<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Pena di morte | Page 12 | Il Forum di Quattroruote

Pena di morte

99octane ha scritto:
In poche parole, si e' rifiutato a priori uno strumento a causa di come viene usato in alcuni stati all'estremo del buonismo da un lato, e dell'incivilta' dall'altro, invece di arrivare a configurarne un uso razionale, civile e a tutela della societa' stessa (come peraltro avviene in alcune nazioni).
Scusa, octane, ma non hai risposto alla domanda che ti è stata fatta sulle statistiche del Giappone, unico Paese da te citato come corretto esempio di applicazione della pena di morte.
Se si afferma che un principio è giusto, peccato che in tutto il mondo produce risultati deludenti, siamo alla vecchia storiella che il comunismo è perfetto, peccato che in tutto il mondo lo hanno applicato male...
 
stratoszero ha scritto:
99octane ha scritto:
In poche parole, si e' rifiutato a priori uno strumento a causa di come viene usato in alcuni stati all'estremo del buonismo da un lato, e dell'incivilta' dall'altro, invece di arrivare a configurarne un uso razionale, civile e a tutela della societa' stessa (come peraltro avviene in alcune nazioni).
Scusa, octane, ma non hai risposto alla domanda che ti è stata fatta sulle statistiche del Giappone, unico Paese da te citato come corretto esempio di applicazione della pena di morte.
Se si afferma che un principio è giusto, peccato che in tutto il mondo produce risultati deludenti, siamo alla vecchia storiella che il comunismo è perfetto, peccato che in tutto il mondo lo hanno applicato male...

Ma scusa in Europa, in Italia dove non sta la pena di morte i delitti stanno ha diminuire ???

OT il vero comunismo non c'é stato mai come non c'é la vera democrazia!

;)
Dittatura da una parte e dalla nostra puro capitalismo.
;)
 
99octane ha scritto:
Scusate, scrivete troppo in fretta e non riesco a starvi dietro.
Tanto, chi e' della sua idea, non la cambia.
Dico solo che chi e' contro a priori sbaglia a priori. Esattamente come chi e' a favore a priori.
E' come essere a favore o contro il martello. Il martello e' un utensile utile. Ma dipende da come lo si usa. Se ci pianti i chiodi, va bene.
Se lo usi per piantare le viti (come in una certa fabbrica di auto d'antan) non va bene.
Se lo picchi in testa alla gente, va ancora meno bene.
La pena di morte e' la stessa cosa: e' uno strumento.
Non e' lo strumento che va bene oppure no, ma come lo si usa.
Al mondo ci son svariati paesi che la usano male. Chi troppo e troppo indiscriminatamente (come la Cina) e chi troppo poco e con troppa esitazione e ritardo (gli Stati Uniti). Alcuni (come il Giappone) lo usano molto bene.
Con ottimi risultati.

Concordo cone te.
Infatti penso di essere stato abbastanza chiaro, va applicata nel modo giusto.
 
Fulcrum ha scritto:
mammo4 ha scritto:

Quindi in caso tu procuri preterintenzionalmente lesioni mortali, durante un incidente stradale per fare un esempio, ad un terzo vedresti giusto e sacrosanto di essere "terminato"? :shock:

Mammo... Se non c'è l'intenzionalità, per quale ragione?

Sì. Perchè colui che ha stuprato tua figlia, come già detto, dovrebbe essere punito con la pena di morte. Ci pensa lo Stato ad uccudere quel bastardo.

O.k. Nessuna attenuante, insomma.

No, pena di morte per chi abusa dei bambini, e carcere a vita per chi immete foto pedopornografiche in rete

Che le abbia realizzate lui o meno?

All'anima... :shock:

Il Sig. Delfino è certamente colpevole di omicidio ad esempio.
Donato Bilancia Idem
e via dicendo.

Spero di averti risposto

Si, mi hai risposto.

Ma guarda che certe tue interpretazioni sono più integraliste della Shari'a applicata dai Talebani. :rolleyes:

Cordiali Saluti
Fulcrum

L'omicidio in un incidente è colposo. Recentemente un caso è stato giudicato volontario, perchè chi guidava era sotto effetto di stupefacenti.
Valuterei la pena di morte anche per costui.

Confermo: per chi mette in rete foto pedopornografiche. Carcere a vita, sia se l'hai fatte, ma a quel punto il reato sconfina in cose ben peggiori,. quindi da valutare anche qui la pena di morte, e carcere a vita a chi fa girare queste foto.
 
