Una religione vissuta in modo normale presuppone che tu ti attenga alle sue regole altrimenti ne sei automaticamente fuori o quantomeno anormale.bumper-morgan ha scritto:il fondamentalismo è sempre sbagliato; la mia considerazione era quindi tra laicismo e una religione vissuta in modo "normale".cognizionezerozero ha scritto:bumper-morgan ha scritto:è l'altra faccia della stessa medaglia; anche il laico ha una sua visione, un suo credo al quale fare riferimento.
secondo me no.
laico non vuol dire ateo: vuole semplicemente dire cercare di separare al meglio possibile concetti etici e morali di interesse generale dalle interpretazione particolari che ne danno religioni, ideologie e - più in generale - "usi e costumi".
che questa sia una cosa difficile siamo d'accordo tutti, ma devi ammettere che in linea di principio lo Stato massimamente laico è l'unico che non potrà mai cadere nel fondamentalismo (politico o religioso che sia) proprio perchè trova nella pluralità di interpretazioni della realtà il metro con il quale valutare le proprie azioni.
ovviamente, uno stato che fa - per interesse o miopia - propri i dettami religiosi (ad esempio) di una certa confessione, non avrà in seguito gli anticorpi per difendersi da altre contaminazioni: una volta che si è accettata acriticamente una posizione dottrinale, qualunque altra che riesca a prenderne il posto sarà ugualmente accetta.
ciao!
Concordo quando dici che il laicismo non vuol dire ateismo.
Tuttavia anche anche la politica potrebbe essere vissuta in modo eccessivo e quindi fondamentalista,;ciò è tipico di certi regimi dittatoriali.
Tutto sta quindi nella giusta misura.
Detto ciò, lo stato dovrebbe essere laico ed ACONFESSIONALE (che non è ateo, ma ci va vicino).