maillaux02 ha scritto:
Allora probabilmente non mi sono spiegata troppo bene :
1) Non ho parlato delle democrazie moderne da un punto di vista politico ,bensì ho parlato del concetto filosofico e giuridico di cittadino ,previsto dagli stati liberali e costituzionali rispetto a quello di suddito dei sistemi assolutistici ,feudali e tirannici.In questi ultimi - ripeto- il fatto che il signore o vassallo potesse infierire impunemente sul corpo degli schiavi ,è stato ripudiato ,per merito delle idee liberali e illuministiche , negli Stati costituzionali.
Va da sè -per lo meno per le persone di buon senso- che un ritorno alla pena di morte significherebbe pure ,oltrechè a quanto citato da altri forumisti sulla negazione del fine che giustifichi i mezzi, un ripensamento filosofico-etico-politico della figura del cittadino che ritornerebbe alla mercè fisica del potere statale. Mentre uno Stato moderno deve poter disporre ,ai fini penali, esclusivamente delle sue proprietà e della sua libertà.
Anche io, allora, non mi sono spiegato troppo bene.
Non stiamo parlando del "possesso" dell'individuo da parte dello stato, tipico delle dittature, bensi' della rinuncia al concetto di rispetto unilaterale del patto sociale che sta portando allo sfascio delle societa' moderne.
Stiamo parlando del concetto di dualita' diritto-dovere, liberta'-responsabilita'.
Hai diritti purche' adempi ai tuoi doveri. E sei responsabile delle azioni che hai la liberta' di compiere.
Il diritto a essere considerato libero o anche solo a godere dei diritti umani dipende dal tuo comportarti come tale. Se rinunci a comportarti come essere umano, rinunci a essere trattato come tale. Tua scelta, non di chi ti giustizia, che e' un mero effetto delle cause da TE messe in atto.
Se nel pannello dell'alta tensione c'e' scritto "chi tocca muore" e lo tocchi lo stesso... muori. Semplice.
2)Non ho mai detto che la vita di un violentatore omicida abbia lo stesso valore di quella di un buon "padre di famiglia" o comunque di una persona onesta. Ma ,a parte che non sta a noi comuni mortali giudicare il valore delle vite,
Au contraire. Questo e' un concetto liberal buonista e pietoso, che non serve a nulla. Quanto vale la tua vita lo vedi in modo molto pragmatico stipulando una polizza sulla stessa. Al centesimo. Puoi dirmi che sono cinico, ma cio' non di meno e' un dato di fatto.
Comunque, non si tratta di giudicare il valore di una vita, ma di giudicare chi va protetto da chi, e chi si e' spinto gia' troppo oltre.
Chi osserva un certo tipo di comportamento ha un DOVERE verso i liberi cittadini che rispettano il patto sociale di GARANTIRE la loro incolumita' ed eliminare il rischio.
Oltre che, naturalmente, di sancire un punto di principio: certe cose NON saranno tollerate.
per il quale esistono per chi ha fede appositi e più alti giudizi,
Ecco, appunto. La fede la lasciamo alla sfera personale, cui appartiene. Nella gestione di uno Stato non ha alcuno spazio.
il non uccidere riguarda soltanto un principio fondamentale e quindi anteriore a tutti i valori che deve distinguere una società giusta e severa ,appunto, dai delinquenti e dagli assassini,per avere il diritto morale,legale e politico di giudicarli e condannarli.
Non sta in piedi. Allora non potresti nemmeno comminare una multa (non rubare) ne' incarcerare qualcuno (gli rubi la liberta').
Gli alti principi sono una bella cosa in filosofia, ma come gia' Platone aveva capito, non sono applicabili al mondo reale, cui invece appartengono le soluzioni concrete.
Voui essere trattato come essere umano? Comportati come tale.
Alla gente che ammazza e stupra per diletto si fa come con i cani rabbiosi: li si abbatte. Semplice, pulito, efficace. Senza tanti buonismi di evitare pene "crudeli e inusuali". Per certi crimini la pena dev'essere crudele, o non e' una punizione, e dev'essere inusuale, o non si fissa bene nella mente di quant'altri pensavano fosse una buona idea dedicarsi a certe cose.
3) Sono ancora in attesa dei dati percentuali sulla probabilità di rimanere vittima di omicidio in Giappone ,differenziata criticamente dalla analoga probabilità per un europeo e sul numero totale di omicidi ogni milione di abitanti.
L'hai mai visto il Giappone?
4)Anche qui mi sono spiegata male : non ho parlato di "retaggio imperiale" riferendomi alla differenza politica fra repubblica e democrazia con casa regnante. Volevo intendere che vi è nella mentalità giapponese -e quindi anche nelle leggi- ancora una spiccata dipendenza mentale verso l'impero e la fedelta all'imperatore ,che quindi ci riporta al discorso di partenza.Il giappone ha ancora tracce ed elementi feudali nella sua costituzione e nelle sue leggi che lo portano a ritenere accettabile e normale la punizione corporale del suddito.Cosa palesemente inaccettabile per l'etica moderna.
Confondi cause ed effetti. Non e' una questione di leggi (effetto) ne' di costituzione (effetto) ma di cultura (causa). Che non e' assolutamente nei termini che pensi. Il giapponese non si considera assolutamente "suddito".
Si considera GIAPPONESE. E' questa la grossissima, abissale differenza. E appartiene a una cultura che considera enormemente la responsabilita' dell'individuo e i suoi doveri. Nonche' il dovere dello Stato di proteggere i cittadini.
Non c'entra nulla il feudalesimo, o il concetto di "proprieta'" dell'individuo, fortunatamente superato da un pezzo. E' solo una questione di garanzie sociali, rispetto del patto sociale e conseguenze dell'infrangerlo. Quando e' chiaro che un essere e' solo un pericolo e non puo' fare che male a chiunque incroci la sua strada, uomo o bestia lo si abbatte. E' l'unico modo.
La violenza e' uno strumento e non e' il suo uso che distingue il civile dall'incivile. E' il COME e, soprattutto, il PERCHE' la usa.
Non e' una questione di "vendetta verso il violento", e' una questione di giustizia verso il mansueto.
C'e' chi lo capisce, e chi no. Purtroppo la nostra societa' e' ammorbata da una marea di pseudo-principi buonisti e liberal che fioriscono tanto facilmente quando la gente non deve fare nessun vero sacrificio per godere della propria liberta', al punto di regalarla via come se non avesse valore, solo perche' non ha prezzo.