Premetto che sono del 1951 e pertanto i miei ricordi d'infanzia risalgono ad anni ancora segnati dal dopoguerra e da pochi denari pur con ottimismo nel futuro che ci attendeva.
Comunque nei miei ricordi di bambino vi era soprattutto il presepe (o presepio) che coinvolgeva sia me e mia sorella nella preparazione ed assumeva un significato quasi magico ed evocativo.
Ricordo che le statuine dei Re Magi le mettevamo nella stanza più lontana e poi le avvicinavamo piano piano giorno dopo giorno.
Iniziammo anche ad allestire gli alberi di Natale, ma solo con addobbi, senza assolutamente doni al di sotto. Al più vi erano i soldini di cioccolato avvolti in stagnola dorata che venivano appesi e "saccheggiati" di nascosto dai bimbi.
I regali, pochissimi, uno o due al massimo arrivavano solo per la befana e spesso erano anche un poco deludenti oltre che di valore modesto.
Ricordo anche le befane organizzate dalle varie aziende per i figli dei dipendenti con o un libro o un mappamondo o la scatola del traforo od i mattoncini per le costruzioni.
Avevamo poco, tutti, grandi e piccoli eppur veramente si respirava una sensazione di partecipazione vera alla festa religiosa.
Non saprei nemmeno dire quando il consumismo ha rovinato tutto ciò per costringerci a riempire gli spazi sotto i nostri alberi di pacchetti e pacchettini in cui tutti debbono ricordarsi di tutti e che ci spinge a rovinarci i giorni di vigilia alla ricerca del regalino utile/simpatico/non troppo costoso.
Con alcuni parenti, mia sorella in testa, abbiamo deciso di rinunciare a questa assurdità e, tra noi, non ci scambiamo più regali ma solo auguri.
A parer mio il vero nemico del Natale non sono i presidi che non vogliono il presepe o il radicale che chiede la rimozione del crocefisso.
Il vero nemico del Natale è la nostra memoria corta che ha consentito che una celebrazione così bella ed intensa scadesse al rango di inno alle spese inutili.
Comunque
Buon Natale di cuore a tutti.
Comunque nei miei ricordi di bambino vi era soprattutto il presepe (o presepio) che coinvolgeva sia me e mia sorella nella preparazione ed assumeva un significato quasi magico ed evocativo.
Ricordo che le statuine dei Re Magi le mettevamo nella stanza più lontana e poi le avvicinavamo piano piano giorno dopo giorno.
Iniziammo anche ad allestire gli alberi di Natale, ma solo con addobbi, senza assolutamente doni al di sotto. Al più vi erano i soldini di cioccolato avvolti in stagnola dorata che venivano appesi e "saccheggiati" di nascosto dai bimbi.
I regali, pochissimi, uno o due al massimo arrivavano solo per la befana e spesso erano anche un poco deludenti oltre che di valore modesto.
Ricordo anche le befane organizzate dalle varie aziende per i figli dei dipendenti con o un libro o un mappamondo o la scatola del traforo od i mattoncini per le costruzioni.
Avevamo poco, tutti, grandi e piccoli eppur veramente si respirava una sensazione di partecipazione vera alla festa religiosa.
Non saprei nemmeno dire quando il consumismo ha rovinato tutto ciò per costringerci a riempire gli spazi sotto i nostri alberi di pacchetti e pacchettini in cui tutti debbono ricordarsi di tutti e che ci spinge a rovinarci i giorni di vigilia alla ricerca del regalino utile/simpatico/non troppo costoso.
Con alcuni parenti, mia sorella in testa, abbiamo deciso di rinunciare a questa assurdità e, tra noi, non ci scambiamo più regali ma solo auguri.
A parer mio il vero nemico del Natale non sono i presidi che non vogliono il presepe o il radicale che chiede la rimozione del crocefisso.
Il vero nemico del Natale è la nostra memoria corta che ha consentito che una celebrazione così bella ed intensa scadesse al rango di inno alle spese inutili.
Comunque
Buon Natale di cuore a tutti.