<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Nozze tra omossessuali a New York | Page 11 | Il Forum di Quattroruote

Nozze tra omossessuali a New York

PanDemonio ha scritto:
belpietro ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
modestissimo cervello

il tema è già teso, e pare comprensibile che qualcuno si scaldi,

se però si evita di dare del cretino al prossimo, è senza dubbio meglio.

thanks.
Quando si arriva alla terza ripetizione a pappagallo di una tesi già ampiamente confutata, mi sembra più che lecito sospettare che di "modestissimo" oltre al parere ci sia altro.

Senza alcun intento offensivo, ci mancherebbe. Ma se l'impressione che ho dato è quella non ho difficoltà a scusarmi.

Se la natura si affida alla cultura omosessuale si estingue, questa è la "modestissima verità", di figli ne ho due, prendila come una sorta di "Etero Pride" virtuale :lol: :D , avrò il diritto di pensarla diversamente da te ???
 
EVOLVO ha scritto:
Se la natura si affida alla cultura omosessuale si estingue, questa è la "modestissima verità"
Opinione. La verità è un'altra cosa. 8)

E la tua opinione è fallace, poiché ammettere che in natura esista l'omosessualità non vuol dire affermare che la natura stessa si affidi sempre ed esclusivamente ad essa per garantire la propria sopravvivenza.

di figli ne ho due, prendila come una sorta di "Etero Pride" virtuale :lol: :D
Almeno adesso sappiamo che conosci l'argomento.

avrò il diritto di pensarla diversamente da te ???
Certamente, ci mancherebbe altro. Ma non di affermare che sia "scientificamente dimostrato" e "civilmente necessario" che un bambino per crescere bene abbia assolutamente bisogno di genitori eterosessuali: per quello ci vogliono le prove... ;)
 
PanDemonio ha scritto:
EVOLVO ha scritto:
Se la natura si affida alla cultura omosessuale si estingue, questa è la "modestissima verità"
Opinione. La verità è un'altra cosa. 8)

E la tua opinione è fallace, poiché ammettere che in natura esista l'omosessualità non vuol dire affermare che la natura stessa si affidi sempre ed esclusivamente ad essa per garantire la propria sopravvivenza.

di figli ne ho due, prendila come una sorta di "Etero Pride" virtuale :lol: :D
Almeno adesso sappiamo che conosci l'argomento.

avrò il diritto di pensarla diversamente da te ???
Certamente, ci mancherebbe altro. Ma non di affermare che sia "scientificamente dimostrato" e "civilmente necessario" che un bambino per crescere bene abbia assolutamente bisogno di genitori eterosessuali: per quello ci vogliono le prove... ;)

Se la natura si affida alla cultura omosessuale si estingue

Non essendo possibile in natura alla specie umana effettuare la riproduzione che attraverso l'incontro di due generi diversi, maschio e femmina, nell'ipotesi di una società omosessuale non si potrà ottenere che l'estinzione della specie.questa non è un opinione fallace è la verità.
 
giuliogiulio ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
giuliogiulio ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
jaccos ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
se ti ci metti anche tu a mettere in bocca alla gente quello che non ha detto....

ho detto. penso ( e quindi una opinione strettamente personale ) che un bimbino che vede " 2 genitori " omo che si scambiano una carezza o un bacio ha inputs diversi dal vederlo fare da 2 etero.
Ne parlera' e chiedera' in casa e a scuola, perche' in giro vede che situazioni analoghe sono etero e non omo come le sue.