99octane ha scritto:
Scusate, scrivete troppo in fretta e non riesco a starvi dietro.
Tanto, chi e' della sua idea, non la cambia.
Dico solo che chi e' contro a priori sbaglia a priori. Esattamente come chi e' a favore a priori.
E' come essere a favore o contro il martello. Il martello e' un utensile utile. Ma dipende da come lo si usa. Se ci pianti i chiodi, va bene.
Se lo usi per piantare le viti (come in una certa fabbrica di auto d'antan) non va bene.
Se lo picchi in testa alla gente, va ancora meno bene.
La pena di morte e' la stessa cosa: e' uno strumento.
Non e' lo strumento che va bene oppure no, ma come lo si usa.
Al mondo ci son svariati paesi che la usano male. Chi troppo e troppo indiscriminatamente (come la Cina) e chi troppo poco e con troppa esitazione e ritardo (gli Stati Uniti). Alcuni (come il Giappone) lo usano molto bene.
Con ottimi risultati.

Ci sono alcune cose che sono sbagliate a prescindere dai possibili risultati. Il fine non giustifica i mezzi. Ce lo dovrebbe dire il nostro senso etico, la nostra consapevolezza di essere umani e fallaci. Ci sono alcune cose che non ci dovremmo concedere. Perchè non ne siamo all'altezza e non ci competono.
 
Io ho votato "no, mai". La giustizia in italia non funziona ma non è per la mancanza della pena di morte, ne per colpa dei giudici. Mancano leggi chiare, trasparenti, fatte ad interesse di tutto il popolo, semplificative, e divise per argomenti
 
cfedericoc ha scritto:
Io ho votato "no, mai". La giustizia in italia non funziona ma non è per la mancanza della pena di morte, ne per colpa dei giudici. Mancano leggi chiare, trasparenti, fatte ad interesse di tutto il popolo, semplificative, e divise per argomenti

Con tutto il rispetto sta storia dei giudici buoni bravi e vittime del sistema che loro stessi devono applicare mi sta stufando.....allora sto sempre a chiedermi come mai se i giudici applicano solo correttamente le leggi continuano ad esserci continui "ribaltoni" delle sentenze di primo grado in secondo grado, cassazione etc.......cos'è i giudici dei gradi successivi sono tutti impazziti?
 
dukeiiktm ha scritto:
Con tutto il rispetto sta storia dei giudici buoni bravi e vittime del sistema che loro stessi devono applicare mi sta stufando.....allora sto sempre a chiedermi come mai se i giudici applicano solo correttamente le leggi continuano ad esserci continui "ribaltoni" delle sentenze di primo grado in secondo grado, cassazione etc.......cos'è i giudici dei gradi successivi sono tutti impazziti?

Beh dato che la legge italiana prevede 3 gradi di giudizio, è palese che se in uno dei gradi precedenti uno non sia soddisfatto faccia appello.
Non vedo dove sia il problema.
Poi anche i "continui ribaltoni", hai delle statistiche riguardo alle % di processi "ribaltati" nei successivi gradi? Magari qualche tecnico può illuminarci.
Infine sui giudici buoni e bravi, credo che come in tutte le categorie ci siano buoni e bravi, cattivi e incapaci, nullafacenti, pignoli etcetc, ma come categoria IMHO sono da mettere nelle condizioni di fare il loro lavoro al meglio e il più possibile in fretta.
 
maillaux02 ha scritto:
Non stiamo parlando della trazione più o meno integrale della sua macchina ,sulla quale non si può essere pro o contro a priori e dipende dall'uso che se ne deve fare ed è uno strumento da usare sulla neve e terreni scivolosi ! Credo che si renda conto anche Lei che sopprimere esseri umani ,seppur colpevoli di orrendi delitti , è una cosa un po' diversa che riguarda come minimo l'idea che uno Stato -e quindi anche le persone che ne fanno parte- ha della vita e del suo valore.
Saprà bene anche Lei che gli stati ,prima dell'avvento delle democrazie moderne non si rivolgevano a cittadini ,ma a sudditi dei quali il signore -o più spesso in scala gerarchica il suo vassallo- disponeva totalmente ,era padrone di tutto ciò che li riguardava ,compreso il corpo ,che quindi poteva essere torturato o ucciso a capriccio o per ordine pubblico. Gli stati moderni costituzionali ,democratici ,repubblicani, liberali,a suffragio universale sono tali anche perchè limitano il diritto sui cittadini alle loro proprietà o alla loro libertà. E questo è un principio che può tornar utile pure a Lei.

