè se te lo ha dettato un rovo in fiamme è un discorso. Se lo hai deciso da solo è un altro paio di maniche. ;)
 
Pena di morte si, pena di morte no. Dove c'è i reati non sono diminuiti, quindi non funziona nemmeno da deterrente. Io sono per i lavori forzati, è molto più educativo. E c'è molto tempo per pensare.
 
84Christian ha scritto:
Vanguard ha scritto:
84Christian ha scritto:
Come diceva Cesare Beccaria, la pena di morte non dissuade il criminale dal compiere il suo atto, tantomeno lo spaventa. Non per niente essi spesso preferiscono morire piuttosto che avere l'ergastolo. Ciò che più spaventa il criminale è il vedere se stesso marcire in una cella giorno dopo giorno.
A pedofili, estorsori pericolosi e mafiosi darei minimo trent'anni senza dar loro possibilità alcuna di interagire con l'esterno ed impiegandoli per lavori utili.

marcire ?? dove ?? da noi ??

ma non lo sai che nei carceri girano Escort .....droghe,,, e altre cose.
Poi i mafiosi comandano la loro Gang dal CARCERE!!

A me non interessa farlo marcire voglio che in fatti e pensieri e parole non nuocera piu nessuno!
Sta di fatto che la pena di morte non sembra essere un deterrente contro i crimini. Gli USA ne sono un esempio, e credimi, a livello di serial killer e criminali stanno messi molto peggio di noi.

Della pena di morte nei stati uniti se ne parlato abbastanza, non e che mo ogni stato l'applica la pena.

Poi cosa vuol dire che stanno peggio di noi ?? :rolleyes:

Ma tieni presente quanti abitanti ci sono li inconfronto a noi?? :rolleyes:

Poi ne sono sicuro che nella criminalita organizzata non ci batte nessuno !!
;)
 
BelliCapelli3 ha scritto:
Ripeto la domanda: chi decide questo tanto, che tu stai scrivendo? Perchè se te lo ha dettato un rovo in fiamme è un discorso. Se lo hai deciso da solo è un altro paio di maniche. ;)

:rolleyes:
Non capisci ho fai finta di non capire??

Sulla tua domanda banale ti posso rispondere:

No ho avuto un apparizione in una grotta in una montagna in Francia.
;)

Adesso portami le prove che questo non sia sucesso!!
8)
 
BelliCapelli3 ha scritto:
Vanguard ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
sghescio ha scritto:
Anche l'ira di Dio ha ucciso molte volte, quando necessario. E Il vecchio Testamento ne è pieno di esempi.

Interessante, quindi tu ti vorresti paragonare con l'Ira d Dio dell'antico testamento? "Sghescio - Ira di Dio", è così che ti vedi?

Beh, se credi temo tu non lo possa fare. Se non credi, a maggior ragione. Come la giri la giri, ti è scappata detta una boiata.

Perche ?? Ha pienamente ragione !!

Se uno mi viene con la fede, si piuo rispondere come ha fatto shescio, punto.

No non si può, perchè è una boiata. Perchè se uno ha la fede, allora ha ben presente che non si può ritenere al pari di ( un qualsiasi ) Dio, nè della sua Ira.

Se uno invece la fede non ce l'ha, non chiama in causa l'ira di Dio.

E chi la chiamato in causa ??
ma hai letto i messagi ??
 
BelliCapelli3 ha scritto:
Gunsite ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
Vanguard ha scritto:
Infatti a fare il buonista vicino ha uno che se ne frega dei diritti di altri conviventi su questo pianeta non porta a nulla di buono.

Una persona umana che si comporta male infrange le regole e se ne infischia della vita degli altri, ha perso ogni diritto di vivere.

