economyrunner ha scritto:
NEWsuper5 ha scritto:
economyrunner ha scritto:
Brrrr il 10 dicembre gli auguri di Natale ..... da incubo ...
è un pò come dire buongiorno la sera prima augurando il buon giorno successivo, d'altra parte ognuno fa come si sente, io li farò quando sentirò il momento opportuno.
Ci sono forumisti che scrivono una volta ogni due mesi, stile cometa, magari torneranno a fine Gennaio 2016.
Siamo tra la II e la III domenica di Avvento, non certo a Settembre, quindi non ci vedo nulla di male ad augurarsi un felice Natale.
Liberissimo di aspettare l'ora X, ma credo che i tuoi auguri li leggerò con diversi giorni di ritardo
Grazie di avermi concesso questa libertà

al momento in cui mi sentirò di farli li farò e poco me ne frega di chi e quando mi risponderà, non faccio gli auguri per avere consensi,
ne per fare distinzioni di amici e nemici.
Chi di accento ferisce, di accento perisce.
Dalla Treccani:
né cong. [lat. nĕc]. ? Congiunzione negativa corrispondente a e non. Può essere usata per la coordinazione di due o più proposizioni negative: non me l?ha mai detto né scritto; ha raccomandato di non fiatare né muoversi per nessuna ragione; o anche per unire, in una proposizione negativa, due o più elementi che compiono il medesimo ufficio; in questo secondo caso, il né va ripetuto davanti a ciascun elemento: né io né lui ci siamo andati; non mi fa né caldo né freddo, non me ne importa nulla; il mio debole parere sarebbe che non vi fossero né sfide, né portatori, né bastonate (Manzoni); né piu né meno, non diversamente, esattamente in quella quantità o in quel modo; né punto né poco (o né poco né molto), niente affatto. Nel caso di due o più proposizioni coordinate, l?uso del né al posto del non davanti alla prima proposizione serve a dare maggior rilievo alla negazione, con valore analogo a quello di un polisindeto: né lo pretendo né lo desidero; né fa né lascia fare. Come congiunzione coordinativa tra una proposizione positiva e una negativa è di uso letter.: ha preso la sua decisione, né io lo rimprovero; Spargendo ancor pel volto il primo fiore Né avendo il bel Iulio ancor provate Le dolci acerbe cure che dà Amore (Poliziano); travagliosa Era mia vita: ed è né cangia stile (Leopardi); e di uso letter. o poet. è anche la collocazione all?inizio della frase: Né mai più toccherò le sacre sponde (Foscolo). È ant. col sign. di neanche (o non perciò, o sim.): Se la donna s?affligge e si lamenta, Né di Ruggier la mente è più quieta (Ariosto). ◆ Seguita da parola con consonante scempia iniziale, ne produce, conforme all?etimologia, il rafforzamento fonetico, espresso dall?ortografia nelle parole composte (per es., nemmanco, nemmeno, neppure), altrimenti sottinteso (per es. né io né tu ?né ìo né ttu?). Rara, anche nel verso, la forma eufonica ned (v.).