Non mi interessano gli stati prima dell'avvento delle democrazie moderne, dato che viviamo in una democrazia ( piu' o meno) moderna (piu' o meno).
Il progresso da suddito a cittadino non ha nulla a che vedere con la soppressione di individui che si siano macchiati di tanti e tali crimini da essere un pericolo assoluto per la societa'.
L'errore di fondo e' considerare le vite come aventi tutte lo stesso valore. Non lo hanno.
La vita di cittadini onesti e civili vale molto di piu' di quella di un individuo che fa della violenza e dell'omicidio un sistema di vita. Per non parlare di crimini anche peggiori.
L'unico modo CERTO di impedire a questi individui di nuocere, e' sopprimerli.

PS di quali dati dispone mai sugli omicidi in Giappone -dove per altro resiste un retaggio imperiale- e sulla probabilità per il cittadino giapponese onesto di rimanere vittima di omicidi e violenze ? A me risulta non siano più favorevoli che da noi, anzi.
E con questa perla abbiamo appurato appieno l'affidabilita' di certi dati.
Lasciamo stare. Fiato sprecato.
Quanto al "retaggio imperiale", di nuovo si va per luoghi comuni. Anche la Danimarca e' un regno. Anche la Norvegia. Vogliamo mettere il livello di democrazia del REGNO di Norvegia con quello presente oggi nella "REPUBBLICA" italiana? Meglio di no.
 
Vanguard ha scritto:
No in molte aree dei USA la pena di morte non é prevista.

Non e' solo questione se sia prevista o meno. Di fatto, ci sono stati in cui da 1976 e' stata eseguita UNA sentenza. In totale ne sono state eseguite circa 1100, di cui quasi meta' (441) in Texas, che e' uno dei pochi stati che applica la pena di morte con scrupolo e intensamente.

POi che la ci sono piu crimini..Si okay ma li circa 40 milioni di persone vive sotto la soglia della poverta, e vivere un po sopra la soglia non e che fa diventare meglio la cosa.
Guarda, meglio vivere sotto la soglia di poverta' negli USA che fare l'operaio in Italia... ;)
C'e' modo e modo di essere "poveri".

In realta', comunque, negli USA la pena di morte serve a poco.
A parte in Texas, che peraltro ha un tasso di criminalita' complessivo assai ridotto.

Comunque, tornando in tema, lo scopo della pena di morte deve essere di eliminare in maniera SICURA e IRREVERSIBILE individui che rappresentano un pericolo inaccettabile per la societa'.
Il modo di applicazione corretto e' a crimini certi ed efferati, oppure reiterati.
 
99octane ha scritto:
maillaux02 ha scritto:
l. E questo è un principio che può tornar utile pure a Lei.

Non mi interessano gli stati prima dell'avvento delle democrazie moderne, dato che viviamo in una democrazia ( piu' o meno) moderna (piu' o meno).
Il progresso da suddito a cittadino non ha nulla a che vedere con la soppressione di individui che si siano macchiati di tanti e tali crimini da essere un pericolo assoluto per la societa'.
L'errore di fondo e' considerare le vite come aventi tutte lo stesso valore. Non lo hanno.
La vita di cittadini onesti e civili vale molto di piu' di quella di un individuo che fa della violenza e dell'omicidio un sistema di vita. Per non parlare di crimini anche peggiori.
L'unico modo CERTO di impedire a questi individui di nuocere, e' sopprimerli.

PS di quali dati dispone mai sugli omicidi in Giappone -dove per altro resiste un retaggio imperiale- e sulla probabilità per il cittadino giapponese onesto di rimanere vittima di omicidi e violenze ? A me risulta non siano più favorevoli che da noi, anzi.
E con questa perla abbiamo appurato appieno l'affidabilita' di certi dati.
Lasciamo stare. Fiato sprecato.
Quanto al "retaggio imperiale", di nuovo si va per luoghi comuni. Anche la Danimarca e' un regno. Anche la Norvegia. Vogliamo mettere il livello di democrazia del REGNO di Norvegia con quello presente oggi nella "REPUBBLICA" italiana? Meglio di no.

