<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1500520490268011&amp;ev=PageView&amp;noscript=1"> Ma ha senso il sistema sanitario nazionale ... | Page 4 | Il Forum di Quattroruote

Ma ha senso il sistema sanitario nazionale ...

economyrunner ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Una riflessione a latere...

...lo scandalo non è tanto sito nel SSN quanto nel SSR...

...il vero turning point è stato parcellizzare con le USL, poi le ASL, o le AUSL O AOSL, le AO, i Policlinici Univcersitari, le Fondazioni, le IRCC, IRCCS... un vero guazzabuglio di tipologie con "mission" (scopi) differenti, gestite da politici trombati o da loro portaborse, baroni universitari, faccendieri e mercanti vari...

...io auspicherei una sanità a carattere nazionale ma ancor meglio comunitaria, gestita da un comitato di "probiviri" (saggi competenti a livello scientifico) per indicare destinazione e via per raggiungerla, e da seri amministratori per la gestione...

Invece ognuno cura il suo orticello, infischiandosene di strategie di servizio nazionale o di territorio, senza contare che i "manager" oggi dirigono questo ospedale, tra tre anni quell'altro, e poi un altro ancora con giri di valzer politici pre e/o post elettorali.

Fare sanità è prima capire statisticamente ed epidemiologicamente le necessità di una popolazione e di suoi particolari gruppi territoriali, magari molto differenti (si pensi alla Sardegna e le sue peculiarità per esempio) e poi una visione non a lungo termine magari ma a mediolungo termine sì.

Condivido totalmente.
e ciò non ti inquieta?
 
pi_greco ha scritto:
economyrunner ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Una riflessione a latere...

...lo scandalo non è tanto sito nel SSN quanto nel SSR...

...il vero turning point è stato parcellizzare con le USL, poi le ASL, o le AUSL O AOSL, le AO, i Policlinici Univcersitari, le Fondazioni, le IRCC, IRCCS... un vero guazzabuglio di tipologie con "mission" (scopi) differenti, gestite da politici trombati o da loro portaborse, baroni universitari, faccendieri e mercanti vari...

...io auspicherei una sanità a carattere nazionale ma ancor meglio comunitaria, gestita da un comitato di "probiviri" (saggi competenti a livello scientifico) per indicare destinazione e via per raggiungerla, e da seri amministratori per la gestione...

Invece ognuno cura il suo orticello, infischiandosene di strategie di servizio nazionale o di territorio, senza contare che i "manager" oggi dirigono questo ospedale, tra tre anni quell'altro, e poi un altro ancora con giri di valzer politici pre e/o post elettorali.

Fare sanità è prima capire statisticamente ed epidemiologicamente le necessità di una popolazione e di suoi particolari gruppi territoriali, magari molto differenti (si pensi alla Sardegna e le sue peculiarità per esempio) e poi una visione non a lungo termine magari ma a mediolungo termine sì.

Condivido totalmente.
e ciò non ti inquieta?
se ti riferisci alla situazione ssn no, sono già inquietato conoscendo i retroscena da anni

sul fatto che sono d'accordo con te no, non mi inquieta sono cose che possono accadere, chissà forse una congiunzione astrale favorevole, un allineamento di pianeti e balls come dice Ari, boh o semplicemente che la penso come te sulla questione. :lol:

tu invece te ne meravigli parecchio vedo, pare quasi che ti dia fastidio ... ;)
 
alexmed ha scritto:
Per certe visite di controllo basta armarsi di pazienza.
Ed avere fortuna

Esempio controllo oculistico aspettato sei mesi, ma mica avevo fretta.
A nostra figlia dovevamo fare verso i due anni un controllo oculistico viste possibili familiarità con alcune patologie.
Su stressante invito della nostra pediatra di base ci affidiamo al pubblico (hanno le attrezzature migliori la struttura bla blal bla)
L'oculista (in un ospedale infantile, tra l'altro) aveva zero capacità di interagire con i bambini (tanto che la piccola è uscita piangendo), ma non ha mancato di farmi sapere che riceve privatamente. Il responso fu l'adozione di occhiali correttivi: al mio dubbio (per esigenze personali, non sono del tutto a digiuno della materia) mi rispose con tono saccente che aveva fatto esame obiettivo e soggettivo con tre metodi alternativi e che sonn non adotattavamo gli occhiali subito, da grande avrebbe avuto seri problemi.
Mandandolo mentalmente a ffan ... brodo, io cerco alcuni riscontri su un dubbio che avevo circa l'utilizzo dell'autorefrattometro in età infantile. Prendiamo appuntamento dal nostro oculista, che, a parte l'empatia che riesce subito a trovare con la bambina (avevamo grossi problemi a rifare la visita perché non ne voleva più sapere), smonta in pochi minuti l'intero teorema del primo diversamente medico. Questo non è, purtroppo, un caso isolato
 