Cosa c' entra la zia, la mamma e le supposte devianze.....
Ora sono io che non ti seguo... :rolleyes:

Cmq, non vedo come un bacio o una carezza tra due "mamme" o due "papà" possa creare qualche danno. L'omosessualità esiste ed è sempre esistita, se un bambino vede due dello stesso sesso che si baciano che male c'è? Certo, farà domande... e allora? Gli si risponde, "quelle due persone si vogliono bene", se si vuole essere più specifici gli si spiega che ci sono alcune persone che preferiscono l'amore di uno dello stesso sesso e non è ne brutto ne sbagliato, ognuno vive l'amore come meglio crede... ;)

fino a qui ci siamo.....l' ho postato all' inizio:
-matrimonio
-eredita'
-reversibilita'....
(....sull' adozione non sono convinto )
Mi permetterai di pensare che un bambino che vede in effusioni
( baci carezze, ;) meglio puntualizzare ;) )
le altre coppie, etero
e la sua, omo,
si possa sentire in una situazione diversa dagli amichetti...
con tutto quello che ne puo' seguire....ecc. ecc?
no dai ma scusa ,a dove vivi?!?!?negli spot della barilla!?!??se è così felice per te...però il mondo è un altro....poi per carità se ci vogliamo raccontare che gesù cristo è morto di freddo facciamolo pure!!!

scusa ma chi ha i genitori che si tirano i piatti dietro???
chi ha il padre che si sbatte la collega prima di tornare a casa??
o lo stesso dicasi per la madre??
chi ha i genitori alcolizzati??
chi ha solo la madre single?
la situazione diversa dagli amichetti solo perchè i genitori degli amichetti inducono questi bambini che altrimenti non vedrebbero nulla di male (magari di anomalo...ma con serenità lo si può spiegare) a far sentire diverso un bambino con due mamme o due papà....

pensate una cosa: 20 anni fa i figli di coppie separate erano veramente l'eccezione...e tutti giù a dire "eh poverini, sono traumatizzati, si sentono diversi di qua di la"...ora questi ex bambini sono diventati grandi e non mi sembra che nel frattempo sia scoppaita una bomba sociale rispetto a questa questione...
e veniamo a oggi...in questi 20 anni visto che la società si evolve ( nonostante istituzioni statali e religiose provino a rallentare questi cambiamenti) ora un figlio di separati un po' perchè numericamente sono di più un po' perchè la società nel suo insieme non considera dei poveri sfigati questi bimbi non c'è più quest'emarginazione.....

con tutti i blocchi staccati fra loro....
non ci capisco nulla,
se puoi rimettere il tuo pensiero, grazie
e io che li ho messi pensando di essere chiaro..

la prima osservazione era la legata al fatto che un figlio di una coppia omo possa essere traumatizzato perchè diverso dagli amichetti aveva una che di tenero-zuccheroso-stucchevole...:) intendo dire che viviamo in mondo in cui non si può più pensare di essere omologati, uguali, ma siamo tutti diversi, dove diversi assume il suo significato letterale...ed educare un figlio alla cultura del diverso lo potrà aiutare nella vita, dove sempre di più avrà a che fare con mondi diversi dal suo. Esempio stupido: nel mio ufficio ho di fianco un'italiana, di fronte un cinese e in diagonale sulla mia isola una ragazza macedone.
poi ci sono nell'open space 2 uzbeki, un russo, un messicano e un colombiano....tutti diversi, ma superiamo le diversità...è attraverso la convivenza, la tolleranza che si vive bene assieme...
l'altro esempio era legato ai figli dei separati, fino a qualche tempo fa diversi dagli altri bambini. oggi la società è cambiata, i figli di separati sono di più e nessuno fa più caso al fatto che i loro genitori dormano o meno nello stesso letto...non pensi potrebbe succedere una cosa del genere anche x i genitori omosessuali?una società in cui ci si preoccupa dell'amore che un bimbo riceve al posto del sesso, della nazionalitàetc etc dei genitori?

NO
so quanto i bambini possano essere " cattivi "
se poi sono insieme e messi su da qualcuno....
a scuola, in parrocchia, in spiaggia....
ma e' solo una mia pensata che non pretende di insegnare niente a nessuno.
 