Allora probabilmente non mi sono spiegata troppo bene :
1) Non ho parlato delle democrazie moderne da un punto di vista politico ,bensì ho parlato del concetto filosofico e giuridico di cittadino ,previsto dagli stati liberali e costituzionali rispetto a quello di suddito dei sistemi assolutistici ,feudali e tirannici.In questi ultimi - ripeto- il fatto che il signore o vassallo potesse infierire impunemente sul corpo degli schiavi ,è stato ripudiato ,per merito delle idee liberali e illuministiche , negli Stati costituzionali.
Va da sè -per lo meno per le persone di buon senso- che un ritorno alla pena di morte significherebbe pure ,oltrechè a quanto citato da altri forumisti sulla negazione del fine che giustifichi i mezzi, un ripensamento filosofico-etico-politico della figura del cittadino che ritornerebbe alla mercè fisica del potere statale. Mentre uno Stato moderno deve poter disporre ,ai fini penali, esclusivamente delle sue proprietà e della sua libertà.

2)Non ho mai detto che la vita di un violentatore omicida abbia lo stesso valore di quella di un buon "padre di famiglia" o comunque di una persona onesta. Ma ,a parte che non sta a noi comuni mortali giudicare il valore delle vite,per il quale esistono per chi ha fede appositi e più alti giudizi, il non uccidere riguarda soltanto un principio fondamentale e quindi anteriore a tutti i valori che deve distinguere una società giusta e severa ,appunto, dai delinquenti e dagli assassini,per avere il diritto morale,legale e politico di giudicarli e condannarli.

3) Sono ancora in attesa dei dati percentuali sulla probabilità di rimanere vittima di omicidio in Giappone ,differenziata criticamente dalla analoga probabilità per un europeo e sul numero totale di omicidi ogni milione di abitanti.

4)Anche qui mi sono spiegata male : non ho parlato di "retaggio imperiale" riferendomi alla differenza politica fra repubblica e democrazia con casa regnante. Volevo intendere che vi è nella mentalità giapponese -e quindi anche nelle leggi- ancora una spiccata dipendenza mentale verso l'impero e la fedelta all'imperatore ,che quindi ci riporta al discorso di partenza.Il giappone ha ancora tracce ed elementi feudali nella sua costituzione e nelle sue leggi che lo portano a ritenere accettabile e normale la punizione corporale del suddito.Cosa palesemente inaccettabile per l'etica moderna.
 
maillaux02 ha scritto:
Allora probabilmente non mi sono spiegata troppo bene :
1) Non ho parlato delle democrazie moderne da un punto di vista politico ,bensì ho parlato del concetto filosofico e giuridico di cittadino ,previsto dagli stati liberali e costituzionali rispetto a quello di suddito dei sistemi assolutistici ,feudali e tirannici.In questi ultimi - ripeto- il fatto che il signore o vassallo potesse infierire impunemente sul corpo degli schiavi ,è stato ripudiato ,per merito delle idee liberali e illuministiche , negli Stati costituzionali.
Va da sè -per lo meno per le persone di buon senso- che un ritorno alla pena di morte significherebbe pure ,oltrechè a quanto citato da altri forumisti sulla negazione del fine che giustifichi i mezzi, un ripensamento filosofico-etico-politico della figura del cittadino che ritornerebbe alla mercè fisica del potere statale. Mentre uno Stato moderno deve poter disporre ,ai fini penali, esclusivamente delle sue proprietà e della sua libertà.

Anche io, allora, non mi sono spiegato troppo bene.
Non stiamo parlando del "possesso" dell'individuo da parte dello stato, tipico delle dittature, bensi' della rinuncia al concetto di rispetto unilaterale del patto sociale che sta portando allo sfascio delle societa' moderne.
Stiamo parlando del concetto di dualita' diritto-dovere, liberta'-responsabilita'.
Hai diritti purche' adempi ai tuoi doveri. E sei responsabile delle azioni che hai la liberta' di compiere.
Il diritto a essere considerato libero o anche solo a godere dei diritti umani dipende dal tuo comportarti come tale. Se rinunci a comportarti come essere umano, rinunci a essere trattato come tale. Tua scelta, non di chi ti giustizia, che e' un mero effetto delle cause da TE messe in atto.
Se nel pannello dell'alta tensione c'e' scritto "chi tocca muore" e lo tocchi lo stesso... muori. Semplice.

