<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Nozze tra omossessuali a New York | Page 12 | Il Forum di Quattroruote

Nozze tra omossessuali a New York

spartacodaitri ha scritto:
Appunto ce ne sono gia' troppi, non ti pare ;)
eh il fatto è che spesso i bambini magari sono cattivi di per se, ma spesso sono le famiglie e gli ambienti in cui crescono a fomentarli...e qui mi riallaccio ai figli di separati, fino a qualche anno fa compatiti, presi in giro, fatti sentire diversi, oggi invece equiparati a chi vive in ambienti "tradizionali"
 
giuliogiulio ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
Appunto ce ne sono gia' troppi, non ti pare ;)
eh il fatto è che spesso i bambini magari sono cattivi di per se, ma spesso sono le famiglie e gli ambienti in cui crescono a fomentarli...e qui mi riallaccio ai figli di separati, fino a qualche anno fa compatiti, presi in giro, fatti sentire diversi, oggi invece equiparati a chi vive in ambienti "tradizionali"

scusami se mi permetto: forse una volta i figli di separati potevano generare curiosità negli altri bambini, e adesso di certo non più, anche solo per ragioni statistiche, (soprattutto in città, magari in altre realtà non è ancora così).
però restano esposti a degli stress dovuti alla separazione in sé, non a come viene accettata dagli estranei, che possono essere superati bene ma anche creare difficoltà, o disagi, fino a sindromi vere e proprie.

credo che quello di come vengono fatti sentire dagli altri bambini sia un problema secondario.
 
belpietro ha scritto:
giuliogiulio ha scritto:
spartacodaitri ha scritto:
Appunto ce ne sono gia' troppi, non ti pare ;)
eh il fatto è che spesso i bambini magari sono cattivi di per se, ma spesso sono le famiglie e gli ambienti in cui crescono a fomentarli...e qui mi riallaccio ai figli di separati, fino a qualche anno fa compatiti, presi in giro, fatti sentire diversi, oggi invece equiparati a chi vive in ambienti "tradizionali"

scusami se mi permetto: forse una volta i figli di separati potevano generare curiosità negli altri bambini, e adesso di certo non più, anche solo per ragioni statistiche, (soprattutto in città, magari in altre realtà non è ancora così).
però restano esposti a degli stress dovuti alla separazione in sé, non a come viene accettata dagli estranei, che possono essere superati bene ma anche creare difficoltà, o disagi, fino a sindromi vere e proprie.

credo che quello di come vengono fatti sentire dagli altri bambini sia un problema secondario.
belpy l'avevo già scritto...era per non essere troppo ripetitivo....
 
PanDemonio ha scritto:
EVOLVO ha scritto:
Approfondiamo un po' il concetto di adozione :

Oggi i bambini neonati abbandonati non sono molti (...).
1) Non è carino scopiazzare parti di testo senza mettere il link alla fonte: si dà l'impressione di voler spacciare quanto scritto come partorito dalla propria mente, e non è onesto. Per stavolta provvedo io:

http://www.seborganelmondo.org/inde...ema-delle-origini-nelladozione&catid=1:ultime

2) Capisco che comunicare ad un bambino adottato il suo status di adottato, e quindi l'essere stato oggetto di abbandono e l'avere origini diverse da quelle che ha sempre pensato o ricordato di avere, sia un problema spinoso e meritevole di approfondimento, ma che c'azzecca con la questione dell'omosessualità eventuale dei genitori adottivi e con le difficoltà, da te date per scientificamente provate, nella crescita?

Ritenta, sarai più fortunato.

Il problema dell'adozione lo conosco bene vivendolo molto da vicino, avendo una nipotina cinese adottata, ho fatto copia ed incolla evidentemente non è rimasta la fonte ,lungi da me l'idea del furto intelettuale, mi accontento del mio modesto pensiero, tra le chiacchere e la realtà posso assicurarti c'è una grande differenza. Per esperienza personale l'adozione richiede genitori dotati di una capacità di servizio fuori dal comune, a questo una coppia omosessuale aggiunge ad una situazione difficile ulteriori problematiche di identità di coppia e situazioni davvero al limite della sostenibilità, vedendo le difficoltà che ci sono nella gestione del rapporto figli-genitori adottivi arrivo a dire che spesso la conflittualità di un tale genere di rapporto , possa portare alla disgregazione della coppia. E' una scelta che deve essere fatta in un ottica di servizio ed amore, la faciloneria con la quale viene affrontato il problema è disarmante.
 