EVOLVO ha scritto:
Se la natura si affida alla cultura omosessuale si estingue

Non essendo possibile in natura alla specie umana effettuare la riproduzione che attraverso l'incontro di due generi diversi, maschio e femmina, nell'ipotesi di una società omosessuale non si potrà ottenere che l'estinzione della specie.questa non è un opinione fallace è la verità.
Scusa, eh.. ma dove diamine hai letto dell'ipotesi di una società esclusivamente omosessuale?

Dove è stato scritto che concedere in adozione un bambino a una coppia di omosessuali trasformerebbe in omosessuale l'intero universo?

Ma lo leggi quello che scrivi, o segui l'ispirazione lisergica?
 
spartacodaitri ha scritto:
NO
so quanto i bambini possano essere " cattivi "
se poi sono insieme e messi su da qualcuno....
a scuola, in parrocchia, in spiaggia....
ma e' solo una mia pensata che non pretende di insegnare niente a nessuno.
E quindi?
Per lo stesso motivo allora non dovrebbero essere dati in adozione bambini a coppie di:

- meridionali
- ebrei
- testimoni di Geova
- neri/gialli/rossi/misti
- avvocati
- impiegati statali
...

perché in ognuno di questi casi delle piccole carognette quali sanno essere i ragazzini troverebbero certo il modo di infierire sullo sfortunato di turno.
 
Approfondiamo un po' il concetto di adozione :