Scusa, e questo chi lo decide, tu? Tu vorresti avere facoltà di decidere sulla vita e sulla morte delle persone? In base a cosa?

perchè questi "esseri" abbietti cosa fanno? proprio quello, decidono della tua vita, se fai il buonista sei la prossima vittima, punto

Io non sono buonista, sono diverso da loro. E ci voglio anche rimanere. Non mi lascio trasformare in assassino da un assassino, nè mi lascio trasformare in animale da un animale. Nè dovrebbe farlo una società civile.

Sei diverso da loro,mmhh si ma se vuoi vivere tranquillo la tua diversita dovrai fare qualcosa, con le mani in tasca non concludi niente.

Vivere vuol dire prendere anche decisioni, molte volte anche decisione amare.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
sghescio ha scritto:
Anche l'ira di Dio ha ucciso molte volte, quando necessario. E Il vecchio Testamento ne è pieno di esempi.

Interessante, quindi tu ti vorresti paragonare con l'Ira d Dio dell'antico testamento? "Sghescio - Ira di Dio", è così che ti vedi?

Beh, se credi temo tu non lo possa fare. Se non credi, a maggior ragione. Come la giri la giri, ti è scappata detta una boiata.

ma a genuino tuo dici ste cose
 
Ma voi che pensate?? I Boss anche in carcere fanno i Boss.

Li tengono i servi e altro, ho pensi che qualcuno li rifiuterebbe qualcosa....... :rolleyes:

Se era per me , "" cosa.... vuoi comandare anche in carcere e in piu la tua fecce fuori dal carcere, ma non sai che adesso il servo sei TU vai.... a servire belzebu!!!!!

:evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:

;)
 
sghescio ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
sghescio ha scritto:
Anche l'ira di Dio ha ucciso molte volte, quando necessario. E Il vecchio Testamento ne è pieno di esempi.

Interessante, quindi tu ti vorresti paragonare con l'Ira d Dio dell'antico testamento? "Sghescio - Ira di Dio", è così che ti vedi?

Beh, se credi temo tu non lo possa fare. Se non credi, a maggior ragione. Come la giri la giri, ti è scappata detta una boiata.

ma a genuino tuo dici ste cose

:shock: genuino?? Mortacci tua, ma non dici niente?? Piacere di ribeccarti! ( ma come ti vengono certe uscite? :D )
 
84Christian ha scritto:
Come diceva Cesare Beccaria, la pena di morte non dissuade il criminale dal compiere il suo atto, tantomeno lo spaventa. Non per niente essi spesso preferiscono morire piuttosto che avere l'ergastolo. Ciò che più spaventa il criminale è il vedere se stesso marcire in una cella giorno dopo giorno.
A pedofili, estorsori pericolosi e mafiosi darei minimo trent'anni senza dar loro possibilità alcuna di interagire con l'esterno ed impiegandoli per lavori utili.

In Italia la pena scontata mediamente per furto si calcola in ORE. Quella per omicidio colposo in GIORNI, quella per omicidio volontario in MESI.
Ma, a prescindere da questo, lo scopo della punizione non e' "punire" nel senso di "farla pagar cara": e' (dovrebbe essere) educare e permettere l'espiazione a chi abbia la volonta' di cambiare.
La pena di morte e' semplicemente il prendere atto che l'individuo e' pericoloso per la vita altrui e irrecuperabile.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
Io non sono buonista, sono diverso da loro. E ci voglio anche rimanere. Non mi lascio trasformare in assassino da un assassino, nè mi lascio trasformare in animale da un animale. Nè dovrebbe farlo una società civile.

Buonismo e' il perseguire il bene a priori e senza giudizio (inteso come raziocinio) arrivando cosi' a favorire il male in nome del bene stesso.
La tua e' dunque una perfetta considerazione buonista, perche' considera "assassinio" a prescindere qualsiasi uccisione, mentre la realta' e' che, per quanto un uccisione possa essere spiacevole, alcune sono giustificate o addirittura necessarie, altre sono il frutto di prevaricazione e abuso.
Le seconde sono assassinio. Le prime no.
Chi ha una visione pragmatica lo comprende e lo ammette. Chi ha una visione buonista no.

