Io invece credo che la mentalità che ha generato tali atteggiamenti sia tutt'altro che estinta, specie se pensiamo a tutti coloro che, essendo venuti al mondo quando questo circo già si era messo in moto, nessuna altra mentalità hanno avuto modo di conoscere e assimilare.key-one ha scritto:...Credo che l'atteggiamento debitorio e spendaccione che tu stigmatizzi sia ormai purtroppo più un ricordo del passato che una fotografia fedele del presente italico...
Se così non fosse, tanto per fare un esempio, visto che la crisi è in atto da almeno due o tre anni, in questi due o tre anni avremmo dovuto vedere un crollo verticale e quasi azzeramento del ricorso al credito al consumo relativo ai beni voluttuari (= gran parte degli acquisti), che invece NON si è verificato affatto. Anzi, il ricorso al debito per "comprare" automobili e telefonini ecc. ecc. viene ancora e sempre più pubblicizzato e suggerito come del tutto normale e positivo, addirittura "salutare" per l'economia e la collettività.
Beh, dipende dai punti di vista....normalizzare e raffreddare gli stili di vita di ceti medi ed operai ed anche ... a ingrigirli , impoverirli e deprimerli...
Se io mi sono abituato a considerare "colorato" e "sereno" uno stile di vita basato sul sistematico indebitarmi per concedermi ciò che in realtà non potrei permettermi e sul non mettere da parte dei risparmi dando per scontato che il mio reddito continuerà a aumentare a tempo indeterminato (e comunque certamente non calerà) grazie alla grande sorella crescita, ovviamente percepirò come deprimente e grigio un qualsiasi ritorno alla... normalità. Ciò nulla toglie, però, alla anomalia e alla illusorietà del castello di carta che mi ero costruito.
Anche qui, dipende dal significato che diamo alle parole....E questo , ne converrai , non è certo un bene !...
Abbandonare uno stile di vita basato sul bluff e sul sistematico indebitamento, su di un benessere in gran parte "finto" (capace tra l'altro di ingannare molti stranieri lasciando loro credere che a casa nostra si navighi in un oro che in realtà non c'è, con tutte le relative conseguenze...) per passare ad una situazione senza dubbio meno sfavillante ma molto più concreta e robusta non mi suona necessariamente come un male. Anzi.
Insomma, è più "veramente" invidiabile il vicino di casa che gira in nuovissimo supersuv e va in ferie 4 volte l'anno ma è sommerso dai debiti perché non ha ancora pagato né il suv né le ferie degli ultimi 5 anni oppure quello che ha una berlina 1800 "vecchia" di 5 anni e va una settimana al mare in giugno ma non ha debiti di sorta sulle spalle (e su quelle dei suoi familiari, figli compresi) e dispone di un po' di risparmi che forniscono alla famiglia la capacità di affrontare senza immediato tracollo e panico gli eventuali (prevedibilissimi) imprevisti della vita?
Non c'è una risposta esatta o una risposta sbagliata in senso assoluto. In fin dei conti, infatti, è in gran parte come dicevo una questione di mentalità, di cultura, di priorità, di modo di intendere e mettere in pratica i concetti di benessere, serenità, previdenza.
Si possono ovviamente avere visioni diverse e fare scelte diverse, ognuna delle quali peraltro è inderogabilmente accompagnata dalle proprie ben precise conseguenze, immediate e a medio e lungo termine; quando queste si presentano all'appello non è che ci si possa più di tanto stupire o arrabbiare.
Per meglio dire: si può stupirsi o arrabbiarsi, ma non è cosa molto sensata e, soprattutto, non è cosa che possa far magicamente svanire quelle conseguenze. O no?