Oggi i bambini neonati abbandonati non sono molti ed i bambini che vanno in adozione sono spesso bambini allontanati dalla famiglia dall?autorità giudiziaria per aver subito abusi o grave trascuratezza. Pertanto sono bambini già grandicelli, traumatizzati e gravemente sofferenti. I nuovi genitori non potranno non tenere conto di ciò che è avvenuto prima del loro arrivo e dovranno curare le ferite del bambino. I genitori non devono sperare che il bambino dimentichi il proprio passato poiché esso rappresenta una parte importante nella costruzione della propria identità, e dovranno a maggior ragione aiutarlo ad integrarlo con il presente, narrandogli la storia delle proprie origini.
Non tutti i bambini adottati hanno coscienza e chiari ricordi del fatto di non aver sempre vissuto con i loro attuali genitori. Si pone quindi il problema del "come dirglielo", essendo unanimemente ritenuto un errore ed un rischio la scelta di "non dirglielo"; tra l'altro la legge prevede espressamente che i genitori informino il bambino, nei modi e nei tempi che ritengono piu' opportuni, del suo status. L?adozione, disciplinata dalla legge 4 maggio 1983 n.184 ha subìto, nel tempo, alcune modifiche, anche sostanziose. Una di queste è stata introdotta con la legge 28 marzo 2001 n.149, che ha modificato l?art. 28 della legge n.184. Quest?ultimo, dunque, nella sua nuova formulazione, stabilisce che ?Il minore adottato è informato di tale sua condizione ed i genitori adottivi vi provvedono nei modi e termini che essi ritengono più opportuni?. In passato i genitori adottivi potevano scegliere liberamente se rivelare o no la verità al proprio figlio; per effetto della modifica introdotta nel 2001 sono invece obbligati a farlo. E non quando raggiungerà la maggiore età, ma prima: la norma infatti, dice che ?il minore adottato viene informato?; e ?minore? è, appunto, un soggetto che non ha ancora compiuto i diciotto anni.
L'esperienza degli psicologi che si occupano di adozione tende da tempo a sconsigliare di giungere ad un momento della "rivelazione" se inteso come unico e improvviso, ed a consigliare piuttosto una serie di "rivelazioni" adeguate all'età e ai modi di comunicazione del bambino, a partire dai primissimi tempi dopo l'incontro. L'importante è che ogni successiva integrazione del racconto non contraddica ma arricchisca la precedente.
Sono comunque l?esperienza dei genitori e la loro progressiva conoscenza del bambino, il miglior metro di misura del quando e del come, tenuto conto che il "dire troppo" può spaventare ed essere rischioso quanto il "dire poco". E? importantissimo, quindi, fin da subito che il bambino cresca avendo familiarità con la parola ? adozione ?. Psicologi dei servizi sociali e degli enti autorizzati che si occupano di adozioni internazionali sono a disposizione per aiutare i genitori: non bisogna aver timore di chiedere consigli. Attualmente la grande maggioranza delle coppie adottive testimonia che, se affrontati dalla coppia con serenità e preparazione, i momenti della rivelazione non costituiscono un grosso problema per il bambino. Pronunciare la frase ? ti abbiamo adottato ? apparirà a questo punto la cosa più naturale del mondo, perché queste parole hanno sempre fatto parte dei dialoghi in famiglia sin dai primi momenti dell?arrivo del bambino. Non è necessario addentrarsi in spiegazioni intricate su cosa è l?adozione, anzi può essere controproducente. E? sufficiente raccontare, ricordare i fatti, l?incontro, il paese di origine, per incidere nella memoria del figlio dei ricordi importantissimi che non deve dimenticare.
Quando i genitori adottivi scelgono di non comunicare l?adozione subito, sin dai primi momenti e con le modalità adeguate all?età del bambino, oppure non riescono a trovare il modo per raccontarla, entrano in una specie di vicolo cieco. Più vanno avanti e più il silenzio diventa pesante e imbarazzante da rompere. Soprattutto quando l? adozione riguarda bambini appena nati o comunque piccolissimi, i genitori a volte tralasciano di comunicare subito al bambino la sua storia in quanto troppo piccolo, rimandando di giorno in giorno il racconto. Il tempo passa ed il bambino comincia a crescere, ma forse lo si ritiene ancora immaturo per comprendere una faccenda così delicata e si rimanda ancora. I genitori vogliono aspettare il momento più adatto per comunicare al figlio la sua storia adottiva, ma questo momento non si presenta mai e diventa sempre più lontano. Di giorno in giorno, di mese in mese, di anno in anno il racconto dell?adozione assume sempre di più le caratteristiche di un segreto che a un certo punto dovrà essere svelato. Finché arriva un momento in cui i genitori si accorgono che non possono iniziare a raccontare dell?adozione al bambino perché hanno paura che la spiegazione della storia adottiva al proprio figlio possa costituire per lui una rivelazione inquietante, la fuoriuscita di una verità tenuta fin qui nascosta. Ed è vero.