Qualche esempio:
- Un poliziotto che uccide un criminale durante uno scontro a fuoco non e' un assassino.
- Un soldato che uccide un nemico in guerra per difendere la propria patria non e' un assassino.
- Un boia che giustizia un assassino efferato che ha ucciso piu' volte e lo fara' certamente ancora appena datagliene possibilita' non e' un assassino.

- Un malvivente che uccide una persona a scopo di rapina e' un assassino.
- Un uomo che in preda alla collera ne uccide un altro e' un assassino.
- Un uomo che, per deliberata omissione, non impedisce che qualcun altro venga ucciso (per cause volontarie o incidentali, e' indifferente) e' un assassino.

Da qui traiamo due considerazioni:

1) Non tutti gli assassini sono uguali, alcuni meritano una seconda possibilita' (il secondo caso ad esempio, o il terzo, secondo circostanze: non tutti sono eroi).

2) Se non giustizi un criminale efferato che ha gia' ucciso piu' volte, e questo torna in liberta' e uccide di nuovo, sei un assassino (sotto il terzo caso).
 
capnord ha scritto:
Pena di morte si, pena di morte no. Dove c'è i reati non sono diminuiti, quindi non funziona nemmeno da deterrente. Io sono per i lavori forzati, è molto più educativo. E c'è molto tempo per pensare.

I lavori forzati sarebbero DOVEROSI A PRESCINDERE.
Oggi, un criminale lede la societa', procurando un danno sociale, e quella stessa societa' poi lo deve mantenere nell'ozio e nell'inerzia, dove tipicamente impara a delinquere meglio.

Come dire che ti rigo la macchina, e tu poi mi devi mantenere per il tempo delle riparazioni a casa tua... magari in cantina, ma comunque mi devi tre pasti caldi e un letto per il tempo che il carrozziere impiega a sistemarla... :shock: :shock: :shock:

Invece, come minimo, la logica direbbe che io devo ripararti la macchina o devo lavorare fino ad aver prodotto abbastanza da ripagarti il danno.

Ovviamente, e' un esempio figurativo, ma il concetto resta.
Chi sconta una pena di detenzione dovrebbe essere messo a ripagare il danno, secondo inclinazioni e capacita'.
Hai mai visto che impara un mestiere e, quando esce, ha di che campare onestamente...
E' un sistema usato in alcune carceri americane sperimentali con delinquenti che dimostrano di essere promettenti sotto questo punto di vista.
E ha prodotto risultati eccezionali sia in termini di redditivita' del sistema carcerario, sia in termini di recupero dei criminali alla vita sociale sana e produttiva.
 
99octane ha scritto:
BelliCapelli3 ha scritto:
Io non sono buonista, sono diverso da loro. E ci voglio anche rimanere. Non mi lascio trasformare in assassino da un assassino, nè mi lascio trasformare in animale da un animale. Nè dovrebbe farlo una società civile.

Buonismo e' il perseguire il bene a priori e senza giudizio (inteso come raziocinio) arrivando cosi' a favorire il male in nome del bene stesso.
La tua e' dunque una perfetta considerazione buonista, perche' considera "assassinio" a prescindere qualsiasi uccisione, mentre la realta' e' che, per quanto un uccisione possa essere spiacevole, alcune sono giustificate o addirittura necessarie, altre sono il frutto di prevaricazione e abuso.
Le seconde sono assassinio. Le prime no.
Chi ha una visione pragmatica lo comprende e lo ammette. Chi ha una visione buonista no.

Qualche esempio:
- Un poliziotto che uccide un criminale durante uno scontro a fuoco non e' un assassino.
- Un soldato che uccide un nemico in guerra per difendere la propria patria non e' un assassino.
- Un boia che giustizia un assassino efferato che ha ucciso piu' volte e lo fara' certamente ancora appena datagliene possibilita' non e' un assassino.