2)Non ho mai detto che la vita di un violentatore omicida abbia lo stesso valore di quella di un buon "padre di famiglia" o comunque di una persona onesta. Ma ,a parte che non sta a noi comuni mortali giudicare il valore delle vite,
Au contraire. Questo e' un concetto liberal buonista e pietoso, che non serve a nulla. Quanto vale la tua vita lo vedi in modo molto pragmatico stipulando una polizza sulla stessa. Al centesimo. Puoi dirmi che sono cinico, ma cio' non di meno e' un dato di fatto.
Comunque, non si tratta di giudicare il valore di una vita, ma di giudicare chi va protetto da chi, e chi si e' spinto gia' troppo oltre.
Chi osserva un certo tipo di comportamento ha un DOVERE verso i liberi cittadini che rispettano il patto sociale di GARANTIRE la loro incolumita' ed eliminare il rischio.
Oltre che, naturalmente, di sancire un punto di principio: certe cose NON saranno tollerate.

per il quale esistono per chi ha fede appositi e più alti giudizi,
Ecco, appunto. La fede la lasciamo alla sfera personale, cui appartiene. Nella gestione di uno Stato non ha alcuno spazio.

il non uccidere riguarda soltanto un principio fondamentale e quindi anteriore a tutti i valori che deve distinguere una società giusta e severa ,appunto, dai delinquenti e dagli assassini,per avere il diritto morale,legale e politico di giudicarli e condannarli.

Non sta in piedi. Allora non potresti nemmeno comminare una multa (non rubare) ne' incarcerare qualcuno (gli rubi la liberta').
Gli alti principi sono una bella cosa in filosofia, ma come gia' Platone aveva capito, non sono applicabili al mondo reale, cui invece appartengono le soluzioni concrete.
Voui essere trattato come essere umano? Comportati come tale.
Alla gente che ammazza e stupra per diletto si fa come con i cani rabbiosi: li si abbatte. Semplice, pulito, efficace. Senza tanti buonismi di evitare pene "crudeli e inusuali". Per certi crimini la pena dev'essere crudele, o non e' una punizione, e dev'essere inusuale, o non si fissa bene nella mente di quant'altri pensavano fosse una buona idea dedicarsi a certe cose.

3) Sono ancora in attesa dei dati percentuali sulla probabilità di rimanere vittima di omicidio in Giappone ,differenziata criticamente dalla analoga probabilità per un europeo e sul numero totale di omicidi ogni milione di abitanti.
L'hai mai visto il Giappone?

4)Anche qui mi sono spiegata male : non ho parlato di "retaggio imperiale" riferendomi alla differenza politica fra repubblica e democrazia con casa regnante. Volevo intendere che vi è nella mentalità giapponese -e quindi anche nelle leggi- ancora una spiccata dipendenza mentale verso l'impero e la fedelta all'imperatore ,che quindi ci riporta al discorso di partenza.Il giappone ha ancora tracce ed elementi feudali nella sua costituzione e nelle sue leggi che lo portano a ritenere accettabile e normale la punizione corporale del suddito.Cosa palesemente inaccettabile per l'etica moderna.

Confondi cause ed effetti. Non e' una questione di leggi (effetto) ne' di costituzione (effetto) ma di cultura (causa). Che non e' assolutamente nei termini che pensi. Il giapponese non si considera assolutamente "suddito".
Si considera GIAPPONESE. E' questa la grossissima, abissale differenza. E appartiene a una cultura che considera enormemente la responsabilita' dell'individuo e i suoi doveri. Nonche' il dovere dello Stato di proteggere i cittadini.

Non c'entra nulla il feudalesimo, o il concetto di "proprieta'" dell'individuo, fortunatamente superato da un pezzo. E' solo una questione di garanzie sociali, rispetto del patto sociale e conseguenze dell'infrangerlo. Quando e' chiaro che un essere e' solo un pericolo e non puo' fare che male a chiunque incroci la sua strada, uomo o bestia lo si abbatte. E' l'unico modo.
La violenza e' uno strumento e non e' il suo uso che distingue il civile dall'incivile. E' il COME e, soprattutto, il PERCHE' la usa.
Non e' una questione di "vendetta verso il violento", e' una questione di giustizia verso il mansueto.

C'e' chi lo capisce, e chi no. Purtroppo la nostra societa' e' ammorbata da una marea di pseudo-principi buonisti e liberal che fioriscono tanto facilmente quando la gente non deve fare nessun vero sacrificio per godere della propria liberta', al punto di regalarla via come se non avesse valore, solo perche' non ha prezzo.
 

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