Infatti, la rivelazione improvvisa e completa al bambino della sua storia adottiva potrebbe provocargli un forte senso di smarrimento e la sensazione di perdita di tutte le sue fonti di sicurezza, se non addirittura un vero e proprio trauma. Il bambino verrebbe improvvisamente messo di fronte ad una realtà familiare completamente diversa, potrebbe non capire quanto gli viene comunicato, potrebbe esserne stupito o addirittura potrebbe opporre un netto rifiuto e decidere di non credere a quanto gli viene detto. La rivelazione improvvisa introduce nella vita del bambino adottato delle parole e dei concetti non conosciuti: lui non conosce né il significato né le implicazioni sul piano affettivo di queste nuove parole. Esse lo mettono solamente di fronte a una situazione nuova e sconosciuta, sicuramente destabilizzante, tenuta fino ad ora nascosta e che adesso potrebbe creargli il dubbio di essere stato ingannato dai suoi genitori per tutto questo tempo. Tutte le certezze maturate fino al momento della rivelazione svaniscono come d?incanto. La realtà viene vista con occhi diversi e le relazioni affettive stabilite in passato si modificano, le persone più care vengono viste in modo diverso. La rivelazione improvvisa dell?adozione distrugge tutta l?immagine che il bambino ha costruito di sé e della propria famiglia e lo pone di fronte alla necessità di ricostruire la sua identità. Ecco allora presentarsi tutte insieme, delle domande a cui trovare una risposta sarà molto laborioso: chi sono io, chi siete voi, chi erano i miei genitori, perché mi hanno abbandonato, perché mi avete preso voi, da dove provengo? Il sapere o non sapere di essere figli adottivi non c?entra nulla con l?amore filiale, che può nascere e svilupparsi anche in presenza di una piena conoscenza della propria condizione.
Aspetti legati all'inserimento scolastico
I problemi legati all'inserimento scolastico e la loro possibile soluzione dipendono molto dalle condizioni in cui si trova il bambino (es. paese, lingua di origine, eventuale diversità di razza o di colore, età di adozione e quindi tempo già trascorso nella nuova situazione familiare). Sovente i bambini adottati hanno difficoltà di apprendimento e presentano problemi di tipo comportamentale. Inoltre, da alcune ricerche emerge che solamente dall?età scolare i bambini sono in grado di comprendere che la famiglia si fonda solitamente sui legami di sangue, e che essere stati adottati implica anche essere stati abbandonati.
In questo periodo il bambino sviluppa una maggiore consapevolezza dell?esistenza dei genitori naturali e si interroga sui motivi dell?abbandono.
In generale, la difficoltà dell'inserimento scolastico è legata al grado di inserimento (effettivo e percepito dal bambino) nell'ambito della sua famiglia. È, infatti, la famiglia stessa che può aiutare il bambino a superare le difficoltà che possono insorgere dall'inserire il bambino in un ambiente meno "protetto" quale è la scuola. I problemi più frequenti sono i seguenti:
Difficoltà disciplinari - Incapacità di stare seduti e attenti, di obbedire, di rispettare regole che conoscono ma che ancora non hanno interiorizzato; bisogno spasmodico di essere accettati, di stare al centro dell'attenzione, di contatto fisico, di essere valorizzati per quello che sono, in quello che sanno fare meglio.
Difficoltà di apprendimento - Queste problematiche sono dovute oltre che al problema della lingua (quando c'è) anche alla mancanza di stimoli e di attenzioni. Naturalmente, moltissimo dipende dalla situazione da cui proviene il bambino (istituto, casa-famiglia od altro) e, nel caso, dal tipo e dalla struttura dell'istituto.
Difficoltà di inserimento con i compagni - Questi problemi sono legati spesso all'esperienza precedente all'adozione: molti bambini
sviluppano negli istituti la tendenza a rapportarsi con gli altri in maniera aggressiva o, viceversa, troppo remissiva. Alcuni suggerimenti sulle possibili contromisure:
Di norma, è opportuno parlare chiaramente con gli insegnanti della condizione del bambino e dei problemi eventualmente conosciuti, suggerendo in base alla propria esperienza gli atteggiamenti più idonei, magari proponendo (con cautela) letture sul tema.
È fondamentale seguire il bambino personalmente, a casa, dedicando molta attenzione ai compiti, ed eventualmente, se necessario, integrando con qualche esercizio in più su misura per le loro carenze (se possibile concordato con l'insegnante).
È inoltre, importante parlare con le altre mamme della condizione del bambino, perché spieghino nella maniera più corretta possibile il tema dell'adozione ai propri figli.
Infine, è necessario preparare il bambino a rispondere alle più comuni "domande" dei compagni che sicuramente emergeranno (es. "Chi sono i tuoi veri genitori?").
Per quanto riguarda le tempistiche di inserimento, esse vanno valutate caso per caso, magari con l'aiuto dei Servizi Sociali e degli enti autorizzati alle adozioni internazionali.
Occorre comunque considerare che, mentre la scuola materna in generale facilita da subito l'inserimento di bambini provenienti da realtà diverse, la scuola elementare ha un taglio più "competitivo" e richiede un buon grado di inserimento nella nuova famiglia e nel nuovo contesto sociale (es. lingua, cultura).
 