- Un malvivente che uccide una persona a scopo di rapina e' un assassino.
- Un uomo che in preda alla collera ne uccide un altro e' un assassino.
- Un uomo che, per deliberata omissione, non impedisce che qualcun altro venga ucciso (per cause volontarie o incidentali, e' indifferente) e' un assassino.

Da qui traiamo due considerazioni:

1) Non tutti gli assassini sono uguali, alcuni meritano una seconda possibilita' (il secondo caso ad esempio, o il terzo, secondo circostanze: non tutti sono eroi).

2) Se non giustizi un criminale efferato che ha gia' ucciso piu' volte, e questo torna in liberta' e uccide di nuovo, sei un assassino (sotto il terzo caso).

Caro octane, nel mio caso sei fuori bersaglio, perchè mi attribuisci un candore verso il concetto dell' uccisione che personalmente non ho. Non ogni uccisione per me è un assassinio a prescindere. La storia ci insegna che certe guerre sono indispensabili, qualcuna forse ha salvato l'umanità ( penso al D Day ), e quindi un soldato che uccide in guerra non è necessariamente un assassino, come non lo è un poliziotto che uccide in un'operazione di polizia.

Ma è sicuramente assassino lo Stato che deliberatamente uccide un reo.

Qual è il discrimine? Il discrimine fra un' uccisione "in azione" ed una sentenza a morte è lo stato di emergenza, di pericolo, il "mors tua vita mea" che, nel caso di una sentenza a morte, è del tutto assente. Uccidere, ancorchè sbagliato, può in certi casi essere necessario ed inevitabile per impedire ad una persona di nuocere, qui ed ora.

Ma questa esigenza certamente non c'è nel caso in cui si parli di un reo che è già stato catturato, processato, condannato al massimo della pena ed incarcerato. Una persona così di fatto è già in condizioni di non nuocere più a nessuno.

Quindi, il passo da qui a decidere anche di uccidere quella personam risponde ad un' altra esigenza. E' un passo piuttosto lungo e e laborioso, e presuppone un atto intellettuale, lucido e deliberato, portato a termine a sangue freddo ( a differenza del caso del soldato e del poliziotto ), un fine laboriosamente perseguito non a caso, o perchè necessario nell'immediato, ma proprio e solo in quanto giudicato "moralmente giusto".

Non è un caso che nella maggior parte delle esecuzioni capitali eseguite negli Stati Uniti e non solo, non certo all'indomani della condanna, ma talvolta addirittura a dieci anni di distanza, i parenti delle eventuali vittime dell'assassino siano invitate ad assistere all'esecuzione. L'assassinio del reo non è considerato necessario per metterlo fuori combattimento ( chè lo è già da un pezzo ) , ma moralmente giusto nei confronti delle sue vittime, quasi un risarcimento dovuto. Tecnicamente si chiama legge del taglione, o vendetta.

E' questo che io trovo moralmente deviato e ributtante: e non certo nei confronti del condannato, la cui moralità è già questionabile di suo, ma nei confronti della stessa società che si concede questa condotta.

E questo lo voglio sottolineare due volte: il punto non è il condannato, ed una sua eventuale sofferenza ingiusta. Anche perchè ci sono determinati tipi di detenzione, come in talune carceri di massima sicurezza, o in famose colonie penali ( qualcuno si ricorda la Cayenna? ) che probabilmente farebbero rimpiangere la morte a qualsiasi condannato alla sola detenzione.

Il punto della questione siamo noi, la nostra coscienza, la nostra umanità.

"Dente per dente" non è accettabile, perchè ci trasforma in un branco di animali. Ed allora la funzione dello Stato decade, perchè lo Stato dovrebbe servire proprio ad elevarci dallo stato di animali che si mordono l'un con l'altro.