EVOLVO ha scritto:
PanDemonio ha scritto:
EVOLVO ha scritto:
Approfondiamo un po' il concetto di adozione :

Oggi i bambini neonati abbandonati non sono molti (...).
1) Non è carino scopiazzare parti di testo senza mettere il link alla fonte: si dà l'impressione di voler spacciare quanto scritto come partorito dalla propria mente, e non è onesto. Per stavolta provvedo io:

http://www.seborganelmondo.org/inde...ema-delle-origini-nelladozione&catid=1:ultime

2) Capisco che comunicare ad un bambino adottato il suo status di adottato, e quindi l'essere stato oggetto di abbandono e l'avere origini diverse da quelle che ha sempre pensato o ricordato di avere, sia un problema spinoso e meritevole di approfondimento, ma che c'azzecca con la questione dell'omosessualità eventuale dei genitori adottivi e con le difficoltà, da te date per scientificamente provate, nella crescita?

Ritenta, sarai più fortunato.

Il problema dell'adozione lo conosco bene vivendolo molto da vicino, avendo una nipotina cinese adottata, ho fatto copia ed incolla evidentemente non è rimasta la fonte ,lungi da me l'idea del furto intelettuale, mi accontento del mio modesto pensiero, tra le chiacchere e la realtà posso assicurarti c'è una grande differenza. Per esperienza personale l'adozione richiede genitori dotati di una capacità di servizio fuori dal comune, a questo una coppia omosessuale aggiunge ad una situazione difficile ulteriori problematiche di identità di coppia e situazioni davvero al limite della sostenibilità, vedendo le difficoltà che ci sono nella gestione del rapporto figli-genitori adottivi arrivo a dire che spesso la conflittualità di un tale genere di rapporto , possa portare alla disgregazione della coppia. E' una scelta che deve essere fatta in un ottica di servizio ed amore, la faciloneria con la quale viene affrontato il problema è disarmante.

La stessa sensazione che ho avuto io leggendo gli interventi.
 
Certamente se l'esempio , criminale aggiungo io,è quello di Elton John dove grazie ai finti evoluti moralisti, l'incoscienza e l'egoismo di tale gesto, viene osannato come una conquista , ottenuta grazie e solamente al denaro e alla prostituzione neanche di persone ma di parte di corpo umano, ancora più incivile che venga permesso ad un oltre 60 enne di adottare un neonato, in barba a tutta la deontologia a cui gli adottandi sono costretti a sottostare.
 
EVOLVO ha scritto:
Per esperienza personale l'adozione richiede genitori dotati di una capacità di servizio fuori dal comune, a questo una coppia omosessuale aggiunge ad una situazione difficile ulteriori problematiche di identità di coppia e situazioni davvero al limite della sostenibilità
Non necessariamente. Ma in effetti è l'unico motivo per il quale, a parità di requisiti, mi sentirei di preferire una coppia etero ad una coppia omo per l'adozione o l'affidamento di un bambino.

vedendo le difficoltà che ci sono nella gestione del rapporto figli-genitori adottivi arrivo a dire che spesso la conflittualità di un tale genere di rapporto, possa portare alla disgregazione della coppia.
Cosa secondo me più facile e probabile in una coppia etero che in una omo, se non altro perché due omosessuali che decidono di "fare coppia" pubblicamente affrontano attacchi alla loro unione tutti i giorni e da tutte le parti.

E' una scelta che deve essere fatta in un ottica di servizio ed amore, la faciloneria con la quale viene affrontato il problema è disarmante.
La faciloneria da parte di chi? Delle istituzioni preposte, degli aspiranti genitori o dei partecipanti a questa discussione?
 
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