PanDemonio ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
NO
so quanto i bambini possano essere " cattivi "
se poi sono insieme e messi su da qualcuno....
a scuola, in parrocchia, in spiaggia....
ma e' solo una mia pensata che non pretende di insegnare niente a nessuno.
E quindi?
Per lo stesso motivo allora non dovrebbero essere dati in adozione bambini a coppie di:

- meridionali
- ebrei
- testimoni di Geova
- neri/gialli/rossi/misti
- avvocati
- impiegati statali
...

perché in ognuno di questi casi delle piccole carognette quali sanno essere i ragazzini troverebbero certo il modo di infierire sullo sfortunato di turno.

a te va sempre di estremizzare....
passo e chiudo
 
EVOLVO ha scritto:
Approfondiamo un po' il concetto di adozione :

Oggi i bambini neonati abbandonati non sono molti (...).
1) Non è carino scopiazzare parti di testo senza mettere il link alla fonte: si dà l'impressione di voler spacciare quanto scritto come partorito dalla propria mente, e non è onesto. Per stavolta provvedo io:

http://www.seborganelmondo.org/inde...ema-delle-origini-nelladozione&catid=1:ultime

2) Capisco che comunicare ad un bambino adottato il suo status di adottato, e quindi l'essere stato oggetto di abbandono e l'avere origini diverse da quelle che ha sempre pensato o ricordato di avere, sia un problema spinoso e meritevole di approfondimento, ma che c'azzecca con la questione dell'omosessualità eventuale dei genitori adottivi e con le difficoltà, da te date per scientificamente provate, nella crescita?

Ritenta, sarai più fortunato.
 
spartacodaitri ha scritto:
a te va sempre di estremizzare....
passo e chiudo
Non sarai tu a farla troppo semplicistica?

Io, da figlio di meridionali trapiantati in una città del centro-nord, posso dire di aver vissuto sulla mia pelle il quotidiano confronto con i miei coetanei per i quali le mie origini erano una macchia indelebile della quale dovevo, secondo loro, vergognarmi. E quindi so cosa si prova.

Tu, invece?
 
spartacodaitri ha scritto:
tra gli altri....
ho lavorato in un asilo.
E...?

In quell'asilo i bambini venivano "messi su" solo contro i figli di "invertiti" o la casistica era più ampia?

Mai successo che un bambino venisse messo all'indice perché indossava gli occhiali, per esempio?
 
Ma poi l'ho scoperto solo io che il sesso e le abitudini sessuali degli adulti sono tra gli argomenti meno interessanti per un bambino, almeno fino alla pubertà?

Non siete stati piccoli voi? Non vi ricordate quali erano le cose che calamitavano il vostro interesse nel magico periodo delle scuole elementari?

Ma forse ero io lo strano, visto che le bambine erano un fastidio, il pisellino serviva solo per fare pipì e l'oggetto del mio desiderio era la mitica RE-EL 45...

Bah...
 
spartacodaitri ha scritto:
giuliogiulio ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
giuliogiulio ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
jaccos ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
se ti ci metti anche tu a mettere in bocca alla gente quello che non ha detto....

ho detto. penso ( e quindi una opinione strettamente personale ) che un bimbino che vede " 2 genitori " omo che si scambiano una carezza o un bacio ha inputs diversi dal vederlo fare da 2 etero.
Ne parlera' e chiedera' in casa e a scuola, perche' in giro vede che situazioni analoghe sono etero e non omo come le sue.