Ma se la vendetta è cosa buona e giusta, allora tanto vale che io, familiare della vittima di un assassino, mi rechi a casa del reo accompagnato da un pubblico ufficiale, ed in sua presenza gli spari in mezzo agli occhi. Io mi levo la mia soddisfazione ed il processo casomai lo facciamo ex post, e se l'assassino viene effettivamente riconosciuto tale, il tribunale ratifica quanto accaduto e tutti a casa.

In una società che usa la condanna a morte, l'assassinio non è sbagliato. Necessita solo di una giusta causa.
 
99octane ha scritto:
capnord ha scritto:
Pena di morte si, pena di morte no. Dove c'è i reati non sono diminuiti, quindi non funziona nemmeno da deterrente. Io sono per i lavori forzati, è molto più educativo. E c'è molto tempo per pensare.

I lavori forzati sarebbero DOVEROSI A PRESCINDERE.
Oggi, un criminale lede la societa', procurando un danno sociale, e quella stessa societa' poi lo deve mantenere nell'ozio e nell'inerzia, dove tipicamente impara a delinquere meglio.

Come dire che ti rigo la macchina, e tu poi mi devi mantenere per il tempo delle riparazioni a casa tua... magari in cantina, ma comunque mi devi tre pasti caldi e un letto per il tempo che il carrozziere impiega a sistemarla... :shock: :shock: :shock:

Invece, come minimo, la logica direbbe che io devo ripararti la macchina o devo lavorare fino ad aver prodotto abbastanza da ripagarti il danno.

Ovviamente, e' un esempio figurativo, ma il concetto resta.
Chi sconta una pena di detenzione dovrebbe essere messo a ripagare il danno, secondo inclinazioni e capacita'.
Hai mai visto che impara un mestiere e, quando esce, ha di che campare onestamente...
E' un sistema usato in alcune carceri americane sperimentali con delinquenti che dimostrano di essere promettenti sotto questo punto di vista.
E ha prodotto risultati eccezionali sia in termini di redditivita' del sistema carcerario, sia in termini di recupero dei criminali alla vita sociale sana e produttiva.

Spesso chi delinque non è perchè non trova lavoro ma perchè è la strada più facile. Fargli imparare un mestiere và benissimo ma per molti occorre fargli capire chi comanda. Una decina d'anni ai lavori forzati ( dissodare terreni, costruire strade etc.) serve allo scopo.
 
BelliCapelli3 ha scritto:
Non mi lascio trasformare in assassino da un assassino, nè mi lascio trasformare in animale da un animale.
Nè dovrebbe farlo una società civile.

sbagli in questa tua considerazione: ragionando così, sarebbe come dire che, ammettendo la carcerazione, ti lasci trasformare in sequestratore di persona da un criminale (che magari non è un sequestratore, ma un ladro; perché anche per quelli potrebbe esserci la galera).

la privazione della libertà da parte del privato si chiama sequestro di persona; anche se fatta per vendetta ed in reazione a un reato subito
invece la privazione della libertà da parte della società, all'esito di un giusto processo e in seguito ad una condotta criminale, si chiama detenzione

io non mi sento, in quanto cittadino, complice di 60mila e passa sequestri di persona commessi dallo Stato.

quello che fa la differenza tra pena e vendetta, è il complesso di circostanze non marginali di cui fanno parte anche la accettazione comune della punibilità della condotta, la proporzione della pena con il reato, il giusto processo per l'accertamento dei fatti e delle responsabilità

poi resto del parere che la pena capitale da noi sarebbe assolutamente inopportuna
ripeto: da noi, oggi.
non credo di appartenere a un Paese dalla storia incivile perché era prevista duecento anni fa; non credo che il Giappone sia incivile oggi perché la prevede oggi

credo invece che siano incivili oggi certi Paesi, che la prevedono per esempio per reati di opinione o di fede, o per comportamenti privati; e che per di più la irrogano al primo che passa, senza tanto andare per il sottile sulle possibilità di difendersi
ma quello è un discorso diverso.
 

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