Trotto@81 ha scritto:
In definitiva, siete per l Sanità pubblica o privata? Non esiste una via di mezzo.
Le vie di mezzo esistono eccome se esistono.
Ma se vuoi essere manicheo, per l'esperienza di vita personale, voto per la sanità privata con sistema mutualistico e boccio quasi completamente l'attuale sistema assistenziale (il buon Procida mi perdonerà, spero)

Ho avuto esperienze negative sia dal privato che dal pubblico, ma esse sono state relativemente poche nel privato e relativamente molte nel pubblico. La ragione è evidente, nel privato chi sbaglia paga la sanzione del cattivo nome, nel pubblico la struttura ti copre quasi sempre (già il fatto che i medici legali siano strutturati nelle aziende pubbliche la dice lunga ...)

alexmed ha scritto:
Io pubblica, come la scuola.
Anche l'istruzione è uno dei temi sensibili. Non contesto assolutamente la contribuzione fiscale per la scuola pubblica, ma, vivaddio, se decido di fare a meno del servizio pubblico lasciando spazion libero a chi, magari, ne ha più bisogno, e di pagarmene uno privato, che possa dedurre/detrarre almeno una quota delle spese, perché pagare due volte mi pare profondamente ingiusto.
 
Troppe variabili per casi negativi e positivi in ambo gli ambiti, troppa dipendenza dagli operatori per impossibilità di standardizzare e protocollare le modalità di lavoro per manifesta intolleranza degli italici operatori sanitari alle regole...

... però l'approccio di una struttura privata ed una pubblica resta differente, tanto nella scuola quanto nella sanità, quanto nei trasporti e nei servizi in genere... quello che latita è il controllo degli organi pubblici preposti...
 
U2511 ha scritto:
Le vie di mezzo esistono eccome se esistono.
Ma se vuoi essere manicheo...
Ho chiesto la tua opinione, che rispetto, non ero però desideroso di essere etichettato da chi non mi conosce.
Sono per la democrazia, per la tutela della persona e non per la rincorsa del profitto, cosa che nel privato è la priorità, qualunque sia l'ambito.
La gestione manageriale dello Stato è la più grande fesseria partorita dal frame pro lobby.
Questa è la mia opinione.
 
pi_greco ha scritto:
Troppe variabili per casi negativi e positivi in ambo gli ambiti, troppa dipendenza dagli operatori per impossibilità di standardizzare e protocollare le modalità di lavoro per manifesta intolleranza degli italici operatori sanitari alle regole
La cosa peggiore contro cui ci si scontra è proprio il "protocollo sanitario".
Non sono un medico, solo un paziente: le soluzoini migliori le abbiamo fatte sempre "fuori protocollo", ma non dico che sia sbagliato il protocollo in se, quanto forse l'applicazione, magari troppo rigida e senza flessibilità. Ho la sensazione che il protocollo, da metodologia di approccio nell'interesse del paziente, sia diventato unicamente o quasi un pilastro della medicina difensiva.
 
Trotto@81 ha scritto:
U2511 ha scritto:
Le vie di mezzo esistono eccome se esistono.
Ma se vuoi essere manicheo...
Ho chiesto la tua opinione, che rispetto, non ero però desideroso di essere etichettato da chi non mi conosce.
Sono per la democrazia, per la tutela della persona e non per la rincorsa del profitto, cosa che nel privato è la priorità, qualunque sia l'ambito.
La gestione manageriale dello Stato è la più grande fesseria partorita dal frame pro lobby.
Questa è la mia opinione.

Manageriale no ma una gestione meglio controllata e meno politicizzata, come suggeriva giustamente PiGreco, SI.
Ci vorrebbe un sistema che tenesse conto del feedback degli utenti, un reparto che fa schifo, non funziona a dovere deve subire sanzioni e non parlo di produttività parlo di funzionalità ovvero assolvimento delle funzioni.
Possibile che non c'è un controllo su un reparto con tempi di attesa di mesi?
 
U2511 ha scritto:
pi_greco ha scritto:
Troppe variabili per casi negativi e positivi in ambo gli ambiti, troppa dipendenza dagli operatori per impossibilità di standardizzare e protocollare le modalità di lavoro per manifesta intolleranza degli italici operatori sanitari alle regole
La cosa peggiore contro cui ci si scontra è proprio il "protocollo sanitario".
Non sono un medico, solo un paziente: le soluzoini migliori le abbiamo fatte sempre "fuori protocollo", ma non dico che sia sbagliato il protocollo in se, quanto forse l'applicazione, magari troppo rigida e senza flessibilità. Ho la sensazione che il protocollo, da metodologia di approccio nell'interesse del paziente, sia diventato unicamente o quasi un pilastro della medicina difensiva.
Non è così, i protocolli sono una guida unica e verificabile, comunque applicati con scienza e coscienza, sul fuori protocollo come panacea mi vengono i brividi...
 
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