Cosa c' entra la zia, la mamma e le supposte devianze.....
Ora sono io che non ti seguo... :rolleyes:

Cmq, non vedo come un bacio o una carezza tra due "mamme" o due "papà" possa creare qualche danno. L'omosessualità esiste ed è sempre esistita, se un bambino vede due dello stesso sesso che si baciano che male c'è? Certo, farà domande... e allora? Gli si risponde, "quelle due persone si vogliono bene", se si vuole essere più specifici gli si spiega che ci sono alcune persone che preferiscono l'amore di uno dello stesso sesso e non è ne brutto ne sbagliato, ognuno vive l'amore come meglio crede... ;)

fino a qui ci siamo.....l' ho postato all' inizio:
-matrimonio
-eredita'
-reversibilita'....
(....sull' adozione non sono convinto )
Mi permetterai di pensare che un bambino che vede in effusioni
( baci carezze, ;) meglio puntualizzare ;) )
le altre coppie, etero
e la sua, omo,
si possa sentire in una situazione diversa dagli amichetti...
con tutto quello che ne puo' seguire....ecc. ecc?
no dai ma scusa ,a dove vivi?!?!?negli spot della barilla!?!??se è così felice per te...però il mondo è un altro....poi per carità se ci vogliamo raccontare che gesù cristo è morto di freddo facciamolo pure!!!

scusa ma chi ha i genitori che si tirano i piatti dietro???
chi ha il padre che si sbatte la collega prima di tornare a casa??
o lo stesso dicasi per la madre??
chi ha i genitori alcolizzati??
chi ha solo la madre single?
la situazione diversa dagli amichetti solo perchè i genitori degli amichetti inducono questi bambini che altrimenti non vedrebbero nulla di male (magari di anomalo...ma con serenità lo si può spiegare) a far sentire diverso un bambino con due mamme o due papà....

pensate una cosa: 20 anni fa i figli di coppie separate erano veramente l'eccezione...e tutti giù a dire "eh poverini, sono traumatizzati, si sentono diversi di qua di la"...ora questi ex bambini sono diventati grandi e non mi sembra che nel frattempo sia scoppaita una bomba sociale rispetto a questa questione...
e veniamo a oggi...in questi 20 anni visto che la società si evolve ( nonostante istituzioni statali e religiose provino a rallentare questi cambiamenti) ora un figlio di separati un po' perchè numericamente sono di più un po' perchè la società nel suo insieme non considera dei poveri sfigati questi bimbi non c'è più quest'emarginazione.....

con tutti i blocchi staccati fra loro....
non ci capisco nulla,
se puoi rimettere il tuo pensiero, grazie
e io che li ho messi pensando di essere chiaro..

la prima osservazione era la legata al fatto che un figlio di una coppia omo possa essere traumatizzato perchè diverso dagli amichetti aveva una che di tenero-zuccheroso-stucchevole...:) intendo dire che viviamo in mondo in cui non si può più pensare di essere omologati, uguali, ma siamo tutti diversi, dove diversi assume il suo significato letterale...ed educare un figlio alla cultura del diverso lo potrà aiutare nella vita, dove sempre di più avrà a che fare con mondi diversi dal suo. Esempio stupido: nel mio ufficio ho di fianco un'italiana, di fronte un cinese e in diagonale sulla mia isola una ragazza macedone.
poi ci sono nell'open space 2 uzbeki, un russo, un messicano e un colombiano....tutti diversi, ma superiamo le diversità...è attraverso la convivenza, la tolleranza che si vive bene assieme...
l'altro esempio era legato ai figli dei separati, fino a qualche tempo fa diversi dagli altri bambini. oggi la società è cambiata, i figli di separati sono di più e nessuno fa più caso al fatto che i loro genitori dormano o meno nello stesso letto...non pensi potrebbe succedere una cosa del genere anche x i genitori omosessuali?una società in cui ci si preoccupa dell'amore che un bimbo riceve al posto del sesso, della nazionalitàetc etc dei genitori?

NO
so quanto i bambini possano essere " cattivi "
se poi sono insieme e messi su da qualcuno....
a scuola, in parrocchia, in spiaggia....
ma e' solo una mia pensata che non pretende di insegnare niente a nessuno.
ma scusa ma cosa vuol dire??!allora i figli di poveracci presi in giro perchè straccioni?
o il secchine che non passa i compiti?
o lo sfigato di turno??
di motivi ce ne sono tanti...a prescindere dal sesso dei genitori.....
 
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